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domenica 27 novembre 2022

Film - Erode il Grande (1958)

Erode, re di Giudea, governa con la violenza e il terrore. Per evitare l'invasione delle sue terre da parte dei romani vincitori, decide di parlamentare con Ottaviano. Alla sua partenza per Roma però si scatenano gli intrighi di palazzo: la regina madre diffonde la falsa notizia della sua morte preparando l'ascesa al trono del di lui cognato, Aristobulo. Mentre la moglie di Erode, Mariam, destinata a essere uccisa qualora il geloso consorte fosse stato ucciso, viene risparmiata dal fedele Aron. Tornato in patria, Erode è talmente accecato dall'ira che la sua dissennata vendetta finirà per travolgere tutto e tutti.


ANNO 1958

PAESE



REGIA Viktor Tourjansky

ATTORI Edmund Purdom, Sandra Milo, Elena Zareschi, Sylvia Lopez, Camillo Pilotto

 

San Pietro Crisologo - Colui che ha Voluto Nascere per Noi, non ha Voluto essere Ignorato da Noi

Dai “Discorsi” di San Pietro Crisologo, Vescovo.
(Disc. 160; PL 52,620-622)

Benché nel mistero stesso dell’Incarnazione del Signore i segni della sua divinità siano stati sempre chiari, tuttavia la solennità odierna ci manifesta e ci svela in molte maniere che Dio è apparso in corpo umano, perché la nostra natura mortale, sempre avvolta nell’oscurità non perdesse, per ignoranza, ciò che ha meritato di ricevere e possedere per grazia.

Infatti colui che ha voluto nascere per noi, non ha voluto rimanere a noi nascosto; e perciò si manifesta in questo modo, perché questo grande mistero di pietà non diventi occasione di errore.

Oggi i magi, che lo ricercavano splendente fra le stelle, lo trovano che vagisce nella culla. Oggi i magi vedono chiaramente, avvolto in panni, colui che tanto lungamente si accontentarono di contemplare in modo oscuro negli astri. Oggi i magi considerano con grande stupore ciò che vedono nel presepio: il cielo calato sulla terra, la terra elevata fino al cielo, l’uomo in Dio, Dio nell’uomo, e colui che il mondo intero non può contenere, racchiuso in un minuscolo corpo.

Vedendo, credono e non discutono e lo proclamano per quello che è con i loro doni simbolici. Con l’incenso lo riconoscono Dio, con l’oro lo accettano quale re, con la mirra esprimono la fede in colui che sarebbe dovuto morire.

Documentario - Santa Caterina Labourè e la Beata Vergine Maria della Medaglia Miracolosa

Il 27 Novembre 1830 la Madonna ha chiesto a Santa Caterina Labouré di coniare una medaglia che poi la tradizione cattolica ha chiamato "Medaglia Miracolosa". Questo documentario racconta la storia.

 

domenica 20 novembre 2022

Sant'Ilario di Poitiers - Dal "Commento ai Salmi"

Sappiamo bene che molti hanno opinioni differenti sul libro dei Salmi, dagli scritti stessi che ci hanno lasciato. Difatti alcuni tra gli Ebrei vogliono che essi siano divisi in cinque libri, in modo che fino al salmo quarantesimo formerebbero il libro primo, dal quarantesimo al settantunesimo il libro secondo, fino all’ottantesimo il libro terzo, fino al centocinquesimo il libro quarto, e il motivo sarebbe che tutti questi salmi recano nella conclusione l’espressione: Sia fatto, sia fatto; infine il libro quinto si concluderebbe con il salmo centocinquantesimo. Altri poi hanno pensato che essi dovrebbero portare il titolo ”Salmi di Davide”, e con ciò vogliono intendere che tutti i salmi siano stati composti da Davide. Ma noi, seguendo l’autorità degli Apostoli, li chiamiamo e scriviamo “libro dei Salmi”. Ricordiamo che negli Atti degli apostoli si dice: “E’ scritto infatti nel libro dei Salmi: “La sua dimora diventi deserta, e il suo incarico lo prenda un altro”. Perciò non bisogna parlare né di cinque libri secondo alcuni ebrei, né dei Salmi di Davide, secondo l’ingenuità di molti; li si conosca piuttosto come “libro dei Salmi”, secondo l’autorità degli apostoli.

Cartone Animato - Santa Cecilia

Breve Cartone Animato sulla Vita di Santa Cecilia.

 

mercoledì 16 novembre 2022

Marco, Capitolo 1, Versetti 2-3

Come è scritto nel Profeta Isaia: «Ecco, io mando il mio angelo davanti al tuo volto, a preparare la tua via davanti a te». «Voce di chi grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri».

Beda: San Marco, prima di scrivere il Vangelo, si fa precedere dalla testimonianza dei Profeti, al fine di attirare la fiducia su ciò che sta per scrivere mostrandolo già annunciato dai Profeti. Con questo modo di iniziare il suo Vangelo egli conduce i Giudei, che avevano ricevuto la legge e i profeti, ad accogliere la grazia evangelica e i misteri che i Profeti avevano annunciato, e nello stesso tempo conduce i Gentili, che erano venuti a Cristo attraverso gli oracoli evangelici, a ricevere e a venerare l'autorità della legge e dei Profeti.

Teofilatto: Il precursore di Cristo è dunque detto Angelo per la vita angelica e la riverenza eccelsa. Ciò che poi si dice: davanti al tuo volto, significa: il tuo nunzio è presso di te: per cui si mostra la vicinanza del precursore a Cristo: infatti camminano presso i re coloro che sono ad essi più vicini.

Beda: Come poi Giovanni poté essere chiamato Angelo in quanto preparò al Signore la via con la sua predicazione, così rettamente poté essere chiamato anche voce, prevenendo il Signore con il risuonare della sua parola; per cui segue: Voce di chi grida nel deserto. È chiaro infatti che il Figlio unigenito è chiamato Verbo del Padre, e dal nostro stesso parlare conosciamo che prima risuona la voce, in modo che in seguito si possa udire la parola.

Girolamo: Si dice poi: Voce di chi grida, poiché il gridare riguarda i sordi, e quelli che stanno lontano, oppure quando c'è sdegno; e tutto ciò senza dubbio riguardò il popolo Giudaico, poiché la salvezza è lontana dai peccatori, e chiusero le loro orecchie come serpenti sordi, e meritarono di sentire da Cristo lo sdegno e l'ira e la tribolazione.

venerdì 4 novembre 2022

San Roberto Bellarmino - Il Valore della Tradizione

Sebbene, sono stolti e ridicoli tutti gli eretici, mentre vogliono legare la parola di Dio alle sole Scritture, e tutto ciò, che non è scritto, chiamano essi, non parola di Dio, ma comandi e precetti di uomini. Come se le genti barbare, alle quali fu predicato il Vangelo, senza che esse avessero mai visto le Scritture, non abbiano avuto la parola di Dio. Di costoro Santo Ireneo, nel libro terzo contro le eresie al capo quarto, dice così: «E che? Se neppure gli apostoli ci avessero lasciate le Scritture, non si sarebbe dovuto seguire l'ordine della tradizione, che essi consegnarono a quelli, ai quali commettevano le chiese? A questa tradizione danno il loro assenso molte genti barbare, che credono in Cristo, e per opera di Cristo tengono scritta nel loro cuore la salvezza senza alcun carattere od inchiostro, e custodiscono con cautela la tradizione antica. Or se alcuno annunziasse ad essi quelle cose, che sono state inventate dagli eretici, e parlasse secondo il loro modo di parlare, subito si turerebbero le orecchie e fuggirebbero più che lontano; perché non sopporterebbero nemmeno di udire un discorso blasfemo». Ecco il valore che ha la tradizione! Essa non può essere e, adulterata, come la parola scritta.

venerdì 7 ottobre 2022

Beato Giuseppe Llosa Balaguer

Nacque a Benaguasil in Valencia. All'età di 12 anni entrò nella scuola apostolica che il Terziario Cappuccino della Beata Vergine Addolorata gestiva nel convento di Nostra Signora del Monte Sión a Torrent in Valencia. Nella casa del noviziato di San Giuseppe, a Godella (Valencia), vestì l'abito religioso il 15 ottobre 1917. E due anni dopo, nella stessa data, emise i primi voti religiosi. Professò i voti perpetui il 15 settembre 1925.

Completò gli studi sacerdotali, ma non si considerava degno di essere ordinato. Timido, molto dotato per la musica e il canto, molto ben preparato culturalmente, moralmente e religiosamente era estremamente cordiale e dedito al suo ministero, amante della sua terra e della sua famiglia e con grande spirito di dedizione nel suo ministero di riforma della giovinezza perduta. Lavorò sempre a Madrid, presso la Caldeiro Foundation School.

mercoledì 5 ottobre 2022

Documentario. Il Diario della Misericordia, Visioni e Profezie di Suor Faustina Kowalska


“Il Diario della Misericordia: suor Faustina Kowalska” la puntata che approfondisce la figura dell’apostola della Divina Misericordia. Una testimone di fede da riscoprire. Puntata del 3 maggio 2016.
  
 

martedì 4 ottobre 2022

Beato Giuseppe Canet Giner

Nacuqe a Bellreguard in Valencia, in un'umile famiglia. Entrò nel Collegio delle Vocazioni e in seguito andò al Seminario di Valencia. Ordinato sacerdote nel 1930, fu assegnato a Catamarruch come vicario, servendo anche la città di Margarida. Si presentò povero tra i poveri e ben presto conquistò i suoi parrocchiani. Incoraggiò la catechesi, la vita interiore dei parrocchiani e la devozione mariana, nonché la devozione al Sacro Cuore di Gesù.

Quando arrivò la rivoluzione del 1936, dovette lasciare la città e tornò con i suoi genitori al suo villaggio. Fu con loro fino al 4 ottobre quando lo arrestarono e lo portarono via, maltrattandolo come se fosse un criminale. Lo trasferirono nel quartier generale delle milizie rivoluzionarie a Gandía e, in un luogo chiamato La Pedrera, fu fucilato. È stato beatificato l'11 marzo 2001 da Papa Giovanni Paolo II.

MARTIROLOGIO ROMANO. Vicino alla città di Gandía nello stesso territorio in Spagna, beato Giuseppe Canet Giner, sacerdote e martire, che per la sua fedeltà a Cristo meritò di essere associato al sacrificio del Salvatore.

Beato Enrico Morant Pellicer


Nacque a Bellreguard in Valencia in un ambiente familiare profondamente religioso. Studiò al liceo alle Escuelas Pías de Gandía e alla fine iniziò a studiare architettura a Madrid, ma poi decise di iniziare il sacerdozio. Terminati gli studi, fu ordinato sacerdote nel 1933. Fu assegnato alla parrocchia di Barig, dove conquistò i parrocchiani con la sua esemplare umiltà e operosità. Formò una biblioteca, un coro e lavorò molto con i giovani. Fondò l'Azione Cattolica per instillare nei giovani lo spirito apostolico, che ha chiamato a una maggiore vita interiore negli esercizi spirituali del 1935.

Dopo le elezioni del febbraio 1936 le autorità gli resero la vita impossibile; Fu trasferito dalla parrocchia e dovette agire come direttore del Patronato del Grao de Valencia. Quando arrivò la rivoluzione, si trovava a Serra, nella residenza estiva del Consiglio di fondazione, e dopo tre giorni di detenzione ad Alcira si recò nella sua città natale. Trascorse l'estate con i suoi parenti fino al 3 ottobre. Alle undici del mattino fu arrestato. Portato al Comitato, confessò a coloro che vi erano detenuti e fu poi libero di tornare a casa sua. Ma la sera lo arrestarono di nuovo, lo portarono nel comune di Jaraco e lì gli spararono. È stato beatificato l'11 marzo 2001 da Papa Giovanni Paolo II.

Beato Alfredo Pellicer Munoz

Nacque a Bellreguart, nella provincia di Valencia, e fu battezzato con il nome di Jaime. Imparò le prime lettere nelle scuole nazionali della sua città, fino a quando, all'età di undici anni, entrò nel Seminario minore francescano di Benissa ad Alicante, dove studiò al liceo.

All'età di 16 anni si recò al monastero di Santo Espíritu del Monte (Gilet-Valencia), dove nel 1930 prese l'abito francescano, cambiando il suo nome di battesimo in Alfredo. Andò poi al Convento-Collegio di Onteniente, anch'esso luogo di formazione francescana, e lì studiò Filosofia e Teologia, emettendo la professione solenne il 5 luglio 1936.

Data la sua giovane età (22 anni al momento di dare la vita) e la sua condizione di studente, Alfredo non poteva essere conosciuto se non dai suoi parenti e dai suoi fratelli di religione, in particolare dai suoi compagni di classe. Questi testimoni ricordavano che era allegro, amichevole, cordiale e festoso, ottimista e un buon compagno, rispettoso degli altri. Si distinse per la fermezza nella fede e nella vocazione francescana.

Quando scoppiò la guerra civile spagnola e la persecuzione religiosa peggiorò il 18 luglio 1936, Fray Alfredo Pellicer era nel collegio-convento di Onteniente. Tre giorni dopo i religiosi di questa comunità furono costretti a disperdersi. Fra Alfredo, studente di teologia, che aveva appena emesso la professione solenne, si rifugiò nella casa dei genitori a Bellreguart, dove visse per qualche tempo in relativa tranquillità. Il suo popolo gli suggerì di studiare Insegnamento, ma P. Alfredo rifiutò questa proposta, perché voleva perseverare nella sua vocazione francescana.

domenica 2 ottobre 2022

Beati Francesco Carceller e Isidoro Bover Oliver

Francesco nacque a Forcall, Castellón nel 1901. Fin da giovanissimo, a causa di un tumore era zoppo a una gamba. A 13 anni entrò nel postulantato dei padri scolopi di Morella. Nel 1925 fu ordinato sacerdote a Lleida. Esercitò il suo ministero a Barcellona, ​​prima presso il Collegio di San Antón e poi in quello di Santa María de las Escuelas Pías. Amava la liturgia e il canto gregoriano e ne fece uno strumento del suo apostolato. Era un direttore di canto.

Quando scoppiò la guerra civile, era a casa dei suoi genitori a Forcall, impossibilitato a tornare a Barcellona. Alla vigilia del suo arresto disse: “Se mi uccidono, i reumatismi finiranno; Inoltre, la grazia più grande che Dio mi può concedere è quella del martirio, poiché di sicuro avrò il paradiso ”. È stato fucilato nel cimitero della città di Castellón de la Plana.

sabato 1 ottobre 2022

Beato Alvaro Sanjuan Canet

Nacque ad Alcocer de Planes, Alicante. A soli 11 anni, entrò nel seminario di Campello, Alicante. Alvaro era un giovane dal carattere docile, allegro ed espansivo, era sempre molto apprezzato da tutti, colleghi e superiori. Dopo aver terminato teologia a Torino, cantò la messa al Tibidabo nel 1934. Successivamente divenne direttore degli studi presso i Salesianos de Alcoy.

Quando scoppiò la guerra civile, dovette fuggire e rifugiarsi a Cocentaina, a casa dei suoi genitori. Dopo due mesi, fu arrestato e imprigionato ad Alicante. La sua famiglia cercò invano di farlo rilasciare sempre con la stessa risposta: “Sì, sappiamo già che è una persona eccellente, ma deve morire. Non abbiamo ucciso tuo cognato, ma la tonaca ”. Nella notte tra l'1 e il 2 ottobre fu costretto a lasciare il carcere con un altro collega e portato a Villena, dove fu giustiziato sul ciglio della strada. Fu beatificato l'11 marzo 2001 da Papa Giovanni Paolo II.

MARTIROLOGIO ROMANO. Nel villaggio di Villena sempre nello stesso territorio, beato Alvaro Sanjuán Canet, sacerdote della Società Salesiana e martire, che nella stessa persecuzione pervenne dopo un aspro combattimento alla palma della vittoria.

venerdì 30 settembre 2022

San Girolamo - Vita Cristiana

Dalla Lettera 96.

Carissimi fratelli: ora che abbiamo rigettato le dottrine perverse e che abbiamo scartato i trabocchetti dei passi della Scrittura che chiamano apocrifi, ossia segreti («non ho parlato in segreto», dice invece il Signore),rinnovo ancora a più riprese l’invito di celebrare le feste della passione del Signore. Conformiamoci in ogni circostanza alla sua bontà; emendiamoci degli errori facendo penitenza; preghiamo per i nostri nemici ed eleviamo suppliche per coloro che parlano male di noi, seguendo l’esempio di Mosè che con le sue preghiere cancellò la colpa della sorella che sparlava di lui. Laviamo le macchie dei nostri peccati con l’olio dell’elemosina. Quando succede che ci viene affidato un potere giudiziale, ed è affidato a noi il processo di nostri fratelli in lite tra di loro, non lasciamoci influenzare dalle persone, ma dai fatti in se stessi. Qualcuno sta andando in rovina o si trova sotto prova? Anche noi mettiamoci sul suo stesso piano, spinti dall’affetto. Le leggi siano regolate dalla verità. La nostra carità sia incline alla misericordia, non insultando chi pecca, ma avendo compassione, perché è facile scivolare nei vizi, e la fragilità della natura umana deve far temere a ciascuno quanto scorge in un altro. Ma al di sopra di tutto questo, con l’anima piena di timore, conserviamo la pietà verso Dio, che rappresenta il culmine e la corona delle virtù; esecriamo il politeismo, e professiamo l’unica e indivisa natura del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, nella quale siamo stati battezzati ed abbiamo ricevuto la vita eterna. E se la clemenza di Dio ce lo concederà, meriteremo di celebrare la Pasqua del Signore con gli angeli.

giovedì 29 settembre 2022

Cartone Animato - San Valentino

Breve cartone animato sulla vita di San Valentino di Terni considerato patrono degli innamorati e protettore degli epilettici.

 

Beato Giacomo Mestre Iborra

Giacomo nacque a Rafelbuñol in Valencia. Entrò nell'Ordine dei Cappuccini il 7 giugno 1925 e cambiò il suo nome in Fray Santiago de Rafelbuñol, fu poi ordinato sacerdote a Roma il 26 marzo 1932. Conseguì la laurea di Dottore in Teologia presso l'Università Gregoriana di Roma. Nella sua provincia fu vicerettore del seminario serafico di Massamagrell.

Quando il seminario dovette chiudere, si prese cura di salvare i seminaristi e poi si rifugiò nella sua casa paterna a Rafelbuñol. Il 26 settembre 1936 fu arrestato. Si era presentato spontaneamente davanti al Comitato offrendosi in cambio della libertà dei suoi otto fratelli e di suo padre. In carcere ascoltò la confessione di tutti. Nella notte tra il 28 e il 29 fu fucilato insieme ai suoi otto fratelli e a suo padre. Fu beatificato l'11 marzo 2001 da San Giovanni Paolo II.

MARTIROLOGIO ROMANO. Nel villaggio di Gilet vicino a Valencia in Spagna, beato Giacomo Mestre Iborra, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e martire, che, durante la persecuzione contro la fede, versò il sangue per Cristo.

Video. La Vita Monastica in 3 Minuti

Video con immagini suggestive della vita monastica dell'Abbazia di Sainte-Madeleine du Barroux: Ora et labora, Prega e Lavora. 

 

 

domenica 25 settembre 2022

Beato Marco Criado di Andujar

Sembra che Marco, nato il 25 aprile 1522, ad Anclújar, a nord est di Cordova nella Spagna meridionale, sia stato un bambino dotato, per non dire precoce, con un sentimento religioso molto sviluppato. A soli quattordici anni, chiese di entrare nell'Ordine trinitario, che possedeva una casa nella sua città natale, e fu accettato. Dopo aver terminato il consueto corso di studi, fu ordinato sacerdote e poi inviato a predicare a Jaén e Ubeda, oltre che ad Andújar, ma dopo poco fu mandato in missione presso la diocesi di Gualix. L'intera zona era una roccaforte musulmana, fatto che non trattenne Marco, che lavorò instancabilmente per diffondere il Vangelo. Per breve tempo, fu cappellano a La Peza, l'ultimo dei suoi incarichi stabili.

giovedì 22 settembre 2022

San Giovanni Crisostomo - Mostraci, Signore, chi hai Designato


Dalle «Omelie sugli Atti degli Apostoli» di San Giovanni Crisostomo, Vescovo.
 (Om. 3, 1.2. 3; PG 60, 33-36, 38)
 
 

«In quei giorni, Pietro si alzò in mezzo ai fratelli e disse …» (At 1, 15). Dato che era il più zelante e gli era stato affidato da Cristo il gregge, e dato che era il primo nell’assemblea, per primo prende la parola: Fratelli, occorre scegliere uno tra noi (cfr. At 1, 21-22). Lascia ai presenti il giudizio, stimando degni d’ogni fiducia coloro che sarebbero stati scelti e infine garantendosi contro ogni odiosità che poteva sorgere. Infatti decisioni così importanti sono spesso origine di numerosi contrasti.

E non poteva essere lo stesso Pietro a scegliere? Certo che poteva, ma se ne astiene per non sembrare di fare parzialità. D’altra parte non aveva ancora ricevuto lo Spirito Santo. «Ne furono proposti, Giuseppe, detto Barsabba che era soprannominato Giusto, e Mattia» (At 1, 23). Non li presentò lui, ma tutti. Lui motivò la scelta, dimostrando che non era sua, ma già contemplata dalla profezia. Così egli fu solo l’interprete, non uno che impone il proprio giudizio.

Continua: Bisogna, dunque, che tra questi uomini che sono radunati con noi … (cfr. At 1, 21). Osserva quanta oculatezza richieda già nei testimoni, anche se doveva ancora venire lo Spirito. Egli comunque tratta con grande diligenza questa scelta.

Tra questi uomini, prosegue, che sono stati con noi tutto il tempo che visse tra noi il Signore Gesù. Parla di coloro che erano vissuti con Gesù, non quindi semplici discepoli. All’inizio molti lo seguivano: ecco perché afferma: Era uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e avevano seguito Gesù.

mercoledì 21 settembre 2022

Pdf. Padre Julio Meinvielle - La Predica Missionaria in Karl Rahner

Karl Rahner è un teologo, che ha acquisito grande notorietà questi ultimi anni. La sua teologia si distingue dalla sua fecondità in suscitare problemi la cui soluzione invece di soddisfare, produce malessere. Il suo problematicismo sistematico genera giustamente scetticismo. Dal canto suo, questo problematicismo denuncia un’evidente mancanza di chiari principi, i quali possono lasciar di essere tali e convertirsi in errori se gli si sposta dal luogo che gli corrisponde e gli si attribuisce un luogo e un significato preponderante.


Link Pdf Clicca Qui

lunedì 19 settembre 2022

Santa Pomposa di Cordova

Cittadina di Cordova, abbracciò con tutta la famiglia la vita religiosa nel monastero di. Penamelana. Desiderosa del martirio sull'esempio dell'amica S.Colomba, si presentò davanti al giudice confessandosi cristiana e maledicendo Maometto. Condannata a morte per decapitazione, subì la sentenza il 19 settembre 853. Le sue spoglie, gettate nel fiume, furono raccolte da alcuni soldati e sepolte nella sabbia. Dopo venti giorni vennero dissotterrate da alcuni monaci e trasferite nella basilica di S.Eulalia, dove rimasero presso la tomba di S.Colomba.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santa Pomposa, vergine e martire, che, durante la persecuzione dei Mori, fuggì di nascosto dal monastero di Peñamelaria dopo avere appreso del martirio di santa Colomba; giunta a Córdova, professò impavida davanti al giudice la sua fede in Cristo e, decapitata senza indugio con la spada davanti alle porte del palazzo, ottenne la palma del martirio.

sabato 17 settembre 2022

Santa Colomba di Cordova

La storia di questa martire è stata narrata da S. Eulogio di Cordova (11 mar.) in Memoriale Sanctorum, resoconto del martirio dei cristiani che subirono la persecuzione dell'850 in Spagna. Colomba era nata a Cordova, minore di tre figli. Sua sorella, Elisabetta, aveva fondato assieme al marito un convento doppio a Tàbanos, in cui si ritirarono con i loro figli. Suo fratello, Martino, era abate della parte del monastero destinata agli uomini, e ispirata dal loro esempio, Colomba, molto stimata per la sua santità, pur ammettendo che può essere un giudizio esagerato, decise di diventare monaca, ma fu ostacolata, almeno per un breve periodo, dalla madre vedova che desiderava per lei il matrimonio, ma che successivamente, dopo aver cominciato in ogni caso ad accorgersi dell'inutilità della sua opposizione, morì inaspettatamente. Colomba poté entrare nella congregazione di Tàbanos, ma nel 852, quando la persecuzione era già cominciata da un paio d'anni, la congregazione fu cacciata da Tàbanos e le monache si rifugiarono in un convento nei pressi di Cordova, vicino alla chiesa di S. Cipriano (16 set.).

martedì 13 settembre 2022

Contro l'Uso Politico della Droga, Firma Subito!

È molto più facile governare un popolo drogato, infiacchito e sballato. Alcune “coincidenze” sul traffico di droga internazionale e vicende geopolitiche recenti fanno pensare.

Di droga se ne parla fin dagli anni Settanta; e non si è mai venuto a capo di niente. Quindi perché dedicare a questo argomento un nuovo articolo? Per tentare di affrontare l’argomento da un punto di vista insolito; dall’idea, cioè, che la droga non sia altro che la continuazione della politica con altri mezzi (parafrasando, ovviamente, von Clausewitz).

Partiamo da un romanzo celeberrimo che i gentili Lettori avranno sicuramente in mente: Il mondo nuovo, di Huxley. Nella distopia dell’elitista britannico, le persone erano tenute schiave tramite una droga, il Soma, distribuita dal governo; ogni volta che una persona “pensava” o mostrava irritazione o scontentezza per una situazione, interveniva il Soma a ridare serenità e docilità al potere. Curiosamente ma non troppo, Soma era anche il nome di una bevanda sacrificale che, secondo le religioni vediche, aveva il potere di unire alle divinità. Fatto sta che Huxley ha dedicato gran parte della sua vita a studiare e diffondere sostanze psicotrope che, nelle sue intenzioni, avrebbero permesso all’umanità di compiere un ulteriore salto evolutivo. Tra i suoi interessi, ad esempio c’era l’uso dell’Lsd, la sostanza che mise fine al Free Speech Movement statunitense, ossia al movimento che contestava il potere politico e la guerra del Vietnam. Forse qualcuno ancora non sa che fu sicuramente la Cia a inondare di questa sostanza le comunità universitarie americana; era infatti l’agenzia a detenere il monopolio di fatto sull’Lsd.

lunedì 12 settembre 2022

San Giovanni Crisostomo - Sovrabbondo di Gioia in ogni Tribolazione

Dalle «Omelie sulla seconda lettera ai Corinzi» di san Giovanni Crisostomo, vescovo.
(Om. 14, 1-2; PG 61, 497-499)


Paolo riprende il discorso sulla carità, moderando l’asprezza del rimprovero. Dopo avere infatti biasimato e rimproverato i Corinzi per il fatto che, pur amati, non avevano corrisposto all’amore, anzi erano stati ingrati e avevano dato ascolto a gente malvagia, mitiga il rimprovero dicendo: «Fateci posto nei vostri cuori» (2 Cor 7, 2), cioè amateci. Chiede un favore assai poco gravoso, anzi più utile a loro che a lui. Non dice «amate», ma con squisita delicatezza: «Fateci posto nei vostri cuori». Chi ci ha scacciati, sembra chiedere, dai vostri cuori? Chi ci ha espulsi? Per quale motivo siamo stati banditi dal vostro spirito? Dato che prima aveva affermato: «È nei vostri cuori invece che siete allo stretto» (2 Cor 6, 12), qui esprime lo stesso sentimento dicendo: «Fateci posto nei vostri cuori». Così li attira di nuovo a sé. Niente spinge tanto all’amore chi è amato quanto il sapere che l’amante desidera ardentemente di essere corrisposto.

«Vi ho già detto poco fa, continua, che siete nel nostro cuore per morire insieme e insieme vivere» (2 Cor 7, 3). Espressione massima dell’amore di Paolo: benché disprezzato, desidera vivere e morire con loro. Siete nel nostro cuore non superficialmente, in modo qualsiasi, ma come vi ho detto. Può capitare che uno ami, ma fugga al momento del pericolo: non è così per me.

sabato 10 settembre 2022

No ai "Cartoni Gay" per Bambini sulla RAI! Firma Subito!

I produttori del cartone “Peppa Pig” hanno inserito in una puntata una coppia di "due mamme lesbiche”.

Il movimento Lgbt, che aveva fatto pressione perché ciò accadesse, ha esultato alla notizia.

L’obiettivo è chiaro: influenzare le menti dei bambini sul fatto che si possano avere “due madri”, anche se ciò è naturalmente impossibile.

Due donne possono dotarsi di un figlio solo comprando il seme di uno sconosciuto e praticando la fecondazione artificiale.

Questa pratica si fonda sul commercio di gameti umani e viola il diritto fondamentale di un bambino di avere un papà.

In Italia “Peppa Pig” è trasmesso dalla RAI.

Firma questa petizione per chiedere alla RAI di non trasmettere l’episodio con con le “due mamme”, per non influenzare e confondere i bambini piccoli in modo molto pericoloso su un tema così ideologico.

 

Per Firmare la Petizione Clicca Qui

lunedì 5 settembre 2022

Pdf. Madre Teresa di Calcutta - Sorridere a Dio

Madre Teresa di Calcutta (nome di battesimo Agnese Gonxha), figlia di un droghiere albanese, è nata nel 1910 nella cittadina macedone di Skopje, tuttavia - ella scrive - «mi sento indiana fin nel più profondo dell'anima». Ha fondato le Missionarie della Carità, le quali dall'India si sono ormai diffuse in tutto il mondo. Come Madre Teresa, vestono un sari bordato d'azzurro e calzano sandali. Vivono povere tra i poveri, tra i malati, tra i moribondi. Nel 1979 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace, per la sua dedizione ai poveri. È morta a Calcutta nel 1997. Nel suo libro scrive: «Alcune persone vennero a trovarmi a Calcutta e, prima di partire, mi pregarono: - Ci dica qualcosa che ci aiuti a vivere meglio. E io dissi loro: - Sorridete gli uni agli altri: sorridete a vostra moglie, a vostro marito, ai vostri figli, sorridetevi a vicenda; poco importa chi sia quello a cui sorridete; e questo vi aiuterà a crescere nell'amore reciproco. Allora uno di quelli mi domandò: - Lei è sposata? - Sì - risposi - e qualche volta trovo difficile sorridere a Lui! Ed è vero. Anche Gesù può essere molto esigente, ed è proprio quando egli è così esigente che è molto bello rispondergli con un gran sorriso». 

 

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sabato 3 settembre 2022

Archeologi Affermano di Aver Ritrovato Betsaida la Città Perduta degli Apostoli

Rilevamento delle lettere greche che compongono l’iscrizione rinvenuta in quella che è identificata come la «Chiesa degli Apostoli», nel sito di el-Araj, sulle sponde del lago di Tiberiade, agosto 2022. (foto Zachary Wong / EAEP)

Il ritrovamento di un mosaico bizantino recante un’iscrizione dedicata a san Pietro rafforza l’ipotesi che il sito archeologico di el-Araj sia proprio Betsaida, la città degli apostoli Pietro, Andrea e Filippo, di cui si erano perse le tracce.

La stagione degli scavi 2022 sarà stata ancora più fruttuosa di quella del 2021. «Ci sarà un piccolo terremoto nel mondo cristiano», ha annunciato Steven Notley, direttore accademico delle ricerche, in un articolo di un blog pieno di suspense datato 8 agosto, l’ultimo giorno della sesta campagna di scavi nel sito di el-Araj, lungo la riva del Lago di Tiberiade.

Due giorni dopo, il 10 agosto, è giunto il comunicato stampa. Una grande iscrizione greca è stata rinvenuta nella basilica bizantina, che gli archeologi del Kinneret College, dal 2014 incaricati degli scavi nel sito di el-Araj, chiamano «la chiesa degli apostoli»  

Il medaglione che contiene l’iscrizione che fa esplicito
riferimento all’apostolo Pietro.

In linea con la tradizione bizantina dei mosaici dedicatori, l’iscrizione inizia nominando il donatore, un certo «Costantino servo di Cristo», prima di passare alla parte interessante: una richiesta d’intercessione al «capo e comandante degli apostoli celesti». Si tratta di un titolo «comunemente usato dai cristiani bizantini per riferirsi all’apostolo Pietro», precisa il comunicato.

giovedì 1 settembre 2022

San Pietro Crisologo - La Preghiera Bussa, il Digiuno Ottiene, la Misericordia Riceve

Dai “Discorsi” di San Pietro Crisologo, Vescovo (Disc. 43; PL 52, 320 e 322).

Tre sono le cose, tre, o fratelli, per cui sta salda la fede, perdura la devozione, resta la virtù: la preghiera, il digiuno, la misericordia. Ciò per cui la preghiera bussa, lo ottiene il digiuno, lo riceve la misericordia. Queste tre cose, preghiera, digiuno, misericordia, sono una cosa sola, e ricevono vita l’una dall’altra.

Il digiuno è l’anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno. Nessuno le divida, perché non riescono a stare separate. Colui che ne ha solamente una o non le ha tutte e tre insieme, non ha niente. Perciò chi prega, digiuni. Chi digiuna abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essere esaudito, esaudisca chi gli rivolge domanda. Chi vuol trovare aperto verso di sé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica.

Chi digiuna comprenda bene cosa significhi per gli altri non aver da mangiare. Ascolti chi ha fame, se vuole che Dio gradisca il suo digiuno. Abbia compassione, chi spera compassione. Chi domanda pietà, la eserciti. Chi vuole che gli sia concesso un dono, apra la sua mano agli altri. E’ un cattivo richiedente colui che nega agli altri quello che domanda per sé.

O uomo, sii tu stesso per te la regola della misericordia. Il modo con cui vuoi che si usi misericordia a te, usalo tu con gli altri. La larghezza di misericordia che vuoi per te, abbila per gli altri. Offri agli altri quella stessa pronta misericordia, che desideri per te.

Perciò preghiera, digiuno, misericordia siano per noi un’unica forza mediatrice presso Dio, siano per noi un’unica offesa, un’unica preghiera sotto tre aspetti.

mercoledì 31 agosto 2022

Film - Suor Pascalina. Nel Cuore della Fede (2011)

 
 
Il film racconta la vita di Suor Pascalina e di Monsignor Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII. E’ dedicato alla figura della suora bavarese che per quasi quarant’anni fu collaboratrice di monsignor Eugenio Pacelli, poi Papa XII. Suor Pascalina fu la prima donna ad avere un ruolo di rilievo nella amministrazione del Vaticano.
 
ANNO 2011
 
PAESE



REGIA Marcus O. Rosenmüller

 
 

Simone Pillon (Lega): Conservatori e Sinistre


Cari amici buongiorno.

Sarò un pò lungo, e vi chiedo un pò di pazienza, ma credo ne valga la pena.
#credo che la vera differenza tra conservatori e sinistre varie vada ricercata nei temi valoriali.
Siamo ad un bivio della storia: da una parte le forze cosiddette progressiste premono per il superamento delle radici cristiane, per la limitazione delle nascite, per la cancellazione del maschile e del femminile, sostituiti con le decine di identità di genere autopercepite, per la sostituzione della famiglia (quella con mamma e papà) con le c.d. famiglie, composte da genitore 1 e 2 e per la relativizzazione del valore della vita umana, che secondo loro andrebbe rispettata solo a determinate condizioni, escludendo i bambini concepiti e le persone gravemente ammalate.
Dall'altra si sta ormai affermando nei principali paesi occidentali una chiara #ripresavaloriale che spinge le forze politiche a tutelare la vita umana sempre, a promuovere la famiglia e la natalità, a rispettare le peculiarità del maschile e del femminile, a dare valore alla figura materna ma anche alla figura paterna e a contrastare le follie dell'ideologia Gender.
Questo non significa mancare di rispetto per nessuno, o peggio voler regolamentare per legge la vita sessuale delle persone. Ognuno resta libero di fare ciò che vuole nella sua vita privata, ma i bambini non possono essere comprati con l'utero in affitto, le donne non possono essere sfruttate come fossero uteri umani, la famiglia naturale va tutelata e promossa e la vita umana va difesa sempre.
I bambini hanno tutto il diritto in primo luogo di nascere e poi di crescere con la loro mamma e il loro papà, senza maternità surrogate o traffici di gameti umani che sviliscono e umiliano la funzione genitoriale.

lunedì 29 agosto 2022

Cartone Animato - San Raffaele Arcangelo

Breve cartone animato sulla figura di San Raffaele Arcangelo.

 

Beati Giovanni da Perugia e Pietro da Sassoferrato

Tra i Frati Minori che S. Francesco d'A (4 on.) inviò in Spagna per predicare il Vangelo ai Mori vi furono frate Giovanni, un sacerdote di Perugia, e frate Pietro, un fratello laico di Sassoferrato nel Piceno.

Durante la preparazione alla missione i frati vissero in una cella vicino alla chiesa di S. Bartolomeo, ammirati per la loro estrema povertà e umiltà. Partirono per Valencia, allora completamente soggetta al potere degli arabi, e trovarono ospitalità presso la chiesa del Santo Sepolcro. Quando tentarono di predicare in pubblico, i musulmani li assalirono, li fecero arrestare e li portarono dall'emiro, il 29 agosto 1231. Questi chiese loro il motivo della loro venuta a Valencia, ed essi risposero che erano lì per convertire gli arabi dagli errori dell'islam. Fu offerto loro di scegliere tra l'apostasia e la morte. Vennero condannati alla decapitazione e la sentenza fu eseguita immediatamente nel giardino dell'emiro, mentre, si dice, i frati pregavano ad alta voce per la sua conversione.

Sette anni dopo re Giacomo I d'Aragona cacciò gli arabi da Valencia con l'aiuto degli inglesi e altri mercenari. L'emiro, si racconta, si era convertito al cristianesimo e aveva offerto la sua casa ai francescani, perché ne facessero un convento, dicendo: «Quando ero un infedele ho ucciso i vostri fratelli di Teruel. Voglio riparare al mio crimine, ecco la mia casa, già consacrata dal sangue dei martiri». I corpi dei due frati erano stati portati a Teruel, dove pare avvennero miracoli sulle loro tombe.

domenica 28 agosto 2022

Appello ai Cattolici! Elezioni Politiche 2022: Vota CentroDestra Unito!

Contro le Sinistre Immorali e Peccatrici; Contro le Sinistre Comuniste, Radical Chic e Politically Correct; Contro le Sinistre che vogliono l'Aborto, i Matrimoni Gay, il Gender, la Droga Libera, l'Eutanasia, l'Invasione Islamica vota per i Valori Cattolici e non Negoziabili! Vota CentroDestra Unito!



Video: Matteo Salvini, Leader della Lega, Affidando l'Italia al Cuore Immacolato di Maria!

 

Documentario contro l'Aborto - 180: Cambiare il Cuore di una Nazione (Sottotitoli in Italiano)

Trenta minuti riteniamo siano spesi bene per il video-documentario che proponiamo qui sotto. Molto utile senz’altro per capire la qualità delle posizioni in campo nel dibattito culturale sull’aborto. Il filmato traccia un parallelo, a nostro giudizio davvero efficace, tra gli orrori dell’Olocausto e la soppressione di esseri umani nel grembo materno. Lo ha realizzato l’evangelico ebreo Ray Comfort e si intitola “180: Changing the Heart of a Nation” (www.180movie.com)

Nel filmato Comfort dialoga con persone di ogni ceto sociale, ponendo loro delle domande e delle riflessioni. In meno di quattro mesi, è stato visto da circa 2 milioni di persone su Youtube. E’ stato tradotto con sottotitoli in 25 lingue (anche l’italiano!) e diffuso anche attraverso canali televisivi americani.

La questione sicuramente più interessante che emerge è la velocità di cambiamento radicale di idea sull’aborto dopo poche semplici riflessioni, esposte con chiarezza. La gran parte dei sostenitori dell’aborto, chiunque lo può verificare, non ha mai riflettuto attentamente sulla sua posizione, si è lasciato trascinare dal potere mediatico circa il presunto diritto della donna di scegliere della vita di un altro essere umano. Così, messi alle strette -come ha fatto Comfort-, si trovano facilmente impacciati e contraddittori, arrivando a cambiare drasticamente posizione. Il titolo, “180″, indica i secondi necessari a far cambiare idea sull’aborto, questa è la sfida del video. Occorre dire che c’è un passaggio in cui la questione dell’interruzione di gravidanza viene tralasciata temporaneamente per soffermarsi sull’esistenza di Dio, del Paradiso e Inferno. Per come viene posta è la parte che condividiamo meno, emergono infatti le differenze tra il protestantesimo e il cattolicesimo. Resta invece assolutamente valido come documento per quanto riguarda “il grande inganno dell’aborto”. Buona visione!


Potete guardare il video direttamente su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=7y2KsU_dhwI

Catechesi del Papa Benedetto XVI su Sant'Agostino

UDIENZA GENERALE

Aula Paolo VI
Mercoledì, 9 gennaio 2008

☩ 

I: La vita

Cari fratelli e sorelle,

dopo le festività natalizie, vorrei tornare alle meditazioni sui Padri della Chiesa e parlare oggi del più grande Padre della Chiesa latina, sant’Agostino: uomo di passione e di fede, di intelligenza altissima e di premura pastorale instancabile, questo grande Santo e Dottore della Chiesa è spesso conosciuto, almeno di fama, anche da chi ignora il cristianesimo o non ha consuetudine con esso, perché egli ha lasciato un’impronta profondissima nella vita culturale dell’Occidente e di tutto il mondo. Per la sua singolare rilevanza, sant’Agostino ha avuto un influsso larghissimo, e si potrebbe affermare, da una parte, che tutte le strade della letteratura latina cristiana portano a Ippona (oggi Annata, sulla costa algerina) – la città dell’Africa romana, di cui egli fu Vescovo dal 395 fino alla morte nel 430 – e, dall’altra, che da questo luogo si diramano molte altre strade del cristianesimo successivo e della stessa cultura occidentale.

Di rado una civiltà ha trovato uno spirito così grande, che sapesse accoglierne i valori ed esaltarne l’intrinseca ricchezza, inventando idee e forme di cui si sarebbero nutriti i posteri, come sottolineò anche Paolo VI: «Si può dire che tutto il pensiero dell’antichità confluisca nella sua opera e da essa derivino correnti di pensiero che pervadono tutta la tradizione dottrinale dei secoli successivi» (AAS, 62, 1970, p. 426). Agostino è inoltre il Padre della Chiesa che ha lasciato il maggior numero di opere. Il suo biografo Possidio dice: sembrava impossibile che un uomo potesse scrivere tante cose nella propria vita. Di queste diverse opere parleremo in un prossimo incontro. Oggi la nostra attenzione sarà riservata alla sua vita, che si ricostruisce bene dagli scritti, e in particolare dalle Confessioni, la straordinaria autobiografia spirituale, scritta a lode di Dio, che è la sua opera più famosa. E giustamente, perché sono proprio le Confessioni agostiniane, con la loro attenzione all’interiorità e alla psicologia, a costituire un modello unico nella letteratura occidentale (e non solo occidentale) anche non religiosa, fino alla modernità. Questa attenzione alla vita spirituale, al mistero dell’io, al mistero di Dio che si nasconde nell’io, è una cosa straordinaria, senza precedenti, e rimane per sempre, per così dire, un «vertice» spirituale.

San Pelagio di Cordova

Il piccolo S. Pelagio è citato nel nuovo Martirologio Romano, e gli sono state dedicate molte chiese in Spagna. È uno dei martiri bambini molto popolari nel Medio Evo e, sebbene non presenti un ideale di santità molto valido, può essere considerato un efficace ammonimento.

Molti di questi santi sono inventati, le loro vere origini sono andate perdute, anche se gli avvenimenti fondamentali della loro vita sono ricostruibili. Solitamente sono vittime di seguaci di un'altra religione, di una strega o, se il loro persecutore è un cristiano, della sua natura malvagia.

Bambini-modello colpiti non per mano d'uomo, come ad esempio il beato Agostino Novello (19 mag.), attaccato da un lupo mentre giocava alla porta della città e salvato dall'intervento miracoloso di S. Agostino, sono rari. Ma anche qui un animale feroce, anche se più simile a un demone, è l'analogo di un "moro", un ebreo, un mago, un eretico o un cristiano concupiscente, per il fatto di essere al di fuori dell'ordine fissato e dell'ortodossia.

Per accentuare le malvagità del giudaismo, dell'islam e di altre religioni, il bambino deve evocare sentimenti di tenerezza e destare l'istinto materno. Nello stesso tempo viene presentato come un piccolo adulto: è irreprensibilmente devoto per contrapporsi alla decisione dell'ebreo o del musulmano di continuare nel loro comportamento malvagio.

sabato 27 agosto 2022

Pdf. G.K. Chesterton - Ciò che non va nel Mondo

Che cosa non va nel mondo?», si domanda Chesterton, aprendo questo libro scritto nel 1910, ma di sorprendente attualità. I problemi sono tanti: si va dalla solitudine dell'uomo e dalla sua alienazione indotta sia dal capitalismo sia dal socialismo (il primo la giustifica considerandola il prezzo da pagare per assicurare la produzione; il secondo pretende di ridefinire ciò che è umano nel tentativo di dare vita all'homo novus) al rifiuto delle leggi divine, sostituite da arroganti e a volte patetiche leggi sociologiche; dal femminismo, criticato perché reclama il diritto di applicare alla donna categorie maschili ottenendo come risultato non la suaemancipazione ma il suo snaturamento, ai sistemi educativi che, escludendo i genitori, tendono sempre più a irreggimentare i bambini trasformandoli in proprietà dello Stato. Ma secondo l'autore, ciò che realmente non va nel mondo è che si tende a cambiare l'uomo per adattarlo alla società piuttosto che adattare la società alle esigenze dell'uomo (errore in cui perseverano sia i conservatori sia i progressisti). Le uniche vie di uscita sono il ritorno alla famiglia tradizionale, il solo ambito in cui sia possibileun'esistenza libera e felice, e l'adozione di un sistema economico (il distributismo, di cui Chesterton fu un grande sostenitore) in cui la proprietà dei mezzi di produzione possa essere ripartita nel modo più ampio possibile fra la popolazione.

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Ciò che non va nel mondo

Ciò che non va nel mondo

Chesterton Gilbert K.

 

Marco, Capitolo 1, Versetto 1

Inizio del Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio.

Girolamo: L'Evangelista Marco, sacerdote in Israele e Levita secondo la carne, convertito al Signore, scrisse in Vangelo in Italia, mostrando in esso che cosa Cristo dovesse anche alla sua stirpe. Infatti, stabilendo l'inizio del Vangelo nella voce dell'esclamazione profetica, mostra l'ordine dell'elezione levitica, dichiarando che Giovanni Figlio di Zaccaria era stato mandato nella voce di un Angelo.

Girolamo: La parola greca «vangelo» significa in latino buon annuncio, che si riferisce propriamente al regno di Dio e al perdono dei peccati; è infatti attraverso il Vangelo che viene la redenzione dei fedeli, e la beatitudine dei santi. Ora, i quattro Vangeli sono uno solo, e uno solo è quattro. In ebraico Gesù diviene in greco «Sotèr», in latino «Salvàtor». Messia in ebraico si traduce in greco «Christòs», «Unctus» in latino, cioè Re e Sacerdote.

Beda: Occorre confrontare questo inizio del Vangelo con quello di san Matteo (1, 1), in cui si dice: «Libro della generazione di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo», qui invece si dice: Figlio di Dio; da entrambi i termini, infatti, si deve intendere l'unico Signore Gesù Cristo figlio di Dio e dell'uomo. E giustamente il primo Evangelista lo chiama Figlio dell'uomo, e il secondo Figlio di Dio, in modo che la nostra conoscenza passi poco a poco dal minore al maggiore, e mediante la fede e i sacramenti dell'umanità assunta salga alla conoscenza della divina eternità. Bene poi colui che avrebbe descritto la generazione umana ha iniziato dal Figlio dell'uomo, cioè Davide o Abramo, bene inoltre colui che iniziava il suo libro dall'inizio della predicazione evangelica volle chiamare Cristo piuttosto Figlio di Dio, poiché apparteneva alla natura umana assumere la verità della carne dalla progenie dei Patriarchi, e alla potenza divina predicare il Vangelo al Mondo.

mercoledì 24 agosto 2022

Catechesi del Papa Benedetto XVI su San Bernardo di Chiaravalle

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 21 ottobre 2009

Cari fratelli e sorelle,

oggi vorrei parlare su san Bernardo di Chiaravalle, chiamato “l’ultimo dei Padri” della Chiesa, perché nel XII secolo, ancora una volta, rinnovò e rese presente la grande teologia dei Padri. Non conosciamo in dettaglio gli anni della sua fanciullezza; sappiamo comunque che egli nacque nel 1090 a Fontaines in Francia, in una famiglia numerosa e discretamente agiata. Giovanetto, si prodigò nello studio delle cosiddette arti liberali – specialmente della grammatica, della retorica e della dialettica – presso la scuola dei Canonici della chiesa di Saint-Vorles, a Châtillon-sur-Seine e maturò lentamente la decisione di entrare nella vita religiosa. Intorno ai vent’anni entrò a Cîteaux, una fondazione monastica nuova, più agile rispetto agli antichi e venerabili monasteri di allora e, al tempo stesso, più rigorosa nella pratica dei consigli evangelici. Qualche anno più tardi, nel 1115, Bernardo venne inviato da santo Stefano Harding, terzo Abate di Cîteaux, a fondare il monastero di Chiaravalle (Clairvaux). Qui il giovane Abate, aveva solo venticinque anni, poté affinare la propria concezione della vita monastica, e impegnarsi nel tradurla in pratica. Guardando alla disciplina di altri monasteri, Bernardo richiamò con decisione la necessità di una vita sobria e misurata, nella mensa come negli indumenti e negli edifici monastici, raccomandando il sostentamento e la cura dei poveri. Intanto la comunità di Chiaravalle diventava sempre più numerosa, e moltiplicava le sue fondazioni.

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