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giovedì 28 febbraio 2019

Pdf – Il Martirio di San Policarpo di Smirne

 
S. Policarpo, discepolo di S. Giovanni, era vescovo di Smirne, in Asia Minore. Condannato al rogo nel 156 a 86 anni, accettò il martirio con animo forte e sereno. Il racconto del suo arresto e del suo supplizio ci mostra la sua calma ammirevole e la venerazione con la quale i cristiani di Smirne circondavano il loro vecchio vescovo, è una delle più belle pagine che ci abbia lasciato l’antichità cristiana. 

Questa carta è una testimonianza diretta di un suo discepolo. 

mercoledì 27 febbraio 2019

Arte e Fede: La Nave

La nave è un simbolo ricco di significato, molto noto e diffuso nei popoli precristiani mediterranei per i quali è simbolo del viaggio della morte e dell'immortalità. Nel cristianesimo sin dalle origini, nel II-III secolo, la nave appare nelle opere catacombali e negli scritti dei Padri dei primi tre secoli. Anche in Palestina, tra i simboli cristiani arcaici degli ossari appare la barca. (E.Testa, 1960 p 6).

Si discute se questo simbolo derivi dalla tradizione ebraica o dalla simbolica greca. Le immagini marittime non sono famigliari alla Bibbia. Israele non è un popolo marinaro, come invece, sono i greci che solcavano il Mediterraneo; in essi si trova l'allegoria della nave dello stato e Platone descrive i vantaggi di questa nave ben governata dal suo timoniere (M.Lurker p.130). Nella letteratura ebraica, la tempesta è data dalle prove, sia personali sia collettive, la cui liberazione può venire solo dalla potenza di Dio e dalla preghiera. La nave è vista nell'ottica della salvezza dal naufragio; l'arca in cui Noè trovò rifugio lui e i suoi, indica anche il viaggio felice dell'anima in questa vita verso l'eternità.

I cristiani, nei monumenti funerari, hanno ripreso il simbolismo della nave come segno di speranza e di eternità, utilizzandolo subito per esprimere due temi precisi: la Chiesa e la Croce.

Il simbolismo ecclesiale della nave risale ai sec II-III. Tertulliano è il primo a farne un simbolo esplicito della Chiesa, identificando nella nave in tempesta (Mc. 4,35-41) la Chiesa delle origini, travagliata dalle persecuzioni.

Nello Pseudo Clemente (sec III) si dice: Il corpo intero della Chiesa è come una grande nave che trasporta uomini di provenienza molto diversa segue poi una lunga allegoria in cui Dio è proprietario della nave, Cristo il pilota, il vescovo la vedetta, i presbiteri sono i marinai i diaconi i capi rematori, i catechisti gli aiutanti (J.Danièlou p. 70). Un testo delle Costituzioni apostoliche del sec. IV, sull'ordinazione dei vescovi dice: Quando riunisci la Chiesa sii vigile come il pilota di una grande nave Prescrivi ai diaconi come a dei marinai di indicare il proprio posto ai fratelli, come a dei passeggeri. Uno scritto del sec II precisa: Cristo è il pilota espertoLa prua (della nave) è verso l'oriente la sua poppa verso l'occidente, la sua carena verso il mezzogiorno. Ha come timoni i due testamenti. Ha marinai a destra e sinistra come angeli custodi che la proteggono. I cavi che collegano alla cima dell'albero sono come gli ordini dei profeti, dei martiri, degli apostoli (Id. p71) Anche Ignazio di Antiochia nel I secolo dice: La santa Chiesa somiglia una nave costruita di legni diversi ci sono ordini diversi nella chiesa e le persone sposate vi hanno il loro posto.

L'altra ben nota simbologia della nave è la Croce che appare sin dal II secolo. L'antenna orizzontale che taglia l'albero gli dà la forma della croce; probabilmente è il significato più antico della nave che persisterà anche quando questa sarà identificata con la Chiesa; l'albero della nave-chiesa rimarrà simbolo della Croce di Cristo, come la cita Giustino, sec II, nell'Apologia. Nel dipinto catacombale della Via Anapo, l'albero della nave di Giona, ha la forma di croce.
Le prime rappresentazioni cristiane della nave, appaiono nell'arte sepolcrale sin dal III sec. e rinviano simbolicamente all'iter del defunto verso il porto dell'eternità.

Documentario su San Tommaso d'Aquino


Documentario sul nostro caro e amato San Tommaso d’Aquino.

Questo documentario l'ho trovato in YouTube e purtroppo manca il finale… comunque, sicuramente, sono 30 minuti edificanti…

martedì 26 febbraio 2019

Matteo, Capitolo 21, Versetti 23-27


Ed essendo venuto nel tempio gli si avvicinarono, mentre insegnava, i principi dei sacerdoti e gli anziani del popolo dicendo: Con quale potere fai queste cose? E chi ti ha dato questo potere? Rispondendo Gesù disse loro: Vi farò anch'io una domanda, e se mi rispondete anch’io vi dirò con quale potere faccio queste cose. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini? Ma essi pensavano fra loro dicendo: Se diciamo: Dal Cielo, ci dirà: Perché dunque non gli avete creduto? Se invece diciamo: Dagli uomini, temiamo la folla: tutti infatti ritenevano Giovanni come un profeta. E rispondendo a Gesù, dissero: Non sappiamo. E anch'egli disse loro: Neppure io vi dico con quale potere faccio queste cose.

Crisostomo: Dato che i sacerdoti avevano visto che Gesù Cristo era entrato nel tempio con gran pompa, erano tormentati dall’invidia. Così, non potendo sopportatore nel proprio cuore l’ardore dell’invidia che incalza alzano la voce; per cui si dice: Ed essendo venuto nel tempio gli si avvicinarono, mentre insegnava, i principi dei sacerdoti e gli anziani del popolo dicendo: Con quale potere fai queste cose? Crisostomo: Dato che non potevano diffamarlo per i suoi miracoli, si decidono a riprenderlo perché proibiva loro di vendere nel tempio, come se dicessero: forse ti sei appropriato del trono del magistero? Sei un sacerdote consacrato, dato che hai dimostrato tanto potere? Crisostomo: Per il fatto che aggiungono: E chi ti ha dato questo potere?, manifestano che vi sono alcuni che danno dei poteri ad altri uomini, sia nell’ordine materiale sia in quello spirituale. Come se dicessero: Non sei nato da una famiglia sacerdotale. Il Senato no te l’ha concesso, e neppure Cesare te l’ha dato. Però, se avessero creduto che ogni potere viene da Dio, mai gli avrebbero domandato: chi ti ha dato questo potere? Infatti ogni uomo giudica col proprio metro degli altri: il fornicatore non crede che ci possa essere qualcuno che sia casto, e il casto non sospetta facilmente del lascivo. Così colui che non è sacerdote secondo Dio non crede che il sacerdote di un altro venga da Dio.

Girolamo: In queste parole gli fanno la stessa offesa che avevano fatto in precedenza quando dissero (12. 24): «Scaccia i demoni in nome di Beelzebul, principe dei demoni». Quando infatti dicono: Con quale potere fai queste cose?, dubitavano del suo potere divino e insinuano che ciò provenga dal diavolo. Aggiungendo poi: chi ti ha dato questo potere?, evidentissimamente negano il Figlio di Dio, che considerano uno che fa prodigi non per le proprie forze, ma in virtù di poteri alieni. Il Signore poteva respingere quella calunnia dei suoi tentatori per mezzo di una condanna chiara, però li interrogò con molta prudenza perché essi si condannassero da se stessi o col proprio silenzio o con la propria sapienza: per cui segue: Rispondendo Gesù disse loro: Vi farò anch'io una domanda.

lunedì 25 febbraio 2019

Matteo, Capitolo 21, Versetti 17-22


E lasciatili se ne andò fuori della città a Betania e lì si fermò. Il mattino ritornando in città ebbe fame e vedendo un albero di fico lungo la via venne ad esso e non trovò nulla se non foglie, e disse: Non nasca più da te frutto in eterno. E subito il fico si seccò. E vedendo, i discepoli si meravigliarono dicendo: In che modo si inaridì subito? Gesù rispondendo disse loro: In verità vi dico, se avrete fede e non esiterete, non solo farete così di un fico, ma anche se direte a questo monte: Lévati e gettati nel mare, ciò avverrà. E tutto ciò che chiederete nella preghiera credendo lo riceverete.

Crisostomo: Si vince meglio la malizia degli uomini cedendo che rispondendo, poiché la malizia non ascolta ragioni, ma si eccita con esse. Per questo il Signore si propose di vincere, separandosi, coloro che non vinse rispondendo loro; per cui si dice: E lasciatili se ne andò fuori della città a Betania. Girolamo: In ciò si deve comprendere che sebbene il Signore fosse tanto povero, non adulò nessuno per meritare un’ospitalità in quella grande città, dove non trovò un’abitazione in cui riposare. Però la trovò in un paese piccolo, dove abitavano Lazzaro e le sue sorelle. Questo paesino si chiamava Betania; per cui segue: e li si fermò.

Crisostomo: Non venne al fico perché avesse fame, ma per i suoi discepoli: infatti come da ogni parte faceva del bene e non castigava nessuno, conveniva far conoscere anche il suo potere di castigare. Non volle tuttavia dimostrarlo sugli uomini ma su una pianta. Ilario: E in ciò troviamo una prova della bontà di Gesù Cristo, poiché, quando volle mostrare un esempio della salvezza che aveva procurato, esercitò il suo potere sopra i corpi degli uomini, e manifestò mediante la cura delle infermità attuali un’immagine delle cose future e la salvezza dell’anima. Però, ora che sta per stabilire la maniera con cui tratterà i ribelli, usa la condanna di un albero come immagine del futuro. Per cui segue: E disse: Non nasca più da te frutto in eterno.

E tutto ciò che chiederete nella preghiera credendo lo riceverete. Crisostomo: Infatti i discepoli di Cristo non chiedono ciò che non conviene, e dato che credono nel loro divino Maestro non chiedono altro che cose grandi e spirituali. Rabano: Quando non siamo ascoltati nel chiedere qualche cosa è perché chiediamo qualcosa di contrario alla nostra salvezza, o anche perché lo impedisce la malizia di coloro per i quali chiediamo. Oppure si differisce in futuro l’esaudimento della grazia domandata perché crescano i desideri e si riceva più perfettamente il bene che si domanda.

giovedì 21 febbraio 2019

San Tommaso d'Aquino - Somma Teologica (Summa Theologiae)


Poiché il dottore della verità cattolica deve istruire non solo gli iniziati, ma gli tocca anche insegnare ai principianti, secondo il detto dell'Apostolo: "come a neonati in Cristo, vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido" (cf. 1 Cor 3, 1-2); l'intento che ci proponiamo in questo lavoro è di esporre ciò che concerne la religione cristiana in modo confacente alla istruzione dei principianti.

Abbiamo infatti notato che i novizi di questa dottrina si trovano assai impicciati in ciò che fu scritto da vari autori: in parte per la moltiplicazione di questioni, articoli e argomenti inutili; in parte anche perché le cose, che costoro devono necessariamente imparare, non sono trasmesse come [vorrebbe] l'ordine della disciplina, ma come richiedeva la spiegazione di [certi] libri o secondo come si presentava l'occasione della disputa; in parte anche perché la frequente ripetizione delle stesse cose generava fastidio e confusione negli animi degli uditori.

Cercando quindi di evitare tutto questo, cercheremo, non senza confidenza nell'aiuto divino, di esporre quanto compete alla sacra dottrina in breve e con chiarezza, per quanto la materia ne può essere oggetto.

Dal Proemio della Somma Teologica.


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In questo post potete trovare tre alternative:

mercoledì 20 febbraio 2019

Tutto su San Tommaso D’Aquino (Opere, Articoli, Preghiere, Canti, Video, Film, Documentari, Cartoni etc.)

8 Consigli di San Tommaso per Migliorare la Propria Fede

Cartone Animato su San Tommaso d'Aquino

Catechesi del Papa Benedetto XVI su San Tommaso d'Aquino

Commento all’Ave Maria

Dizionario Enciclopedico del Pensiero di S. Tommaso d'Aquino

Documentario su San Tommaso d'Aquino 

Film - San Tommaso D'Aquino (1975)

Il "Dottore Angelico", Santo Tommaso d'Aquino, ci Parla della Legittima Difesa

Il Tesoro dei Padri in San Tommaso: la Catena Aurea

Inno Eucaristico di San Tommaso d'Aquino: Pange Lingua

Inno Eucaristico di San Tommaso d'Aquino: Verbum Supernum 

Le Ultime Scoperte Fisiche ed Astrofisiche danno Ragione a San Tommaso d'Aquino 

Lettera di San Tommaso d'Aquino a uno Studente 

Monsignor Marcel Lefebvre - Itinerario Spirituale seguendo San Tommaso d’Aquino: Prologo

Non hai Molto Tempo e Desideri Conoscere la Filosofia di san Tommaso? Leggi questo Articolo

Orazione di S. Tommaso d'Aquino prima dello Studio (Latino-Italiano)

Padre Ignacio Andereggen - San Tommaso d'Aquino, Psicologo

Papa Benedetto XVI spiega San Tommaso d'Aquino ed il Rapporto Inscindibile fra Fede e Ragione

Preghiera di San Tommaso d'Aquino: O Sacro Convito

Preghiera di San Tommaso d'Aquino a Gesù Crocifisso

Preghiera di San Tommaso d'Aquino per Ottenere il Dono della Purezza

Preghiera di San Tommaso d'Aquino per Ottenere il Perdono dei Peccati

Preghiera di San Tommaso d'Aquino per Ottenere le Virtù

Preghiera di San Tommaso d'Aquino per Regolare la Vita con Sapienza

Preghiera di San Tommaso d'Aquino per Rendere Grazie

Preghiere di San Tommaso d'Aquino prima e dopo la Comunione

Santo Tommaso d’Aquino - Commento al Padre Nostro con Note

San Tommaso d’Aquino - Conoscere la Verità

San Tommaso d’Aquino: Immigrazione con Relativa Invasione o Tolleranza a Doppio Zero?

San Tommaso d’Aquino - La Grazia di Dio

San Tommaso d'Aquino - La Parola della Croce è Forza di Dio per Coloro che si Salvano

San Tommaso d'Aquino - Opuscoli Teologico - Spirituali

San Tommaso d'Aquino - Preghiera alla Madonna

San Tommaso d'Aquino - Somma Teologica (Summa Theologiae)

Sequenza Lauda Sion Salvatorem con Video

Storia della Reliquia dell'Avambraccio di San Tommaso d'Aquino

 

In aggiornamento...

 

martedì 19 febbraio 2019

Film - San Tommaso D'Aquino (1975)


In questo film Leandro Castellani fa la biografia di un personaggio abbastanza ostico per lo schermo, il santo e filosofo del tredicesimo secolo Tommaso d'Aquino.


Film abbastanza introvabile e poco conosciuto… :-)


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Anno: 1975

Paese:

Regista: Leandro Castellani

Attori: Pietro Biondi, Renato Montalbano, Elena de Merick


lunedì 18 febbraio 2019

Matteo, Capitolo 21, Versetti 10-16


Ed essendo entrato in Gerusalemme tutta la città si agitò dicendo: Chi è costui? Ma il popolo diceva: E’ Gesù il profeta da Nazaret di Galilea. E Gesù entrò nel tempio di Dio e scacciava tutti i venditori i compratori nel tempio e rovesciò le tavole dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: E’ scritto: «La mia casa sarà chiamata casa di preghiera, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri». E si accostarono a lui ciechi e zoppi nel tempio, e li guarì. Ma i principi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le cose mirabili che faceva e i bambini che gridavano nel tempio dicendo: Osanna al figlio di Davide, si indignarono e gli dissero: Senti che cosa dicono? Ma Gesù disse loro: Certamente. Non avete letto: «Dalla bocca degli infanti e dei lattanti ti sei procurato la lode?».

Ed essendo entrato in Gerusalemme tutta la città si agitò dicendo: Chi è costui? Crisostomo: Si meravigliano con ragione quando vedono quella cosa mirabile: un uomo era reclamato come Dio e Dio era lodato in un uomo. Io credo che neppure gli stessi che lo acclamavano sapessero ciò che acclamavano, però lo Spirito Santo, essendo entrati in essi all’improvviso, ispirava loro queste parole di verità.

Rabano: Si deve notare che questa entrata di Gesù a Gerusalemme si verificò cinque giorni prima della Pasqua. Infatti Giovanni riferisce che sei giorni prima della Pasqua era venuto a Betania, e che sul far del giorno era salito su un asinello ed era venuto a Gerusalemme. In ciò si deve notare la grande conformità dell’Antico e del Nuovo Testamento non solo nelle cose, ma anche nei tempi. Nel giorno decimo del mese primo era comandato che si portasse a casa l’agnello che si doveva immolare nella Pasqua; poiché anche il Signore il decimo giorno dello stesso mese, ossia cinque giorni prima della Pasqua, sarebbe entrato nella città in cui avrebbe patito.

Segue: E Gesù entrò nel tempio di Dio. Crisostomo: Era proprio di un buon figlio passare subito alla casa di suo padre per tributarli l’onore dovuto. E anche tu, che devi imitare Gesù Cristo, quando entri in qualche città devi per prima cosa andare in chiesa. Ciò era proprio anche di un buon medico, poiché, quando entra in una città ammalata per curarla, deve in primo luogo conoscere il principio della sofferenza, poiché come dal tempio esce tutto il buono, così dal tempio procede tutto ciò che è cattivo. Quando il sacerdozio è buono, tutta la Chiesa fiorisce, mentre se è cattivo tutta la fede si debilita. Come infatti, quando vedi un albero che ha le foglie gialle, capisci che ha qualche vizio alla radice, così, quando vedi un popolo indisciplinato, senza dubbio comprendi che il suo sacerdozio non è sano.

Segue: e scacciava tutti i venditori i compratori. Girolamo: Si deve tenere in conto che nel tempio che si venerava in tutta la terra e al quale confluiva il popolo da quasi tutte le regioni dei Giudei, si sacrificavano, secondo i precetti della legge, innumerevoli vittime, specialmente nei giorni festivi, di tori, di agnelli e di capri; e affinché i poveri non tralasciassero di offrire i propri sacrifici, era comandato che questi offrissero pulcini di colombe e tortore. Però succedeva che quelli che venivano da lontano non avessero vittime. Perciò i sacerdoti inventarono il modo di sfruttare il popolo e vendergli gli animali necessari per il culto, in modo che vendevano a quelli che non avevano vittime e tornavano a ricevere quelle che erano state comprate. Questa manovra astuta rimaneva frequentemente compromessa per la povertà dei pellegrini, che mancavano di risorse, e non solo non portavano le vittime, ma neanche avevano con che comprarle. Per questo misero lì dei banchieri che davano danaro prestato sotto cauzione; e dato che era comandato nella legge che nessuno desse del denaro con usura, e non poteva essere di nessun vantaggio dare prestiti che non rendevano interesse e nei quali a volte si perdeva il capitale, inventarono un altro artificio, cioè un’altra furberia, convertendo quelli che prestavano dietro pegno in «collibisti», parola che non ha un equivalente in latino. La parola greca «colliba» significa in latino piccoli profitti, o «tragemata», come ceci tostati, uva passa e mele di diversi generi. Perciò, dato che i collibisti non potevano ricevere usura in moneta, la ricevevano in natura; e così ciò che non si poteva esigere in danaro lo esigevano in queste cose, che venivano comprate con danaro, come se Ezechiele non si riferisse a ciò quando diceva (18, 17): «Non riceverete usura né sovrabbondanza alcuna». Quando il Signore vide nella casa del Padre una negoziazione o un latrocinio di questo tipo, eccitato dall’ardore del suo spirito scacciò dal tempio una così grande moltitudine di persone.

venerdì 15 febbraio 2019

Una delle Prime Rappresentazioni Iconografiche di Gesù: La Patena di Vetro del IV Secolo

Gli scavi del sito archeologico di Cástulo (Jaén), a circa cinque chilometri da Linares, hanno portato alla luce una patena del IV secolo con le manifestazioni dell’iconografia cristiana su questo supporto più antiche e meglio conservate nella Penisola iberica, e tra le poche al mondo.

La patena, presentata al Museo di Linares, è realizzata in vetro di tonalità verdastra, ha un diametro di 22 centimetri ed è alta circa 4 centimetri. Il suo stato di conservazione è eccezionale.

La patena con l’immagine di Cristo nella sua Maestà è stata rinvenuta all’interno di un edificio destinato al culto religioso, eretto nella seconda metà del IV secolo d.C. e utilizzato solo per un secolo.

David Expósito, coordinatore dello studio di materiali del progetto Forvm MMX, ha spiegato che tutti sono entusiasti per ciò che rappresenta per quest’opera, perché “in Spagna non ce n’è nessuna simile, e questo pezzo è conservato all’81%”.

Il ritrovamento è avvenuto in una costruzione situata a nord dell’edificio (anch’esso con funzione religiosa, anche se della Roma imperiale) in cui è stato trovato il “Mosaico degli Amori”, riconosciuto dal National Geographic tra le scoperte più importanti del 2012.

giovedì 14 febbraio 2019

Padre Calmel O.P. - Teologia della Storia


Anni fa ebbi la fortuna di leggere un libro dell’ottimo Padre Calmel O.P. (1914-1975), dal titolo “Breve Apologia della Chiesa di Sempre”. Vorrei condividere con voi questo pdf dal titolo "Teologia della Storia", sempre delle stesso autore, trovato in internet tempo fa...


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CAPITOLO PRIMO - Le tre città impegnate nella storia

CAPITOLO SECONDO - Luce dall’Apocalisse

CAPITOLO TERZO - La crescita dell’apostasia 

CAPITOLO QUARTO -  Miti e sofismi riguardanti la storia

CAPITOLO QUINTO - Gli ultimi giorni del mondo

EPILOGO - L'implorazione della Sposa e la risposta del Signore

mercoledì 13 febbraio 2019

Matteo, Capitolo 21, Versetti 1-9


Ed essendosi avvicinati a Gerusalemme e giunti a Bètfage al monte degli Ulivi, allora Gesù mandò due discepoli dicendo loro: andate nel villaggio che è di fronte a voi e subito troverete un'asina legata e con essa un puledro: scioglieteli e conduceteli a me. E se qualcuno vi dirà qualcosa dite che il Signore ne ha bisogno e subito li lascerà andare. Tutto ciò avvenne affinché si adempisse ciò che fu detto dal profeta con le parole: «Dite alla figlia di Sion: Ecco, il tuo re viene a te, mansueto, sedendo sopra un'asina e un puledro figlio di bestia da soma». I discepoli andando fecero come disse loro il Signore e condussero l'asina e il puledro e imposero sopra di essi i suoi vestiti e lo fecero sedere sopra. Una grande folla distese i suoi vestiti lungo la via, altri invece tagliavano rami dagli alberi e li deponevano sulla strada. Le folle che lo precedevano e che lo seguivano gridavano dicendo: Osanna al figlio di Davide: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore, osanna nell’alto dei cieli».

Remigio: L’Evangelista sopra ha riferito che Gesù usci dalla Galilea e cominciò a salire Gerusalemme. Quindi, dopo aver riferito ciò che era successo nel cammino, volendo continuare la sua narrazione dice: Ed essendosi avvicinati a Gerusalemme e giunti a Bètfage. Betfage era un luogo proprio dei sacerdoti, collocato alle falde del monte degli Ulivi e distante un miglio da Gerusalemme. I sacerdoti che servivano nel tempio per la durata di un certo numero di giorni, una volta terminate le funzioni del loro ministero erano ospitati in quel posto. E nello stesso modo quelli che cominciavano a esercitarlo vivevano anch’essi lì, poiché era comandato nella legge che nessuno camminasse per più di mille passi nel giorno di sabato.

Segue: Allora Gesù mandò due discepoli. Crisostomo: Non disse ai suoi discepoli: dite: il tuo Signore necessita di queste cose, e neanche: il vostro Signore, affinché comprendano che egli unicamente è Signore, non solo degli animali, ma anche di tutti gli uomini, poiché persino i peccatori per natura sono suoi, pur essendo del demonio per volontà propria.

E subito li lascerà andare. Glossa [Anselmo]: Il padrone di quei giumenti li libererà in seguito per dedicarli al servizio del Signore. A questo fatto si aggiunge la testimonianza del Profeta, in modo che si veda che il Signore compì tutto ciò che stava scritto di lui. Però gli Scribi e i Farisei, accecati dall’invidia, non vollero intendere ciò che essi stessi leggevano; e perciò segue: Tutto ciò avvenne affinché si adempisse ciò che fu detto dal Profeta, cioè Zaccaria.

Rabano: Figlia di Sion, secondo la storia, è la citta di Gerusalemme, che è collocata sul monte Sion; e in senso spirituale è la Chiesa dei fedeli, che appartiene alla Gerusalemme superna.

I discepoli andando fecero come disse loro il Signore e condussero l'asina e il puledro. Agostino: Gli altri Evangelisti tacciono dell’asina. Ma il lettore non dovrebbe turbarsi se Matteo avesse taciuto del puledro come quelli tacquero dell’asina. Ma il lettore non dovrebbe turbarsi se Matteo avesse taciuto del puledro come quelli tacquero dell’asina. Molto meno deve turbare il fatto che uno solo parli dell’asina, della quale non si occupano gli altri, e tuttavia non manchi di menzionare il puledro di cui parlano gli altri Evangelisti. Infatti non c’è contraddizione quando si può intendere che si verificò l’una e l’altra cosa, e neanche ci sarebbe se uno ricordasse una cosa e uno un’altra; quanto meno c’è quando uno dice una cosa e un altro entrambe.

martedì 12 febbraio 2019

Pdf su Satana, Inferno ed Esorcismi

Dossier - Esorcista Cercasi

Esorcismo di Papa Leone XIII contro Satana e gli Angeli Ribelli

La Battaglia Finale del Diavolo

Lettera dall’Aldilà - Sono Dannata!

Liberaci dal Maligno

L'Inferno C'è! 

Padre Amorth - Come Riconoscere le Trappole del Demonio

Padre Amorth - L'Ultimo Esorcista. La Mia Battaglia contro Satana

Padre Amorth - Più Forti del Male

Padre Amorth - Un Esorcista Racconta

Padre Pio e il Diavolo, Gabriele Amorth Racconta...

Rituale Romano Cattolico dell’Esorcismo

Trattato di Demonologia

 

 

In aggiornamento...

 

Indice Tematiche Clicca Qui...

Pdf. Padre Amorth - Un Esorcista Racconta


Come ci si difende dal demonio? Quali sono i segni della presenza diabolica? Esistono veramente le fatture, i malefici, il malocchio? Il volume è frutto di un'esperienza diretta e ricco di esempi; risponde a queste e ad altre domande attraverso un'ordinata esposizione della materia. La pratica dell'esorcismo, in auge fino a tre secoli fa, sta attraversando presso i cattolici un periodo di crisi che coinvolge teoria e pratica, gli studi di teologia e la pastorale diocesana. È lasciato così campo libero agli imbroglioni, ai maghi, ai cartomanti. Don Amorth va controcorrente, ma in linea con l'insegnamento della Bibbia, del Magistero, della Tradizione.

lunedì 11 febbraio 2019

Il Tempio di Costantino. Ritrovati sotto un Lago Turco i resti della Chiesa che Ospitò nel 325 il Concilio di Nicea

La struttura della chiesa scoperta nel Lago Iznik (foto Mustafa Şahin – Archivio Scavi Lago Iznik)

Probabilmente la chiesa era intitolata a San Neofito, che qui fu martirizzato nel 303. Vi sono prove che sotto le sue rovine ci sarebbero i resti di un tempio dedicato al dio Apollo.

Quando ho visto le immagini del lago, sono rimasto sorpreso di vedere così chiaramente sotto l’acqua la struttura di una chiesa“. Con queste parole Mustafa Şahin, capo del dipartimento di archeologia presso l’Università Uludag di Bursa, in Turchia, ha commentato la scoperta che potrebbe segnare un punto capitale negli studi di archeologia cristiana. Una campagna fotografica aerea commissionata dal governo di Bursa ha infatti portato all’individuazione dei resti di una costruzione sul fondo del Lago Iznik, l’antico Lago Ascanio, che potrebbe essere il tempio che nel 325 ospitò il Consiglio di Nicea indetto dall’imperatore romano Costantino I. Un evento di nodale importanza nella storia cristiana, per il quale giunsero in Turchia vescovi da tutto il mondo, e che stabilì – tra l’altro – la natura della relazione tra Dio e Gesù, la data in cui dovrebbe essere celebrata la Pasqua e l’inizio del Credo niceno. Ma la chiesa che accolse i partecipanti scomparve nel lago dopo un terremoto nel 740: “Io ho condotto delle ricerche sul campo nel lago dal 2006, e non avevo mai visto nulla di simile”, ha dichiarato il professor Şahin al Daily Mail. Rivelando che probabilmente la chiesa era intitolata a San Neofito, che qui fu martirizzato nel 303, e che ci sono prove che sotto le sue rovine ci sarebbero i resti di un tempio dedicato al dio Apollo.

 

Fonte: http://www.artslife.com/2018/09/11/tempio-costantino-lago-turco-resti-chiesa-concilio-nicea/

 

venerdì 8 febbraio 2019

Matteo, Capitolo 20, Versetti 29-34


E uscendo essi da Gerico, li seguì una grande folla. Ed ecco due ciechi che sedevano lungo la via udirono che Gesù passava e gridarono dicendo: Signore, pietà di noi, figlio di Davide. La folla li rimproverava perché tacessero, ma essi gridavano ancora di più dicendo: Signore, abbi pietà di noi, figlio di Davide. E Gesù si fermò e li chiamò e disse: Che volete che vi faccia? Gli dicono: Signore, che si aprano i nostri occhi. Gesù avendo compassione di loro toccò i loro occhi e subito videro e lo seguirono.

Crisostomo: Come la messe abbondante è una testimonianza dell’accurato lavoro del contadino, così anche una chiesa piena è segno dello zelo di colui che insegna. Per questa ragione si dice in questo passo: E uscendo essi da Gerico, li seguì una grande folla. Nessuno fu trattenuto dal travaglio del cammino, poiché l’amore spirituale non conosce la fatica; nessuno fu tirato indietro dal ricordo dei suoi beni, poiché è entrato in possesso del regno celeste. Colui che ha preso una volta il gusto dei beni del cielo, veramente perde l’affezione a tutto ciò che è della terra. Con molta opportunità si presentarono i due ciechi davanti a Cristo, poiché, dopo che il Signore avesse loro aperto gli occhi, potessero andare con lui a Gerusalemme a testimoniare il suo potere […].

Agostino: Da parte sua Marco riferisce questo fatto, però lo attribuisce a un solo cieco. Difficoltà che si risolve dicendo che dei due ciechi di cui parla Matteo uno era molto conosciuto nella città, cosa che è provata facilmente dal fatto stesso che Marco menziona il nome suo e quello di suo padre. Effettivamente Bartimeo, figlio di Timeo, fu molto conosciuto per avere sofferto un gran calo di fortuna: non solo era cieco, ma si sedeva per mendicare. Da ciò risulta che Marco, per far vedere la grandezza del miracolo, comparò l’illuminazione di questo cieco con la tanto conosciuta miseria in cui era ridotto. Per questa ragione menziona solo questo cieco. Quanto a Luca è probabile che, invece di narrare questo fatto, si riferisca a un altro miracolo simile, verificatosi in un altro cieco, poiché egli dice: «Quando Gesù si avvicinava a Gerico», e gli altri Evangelisti dicono: «Nel momento in cui Gesù usciva da Gerico».

La folla li rimproverava perché tacessero. Crisostomo: Essi vedevano i vestiti sporchi e non consideravano la bellezza dell’anima. Vedi qui la stolta sapienza degli uomini: stimano infatti che sia un’ingiuria per i grandi lasciarsi onorare dai poveri. Infatti qual è il povero che si azzarda a salutare in pubblico il ricco? Ilario: Oppure impongono il silenzio non per onorare il Signore, ma per il sentimento che causava in essi l’udire dalla bocca dei ciechi ciò che essi tanto negavano, cioè che il Signore era figlio di Davide. Origene: O anche erano i credenti coloro che li rimproveravano perché non lo chiamassero con il nome umile di figlio di Davide, ma piuttosto dicessero: Figlio di Dio, abbi pietà di noi. 

Girolamo: Il Signore li manda a chiamare cosicché non trovino ostacoli nelle persone, e domanda loro che cosa vogliono affinché con la loro risposta si veda più chiaramente la loro infermità e attraverso il rimedio e la cura si conosca meglio il potere.

giovedì 7 febbraio 2019

Usi, Costumi e Tradizioni della Bibbia a Tavola


di Sabrina Antonella Robbe

Prima Parte 

Cosa insegna la Scrittura in fatto di alimentazione? Esiste una “dieta del buon cristiano”? E, soprattutto, Dio ci vuole vegetariani?
 
Una delle ultime trovate in fatto di dieta arriva dalla California, dove il reverendo George H. Malkmus, convinto che il moltiplicarsi di malattie come tumori, diabete, infarti, obesità, sia da attribuire a un pessimo stile di vita e di alimentazione, ha inventato la “dieta della Bibbia”. A parte il titolo altisonante, questa dieta altro non è che un regime alimentare molto semplice (per usare un eufemismo … l’espressione più giusta sarebbe “da fame”), incentrato sulla totale eliminazione di cibi animali, ad eccezione del miele puro (se siete curiosi di conoscere con più esattezza il menù di una giornata-tipo, cliccate qui). La soluzione proposta si avvicina molto ai modelli vegetariani e vegani edovrebbe ispirarsi, a detta del suo inventore, agli antichi precetti religiosi secondo cui «Dio ci ha dato tutto quello di cui abbiamo bisogno».

Ma è davvero possibile trovare nella Bibbia un modello alimentare? E, se la risposta è affermativa, si tratta di un modello vegetariano o vegano?

La dieta dei patriarchi

Nell’Antico Testamento troviamo molti riferimenti all’alimentazione dei patriarchi, o almeno alle attività che essi svolgevano e dalle quali potevano ricavare il proprio sostentamento. Isacco coltivava grano (Gn 26,12) e Giacobbe mandò i suoi figli in Egitto durante la carestia per acquistarne (Gn 42-44); Esaù andava pazzo per la zuppa di lenticchie, tanto da cedere la sua primogenitura al fratello in cambio di una porzione (Gn 25). Da questi passi deduciamo che gli alimenti principali dei patriarchi erano a base di farina e legumi, ma, dato che erano allevatori nomadi, sicuramente mangiavano anche i derivati del latte. E perché escludere che mangiassero anche carne? A Isacco piaceva la cacciagione (Gn 27,3-4) e Abramo, quando ricevette la visita dei tre angeli (nei quali si è soliti riconoscere la Santissima Trinità), non offrì loro solo focacce schiacciate e latte, ma anche un vitello «tenero e buono»: ed Essi – credo che a questo punto i “vegetariani cattolici” impallidiranno – ne mangiarono (Gn 18,6-8).

Abramo a tavola con i tre angeli del Signore
Alcune usanze alimentari avevano probabilmente legami con i culti religiosi: per es. in Es 23,19 si proibisce di cuocere il capretto nel latte materno, forse perché tale ricetta aveva implicazioni con certe pratiche sacrificali pagane di ambito cananeo. Anche il divieto di assumere la carne di animali con il sangue (Gn 9,4, ripetuta in Lev 7,26 e ribadita dal Concilio di Gerusalemme, At 15,20, quale unica limitazione alimentare richiesta ai cristiani convertiti) e il grasso (Lev 7,23-24) sembra avere un backgroundcultuale, oltre che igienico.

Un intero capitolo del Levitico (11) è dedicato alle prescrizioni alimentari che il popolo di Israele avrebbe dovuto rispettare. L’esclusione di alcuni animali dalla dieta del bravo Israelita derivava da ragioni di purità rituale. Il cammello, la lepre, il maiale, tutti i pesci non dotati di pinne e scaglie, molti uccelli (come l’aquila, il nibbio, lo sparviero, il gufo, il pellicano, il cigno), gli insetti alati con quattro piedi (a eccezione di quelli capaci di saltare, come i grilli, le cavallette e le locuste, di cui si cibava anche Giovanni Battista, Mt 1,7), gli animali che strisciano per terra (come topi, lucertole, tartarughe e talpe), erano tutti vietati, perché ritenuti impuri. Non solo non dovevano essere mangiati, ma neppure toccati; se poi il loro cadavere per caso urtava una persona o un oggetto, essi stessi erano ritenuti contaminati (almeno fino a sera) e dovevano sottoporsi a processi di purificazione (o più semplicemente di pulizia). Ma è evidente che questi usi – che Israele condivideva con altri popoli vicini – erano legati a ragioni igienico-sanitarie, impreziosite da principi etico-religiosi: il popolo eletto doveva mantenersi puro nel corpo e nell’anima («Non rendete le vostre persone abominevoli con alcuno di questi animali … non vi rendete immondi per causa loro, in modo da rimaner così contaminati. Poiché io sono il Signore, il Dio vostro. Santificatevi dunque e siate santi, perché io sono santo», Lv 11,43-44).

mercoledì 6 febbraio 2019

Pdf: Papa Leone XIII - Enciclica Humanum Genus


Humanum Genus è un'enciclica di papa Leone XIII, datata 20 aprile 1884, e pubblicata nell'ascesa dell'era industriale (e del marxismo). Essa considera la fine del XIX secolo un'era pericolosa per i cristiani e condanna la massoneria, così come una serie di pratiche connesse con la massoneria, compreso il naturalismo, la sovranità popolare che non riconosce Dio e l'idea che lo stato dovrebbe essere "senza Dio", il comunismo e il socialismo dell'epoca definiti come "una or l'altra di quelle capitali dottrine, in cui il veleno degli errori massonici pareva che fosse più intimamente penetrato". Alcune delle restrizioni dell'enciclica sono a tutt'oggi in vigore.

Con questa enciclica, Leone XIII condanna il relativismo morale e filosofico della massoneria.

martedì 5 febbraio 2019

Matteo, Capitolo 20, Versetti 24-28


I dieci, udendo, furono indignati dei due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: Sapete che i principi delle genti dominano su di esse e quelli che sono più grandi esercitano su di esse il potere. Non così sarà tra di voi, ma chiunque vorrà diventare il più grande tra voi sia il vostro servo; e chi vorrà essere il primo tra di voi sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti.

Crisostomo: Fino a quando la sentenza di Cristo era incerta, gli altri discepoli non si rattristavano, ma si rattristarono quando li rimproverò; per cui si dice: I dieci udendo furono indignati dei due fratelli.

Girolamo: Non si riferiscono all’audacia della donna che chiedeva, ma ai figli, poiché ignorando la loro misura arsero di non poca brama.

Crisostomo: Come poi due chiesero carnalmente, così anche dieci si rattristarono carnalmente: infatti voler essere sopra gli altri è vituperabile, mentre sopportare un altro sopra di sé è meno glorioso.

Girolamo: Ma il maestro umile e mite né rimprovera i due richiedenti di cupidigia né richiama gli altri dieci per indignazione e il livore: per cui segue: Ma Gesù li chiamò a sé.

Sapete che i principi delle genti dominano su di esse. Origene: Infatti, non contenti di governare soltanto i loro oggetti, si sforzano di dominarli con la violenza. Tra voi invece, che siete miei, non ci saranno queste cose, poiché come tutte le cose carnali sono poste nella necessita, le spirituali invece nella volontà, così anche loro che sono principi spirituali devono porre il loro principato nell’amore dei sudditi, non nel timore corporale.

lunedì 4 febbraio 2019

Pdf - Ritorno a Casa. Cristiani, Atei ed Ebrei Convertiti alla Fede Cattolica

Fin dai tempi della Riforma, iniziata da Lutero nel secolo XVI, i gruppi protestanti, o meglio i “fratelli separati” si son moltiplicati indefinitamente. Il Dizionario di Oxford dei Cristiani parla di più di 28.000 chiese cristiane nate da questa frattura. A partire da questi fatti sorge spontanea la seguente domanda: è davvero la stessa cosa essere cristiani di una chiesa o di un’altra? Alcuni cristiani evangelici affermano: io non sono di nessuna chiesa, io sono della chiesa di Cristo. Con questa frase vogliono dire che si sentono membri della chiesa fondata da Cristo. Ma: ne sono davvero sicuri? Come possono sapere con certezza di far parte della vera chiesa fondata da Cristo e che la dottrina che professano sia a tutti gli effetti quella che Gesù e i suoi apostoli insegnarono?
La maggior parte di queste chiese cristiane propone interpretazioni della Bibbia molto differenti. Talune hanno sacerdoti e vescovi, altre solamente sacerdoti, altre ancora solo pastori laici.
Quasi tutte le chiese accettano il divorzio e i contracettivi, talune in certi casi anche l’aborto. Alcune chiese accettano il matrimonio tra omosessuali ed anche che queste persone possano venire ordinati pastori. In talune chiese si accetta che le donne divengano sacerdoti. Esistono diverse altre differenze ad esempio riguardo il battesimo o la comunione...
La mancanza di autorità porta alla mancanza di unità e, se non c’è unità nella fede, come possiamo credere che questa Chiesa sia la Chiesa di Cristo?
Malauguratamente l’ignoranza di molti cattolici che non conoscono la loro fede, e soprattutto che non la vivono, permette che questi vadano a cercare in altre chiese quello che possiedono già in pienezza nella chiesa cattolica. Qualcuno disse: cattolico ignorante, sicuro protestante. Al contrario moltissimi fratelli di altre chiese cristiane, ben preparati sulla Bibbia, come pastori e teologi, si convertono al cattolicesimo soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. Si sono resi conto che la Chiesa cattolica difende gli stessi principi dei cristiani dei primi secoli e nella Chiesa romana vedono autorità, unità e universalità. Essa è la vera chiesa fondata da Cristo, che vive in una continuità ininterrotta da Cristo ai giorni nostri. Per questi fratelli convertirsi alla chiesa cattolica è semplicemente tornare a casa. Così costoro, allontanatisi a causa della Riforma, ora ritrovano la loro casa, tornando a Roma, da dove se ne dipartirono.
Voglia il cielo che la testimonianza di alcuni protestanti convertiti alla fede cattolica possa guidare altri sul cammino verso casa. Le porte della Chiesa sono aperte a tutti. E Dio continua ad operare meraviglie di santità e grandi miracoli nei santuari, specialmente in quelli mariani, come segno evidente che Egli vive nella propria Chiesa da duemila anni. Nella prima parte di questo libro parleremo solamente dei convertiti dal protestantesimo.
Nella seconda parte parleremo dei convertiti atei ed ebrei alla nostra fede. Se sei cristiano, ma non cattolico, o cattolico ma non praticante, questo libro è per te. È possibile che Gesù ti parli attraverso queste pagine, poiché continua ad aspettarti attendendo, e vuole indicarti il cammino affinché tu torni a casa.

sabato 2 febbraio 2019

Matteo, Capitolo 20, Versetti 20-23


Allora si avvicinò a lui la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli, adorandolo e chiedendogli qualcosa. Ed egli le disse: Che cosa vuoi? Gli disse: Dì che questi miei due figli siedano uno alla destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno. Ma Gesù rispondendo disse: Non sapete ciò che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere? Gli dicono: Lo possiamo. Disse loro: Certamente berrete il mio calice, ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non compete a me darlo a voi, ma a quelli per cui è stato preparato dal Padre mio.

Crisostomo: Questa madre dei figli di Zebedeo è Salome, della quale presso un altro Evangelista viene posto il nome; veramente pacifica, poiché generò veramente dei figli di pace. Da questo passo si ricava una grande lode della donna, poiché non solo i figli lasciarono il padre, ma essa stessa aveva lasciato suo marito e aveva seguito Cristo; poiché egli poteva vivere senza di lei, mentre ella non poteva essere salva senza Cristo; a meno forse che uno dica che fra il tempo della chiamata degli Apostoli e quello della passione di Cristo Zebedeo era morto; e così ella, fragile per il sesso e debole per l’età, seguiva la vestigia di Cristo: poiché la fede non invecchia mai e la religione non sente la fatica. L’affetto della natura poi l’aveva resa audace nel chiedere, per cui si dice: adorandolo e chiedendogli qualcosa; cioè chiede dopo aver mostrato riverenza, affinché le fosse dato ciò che chiedeva.

Crisostomo: Non approviamo la petizione di questa donna, però diciamo che non desiderava per i suoi figli dei beni terreni, ma quelli celesti; infatti in suoi sentimenti non erano come quelli delle altre madri, che amavano i corpi dei loro figli e disprezzano le loro anime, desiderano che siano apprezzati in questo mondo e non si preoccupano di ciò che possono soffrire nell’altro, facendo intendere con questo procedere che sono madri di corpi e non di anime. E io ritengo che questi stessi fratelli, quando udirono il Signore parlare della sua passione e della sua risurrezione, cominciarono a dire nel loro interno, essendo fedeli: ecco, il re del cielo scende al regno degli inferi per distruggere il regno della morte. Ma dopo che ha compiuto la sua vittoria, che cosa gli rimane se non ricevere la gloria del suo regno?

Crisostomo: […] Il Signore, che conosce le cose occulte, non risponde alle parole della madre che intercede, ma all’intenzione dei figli che ispirano questa supplica. Certamente era buono il loro desiderio, però la loro domanda era sconsiderata; da ciò si deve deduce che, sebbene non dovessero ottenere niente, tuttavia non meritavano di essere confusi per la loro semplice petizione, poiché essa nasceva dall’amore del Signore; per questo il Signore riprende in essi l’ignoranza, per cui segue: Ma Gesù rispondendo disse: Non sapete ciò che chiedete.

venerdì 1 febbraio 2019

Pdf. Lettera dall’Aldilà - Sono Dannata!

Fra le carte di una signorina
morta giovane in un convento,
è stato ritrovato
questo manoscritto
che pubblichiamo
in versione italiana.




Dal Vicariato della Città,
il 9-IV-1952
 Aloysius TragliaArchiep.us Caesarien. Vicesgerens



A cura di Don Enzo Boninsegna.


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