Il 26 dicembre la Chiesa celebra Santo Stefano, protomartire cristiano.
Egli servì con grande devozione gli apostoli nel ministero della fede.
Venne lapidato poco tempo dopo la crocifissione di Gesù perché accusato
di blasfemia. In Italia sono oltre 100 i comuni di cui è patrono. In
Valle d'Aosta troviamo tre parrocchie a lui dedicate. Questa sera vi
parleremo di Stefano e del suo martirio, di storia e di arte, ma anche
di leggende e curiosità legate a segni e simboli, persone e avvenimenti.
Carlo Crivelli, Santo Stefano Martire, 1476, tempera su tavola, 61 x 40 cm, Londra, National Gallery
Primo martire cristiano, in ordine di tempo, Stefano era un diacono – un
laico al quale il vescovo aveva delegato alcune funzioni sacerdotali –
che fu martirizzato nel 36 d.C.a Gerusalemme. Fu letteralmente lapidato.
E’ per questo, soprattutto nell’iconografia che precede la
Controriforma, che viene rappresentato con decorativi sassi, ovali come
uova, sulla testa e sulle spalle.
Giotto di Bondone, Santo Stefano, 1320-1325, tempera su tavola, 84 x 54 cm, Firenze, Museo Horne
In seguito al Concilio di Trento l’immagine fu riformata, e ad essa si
preferì quella di un giovane che impugna la palma del martirio e che
reca l’episodio del sacrificio estremo sui ricami delle vesti o lo
ricorda attraverso sassi accumulati ai suoi piedi. In effetti la
rappresentazione più arcaica ha uno strano effetto di surrealtà e in
alcuni casi, come in Carlo Crivelli, i sassi sembrano i seni spiccati di
sant’Agata. Il Concilio tridentino eliminò gli elementi di suggestione
simbolica.
Stefano
intanto, pieno di grazia e di fortezza, faceva grandi prodigi e
miracoli tra il popolo. Sorsero allora alcuni della sinagoga detta dei
«liberti» comprendente anche i Cirenei, gli Alessandrini e altri della
Cilicia e dell'Asia, a disputare con Stefano, ma non riuscivano a
resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava. Perciò
sobillarono alcuni che dissero: «Lo abbiamo udito pronunziare
espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio». E così sollevarono il
popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono
e lo trascinarono davanti al sinedrio.
All'udire queste cose, fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui.
Ma
Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la
gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: «Ecco, io
contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di
Dio». Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si
scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della
città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello
ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E così lapidavano Stefano mentre
pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le
ginocchia e gridò forte: «Signore, non imputar loro questo peccato».
Detto questo, morì.