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venerdì 26 dicembre 2025

Documentario - Santo Stefano Protomartire (Rai Valle d'Aosta)

Il 26 dicembre la Chiesa celebra Santo Stefano, protomartire cristiano. Egli servì con grande devozione gli apostoli nel ministero della fede. Venne lapidato poco tempo dopo la crocifissione di Gesù perché accusato di blasfemia. In Italia sono oltre 100 i comuni di cui è patrono. In Valle d'Aosta troviamo tre parrocchie a lui dedicate. Questa sera vi parleremo di Stefano e del suo martirio, di storia e di arte, ma anche di leggende e curiosità legate a segni e simboli, persone e avvenimenti. 

 

https://www.raiplay.it/video/2023/01/Santo-Stefano-eb8bc080-bca6-487d-bb00-3db928de4b2c.html 

domenica 26 dicembre 2021

Cartone Animato - Santo Stefano

Breve cartone animato sulla vita di Santo Stefano Primo Martire.

 

Santo Stefano nell’Arte - Quelle Pietre, Simili a Uova, sulla Testa e sulle Spalle

Carlo Crivelli, Santo Stefano Martire, 1476, tempera su
tavola, 61 x 40 cm, Londra, National Gallery

Primo martire cristiano, in ordine di tempo, Stefano era un diacono – un laico al quale il vescovo aveva delegato alcune funzioni sacerdotali – che fu martirizzato nel 36 d.C.a Gerusalemme. Fu letteralmente lapidato. E’ per questo, soprattutto nell’iconografia che precede la Controriforma, che viene rappresentato con decorativi sassi, ovali come uova, sulla testa e sulle spalle.

Giotto di Bondone, Santo Stefano, 1320-1325,
tempera su tavola, 84 x 54 cm, Firenze, Museo Horne

In seguito al Concilio di Trento l’immagine fu riformata, e ad essa si preferì quella di un giovane che impugna la palma del martirio e che reca l’episodio del sacrificio estremo sui ricami delle vesti o lo ricorda attraverso sassi accumulati ai suoi piedi. In effetti la rappresentazione più arcaica ha uno strano effetto di surrealtà e in alcuni casi, come in Carlo Crivelli, i sassi sembrano i seni spiccati di sant’Agata. Il Concilio tridentino eliminò gli elementi di suggestione simbolica.

giovedì 26 dicembre 2019

Video - Santo Stefano Primo Martire


Atti 6,8-12;7,54-60

Stefano intanto, pieno di grazia e di fortezza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo. Sorsero allora alcuni della sinagoga detta dei «liberti» comprendente anche i Cirenei, gli Alessandrini e altri della Cilicia e dell'Asia, a disputare con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava. Perciò sobillarono alcuni che dissero: «Lo abbiamo udito pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio». E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo trascinarono davanti al sinedrio. 

All'udire queste cose, fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui. 

Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: «Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio». Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò forte: «Signore, non imputar loro questo peccato». Detto questo, morì.



 

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