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lunedì 31 dicembre 2018

Canto Gregoriano di Ringraziamento: Te Deum


☩︎


Te Deum laudamus:
te Dominum confitemur.
Te aeternum patrem,
omnis terra veneratur.


Tibi omnes angeli,
tibi caeli et universae potestates:
tibi cherubim et seraphim,
incessabili voce proclamant:


“Sanctus, Sanctus, Sanctus
Dominus Deus Sabaoth.
Pleni sunt caeli et terra
majestatis gloriae tuae.”


Te gloriosus Apostolorum chorus,
te prophetarum laudabilis numerus,
te martyrum candidatus laudat exercitus.


Te per orbem terrarum
sancta confitetur Ecclesia,
Patrem immensae maiestatis;
venerandum tuum verum et unicum Filium;
Sanctum quoque Paraclitum Spiritum.


Tu rex gloriae, Christe.
Tu Patris sempiternus es Filius.
Tu, ad liberandum suscepturus hominem,
non horruisti Virginis uterum.
Tu, devicto mortis aculeo,
aperuisti credentibus regna caelorum.
Tu ad dexteram Dei sedes,
in gloria Patris.
Iudex crederis esse venturus.
Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni,
quos pretioso sanguine redemisti.
Aeterna fac
cum sanctis tuis in gloria numerari.Salvum fac populum tuum, Domine,
et benedic hereditati tuae.
Et rege eos,
et extolle illos usque in aeternum.


Per singulos dies benedicimus te;
et laudamus nomen tuum in saeculum,
et in saeculum saeculi.


Dignare, Domine, die isto
sine peccato nos custodire.
Miserere nostri, Domine,
miserere nostri.


Fiat misericordia tua, Domine, super nos,
quem ad modum speravimus in te.
In te, Domine, speravi:
non confundar in aeternum.



 

giovedì 20 dicembre 2018

Gregorio Magno (santo) (540 - 604)


Dottore e Padre della Chiesa. Fu monaco benedettino e poi papa in un periodo particolarmente difficile, mostrando eccezionali doti di pastore. Scrisse importanti opere che godettero di un'autorità somma e incontrastata in tutto il medioevo.



mercoledì 19 dicembre 2018

Libro Cattolico Scaricabile in Pdf: Perché la Bestemmia? Rifletti!

Giovanni Papini - "La bestemmia è il simbolo del peccato idiota, dell'imbecillità puzzolente."
  1. Che cosa è la bestemmia
  2. Gravità della bestemmia
  3.  Vastità del fenomeno blasfemo
  4. Sottovalutazione della bestemmia
  5. La bestemmia nella Bibbia
  6. Hanno detto
  7. Da dove nasce la bestemmia
  8. Dove porta la bestemmia
  9. Consigli ai bestemmiatori

P.S.: Libretto reperito ed editato da me, da preti veronesi.

martedì 18 dicembre 2018

Matteo, Capitolo 18, Versetti 21-22


Allora Pietro, accostandosi a lui, disse: Quante volte devo perdonare al mio fratello che ha peccato contro di me? Fino a sette volte? Gli dice Gesù: Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Girolamo: Sopra il signore aveva detto (v. 10): <<Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli>>, e aveva aggiunto (v. 15): <<Se il tuo fratello avrà peccato contro di te …>>, e aveva promesso un premio dicendo: <<Se due di voi …>>, per cui l’Apostolo Pietro, provocato da queste parole, fa una domanda, ed è quanto è detto: Allora Pietro, accostandosi a lui, disse: Quante volte devo perdonare al mio fratello che ha peccato contro di me?, e con la domanda proferisce la sentenza: Fino a sette volte?

Crisostomo: Pietro riteneva di aver detto qualcosa di grande, ma quanto abbia risposto Cristo, amante degli uomini, è espresso con queste parole: Gli dice Gesù: Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Agostino: Oso dire: e se ha peccato settanta volte otto, perdona; e se cento, e per quante volte abbia peccato, perdona. Se infatti il Signore trovò mille peccatori e senza dubbio li perdonò tutti, non devi limitare la misericordia. Dice infatti l’Apostolo (Col 3, 13): <<Perdonatevi a vicenda, se qualcuno ha di che lamentarsi nei riguardi degli altri, come anche Dio vi ha perdonato in Cristo>>.

lunedì 17 dicembre 2018

Matteo, Capitolo 18, Versetti 18-20


In verità vi dico: Tutto ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in cielo, e tutto ciò che scioglierete sulla terra sarà sciolto anche in cielo. Vi dico ancora che se due di voi si accorderanno sulla terra per domandare qualunque cosa, sarà loro fatta dal Padre mio che è nei cieli. Dove infatti vi sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.

Girolamo: Poiché aveva detto (v. 17): <<Se non ascolterà la Chiesa, sia per te come un pagano e un pubblicano>>, e potrebbe accadere che il fratello disprezzato in questo modo risponda o pensi così: se mi disprezzi, anch’io ti disprezzo, se mi condanni, anche tu sarai condannato con la mia sentenza, il Signore diede agli Apostoli un potere tale per cui si sappia che nella loro condanna la sentenza umana è corroborata dalla sentenza divina; per cui si dice: In verità vi dico: Tutto ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in cielo e tutto ciò che scioglierete sulla terra sarà sciolto anche in cielo.

Ilario: Queste parole, in cui colui che racchiude in sé tutte le cose dimostra l’immutabilità del giudizio della severità apostolica, ci devono ispirare il maggior timore, in quanto cioè coloro che essi legano, cioè lasciano legati ai peccati, e quelli che slegano, cioè a cui donano la salute con la concessione del perdono, rimangono legati o slegati nei cieli.

Agostino: Hai cominciato a ritenere il tuo fratello come un pubblicano, legandolo in terra, ma per legare giustamente, osserva: infatti la giustizia rompe i vincoli ingiusti. Quando invece l’hai corretto e hai concordato con il tuo fratello, lo hai sciolto sulla terra: quando lo sciogli sulla terra, è sciolto anche in cielo. Fai una grande cosa non per te, ma per lui, poiché nocque molto non a te, ma a se stesso.

domenica 16 dicembre 2018

Matteo, Capitolo 18, Versetti 15-17


Se poi il tuo fratello peccherà contro di te, va e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, affinché <<ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni>>; se non li ascolterà, dillo all'assemblea; se poi non ascolterà l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano. 

Crisostomo: Dopo che il Signore ebbe parlato con tanta veemenza contro quelli che scandalizzano, minacciandoli da ogni parte, affinché non diventino pigri coloro che sono oggetto di scandalo, e disprezzando ogni cosa cadano in un altro vizio, cioè nella negligenza, e pensando essi che li si perdoni in tutto si riempiano di orgoglio, qui il Signore li trattiene e comanda che si faccia il rimprovero dicendo: Se poi il tuo fratello peccherà contro di te, va e ammoniscilo fra te e lui solo.

Agostino: Il Signore ci avverte che non dobbiamo disprezzare vicendevolmente i nostri peccati, non vedendo che cosa riprendere, ma cercando che cosa correggere; dobbiamo ammonire con amore, non con desiderio di fare danno, ma con l’intenzione di correggere. S non fai così, diventi peggiore di colui che pecca. Egli, infliggendo un’ingiuria, ferisce se stesso con una ferita profonda. Tu disprezzi la ferita del fratello, e sei peggiore, tacendo, di lui che oltraggia.

Agostino: Con frequenza si dissimula criminalmente la verità, alcune volte non istruendo o non consigliando i cattivi, altre non correggendoli ed evitando ad essi di essere ripresi. E ciò sia per non assumerci questa fatica, sia per non perdere la loro amicizia, sia perché non ci siano di ostacolo e non ci pregiudichino le cose temporali, che la nostra ambizione desidera acquistare o la nostra debolezza ha paura di perdere. Se qualcuno tralascia di riprendere o di correggere quelli che operano male per il motivo che spera in un’occasione più opportuna, o credendo che non si faranno peggiori, o non saranno di impedimento all’insegnare a quelli che sono deboli una vita buona e pietosa, o che non li costringeranno e ritrarranno dalla fede, non mi sembra che ciò si debba a una passione, ma a un consiglio della carità. Con molta più ragione i capi delle Chiese, collocati in cima ad esse, devono correggere i peccati. E non sono esenti da errori di questo genere quelli che, benché non siano superiori, conoscono e trascurano molte cose che dovrebbero rimproverare, correggendo coloro a cui sono intimamente uniti per i lacci di una vita comune; e non li correggono per evitare a sé gli inconvenienti che risulterebbero in ragione delle cose temporali di cui fanno uso lecitamente, ma nelle quali si dilettano più di quanto devono.

venerdì 7 dicembre 2018

Scritti dei Padri della Chiesa: Sant'Ambrogio - La Penitenza


Oggi celebriamo la festa di sant’Ambrogio... vorrei omaggiarlo con un pdf, editato da me, dal titolo: “La penitenza”.

S. Ambrogio ebbe grande influenza nella vita del suo tempo. Consigliere della corte imperiale, tenne testa all’eresia ariana e con la sua dolce fermezza costrinse e convinse l’imperatore Teodosio a far pubblica penitenza per un odioso massacro commesso a Tessalonica.

“La penitenza”, composta tra il 387 e il 390, combatte il rigorismo dei Novaziani, affermando che solo la Chiesa cattolica e non gli eretici, ha il potere di remissione dei peccati.

giovedì 6 dicembre 2018

Libro Cattolico in Pdf: Ludwig Ott - Compendio di Teologia Dogmatica


Compendio di teologia dogmatica / Ludovico Ott. - Torino : Marietti ; Roma : Herder, stampa 1956


Indice 

Introduzione alla dogmatica

Trattato Primo

Dio nell'unità della natura e nella trinità delle persone

Trattato Secondo

Dio creatore

Trattato Terzo

Dio redentore

Trattato Quarto

Dio santificatore

Trattato Quinto

Escatologia

martedì 4 dicembre 2018

Matteo, Capitolo 18, Versetti 10-14


Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli: vi dico infatti che i loro angeli nei cieli vedono sempre il volto del Padre mio che è nei cieli. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a salvare ciò che era perduto. Che ve ne pare? Se uno ha cento pecore e una di esse si perde, forse che non lascia le novantanove sui monti e va a cercare quella che si è perduta? E se gli accade di trovarla, in verità vi dico che si rallegrerà per essa più che per le novantanove che non si erano perdute. Così non c’è volontà davanti il Padre vostro che è nei cieli che si perisca uno di questi piccoli.

Girolamo: Il Signore aveva detto sopra che dovevano essere amputati il piede, la mano e l’occhio, ogni parentela e ogni costume che potesse dare luogo a scandalo. Ora rende soave la durezza di questa massima dicendo: Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, come se dicesse: non disprezzateli per quanto sta in voi, ma dopo la vostra salvezza cercate anche la loro salute. Se però li vedrete continuare nel peccato, meglio è che vi salviate voi piuttosto che vi perdiate con la moltitudine.

Origene: Sono piccoli coloro che da poco tempo sono nati in Cristo, oppure quelli che non progrediscono come se fossero appena nati. Il Signore non ebbe necessità di comandare che non si disprezzassero i fedeli più perfetti, ma i piccoli, come aveva già comandato prima (v. 6): <<Se qualcuno scandalizzerà uno di questi piccoli>>. Uno forse dirà: qui chiama piccolo il perfetto, secondo quanto dice altrove (Lc 9, 48): <<Chi sarà il minimo tra voi sarà il più grande>>.

Origene: Alcuni affermano che Dio dà agli uomini un Angelo custode, poiché sono venuti a essere, per mezzo dell’acqua rigeneratrice, bambini in Cristo, aggiungendo che non è possibile che un Angelo santo presieda agli increduli e agli erranti, ma nel tempo dell’incredulità e dei peccati l’uomo sta sotto gli angeli di Satana. Altri invece vogliono che, dal momento in cui nasce uno di coloro che sono predestinati da Dio, riceva il suo Angelo custode.

giovedì 29 novembre 2018

Pdf: Concilium Tridentinum, Canones et Decreta in Italiano





Il Concilio di Trento, indetto da Paolo III nel 1545 (13 dicembre), dopo diverse traslazioni e interruzioni si concluse nel 1563. Fu un Concilio che si prefisse anzitutto la tutela del dogma e la riforma della Chiesa: riforma spirituale, morale e disciplinare. Le definizioni dogmatiche riguardarono, in particolar modo, le fonti della fede, l’interpretazione della Sacra Scrittura, la dottrina sul peccato originale, sulla giustificazione e il valore dei sacramenti. Al principio protestante della sola scriptura - anarchico e individualista - il Concilio oppose come fonte della fede la Scrittura illuminata e spiegata al contempo dalla Tradizione, intesa quale testimonianza dei Padri e dei concili approvati, grazie al giudizio e al consenso costante di tutta la Chiesa, privilegiando cosí una visione ecclesiale universale. 

mercoledì 28 novembre 2018

Matteo, Capitolo 18, Versetti 7-9


Guai al mondo per gli scandali! È necessario infatti che avvengano scandali. Tuttavia guai a quell'uomo per il quale avviene lo scandalo! Se poi la tua mano o il tuo piede ti scandalizza, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, piuttosto che avendo due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo e gettalo via da te. È bene per te entrare nella vita con un occhio solo, piuttosto che avendo due occhi essere gettato nella geenna del fuoco.

Guai al mondo per gli scandali! Origene: Si intende qui per mondo non gli elementi che lo costituiscono, ma gli uomini che vivono nel mondo. Ora, i discepoli di Cristo non sono di questo mondo; di conseguenza non si può applicare ad essi il <<guai al mondo>> per gli scandali, poiché anche se vi sono al mondo molti scandali, essi non giungono a coloro che non sono di questo mondo. Però, se qualcuno è nel mondo e ama le cose del mondo, gli scandali lo raggiungono in tutte quelle cose del mondo con cui si mescola.

È necessario infatti che avvengano scandali. Origene: Gli scandali che devono venire sono gli angeli di Satana. Tuttavia non pensare che essi siano scandalo o per natura o per la loro sostanza, ma che il loro libero arbitrio in alcuni ha generato lo scandalo, non volendo subire la fatica della virtù. Ora, non può esistere un vero bene senza che sia combattuto dal male. Così dunque è necessario che vengano gli scandali, come è anche necessario che noi soffriamo la malizia degli spiriti celesti, tanto più irritati quanto più sta fra gli uomini il Verbo di Dio, e allontana da essi le ispirazioni cattive. Essi cercano i mezzi per meglio scandalizzare, e su questi c’è un maggiore guaio: infatti sarà molto peggio per colui che scandalizza che per colui che è scandalizzato; per cui segue: Tuttavia guai a quell'uomo per il quale avviene lo scandalo!

Rabano: La parola <<scandalo>> è greca, e possiamo tradurla con inciampo, caduta o urto del piede. Di conseguenza colui che dà al suo fratello occasione di cadere, o con le sue parole o con le sue azioni, lo scandalizza.

martedì 27 novembre 2018

Matteo, Capitolo 18, Versetti 1-6


In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: Chi ritieni che sia il più grande nel regno dei cieli? E Gesù chiamato un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: In verità vi dico che se non vi convertirete e non diverrete come i bambini non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un tale bambino in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizzerà uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e venga immerso nel profondo del mare.

Origene: Dobbiamo imitare i discepoli se qualche volta dubitiamo e non troviamo la risoluzione del dubbio, avvicinandoci tranquillamente a Gesù, che ha il potere di illuminare i cuori degli uomini e spiegare loro qualsiasi tipo di questione. Interroghiamo anche qualcuno dei dottori che sono preposti nella Chiesa. I discepoli sapevano, facendo questa domanda, che nel regno dei cieli non tutti i santi sono uguali, però desiderano sapere in che maniera si arriva a essere il più grande, e per quale cammino si discendeva fino a essere il minore. O anche, attraverso quanto il Signore aveva detto in precedenza, sapevano chi era grande e chi il minore, però non comprendevano chi sarebbe stato il maggiore tra molti che erano grandi.

E Gesù, chiamato un bambino, lo pose in mezzo a loro. Crisostomo: Mi pare che abbia posto nel mezzo un bambino molto piccolo, ancora privo di ogni passione. Girolamo: In Modo da trovare in lui sia l’età, sia la figura dell’innocenza. O Anche, il Signore stesso si presentò in mezzo ad essi come un bambino per dimostrare loro che non era venuto per essere servito, ma per servire, e dare loro un esempio di umiltà. Altri intendono nella parola bambino lo Spirito Santo, che il Signore pose nel cuore dei suoi discepoli per cambiare il loro orgoglio in umiltà.
Segue: e disse: In verità vi dico che se non vi convertirete e non diverrete come i bambini non entrerete nel regno dei cieli. Non comanda agli Apostoli di avere l’età dei bambini, ma l’innocenza; e ciò che quelli possiedono a motivo degli anni, essi lo posseggano con il loro impegno; in modo da essere bambini nella malizia, ma non nella sapienza; come se dicesse: come questo bambino che vi propongo quale esempio non è tenace nella collera, dimentica il male che gli si è fatto, non si diletta nel vedere una bella donna, non pensa una cosa e ne dice un’altra, così voi, se non avrete questa innocenza  e questa purezza di anima, non potrete entrare nel regno dei cieli.

Segue: E chi accoglierà un tale bambino in nome mio, accoglie me. Crisostomo: Come se dicesse: non solamente una ricompensa se vi farete come questo bambino; ma se onorerete per me tutti quelli che si fanno simili a un bambino, determinerò per voi, come ricompensa per l’onore che gli avete dato, il regno dei cieli. Anzi, pone ciò che è molto più grande, dicendo: accoglie me. Poi il Signore rese più accettabili le sue parole parlando loro del castigo. Per questo continua: Chi invece scandalizzerà uno di questi piccoli…, il che equivale a dire: come hanno una ricompensa quelli che per me onorano questi, così anche avranno i più terribili castighi quelli che li disonorano. E non meravigliarti se chiamo scandalo il disprezzo, poiché molti pusillanimi si scandalizzano per i disprezzi che ricevono.

lunedì 19 novembre 2018

Dizionario Biblico

Diretto da Francesco Spadafora
 Ordinario di Esegesi nella Pontificia Università del Laterano
STUDIUM 1963

venerdì 16 novembre 2018

Matteo, Capitolo 17, Versetti 24-27


Ed essendo venuti a Cafarnao, si avvicinarono a Pietro coloro che ricevevano le due dramme e gli dissero: Il vostro maestro non paga le due dramme? Disse: Sì. Ed essendo entrato in casa, Gesù lo prevenne: Che ti pare, Simone: i della terra da chi ricevano il tributo o la tassa? Dai figli o dagli estranei? Ed egli disse: Dagli estranei. Disse loro Gesù: Quindi i figli sono esenti. Ma per non scandalizzarli, va al mare e getta l'amo, prendi quel pesce che per primo salirà e apertagli la bocca vi troverai uno statere: prendilo e dallo per te e per me.

Ilario: Si chiede al Signore che paghi le due dramme, cioè due denari. La legge imponeva questa imposta a tutto Israele per la redenzione del corpo e della anima, e in modo da sostenere i ministri del tempio.

Girolamo: Dopo Cesare Augusto la giudea divenne tributaria. Tutti erano obbligati a censirsi: di qui il fatto che Giuseppe e Maria, che erano della stessa tribù, dovettero andare a Betlemme; e dato che il Signore era vissuto a Nazaret, luogo della Galilea confinante con Cafarnao, per questo gli chiese il tributo. Quelli che esigevano il tributo non si azzardavano a chiederlo a Cristo a causa della fama dei suoi miracoli; per questo si rivolgono al discepolo.

Girolamo: I tribuni fanno la domanda la domanda con malizia, se Cristo pagava le imposte oppure si opponeva alla volontà di Cesare.

giovedì 15 novembre 2018

Libri in Pdf: don Giuseppe Ricciotti - Vita di Gesù Cristo


Giuseppe Ricciotti (1890-1964) fu abate dei Canonici Regolari Lateranensi, storico del cristianesimo, orientalista, docente di storia del cristianesimo, autore di versioni critiche e traduzioni di testi biblici e siriaci. L'opera rappresenta uno tra i più importanti trattati sulla vita di Gesù Cristo fornendo una ampia e chiarissima visione del periodo storico e sociale.
Ad oltre sessant'anni dalla sua apparizione, questo saggio è un "classico" da leggere e da tenere poi a portata di mano accanto ai Vangeli.


 ☩︎

INDICE

PREFAZIONE
LE FONTI
FONTI CRISTIANE
LA CRONOLOGIA DELLA VITA DI GESÙ
L'ASPETTO FISICO DI GESÙ
LE INTERPRETAZIONI RAZIONALISTE DELLA VITA DI GESÙ
LA VITA PRIVATA
DALL'INIZIO DELLA VITA PUBBLICA FINO ALLA PRIMA PASQUA
DALLA PRIMA PASQUA FINO ALLA SECONDA
LA GIORNATA DELLE PARABOLE
DALLA SECONDA PASQUAFINO ALL'ULTIMA FESTA DEI TABERNACOLI
DALL'ULTIMA FESTA DEI TABERNACOLI FINO ALL'ULTIMA FESTA DELLA DEDICAZIONE
DALL'ULTIMA FESTA DELLA DEDICAZIONE FINO ALL'ULTIMO VIAGGIO LUNGO LA GIUDEA
DALL’ULTIMO VIAGGIO LUNGO LA GIUDEA FINO ALLA SETTIMANA DI PASSIONE
LA SETTIMANA DI PASSIONE. LA DOMENICA E IL LUNEDÌ
LA SETTIMANA DI PASSIONE. IL MARTEDÌ E IL MERCOLEDÌ
LA SETTIMANA DI PASSIONE, IL GIOVEDÌ
LA SETTIMANA DI PASSIONE. IL VENERDÌ
LA SECONDA VITA
SGUARDO RETROSPETTIVO

mercoledì 14 novembre 2018

Matteo, Capitolo 17, Versetti 22-23



Mentre si trovavano in Galilea, Gesù disse loro: Il Figlio dell'uomo deve essere consegnato nelle mani degli uomini, e lo uccideranno, e il terzo giorno risorgerà. Ed essi furono molto rattristati.

Remigio: Il Signore predisse spesso ai discepoli i misteri della sua passione, in modo che quando fossero accaduti li sopportassero tanto più lievemente quanto più li avessero conosciuti in antecedenza, e per questo qui si dice: Mentre si trovavano in Galilea, Gesù disse loro: Il Figlio dell'uomo deve essere consegnato nelle mani degli uomini, e lo uccideranno.

Girolamo: Sempre poi mescola le cose tristi a quelle liete: se infatti lì rattrista poiché deve essere ucciso, li deve rallegrare ciò che viene aggiunto: e il terzo giorno risorgerà.

Origene: Precidendo il Signore queste cose, i discepoli furono rattristati; per cui segue: E furono molto rattristati, non considerando ciò che aveva detto: e il terzo giorno risorgerà, e nemmeno chi fosse colui al quale bastava un tempo di tre giorni per distruggere la morte.

martedì 13 novembre 2018

Matteo, Capitolo 17, Versetti 19-21


Allora i discepoli si accostarono a Gesù in disparte e dissero: Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo? Disse loro Gesù: Per la vostra mancanza di fede. In verità vi dico: se avrete fede pari quanto un granello di senapa direte a questo monte: Spostati da qui a là, e si sposterà; e nulla vi sarà impossibile. Ma questo genere di demoni non viene scacciato se non con la preghiera e il digiuno.

Crisostomo: I discepoli avevano ricevuto il potere sopra gli spiriti immondi; e poiché non avevano potuto guarire l’indemoniato presentato loro, sembra che venissero a dubitare di aver perso la grazia che era stata loro concessa; quindi dice: Allora i discepoli si accostarono a Gesù in disparte e dissero: Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo? Lo interrogarono a parte non per vergogna, ma perché si trattava di una cosa ineffabile e grande.
Segue: Per la vostra mancanza di fede.

Girolamo: Questo è ciò che dice il Signore in un altro luogo (Gv 15, 16): <<Qualunque cosa chiederete nel mio nome, credendo la otterrete>>. Quindi tutte le volte che non riceviamo, non è per l’impotenza di chi dà, ma per colpa di chi chiede.

Origene: Si compara la fede con il grano di senapa poiché è disprezzata dagli uomini che sogliono guardarla come cosa vile e di scarsa importanza. E quando questo seme ha raggiunto un’anima buona quale terra, diventa un albero grande. Però fra tutti i mali l’infermità del lunatico è tanto grande e tanto difficile da curare che è paragonata a una montagna, e non può essere estirpata se non dalla fede integra di chi vuole risanare sofferenze di questo genere.

lunedì 12 novembre 2018

Matteo, Capitolo 17, Versetti 14-18


E giunto alla folla gli si avvicinò un uomo che, gettatosi in ginocchio, gli disse: Signore, abbi pietà di mio figlio, poiché è lunatico e soffre molto; cade infatti spesso nel fuoco e frequentemente nell'acqua. L'ho portato ai tuoi discepoli, ma non hanno potuto curarlo. Gesù rispondendo disse: O generazione incredula e perversa, fino a quando starò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Portatemelo qui. E Gesù gli parlò minacciosamente, e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.

Origene: […] poiché è lunatico e soffre molto. I medici dicono quello che vogliono in questo punto. Pretendono che questa malattia non si il risultato di uno spirito impuro, ma l’effetto degli umori, messi nella testa di coloro che hanno la natura umida per un influsso della luna.  Ma noi che crediamo nel Vangelo diciamo che lo spirito impuro è colui che produce nelle anime questo patimento. Egli osserva infatti certe fasi della luna, e in conformità ad esse opera in maniera che pone in armonia con esse i patimenti dell’uomo, e getta il male sopra le creature di Dio. In questa maniera altri demoni pongono insidie agli uomini secondo certi segnali dalle stelle, e fanno loro credere che l’iniquità scenda dalle altezze del cielo. Per questo chiamano benefiche alcune stelle e malefiche altre, pur non avendo fatto Dio nessuna stella cattiva o causa di male.

Girolamo: Con le parole: L'ho portato ai tuoi discepoli, ma non hanno potuto curarlo, accusa apertamente gli Apostoli, sebbene molte volte l’impossibilità di guarire dipende non dall’incapacità di coloro che curano, ma dalla poca fede in quelli che devono essere curati.

Remigio: Bisogna sapere che il Signore non aveva cominciato solo allora a subire l’ingiustizia dei Giudei, ma anche da molto tempo prima; per questo dice qui: Fino a quando vi sopporterò?, come se dicesse: poiché da lungo tempo ho cominciato a subire le vostre ingiustizie, per questo siete indegni della mia presenza.

venerdì 9 novembre 2018

Libro in Pdf - I Padri Cappadoci


Con l'espressione "Padri Cappadoci" - ovvero Basilio, Gregorio di Nissa, Gregorio Nazianzieno, Amfilochio di Iconio e Evagrio Pontico - si indica un gruppo di Padri della Chiesa vissuti in Cappadocia nel IV secolo. Furono teologi, asceti, vescovi, stretti da vicendevole amicizia e, pur nelle differenziazioni individuali, uniti negli intenti, quali l'organizzazione della Chiesa, una ben precisa definizione del dogma trinitario (che riuscirono a sancire mediante una decisione ufficiale da essi stessi per più aspetti influenzata nel concilio di Costantinopoli del 381), la diffusione e l'attuazione della vita monastica; furono uniti anche dalla loro formazione culturale, sostanzialmente uniforme in tutti. L'autore presenta la vita, le opere e il pensiero dei Padri Cappadoci evidenziandone lo straordinario contributo alla vita della Chiesa e alla definizione della sua dottrina. 

giovedì 8 novembre 2018

Matteo, Capitolo 17, Versetti 10-13


E i discepoli lo interrogarono dicendo: Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia? Ma egli rispondendo disse loro: Elia certamente verrà e ricostruirà ogni cosa. Ma vi dico che Elia è già venuto, e non l'hanno riconosciuto, ma gli hanno fatto tutto ciò che hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà patire da parte di essi. Allora i discepoli compresero che egli aveva parlato loro di Giovanni Battista.

Girolamo: La tradizione dei Giudei, fondata sul Profeta Malachia, diceva che Elia deve precedere la venuta del Signore, ricondurre il cuore dei padri verso i figli e quello dei figli verso i padri, e ristabilire tutte le cose nel loro stato primitivo. I discepoli, in vista di ciò, credono che questa trasformazione gloriosa sia precisamente quella che avevano appena visto sul monte. Per questo si dice: E i discepoli lo interrogarono dicendo: Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?, come se dicessero: se sei già venuto nella gloria, perché il tuo precursore non appare? E dicono questo soprattutto poiché avevano visto che Elia si era allontanato.

Crisostomo: Però i Discepoli non conoscevano dalle Scritture questa venuta di Elia, ma perché l’avevano udita dagli Scribi, e questo detto correva tra il popolo ignorante, come altre cose che erano in relazione con la venuta di Cristo. Ma gli Scribi non interpretavano come conveniva tutto ciò che era relativo alla venuta di Cristo e di Elia. Le Scritture parlano di due venute di Cristo: quella che ha già avuto luogo e quella che si realizzerà in seguito. Però gli Scribi, per ingannare il popolo, non parlavano che di una sola venuta, e sostenevano che se Gesù era il Cristo doveva essere proceduto da Elia. Cristo risolve questa difficoltà dei discepoli con queste parole: Ma egli rispondendo disse loro: Elia certamente verrà e ricostruirà ogni cosa. Ma vi dico che Elia è già venuto. Non crediate che il Signore si sia sbagliato dicendo alcune volte che Elia verrà, e altre che sia già venuto. Quando infatti dice che Elia verrà e ricostituirà tutte le cose, parla dello stesso Elia nella sua propria persona. Egli ristabilirà tutte le cose correggendo l’incredulità dei Giudei che allora troverà. Questo è precisamente convertire il cuore dei padri verso i figli, cioè quello dei Giudei verso gli Apostoli.

martedì 6 novembre 2018

Matteo, Capitolo 17, Versetti 5-9


Mentre stava ancora parlando, ecco che una nube luminosa li coprì. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: Questo è il mio Figlio mio diletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo. All'udire ciò i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. E Gesù si avvicinò e li toccò e disse loro: Alzatevi e non temete. Sollevando poi gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. E discendendo dal monte Gesù ordinò loro: Non parlate a nessuno di questa visione finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti.

Origene: La nube luminosa che attornia i santi è la virtù del Padre, o forse lo Spirito Santo; e dirò anche che nostro Signore è la nube luminosa che copre il Vangelo, la legge e i Profeti. Così intendono coloro che possono vedere la luce in essi.

Crisostomo: Non parlano Mosè ed Elia, ma il Padre che sta sopra di essi fa uscire la sua voce dalla nube, in modo che i discepoli credano che questa voce viene da Dio. Dio è sempre solito apparire in una nube, secondo le parole (Sal 96,2): <<La nube e l’oscurità intorno a lui>>; e questo è ciò che si dice nelle parole: Ed ecco una voce dalla nube.

Crisostomo: Non temere dunque, o Pietro. Se infatti Dio è potente, è manifesto che anche il Figlio è potente; se poi è amato, non temere: nessuno infatti tradisce colui che ama, né tu lo puoi amare tanto quanto lo ama suo Padre. Questi lo ama non soltanto perché lo ha generato, ma poiché non ha che un’unica volontà con lui. Segue infatti: nel quale mi sono compiaciuto; come se dicesse: nel quale riposo, che accetto, poiché esegue con diligenza tutte le cose che sono del Padre, ed è unica la sua volontà con quella del Padre; per cui, anche se vuole che sia crocifisso, non contraddirlo.

lunedì 5 novembre 2018

Articoli su San Carlo Borromeo


Oggi celebriamo la Festa di San Carlo Borromeo.

Nel mio vecchio PC ho trovato quattro interessantissimi articoli, scritti da Don Gianluigi Panzeri, che parlano della sontuosa figura di questo Vescovo. Questi articoli sono stati pubblicati da alcune riviste cattoliche.

Gli articoli sono raccolti in un unico file in pdf.


”Carlo Borromeo e la figura ideale del vescovo della Chiesa tridentina”
La Scuola Cattolica, 124 (1996) 5, 685-731

“Irraggiamento europeo dell’episcopato milanese di Carlo Borromeo. Il caso della Francia”
Terra Ambrosiana, 37 (1996) 4, 49-58

“San Carlo, compatrono della nostra diocesi con Sant’Ambrogio, ci parla del suo grande predecessore”
Terra Ambrosiana 39 (1998) 1, 60-65

“I discorsi di San Carlo al clero nell’undicesimo sinodo diocesano (1584)”
Civiltà Ambrosiana, 11 (1994) 5, 348 – 352

venerdì 2 novembre 2018

Matteo, Capitolo 17, Versetti 1-4


Dopo sei giorni Gesù prese Pietro e Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte su un alto monte; e fu trasfigurato davanti a loro e il suo volto risplendette come il sole e le sue vesti divennero bianche come la neve. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che parlavano con lui. Pietro rispondendo disse a Gesù: Signore, è bene per noi stare qui; se vuoi, facciamo qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia.

Crisostomo: Il Signore aspetta che passino sei giorni, e non porta immediatamente i suoi discepoli alla montagna affinché gli altri non abbiano alcun sentimento umano di invidia; oppure perché, riempiti con questo maggiore spazio di tempo di un più forte desiderio, coloro che dovevano esseri presi si accostassero con una mente sollecita.

Crisostomo: Egli prese questi tre discepoli poiché erano quelli che occupavano i ter posti più elevati. E vedi come Matteo non occulta questa preferenza dei tre discepoli, e nemmeno Giovanni, che fa menzione delle principali lodi di Pietro. Gli Apostoli non conoscevano né l’emulazione né la vanagloria.

Segue: e fu trasfigurato davanti a loro. Girolamo: Infatti apparve agli Apostoli tale equale sarà al tempo del giudizio. Nessuno però pensi che abbia perso la forma e l’aspetto di prima, o abbia lasciato la verità del corpo e assunto un corpo spirituale o aereo; ma l’Evangelista mostra come fu trasfigurato dicendo: e il suo volto risplendette come il sole e le sue vesti divennero bianche come la neve. Dove si mostra lo splendore del volto e si descrive il candore delle vesti non si toglie la sostanza, ma si muta la gloria. Certamente il Signore fu trasformato in quella gloria con la quale poi verrà nel suo regno. La trasformazione aggiunse lo splendore, non sottrasse l’aspetto, come se fosse un corpo spirituale: per cui furono mutate anche le vesti, che divennero così candide che, come dice un altro Evangelista, nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche; ciò però è corporale e soggiace al tatto, non è spirituale e aereo, così da ingannare gli occhi e apparire solo nella fantasia.

mercoledì 10 ottobre 2018

Enciclica in Pdf: Papa Gregorio XVI - Mirari Vos



Ai Venerabili Fratelli, Patriarchi, Primati,
Arcivescovi, Vescovi e agli altri Ordinari
aventi con l’Apostolica Sede pace e
comunione
“Sull'indifferentismo e per
condannare la libertà di
coscienza, di stampa, di
pensiero e di culto”
15 agosto 1832

martedì 9 ottobre 2018

Matteo, Capitolo 16, Versetti 26-28


Che giova infatti all'uomo se guadagna il mondo intero ma danneggia sua anima? O che cosa darà l'uomo in cambio della sua anima? Infatti il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo e con i suoi angeli, e allora <<renderà a ciascuno secondo le sue opere>>. In verità vi dico: Vi sono alcuni dei presenti che non gusteranno la morte finché non vedano il Figlio dell'uomo venire nel suo regno.

Crisostomo: Dato che il Signore disse: chi vuol salvare perderà, e chi perderà salverà, ponendo da entrambi le parti la salvezza e la perdizione, affinché nessuno pensi che in ambedue i casi la salvezza e la perdizione siano la stessa cosa aggiunge: Che giova infatti all'uomo se guadagna il mondo intero ma danneggia sua anima? O che cosa darà l'uomo in cambio della sua anima?, come se dicesse: non dire che chi sfugge i pericoli imminenti a motivo di Cristo salva la sua anima, cioè la vita temporale. Ma metti con l’anima, cioè con la vita temporale, tutto l’universo: che vantaggio ne avrà l’uomo, se l’anima perisce in eterno? Se infatti vedi i tuoi servi nella letizia, e te nell’ultima malattia, che cosa guadagni dal dominio sopra di loro? Pensa questo anche della tua anima, quando con i piaceri della carne aspetta la perdizione futura.

Crisostomo: Anche se regnassi sopra tutto il mondo, non potrai comprare la tua anima; per cui segue: O che cosa darà l'uomo in cambio della sua anima?; come se dicesse: se perdi le ricchezze, puoi dare altre ricchezze per riscattarle, ma se perdi la tua anima non potrai dare qualche anima, e nemmeno qualche altra cosa. Che cosa poi c’è di strano se ciò accade nell’anima? Infatti si vede che ciò accade nel corpo. Poiché, anche se hai posto su un corpo inferno in modo incurabile diecimila diademi, non per questo diventa sano.

 Infatti il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo e con i suoi angeli. Crisostomo: Il Signore non ha detto: nella stessa gloria in cui si trova il Padre, affinché tu non abbia a sospettare una diversità della gloria, ma dice: la gloria del Padre, per mostrare che si tratta della stessa gloria. Ora, se la gloria è una, è manifesto che anche la sostanza è una. Che cosa temi dunque, o Pietro, sentendo parlare di morte? Allora mi vedrai nella gloria. Se poi io sono nella gloria, lo siete anche voi. Tuttavia parlando della gloria vi mescola delle cose terribili, introducendo nel mezzo il giudizio; per cui segue: e allora renderà a ciascuno secondo le sue opere.

venerdì 5 ottobre 2018

giovedì 4 ottobre 2018

Matteo, Capitolo 16, Versetti 24-25


Allora Gesù disse ai suoi discepoli: Se uno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso e prenda la sua croce e mi segua. Chi infatti vorrà salvare la sua anima la perderà, mentre chi perderà la sua anima per me la troverà.

Se uno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso e prenda la sua croce e mi segua. Crisostomo: Come se dicesse: tu dici a me: <<Abbi compassione di te>>, ma io ti dico che non solo ti è dannoso distogliermi dalla passione, ma nemmeno ti potrai salvare se non patisci e muori, e rinunci per sempre alla vita. E vedi che non fa un discorso costrittivo; infatti non ha detto: se non vorrete, sarà necessario che voi patiate ciò, ma: Se uno vuole. Ma dicendo questo li attraeva maggiormente: chi infatti sarà libero l’ascoltatore, lo attrae maggiormente; chi invece gli fa violenza, molte volte lo impedisce. Propone poi questa verità non ai soli discepoli, ma a tutto il mondo, dicendo: Se uno vuole, cioè una donna, un uomo, un re, un libero, uno schiavo. 

Gregorio: Poiché chi non rinuncia a se stesso non si avvicina a colui che è sopra di lui. Ma se noi rinunciamo a noi stessi, dove andremo fuori di noi?  O chi è colui che se ne va, se abbandona se stesso? Ma noi siamo una cosa in quanto caduti nel peccato, e un’altra per la nostra natura originale. Quindi non abbandoniamo e rinneghiamo noi stessi quando evitiamo ciò che eravamo secondo l’uomo vecchio, e ci sforziamo di tendere all’uomo nuovo.

Gregorio: In due maniere possiamo prendere la croce: o castigando il nostro corpo con l’astinenza, o affliggendo il nostro spirito con la compassione che ispirano le miserie del prossimo. Però, dato che talvolta certi vizi si mescolano alle virtù, dobbiamo prendere in considerazione che in certi casi la vanagloria accompagna la mortificazione della carne, mentre appare la magrezza nel corpo e il pallore sul volto, e la virtù manifesta viene lodata. Quasi sempre poi si unisce alla compassione dell’anima una falsa pietà, che ci trascina talvolta a condiscendere ai vizi; così il Signore per escludere tutto ciò aggiunge: e mi segua.

mercoledì 3 ottobre 2018

Matteo, Capitolo 16, Versetti 22-23


E Pietro prendendolo in disparte cominciò a rimproverarlo dicendo: Non sia mai, Signore; ciò non ti accadrà. Ma egli voltandosi disse a Pietro: Va’ dietro di me, Satana; tu mi sei di scandalo, poiché non pensi le cose di Dio, ma quelle degli uomini.

Origene: Mentre Cristo inizia a spiegare l’inizio dei suoi misteri, già Pietro li riguarda come indegni del Figlio di Dio vivente, e come dimenticando che il Figlio di Dio vivente non fa o compie nulla che sia degno di rimprovero, comincia a rimproverarlo, e ciò è quando viene detto: E Pietro prendendolo in disparte cominciò a rimproverarlo.

Girolamo: Spesso abbiamo detto che Pietro ebbe verso Cristo Salvatore un ardore e un amore grandissimo. Egli dunque, dopo la sua confessione e la promessa che il Signore gli aveva fatto, non vuole che sia distrutta la sua confessione, e pensa che il figlio di Dio non possa essere ucciso; così lo prende nel suo affetto e lo conduce in disparte, affinché non sembri che egli rimproveri il maestro davanti agli altri discepoli, e comincia a riprenderlo con l’affetto dell’amore, e opponendosi a lui dice: Non sia mai, Signore. Oppure, come si ha meglio nel greco: <<Abbi compassione di te, Signore; questo non ti succederà>>; come se avesse necessità di questa compassione. Cristo, ricevendo senza dubbio l’affetto, rimprovera l’ignoranza; per cui segue: Ma egli voltandosi disse a Pietro: Va’ dietro di me, Satana; tu mi sei di scandalo.

martedì 2 ottobre 2018

Festa degli Angeli Custodi - Pdf: Il tuo Amico, l'Angelo


Per la festa speciale di quest'oggi degli Angeli Custodi, vi vorrei segnalare questo libro del Padre Angel Peña dal titolo: "Il tuo Amico, l'Angelo".

lunedì 1 ottobre 2018

Il Santo Rosario Secondo la Spiritualità di Padre Pio


Per celebrare l’inizio del mese di ottobre, mese dedicato al santo rosario, vi invito a recitarlo secondo la spiritualità di Padre Pio.

Opuscolo disponibile in pdf.

Matteo, Capitolo 16, Versetti 20-21


Allora comandò ai suoi discepoli di non dire a nessuno che Gesù era il Cristo. Da allora Gesù cominciò a mostrare ai suoi discepoli che egli doveva andare a Gerusalemme e patire molto da parte degli anziani e degli scribi e dei principi dei sacerdoti, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.

Girolamo: Quando il Signore inviò i suoi discepoli a predicare, comandò loro che annunciassero la sua venuta, cosa che sembra contraria all’incarico riferito in questo passo, cioè che non dicano a nessuno che egli è Gesù Cristo. A me sembra che una cosa è predicare Cristo e un’altra predicare Gesù Cristo, poiché Cristo è un nome comune di dignità, mentre Gesù significa propriamente Salvatore.

Origene: Forse gli Apostoli lo annunciano in maniera vaga, come un uomo grande e ammirabile, e non come Gesù Cristo. E se qualcuno pretende che già allora gli Apostoli lo annunciassero come Cristo, dovrà dire che il Signore volle che essi facessero una leggera menzione del suo nome, in modo che, permanendo in silenzio per un certo tempo il suo nome, quelli che ascoltavano potessero digerire quello che tanto leggermente aveva udito di Cristo. 

Da allora Gesù cominciò a mostrare ai suoi discepoli che egli doveva andare a Gerusalemme e patire molto da parte degli anziani e degli scribi e dei principi dei sacerdoti, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Girolamo: Il senso è questo: voi comincerete a predicarmi quando avrò patito tutti questi tormenti, poiché non conviene predicare in pubblico Cristo ed enunciare la sua maestà in mezzo ai popoli che lo dovevano vedere in seguito flagellato e crocifisso.

domenica 30 settembre 2018

Pdf - San Girolamo: La Verginità

In occasione della ricorenza della festa di San Girolamo, pubblichiamo questa sua lettera sul volore della verginità.
 
Lo scopo del trattato è d’infondere in coloro che lo leggeranno il desiderio della vita virtuosa. Poiché, come dice il divino apostolo, la vita secolare è soggetta a molte distrazioni, il nostro scritto non può fare a meno di raccomandare la vita basata sulla verginità come porta d’ingresso ad una condotta  più  saggia:  per  coloro  che  si  trovano  impigliati  nella  vita  comune  non  è  facile,  in  effetti, attendere  con  la  necessaria serenità  di  spirito  alla  vita  più  divina,  mentre  coloro  che  si  sono totalmente   staccati   dal   turbine   della   vita   secolare   hanno   maggiori possibilità   di   dedicarsi ininterrottamente alle più alte occupazioni. L’esortazione non riesce da sola a persuadere, e con il semplice discorso non è facile indurre o spronare qualcuno a fare qualcosa di utile, se prima non si fa vedere la nobiltà dello scopo a cui si esorta l’ascoltatore; per questa ragione, il nostro discorso partendo dall’encomio della verginità termina  con  l’esortazione.  E poiché la bellezza di una determinata cosa è in un certo senso posta maggiormente in risalto dal raffronto con il suo contrario, abbiamo dovuto ricordare anche  gli  aspetti  sgradevoli  della  vita  secolare. Quindi, seguendo il metodo migliore, abbiamo dato uno  schizzo  della  vita  spirituale,  e  fatto  vedere  come  colui  che  è assorbito  dai  pensieri  del  mondo  non  possa  raggiungerla.  I desideri corporei sono sopiti in  coloro che  hanno  rinunziato  al  mondo;  di  conseguenza,  abbiamo  cercato  di  dare  un  contorno  preciso  a quello che deve essere il vero oggetto dei nostri desideri: proprio in vista di quest’oggetto abbiamo ricevuto dal creatore della nostra natura la facoltà di desiderare. Una volta che l’avremo rivelato nei limiti delle nostre possibilità, potremo anche pensare al modo di conseguire questo bene.

Matteo, Capitolo 16, Versetti 13-19


Venne poi Gesù dalle parti di Cesarèa di Filippo, e interrogava i suoi discepoli dicendo: Chi dicono gli uomini che sia il Figlio dell'uomo? Ma essi dissero: Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri invece Geremia o uno dei profeti. Dice loro Gesù: Ma voi chi dite che io sia? Rispondendo Simon Pietro disse: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Rispondendo Gesù gli disse: Beato te, Simone figlio di Giona, poiché non la carne e il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io ti dico che tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa, e a te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto anche nei cieli.

Crisostomo: Dice Cesarea di Filippo, e non semplicemente Cesarea, poiché c’è un’altra Cesarea, di Strato; non in questa, ma nella prima il Signore domandò ai suoi discepoli, allontanandoli dai Giudei, che dicessero senza timore e con ogni libertà ciò che pensavano.

Crisostomo: [Girolamo]: Questo Filippo era fratello di Erode e tetrarca dell’Iturea e della Traconitide, e diede il nome di Cesarea alla città che oggi si chiama Panea, in onore di Tiberio Cesare.

Crisostomo: Non dice che cosa vogliono di me gli Scribi e i Farisei, bensì: che cosa dicono gli uomini di me? Ricerca l’opinione del popolo, poiché non era inclinata dalla parte del male; è benché la loro opinione su Cristo fosse inferiore alla realtà era tuttavia pura da ogni malizia. Non così invece l’opinione dei Farisei, che era sommamente maliziosa. 

Ilario: Al dire del Signore: Chi dicono gli uomini che sia il Figlio dell'uomo?, si deve intendere che dovevano considerarlo qualcosa di più di ciò che vedevano in lui: era infatti il Figlio dell’uomo. Che cosa desiderava dunque che opinassero di lui? Non crediamo quindi che era occulto ciò che egli stesso confessò di sé, ma ciò che egli domandava, e che la nostra confessione deve essere basata sul credere che Cristo non solamente è Figlio di Dio, ma anche Figlio dell’uomo, e che senza le due cose non possiamo trovare speranza alcuna di salvezza.

sabato 22 settembre 2018

venerdì 21 settembre 2018

Matteo, Capitolo 16, Versetti 5-12


Passando però i discepoli all'altra riva, si dimenticarono di prendere i pani. Ed egli disse loro: Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei Farisei e dei Sadducei. Ma essi pensavano tra sé dicendo: Non abbiamo preso i pani. Gesù sapendolo disse loro: Perché pensate fra di voi, uomini di poca fede, che non avete pani? Non capite ancora e non vi ricordate dei cinque pani per i cinquemila uomini, e di quante ceste avete portato via? E neppure dei sette pani per i quattromila uomini, e di quante ceste portato via? Perché capite ancora che non riguardo al pane vi ho detto: Guardatevi dal lievito dei Farisei e dei Sadducei? Allora capirono che non aveva detto che si guardassero dal lievito dei pani, ma dalla dottrina dei Farisei e dei Sadducei.

Remigio: I discepoli amavano tanto il loro maestro che non volevano separarsi da lui un istante. Bisogna notare quanto distanti erano i discepoli dal desiderare i piaceri, quando nemmeno facevano caso al necessario per la vita, e persino si dimenticarono di prendere dei pani, tanto indispensabili per poter sussistere.

Segue: Ed egli disse loro: Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei Farisei e dei Sadducei. Ilario: Il Signore consiglia, con queste parole ai suoi Apostoli, di non mescolarsi con la dottrina dei Giudei, poiché le opere della legge furono stabilite per essere realizzate nella fede, e come figura delle cose future; ed essi, nel tempo e nell’età dei quali era venuta la verità, non considerino più d’ora innanzi alcuna cosa come figura della verità; in modo che la dottrina dei Farisei che non conosce Cristo non corrompa gli effetti della verità del Vangelo.

Gesù sapendolo disse loro: Perché pensate fra di voi, uomini di poca fede, che non avete pani? Glossa: Come se dicesse: perché state pensando che io abbia voluto parlare dei pani terreni, su cui non dovete dubitare, avendoli moltiplicati in tale maniera che da pochi pani ho fatto sì che rimanessero porzioni tanto consistenti?

mercoledì 19 settembre 2018

Graduale Romanum 1908

La benemerita Associazione Americana per la Musica Sacra, con un notevole sforzo, ha fatto scannerizzare, passare in pdf e provvedere di segnalibri (tabs) il Graduale Romanum edizione vaticana del 1908. Nel centesimo anniversario di questo "libro dei canti della chiesa romana", che segna il ritorno e l'inizio del rinnovamento del gregoriano, il Graduale "essenziale" (cioè senza i segni interpretativi di Solesmes) viene messo a disposizione del grande pubblico della Rete. 
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