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domenica 29 marzo 2026

Marco, Capitolo 14, Versetti 3-9

Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo pistico di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest'olio a più di trecento denari e darli ai poveri! Ed erano infuriati contro di lei. Allora Gesù disse: Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un'opera buona; i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, ma non sempre avrete me. Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere, anticipando l'unzione del mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto.

Beda: Dice di Simone il lebbroso non perché fosse lebbroso in quel tempo, ma perché lebbroso prime, fu poi mondato dal Salvatore, rimanendo il nome di prima affinché apparisse la virtù del curatore.

Beda: L'alabastro è una specie di marmo bianco, venato di differenti sfumature, che si suole usare ordinatamente per farne dei vasi per contenere profumi, a motivo della proprietà che si riconosce ad essi di mantenerli incorruttibili. In nardo è un arbusto aromatico di una radice, si dice, molto grassa e sviluppata, ma di una ramo piccolo e fragile. Pur essendo grasso, questo arbusto ha un profumo come il cipresso; di un gusto aspro, con una foglia piccola e spessa, e il suo ramo termina in una spina. Coloro che compongono i profumi trovano dunque nel nardo due cose da celebrare, le foglie e le spighe; ed è di questo nardo che parla Marco dicendo: olio di nardo pistico di gran valore; in quanto cioè quell'unguento che Maria portò al Signore non era solo fatto della radice del nardo, ma anche dalle sue foglie e dalle sue spighe, e presentava di conseguenza più proprietà e più profumi riuniti insieme, cosa che lo rendeva molto più prezioso.

Girolamo: In senso mistico, Simone è la figura innanzitutto dell'anima infedele e poi dell'anima fedele; e questa donna col suo vaso, della fede della Chiesa che dice (Ct 1,11): «Il mio nardo ha dato il suo profumo». Il nardo è detto un nardo fedele, vale a dire pistico e prezioso; la casa che è stata riempita di quell'odore di questo profumo è il cielo e la terra. Il vaso che è stato rotto è il desiderio carnale che si rompe contro questa testa che rende tutto il corpo perfettamente unito, al momento in cui il capo dei cristiani si siede, ossia si umilia perché questa peccatrice credente possa toccarlo. Ella si eleva dai piedi alla testa, e discende mediante la fede dalla testa ai piedi, cioè va da Cristo alle sue membra.

domenica 27 luglio 2025

Marco, Capitolo 10, Versetti 46-52

E vengono a Gerico. E partendo da Gerico lui e i suoi discepoli e una grande moltitudine, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. E avendo udito che c'era Gesù il Nazareno, cominciò a gridare e a dire: Figlio di Davide, abbi pietà di me. E molti lo minacciavano perché tacesse, ma egli gridava molto di più: Figlio di Davide, abbi pietà di me. E Gesù, ritto e in piedi, ordinò di chiamarlo. E chiamarono il cieco dicendogli: Coraggio, alzati, ti chiama. Ed egli, gettato il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. E Gesù rispondendogli disse: Che vuoi che ti faccia? E il cieco gli disse: Rabbuni, che io veda. Ma Gesù gli disse: Va', la tua fede ti ha salvato. E subito ci vide e lo seguiva lungo la strada.

Crisostomo: Il cieco chiama Gesù Figlio di Davide, udendo le parole della folla che lo accompagnava, e reso certo che le profezie si erano realizzate in lui.

Segue: Ed egli, gettato il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Origene: Forse il mantello del cieco mendicante rappresenta il velame della cecità e della mendicità da cui era circondato. E gettandolo va da Gesù, il quale lo interroga mentre si avvicina; per cui segue: E Gesù rispondendogli disse: Che vuoi che ti faccia? Beda: Forse colui che poteva rendere la luce ignorava ciò che voleva il cieco? Lo interroga perché egli domandi, lo interroga per eccitarlo alla preghiera. Crisostomo: Oppure egli domandò affinché non si pensasse che egli accordasse qualcosa che il cieco non voleva. Infatti era sua abitudine rendere nota a tutti la volontà di quelli che guariva, per condurre gli altri allo zelo, e per mostrare che la grazia cadeva su chi ne era degno.

Origene: Era meglio dire Rabbuni, o, come si dice altrove, Maestro, piuttosto che Figlio di Davide; per cui, avendo costui detto Figlio di Davide, non gli dà la salute; ma avendo detto Rabbuni, segue che: Gesù gli disse: Va', la tua fede ti ha salvato. E subito ci vide e lo seguiva lungo la strada. Teofilatto: Il cieco mostra un animo riconoscente poiché, una volta guarito, non lascia Gesù, ma lo segue.

Beda: Che poi avvicinandosi a Gerico ne avesse illuminato uno, e partendo da Gerico due, indica che prima della sua passione predicò soltanto al popolo giudaico, mentre dopo la risurrezione e l'ascensione svelò i misteri della sua divinità e umanità per mezzo degli Apostoli anche ai Giudei e alle Genti. Marco, che scrive per i Gentili, non ha parlato che della guarigione di un solo cieco, per indicare a coloro ai quali si indirizzava il suo Vangelo la figura speciale della loro conversione, mentre Matteo, il cui Vangelo si indirizzava prima di tutto ai Giudei, e doveva più tardi giungere ai Gentili, presenta con ragione la guarigione dei due ciechi, al fine di mostrare che la stessa fede doveva giungere ai due popoli. Questo cieco era seduto sul bordo del cammino al momento in cui Gesù usciva da Gerico, seguito dai discepoli e da una folla numerosa, figura di quel popolo dei Gentili che ricevette la speranza della luce nel momento in cui il Signore, salendo al cielo, era accompagnato sulla montagna dalla folla dei fedeli, e fino ai cieli dove entravano con lui tutti gli eletti che erano apparsi sulla terra fin dall'inizio del mondo. Questo popolo dei Gentili era allora seduto come un mendicante sul bordo del cammino, poiché non era ancora entrato nella via della verità, sforzandosi di giungervi.

domenica 17 gennaio 2021

Matteo, Capitolo 27, Versetti 31-34

E dopo averlo schernito gli tolsero il mantello, gli rimisero le sue vesti e lo portarono via per crocifiggerlo. Uscendo trovarono un uomo di Cireneo di nome Simone, e lo costrinsero a prendere la croce di lui. E giunsero a un luogo che è detto Golgota, che significa luogo del cranio. E gli diedero da bere vino misto a fiele, e avendolo assaggiato non volle berlo.

Girolamo: Bisogna notare che quando Gesù viene flagellato e sputacchiato non ha le proprie vesti, ma quelle che aveva assunto per i nostri peccati; invece quando è crocifisso ed è passato tutto il livore delle burle, allora riceve le sue vesti di prima e il distintivo che gli è proprio, e immediatamente si scompigliano gli elementi, e la creatura dà testimonianza al creatore.

Crisostomo: Il Signore non volle patire sotto un tetto o nel tempio dei Giudei, affinché tu non abbia a pensare che pativa solo per quel popolo; quindi uscì fuori della città, fuori dalle sue mura, affinché si veda che il suo sacrificio ha per oggetto il bene generale, ossia che egli si offre per tutto il mondo e per la purificazione di tutti.

Origene: Portando la croce Simone, secondo la disposizione di Dio, fu condotto al punto di essere degno di venir ricordato nella Scrittura evangelica e di essere al servizio della croce di Cristo. Non solo poi conveniva che il Salvatore prendesse la sua croce, ma anche a noi conveniva portarla, sopportando un disagio per noi salutare; tuttavia non ci avrebbe giovato allo stesso modo il prenderla se lui non l’avesse presa.

Ilario: I Giudei non erano degni di portare la croce di Cristo, poiché era rimasto in eredità alle genti ricevere la croce e patire con il Signore.

domenica 27 dicembre 2020

Matteo, Capitolo 27, Versetti 15-26

Nel giorno solenne il governatore era solito rilasciare al popolo un prigioniero a loro scelta. Aveva poi allora un prigioniero insigne, che si chiamava Barabba; radunateli, dunque Pilato disse: Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo? Sapeva infatti che glielo avevano consegnato per invidia. Ma mentre sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: Non aver nulla a che fare con quel giusto: infatti oggi ho patito molte cose in sogno per causa sua. Ma i principi dei sacerdoti e gli anziani persuasero il popolo a chiedere Barabba, e a far morire Gesù. Rispondendo loro il governatore disse: Chi volete che vi rilasci dei due? Ma quelli dissero: Barabba. Dice loro Pilato: Che farò dunque di Gesù, che è detto il Cristo? Dicono tutti: Sia crocifisso! Dice loro il governatore: Che cosa ha fatto di male? Ma quelli gridavano più forte dicendo: Sia crocifisso. Pilato, vedendo che non serviva a nulla, ma il tumulto aumentava, presa dell'acqua si lavò le mani davanti al popolo dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto; vedetevela voi. E rispondendo tutto il popolo disse: Il suo sangue sopra di noi e sopra i nostri figli. Allora rilasciò loro Barabba e consegnò loro Gesù flagellato, affinché fosse crocifisso.

Origene: Così infatti quelli che governano vengono incontro a quelli che sono loro subordinati, fino a conseguire di porre sopra di essi la loro dominazione assoluta. Anche fra i Giudei ci fu talvolta questo stesso costume: Saul infatti non uccise Gionata, poiché tutto il popolo così gli chiese.

Crisostomo: Anche Pilato volle salvare Gesù appoggiandosi su questo costume, e affinché i Giudei non avessero alcuna ombra di scusa, pone a paragone con Cristo un omicida conosciuto da tutti, a riguardo del quale segue: Aveva poi allora un prigioniero insigne, che si chiamava Barabba. Non solamente era un brigante, ma un brigante insigne, ossia celebre per la sua malvagità.

radunateli, dunque Pilato disse: Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo? Crisostomo: Come dicendo: se non volete lasciarlo in libertà come innocente, lasciatelo almeno come condannato, però libero per le festività. E se conveniva lasciarlo libero quando fosse veramente colpevole, con molta più ragione in caso di dubbio. Si veda come si invertì l’ordine in questa occasione. La petizione a favore dei condannati veniva fatta da popolo, e la concessione dal principe; ora invece si fece il contrario: infatti il principe chiede alla folla, e la folla diventa più feroce.

Agostino [Crisostomo]: Così dunque il giudice è spaventato dalla moglie; e per non dare il suo consenso al crimine dei giudei nel giudizio, è giudicato dall’afflizione della moglie nel giudizio: è giudicato colui stesso che giudica, ed è tormentato prima che tormenti.

martedì 22 dicembre 2020

Matteo, Capitolo 27, Versetti 11-14

 

Allora Gesù stette ritto davanti al preside, e questi lo interrogò dicendo: Tu il re dei Giudei? Gli dice Gesù; Tu lo dici; e venendo accusato dai principi dei sacerdoti e dagli anziani non rispose nulla. Allora Pilato gli dice: Non senti quante cose i testimoni dicono contro di te? E non rispose a nessuna sua parola, per cui il preside si meravigliò fortemente.

Origene: Considera quanto colui che fu costituito dell’eterno Padre giudice di tutte le creature si umiliò stando davanti a questo giudice della Galilea, e fu interrogato con una domanda che forse lo stesso Pilato formulava con ironia o dubbio.

Crisostomo: Pilato fa questa domanda che gli avversari rivolgevano continuamente contro Cristo. Poiché infatti sapevano che Pilato non si prendeva alcuna cura delle cose legali, conducono la cosa alle accuse pubbliche.

Ilario: Oppure al pontefice che lo interroga se fosse Gesù Cristo aveva detto: Tu l’hai detto, poiché egli stesso aveva affermato che Cristo sarebbe sempre esistito in base alla legge; a questo invece che lo interroga, essendo ignaro della legge, se fosse il re dei Giudei, si dice: Tu lo dici, poiché la salvezza delle Genti è attraverso la fede della confessione presente.

Origene: Ora Gesù accusato, come non rispose nulla allora, così nemmeno adesso; non fu rivolta, infatti ad essi la parola del Signore come un tempo lo fu ai Profeti; ma non era cosa degna che rispondesse neppure a Pilato che lo interrogava poiché questi non aveva su Cristo un giudizio permanente e fermo, ma era trascinato da passioni contrastanti.

Crisostomo: Diceva questo Pilato in quanto voleva liberarlo perché rispondesse scusandosi. Segue: E non rispose a nessuna sua parola, per cui il preside si meravigliò fortemente. Poiché infatti, pur avendo molte dimostrazioni in base alle cose stesse della sua virtù e mansuetudine e umiltà, tuttavia si indignavano contro di lui, ed erano spinti contro di lui da un perverso giudizio, per questo non risponde nulla; e se talvolta risponde dice cose molto brevi, affinché con una continua taciturnità non dia l’impressione di pertinacia.

martedì 15 dicembre 2020

Matteo, Capitolo 27, Versetti 6-10

Ma i principi dei sacerdoti, prese le monete d’argento, dissero: Non è lecito metterle nel tesoro, poiché è prezzo di sangue. Tenuto consiglio comprarono con esse il campo del vasaio per la sepoltura dei pellegrini. Per questo quel campo fu chiamato Aceldama, cioè campo di sangue, fino a oggi. Allora si adempì quanto fu detto dal profeta Geremia: E presero trenta monete d'argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.

Crisostomo: Poiché i principi dei sacerdoti sapevano che avevano comperato la morte, si vedevano condannati dalla propria coscienza.

Girolamo: In verità colavano un moscerino e trangugiavano un cammello; se infatti non mettono il danaro nel tesoro, cioè nel gazofilacio, dove stavano le offerte fatte a Dio, poiché è prezzo del sangue, perché spargono questo stesso sangue?

Agostino: Io penso che ciò accadde per la provvidenza divina, affinché si veda che il prezzo del Salvatore non serve all’uso dei peccatori, ma offre riposo ai pellegrini; in modo che in futuro Cristo redima col sangue della sua passione i vivi e riceva con la sua passione preziosa i morti. Con il prezzo del sangue del Signore si compra dunque il campo di un vasaio. Leggiamo le Scritture che la salvezza di tutto il genere umano è stata comperata con il sangue del Salvatore, e questo campo è tutto questo mondo. Il vasaio che può tenere il dominio di tutto il mondo, è egli stesso, che fece di terra questo vaso del nostro corpo. Dunque il campo di questo vasaio è quello comprato con il sangue di Cristo, per i pellegrini, diremmo, che camminavano esiliati per tutto il mondo senza casa e patria. Però nel sangue di cristo si provvede ad essi il riposo necessario. Chiamiamo poi pellegrini quei devotissimi Cristiani che, rinunciando al secolo, e non possedendo cosa alcuna nel mondo, riposano nel sangue di Cristo: infatti la sepoltura di Cristo non è altro che il riposo del Cristiano; come dice infatti l’Apostolo (Rm 6, 4): «Siamo stati consepolti con lui nella morte mediante il battesimo». Noi siamo dunque pellegrini in questo mondo, e ci troviamo come ospiti in questa luce.

domenica 8 novembre 2020

Matteo, Capitolo 27, Versetti 1-5

 

Venuto il mattino, tutti i principi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per consegnarlo alla morte. E messolo in catene lo consegnarono al governatore Ponzio Pilato. Allora Giuda, che lo aveva tradito, vedendo che era stato condannato, pentendosi riportò le trenta monete d'argento ai principi dei sacerdoti e agli anziani dicendo: Ho peccato tradendo sangue giusto. Ma quelli dissero: Che importa a noi? Veditela tu. Ed gettate le monete nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi.

Origene: Credevano che con la morte si sarebbero estinte la dottrina e la fede in quelli che credettero in lui come Figlio di Dio. Insistendo poi nei loro progetti, legarono Gesù, che slegava gli altri.

Girolamo: Osserva la sollecitudine dei sacerdoti, che passarono in veglia tutta la notte per commettere il loro omicidio, e consegnarono legato Gesù a Pilato, poiché avevano il costume di consegnare legati davanti al giudice coloro che condannavano a morte.

Crisostomo: Non lo uccisero occultamente, poiché volevano uccidere la sua gloria, in ragione del fatto che molti lo ammiravano, e per questo si impegnarono a ucciderlo pubblicamente e davanti a tutti; e a questo fine lo portarono davanti al governatore.

Origene: Mi rispondano quelli che inventano certe favole sulla natura; poiché Giuda, riconoscendo il suo peccato, disse: Ho peccato tradendo sangue giusto, se non per la buona semente di intelligenza e virtù che Dio seminò in ogni anima razionale? Giuda non la coltivò e per questo cadde in tale peccato. Se poi c'è un uomo di natura tale da poter perire, tale fu Giuda più degli altri. Se avesse detto questo dopo la risurrezione di Cristo, forse lo avrebbe detto obbligato a pentirsi del suo peccato in forza della stessa risurrezione. Ma ora, vedendo che Gesù era stato consegnato a Pilato, si pentì forse ricordandosi di ciò che Gesù aveva detto ripetutamente riguardo alla sua futura risurrezione. Forse anche Satana, che era entrato in lui, lo incalzò finché non consegnò Gesù a Pilato; poi fece quanto voleva, uscì da lui, e lasciandolo egli poté pentirsi. Però come vide Giuda che Gesù era stato condannato se ancora non era stato interrogato da Pilato? Forse qualcuno dirà che nella sua immaginazione vide il risultato del processo in base a quanto aveva visto. Un altro dirà che ciò che è scritto: vedendo Giuda che era stato condannato, si riferisce allo stesso Giuda: allora infatti sentì la propria malizia, e si riconobbe condannato.

mercoledì 28 ottobre 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 59-68

  

I principi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per consegnarlo alla morte, e non la trovarono, pur essendosi presentati molti falsi testimoni. Ma alla fine vennero due falsi testimoni e dissero: Costui ha detto: Posso distruggere il tempio di Dio e in tre giorni ricostruirlo. Il principe dei sacerdoti alzatosi gli disse: Non rispondi nulla alle cose che questi attestano contro di te? Ma Gesù taceva. Il principe dei sacerdoti gli disse: Ti scongiuro per il Dio vivo che tu ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio. Gli dice Gesù: Tu l'hai detto: anzi io vi dico che d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo che siede alla destra della potenza di Dio e che viene sulle nubi del cielo. Allora il principe dei sacerdoti si strappò le vesti dicendo: Ha bestemmiato: che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia: che ve ne pare? Quelli rispondendo dissero: E' reo di morte. Allora gli sputarono in faccia e gli diedero dei pugni, altri invece lo schiaffeggiarono dicendo: Indovina, Cristo, chi è che ti ha percosso?

Origene: Le false testimonianze hanno luogo quando sono presentate con un certo colore. Però nessun colore si trovava nelle menzogne che proferivano contro Gesù, benché fossero molti coloro che volevano ingraziarsi i principi dei sacerdoti; e da ciò risulta una grande gloria per Gesù, che tanto irreprensibilmente parlò e operò dappertutto che neanche gli uomini più cattivi e astuti poterono trovare alcuna apparenza di una cosa degna di riprensione.

Girolamo: Come possono essere falsi testimoni se dicono quelle stesse cose che leggiamo che disse il Signore? Ma è falso il testimone che non dà a ciò che è detto il suo vero senso. Il Signore infatti aveva parlato del tempio del suo corpo, però essi nelle loro stesse parole lo calunniano aggiungendo ogni tanto qualcosa perché risulti giustificata l'accusa. Il salvatore aveva detto (Gv 2, 19): «Distruggete questo tempio», ed essi mutano le parole e dicono: Posso distruggere il tempio di Dio. Voi, dice, distrugge, io no, poiché è illecito attentare a noi stessi. Poi essi cambiano: è in tre giorni ricostruirlo, affinché sembrasse che parlava del tempio giudaico; però il Signore, per manifestare che parlava del tempio vivo e animato, aveva detto: «E io in tre giorni lo risusciterò».  Altro è riedificare, altro è risuscitare.

Ma Gesù taceva. Girolamo: Sapeva infatti, essendo Dio, che tutto ciò che avrebbe detto l'avrebbe volto a calunnia. Quanto più dunque Gesù taceva di fronte ai falsi testimoni indegni di una sua risposta, e agli empi sacerdoti, tanto più il pontefice vinto dal furore lo provoca a una risposta, in modo da prendere motivo di accusa da qualsiasi occasione del discorso.

giovedì 22 ottobre 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 55-58

 

In quell’ora Gesù disse alla folla: Come verso un brigante siete usciti con spade e bastoni per prendermi: ogni giorno andavo presso di voi insegnando nel tempio, e non mi avete preso. Ma tutto questo è accaduto affinché si adempissero le Scritture dei profeti. Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono. Ma quelli tenendo Gesù, lo condussero da Caifa, principe dei sacerdoti, dove si erano radunati gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo seguiva da lontano fino all’atrio del principe dei sacerdoti; ed entrato sedeva con i servi, per vedere la fine.

Origene: Dopo che disse a Pietro (v. 52): «Riponi la tua spada», il che è segno di pazienza; dopo avere anche riparato l'orecchio amputato, come dice un altro Evangelista, il che era indizio di somma benignità e di potere divino, si aggiunge: In quell’ora Gesù disse alla folla; in modo che se non ricordano i benefici passati, almeno riconoscano quelli presenti.

Come verso un brigante siete usciti con spade e bastoni per prendermi. Remigio: Come se dicesse: l'ufficio del brigante è di nuocere e stare nascosto; ora, io non ho nuociuto a nessuno, ma ho sanato molti, e ho sempre insegnato nelle sinagoghe; e questo è ciò che si aggiunge: ogni giorno andavo presso di voi insegnando nel tempio, e non mi avete preso. Girolamo: Come se dicesse: è stolto cercare con spade e bastoni uno che si consegna nelle vostre mani; e cercare come latitante, nella notte e per mezzo di un traditore, uno che ogni giorno insegna nel tempio.

Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono. Remigio: In questo fatto tuttavia si dimostra la fragilità degli Apostoli: coloro infatti che per l'ardore della fede avevano promesso di morire con lui, ora per la paura fuggono, immemori della loro promessa. E ciò lo vediamo compiersi anche in coloro che per amore di Dio promettono di fare grandi cose, e dopo non le compiono; tuttavia non devono disperare, ma risorgere con gli Apostoli e rinsavire con la penitenza.

Rabano [Glossa]: Il nome conviene all'azione: Caifa, cioè investigatore, o sagace nel compiere la propria nequizia, o vomitante con la bocca, poiché fu impudente nel proferire la menzogna, e a perpetrare l'omicidio. Lo condussero dunque là affinché facessero tutto con il consiglio.

Crisostomo: Era grande il fervore di Pietro che pur avendo visto gli altri fuggire, non fuggì, ma restò, ed entrò.

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