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domenica 31 marzo 2019

Inchiostri Medievali per la Conservazione del Patrimonio

Archivi storici, biblioteche, musei, laboratori di scrittura e persino monasteri, attualmente conservano manoscritti medievali, non solo perché sono stati ben conservati da fini cultori della storia, tramandandoli da una generazione all’altra, o perché nascosti per non essere distrutti. I materiali, tra cui gli inchiostri, adoperati per vergare e decorare antichi papiri e pergamene erano fondamentali affinché i testi scritti superstiti potessero continuare a essere letti, tradotti e interpretati.

Scoprire le reazioni chimiche dei componenti che hanno reso possibile la scrittura sui vari supporti antichi per durare per centinaia di anni è stato l’obiettivo del gruppo di ricerca sulla storia medievale di Meridies, dell’Università di Cordoba. Per mesi, questo gruppo ha concentrato il proprio lavoro su queste reazioni chimiche in collaborazione con i chimici della Nova University di Lisbona.

Il team, guidato dal professore di storia medievale dell’Università di Cordoba, Ricardo Cordoba, ha eseguito la duplicazione di cinque inchiostri medievali, utilizzando ogni ingrediente e metodo tra quelli adoperati tra XV e XVI secolo, per farlo. 

Hanno analizzato diverse ricette per realizzare inchiostri per manoscritti, studiando scrupolosamente in diverse luoghi del mondo, dalla Cancelleria del Vescovo a Braga, in Portogallo, dove viene conservata una ricetta del 1464, alla Biblioteca della Scuola di Medicina di Montpellier, ad altra datata tra il 1469 e il 1480, conservata nell’Archivio Storico della Provincia di Cordoba, datata 1474.

venerdì 29 marzo 2019

Documentario - Il Medioevo: L'Epoca delle Cattedrali

In Francia, alla fine del XII secolo, furono costruite numerose cattedrali, la cui architettura rappresentava un eccezionale trionfo del progresso tecnologico e architettonico. Questa splendida produzione ricostruisce l'epoca delle grandi cattedrali gotiche, per comprenderne l'origine simbolica e indagare sulla loro rappresentazione della luce divina sulla terra. E' questa l´idea fondamentale che favorì il propagarsi di queste opere architettoniche in tutta l'Europa medioevale. Nell'anno 1000, la Francia affrontava un'epoca buia, un periodo caratterizzato da frequenti invasioni e guerre feudali. La gente abbandonava le città cercando rifugio nelle campagne, dove i monaci accoglievano i pellegrini nei monasteri. In meno di due secoli, in Francia furono edificate 80 cattedrali. La prima costruzione ebbe luogo nelle vicinanze di Parigi, all'Abbazia Reale di San Denis, dove sono sepolti i re di Francia. Quest'abbazia era gestita da Suger, un uomo di umili origini che divenne in seguito il primo consigliere del Re. Egli, riconoscendo la bellezza nelle cose preziose, decise che la casa del Signore doveva essere maestosa, imponente, ricca di opere d'arte: un riflesso della luce del Paradiso. Questo fu il desiderio originario che ispirò la costruzione delle grandi cattedrali d'Europa.




giovedì 28 marzo 2019

Matteo, Capitolo 22, Versetti 15-22


Allora i farisei andandosene tennero consiglio per coglierlo in fallo nei suoi discorsi. E gli mandano i loro discepoli con gli erodiani, dicendogli: Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio nella verità, e non ti importa di nessuno: infatti non guardi la persona degli uomini. Dicci dunque: Che cosa ti sembra: E' lecito dare il tributo a Cesare o no? Gesù, conosciuta la loro nequizia, disse: Perché mi tentate, o ipocriti? Mostratemi la moneta del tributo. Ed essi gli presentarono un denaro. E Gesù disse loro: Di chi è questa immagine e l'iscrizione? Gli dicono: Di Cesare. Allora disse loro: Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. E udendolo furono ammirati, e lasciatolo se ne andarono.

Girolamo: Era poco tempo che la Giudea era stata sottomessa ai Romani da Cesare Augusto quando ebbe luogo il censimento di tutto il mondo e si stabilirono i tributi. E così avvenne che ci fu nel popolo molto desiderio di insurrezione, poiché alcuni dicevano che i Romani curavano la sicurezza e la tranquillità di tutti: per questa ragione si doveva pagare il tributo; però i farisei, che si attribuivano ogni giustizia, sostenevano al contrario che il popolo di Dio, che già pagava la decima, dava le primizie e tutte le altre cose prescritte nella legge, non doveva essere soggetto alle leggi umani. Però Cesare Augusto aveva collocato Erode, figlio di Antipatro, straniero e proselito, come re dei Giudei. Costui doveva ordinare i tributi e obbedire all’impero romano. Perciò i farisei inviano i propri discepoli con gli Erodiani, cioè con i soldati di Erode, o con quelli a cui davano il soprannome ironico di Erodiani, ritenuti non affezionati al culto divino, poiché pagavano i loro tributi ai Romani. Crisostomo: Per questo dunque inviano i propri discepoli assieme ai soldati di Erode, perché potessero vituperare qualsiasi cosa dicesse il Salvatore. Desideravano dunque che il Signore dicesse qualcosa contro gli Erodiani, poiché, dato che temevano di prenderlo per timore della folla, volevano metterlo in pericolo e farlo apparire come nemico dei tributi pubblici. Crisostomo: Questa è la prima simulazione degli ipocriti: quando lodano coloro che vogliono perdere. Pertanto cominciano la lode dicendo: Maestro, sappiamo che sei veritiero. Lo chiamano Maestro perché, vedendosi lodato e onorato, manifesti loro semplicemente i segreti del suo cuore, desiderando di tenerli come discepoli.

… e non ti importa di nessuno: infatti non guardi la persona degli uomini. Girolamo: Questa affermazione soave e ingannevole lo provoca a rispondere che si deve temere più Dio che l’imperatore. Per questo dicono: Dicci dunque: Che cosa ti sembra: E' lecito dare il tributo a Cesare o no? Poiché, se dice che non devono pagarsi i tributi, lo odano subito gli Erodiani e lo arrestino come reo di sedizione contro l’imperatore di Roma. Crisostomo: E dato che sapevano che alcuni che avevano aspirato a introdurre questa discordia erano stati uccisi, volevano far cadere anche lui in questo sospetto con queste parole.

martedì 26 marzo 2019

Le Donne Viste dalla Chiesa Medievale

Donna vestita di sole – Cantici di Rothchilde (XIV secolo)
di Alix Ducret

Nel Medioevo, la tradizione biblica e patristica, se non è conosciuta da tutti, è appannaggio degli uomini di Chiesa. E questa tradizione presenterebbe la donna come inferiore all`uomo e come a lui sottomessa, come prescrive san Paolo. Un`idea che sarebbe stata ancor più rafforzata dallo studio dei testi di Aristotele nel XIII secolo. D`altronde, per dieci secoli, la Chiesa avrebbe sostenuto che le donne non avessero un`anima… Tale è, in ogni caso, l`idea che ci è propinata, dimenticando per giunta la stessa tradizione biblica che nella Genesi precisa che “Dio creò l`uomo a sua propria immagine, a immagine di Dio egli lo creò, maschio e femmina li creò “. Il che, se si sa leggere, significa che, se uno ha un`anima, anche l`altro ce l`ha…
Tale misoginia, della quale si accusa la Chiesa, e’ stata reale? E’ stata generalizzata a tutti gli ambienti ecclesiastici? Certi universitari si sono posti la domanda, andando al di là della semplice ricerca conciliare e dottrinale, sviscerando letteralmente sermoni ed exempla, al fine di fornire una visione più reale del pensiero della Chiesa sulle donne.

Se risulta chiaramente che alcune ragazze siano state maritate o mandate in convento senza il loro consenso, questa non era certo la posizione ufficiale della Chiesa. Quest`ultima non considera valido un matrimonio se gli sposi non danno il loro consenso e insiste, nei secoli XII e XIII, sul consenso della donna… Ma i discorsi ufficiali e i fatti reali sono due cose diverse ed e’ certo che la maggior parte dei matrimoni fossero dettati più dall`interesse che dalla passione. Nel corso degli anni, gli uomini di Chiesa costatano egualmente la moltiplicazione dei matrimoni d`interesse “altro” – Roberto di Sorbon cita il caso di un`unione tra un “pulzello” e una signora, azzimata ma molto ricca – e soprattutto una recrudescenza degli adulteri. Per lottare contro questo dato di fatto, la Chiesa tenta dunque di rimettere in onore il matrimonio… Anzitutto durante il Concilio Lateranense IV (1215) che definisce il matrimonio come un sacramento indissolubile – al pari di quello dell`ordine – e che stabilisce in quali circostanze possa esser messo in discussione… e viceversa. Poi, facendo “propaganda” a sante come Maria Maddalena, già venerata in gran parte del paese. Così, se la verginità religiosa, imitazione di quella della Vergine Maria, e’ sempre oggetto di ammirazione, secondo la specialista Nicole Beriou, “l`esempio di Maria Maddalena non permette di concludere che una `buona sposa’ vale forse più di dieci vergini?”. Infine, la Chiesa fa l`elogio dell` “affetto coniugale” che, secondo lo storico Jean-Claude Bologne, “deve nascere da un accordo più profondo (della passione) tra gli sposi”.

Non hai Molto Tempo e Desideri Conoscere la Filosofia di san Tommaso? Leggi questo Articolo

San Tommaso è il filosofo del realismo cristiano per eccellenza. Ovviamente il Cristianesimo non può coniugarsi se non con una filosofia di tipo realista, perché è proprio questo tipo di filosofia a condurre verso l’oggettivismo della verità e quindi ad evitare qualsiasi tipo di relativismo della conoscenza e della morale.

San Tommaso dice che tra le singole cose e tra le cose e l’Essere nella sua pienezza (Dio) c’è analogia. E’ evidente che le cose, derivando tutte dalla stessa origine, possiedono qualcosa di comune che li rende simili. Tale somiglianza è più o meno profonda a seconda che essi appartengano alla stessa specie o no.

San Tommaso utilizza il realismo filosofico per dimostrare l’esistenza di Dio. Egli tiene a precisare che per essere sicuri dell’esistenza di Dio l’unica strada percorribile sia quella di partire dagli effetti alle cause; ed ha molta diffidenza verso prove che partano dal concetto di Dio: alla sant’Anselmo per intenderci. A riguardo individua cinque vie (del movimento, della causa efficiente, dell’essere necessario, delle perfezioni dell’essere, dell’ordine).

Ma non solo l’esistenza, san Tommaso dice che si possono conoscere con la ragione anche alcune caratteristiche principali di Dio. Prende spunto dalla sua dottrina dell’analogia ed evita due errori opposti, quello di vedere Dio come un uomo (antropomorfismo) e quello di concepire Dio come inconoscibile perché totalmente differente dal creato (agnosticismo).  Insomma, l’utilità dell’analogia sta nel fatto che evita il razionalismo (rimane il mistero di Dio), ma evita anche l’impossibilità di utilizzare la ragione nella conoscenza di Dio. Scrive nella Summa Theologiae: (…) noi non possiamo parlare di Dio se non partendo dalle creature, (…). E così qualunque termine si dice di Dio e delle creature, si dice per il rapporto che le creature hanno con Dio, come a principio o causa, nella quale preesistono in modo eccellente tutte le perfezioni delle cose.”

lunedì 25 marzo 2019

Matteo, Capitolo 22, Versetti 1-14


E rispondendo Gesù parlò ancora in parabole dicendo loro: Il regno dei cieli è simile a un uomo re che fece le nozze per suo figlio e mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, e non volevano venire. Di nuovo mandò altri servi dicendo: Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. Ma essi non se ne curarono e se ne andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; gli altri invece presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Il re, udito ciò, si adirò, e inviate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Allora disse ai suoi servi: Le nozze sono pronte, ma coloro che erano stati invitati non ne furono degni; Andate dunque all’uscita delle strade e chiunque troverete chiamatelo alle nozze. E usciti i suoi servi nelle strade, raccolsero tutti quelli che trovarono, buoni e cattivi, e le nozze furono ripiene di commensali. Entrò poi il re, per vedere i convitati, e lì vide un uomo non vestito con la veste nuziale e gli disse: Amico, come sei entrato qui non avendo la veste nuziale? Ma quello ammutolì. Allora il re disse ai suoi ministri: Legatelo mani e piedi e gettatelo nelle tenebre esteriori; lì sarà pianto e stridore di denti. Molti infatti sono i chiamati, ma pochi gli eletti.

Agostino: Unicamente Matteo riferisce questa parabola; Luca ne riferisce un’altra simile, però non è questa, come indica l’ordine stesso.

Origene: Il regno dei cieli è simile, secondo colui che li regna, a un uomo re, e, secondo colui con il quale regna, al figlio del re. Secondo quello che c’è nello stato del re è simile ai servi e ai convitati alle nozze, tra i quali si trova anche l’esercito del re. Si dice a un uomo re perché come uomo parli agli uomini e governi coloro che non vogliono essere governati da Dio; però il regno dei cieli cesserà di essere simile a un uomo quando, cessando lo zelo, la disputa e le altre passioni e peccati, avremo lasciato di camminare come uomini e lo vedremo tale quale è, mentre ora lo vediamo non quale è, ma quale ha voluto farsi per noi.

Gregorio: Il Padre fece le nozze al suo proprio Figlio quando unì questi con l’umanità nel grembo della Vergine. Ma dato che il matrimonio non può verificarsi se non fra due persone, non dobbiamo pensare che la persona del Salvatore consti di due persone unite. Diciamo dunque che consta ed è formata dalle due nature, però in nessun modo possiamo dire che sia un composto di due persone. Meglio può dirsi che questo padre re fece le nozze a suo figlio re associandogli la santa Chiesa per mezzo del mistero dell’incarnazione. Il talamo di questo sposo è il grembo della Vergine Maria. Crisostomo: Oppure diversamente. Quando si verificherà la risurrezione dei santi, l’uomo riceverà la vera vita, che è Gesù Cristo, poiché costui assorbirà nella sua immortalità la mortalità dell’uomo. Ora riceviamo lo Spirito Santo come in caparra della futura unione, però dopo riceveremo lo stesso Gesù Cristo in tutta la sua pienezza.

Origene: Si può dire che i servi inviati in primo luogo per invitare i commensali alle nozze sono i Profeti, che invitano il popolo, per mezzo delle loro profezie, alla gioia per l’unione della Chiesa con Gesù Cristo. E quelli che non vollero venire pur essendo stati invitati per primi sono coloro che non vollero udire le parole dei Profeti. Gli altri invece, che furono inviati in secondo luogo, sono un’altra serie di Profeti. Ilario: Oppure i servi che furono mandati per primi a chiamare gli invitati sono gli Apostoli, mentre coloro che furono invitati prima erano il popolo di Israele, che fu chiamato per mezzo della legge alla gloria eterna. Era dunque proprio degli Apostoli insistere con coloro che i Profeti avevano invitato in antecedenza, e coloro che furono invitati in seguito in condizione di maestri sono gli uomini apostolici che succedettero a quelli.

domenica 24 marzo 2019

Pdf - Gesù Cristo nei Padri della Chiesa (I-III Secolo)


Dizionario di Spiritualità Biblico-Patristica


☩︎ 


«Il nostro Dio Gesù il Cristo»

Gesù Cristo nei primi scritti dei Padri

Gesù il Cristo nello Gnosticismo

Ireneo: elementi di Cristologia

La Cristologia degli apologisti

La Cristologia di Tertulliano

La Cristologia di Origene tra regola di fede e riflessione teologica

giovedì 21 marzo 2019

Documentario - Monachesimo, Storie di Uomini e di Deserti

“Monachesimo, storie di uomini e di deserti”, realizzato da Alberto Castellani, e che mette a tema la storia d’Europa attraverso il particolarissimo e decisivo apporto del mondo monastico a partire dai primissimi secoli della tarda Antichità e del medioevo.




 



mercoledì 20 marzo 2019

Pdf - Storia della Chiesa. La Restaurazione Cattolica dopo il Concilio di Trento (1563-1648)

di  Léopold Willaert (1966).

Questo volume fa parte dell'opera "Storia della Chiesa" del Fliche-Martin. Una monumentale raccolta di 36 tomi (25 volumi) che affronta tutti i 20 secoli del cristianesimo.
Iniziata in Francia da Augustine Fliche e Victor Martin, sospesa nei tempi del Concilio, è ora completata in Italia dalle Edizioni San Paolo. All'opera, unica per l'accurato aggiornamento e il rigore scientifico, hanno collaborato i maggiori esperti della Storia della Chiesa.
Indispensabile per ogni biblioteca che si rispetti.

martedì 19 marzo 2019

Buon San Giuseppe a Tutti! (Preghiera)


A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua santissima Sposa. Deh! Per quel sacro vincolo di carità che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio; e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno, la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni.

Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e copri ciascuno di noi col tuo continuo patrocinio, affinché col tuo esempio e il tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Così sia.

lunedì 18 marzo 2019

Pdf - La Scienza Creata dalla Chiesa Cattolica

Secondo  un  diffuso  pregiudizio,  alimentato  dal  caso  Galilei,  vi  sarebbe,  per  alcuni  autori,  un  contrasto  tra  la  Fede  cattolica  e  la scienza. Tuttavia nella storia della scienza  un elevato numero di scienziati sono stati credenti e cattolici, oltre a quello del medesimo Galilei:  Alexis  Carrol,  Premio  Nobel  per  la  medicina,  positivista  incredulo  sino  a  quando  constatò  di  persona,  a  Lourdes,  una guarigione istantanea e inspiegabile; Alessandro Volta (che le biografie attestano  frequentare quotidianamente la S.Messa ), Galileo Ferraris,  il  biologo  Louis Pasteur,  il  fisico Pierre  Maurice  Duhem,  il  genetista  Jérôme  Lejeune,  Gugliemo  Marconi  il Prof. Cabibbo ecc. Tra i molti (veri) scienziati credenti, vi sono stati o vi sono anche membri del clero, sia in quanto sacerdoti diocesani che monaci o  membri  di  una  congregazione.  Vi  è  da  dire  che  tale  tradizione  permane  anche  in  età  moderna,  nell’epoca  definita  dai  sociologi come quella della secolarizzazione e dell’eclisse di Dio.

venerdì 15 marzo 2019

Matteo, Capitolo 21, Versetti 45-46


E avendo udito le sue parabole, i principi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. E cercando di prenderlo temevano le folle, poiché lo ritenevano un profeta.

Girolamo: Benché i Giudei fossero di cuore duro a causa della loro incredulità, comprendo tuttavia che tutte le sentenze di Gesù Cristo si dirigevano contro di loro: per cui segue: E avendo udito le sue parabole, i principi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro.

Crisostomo: C’è però una differenza fra gli uomini buoni e gli uomini cattivi: il buono quando cade in peccato, piange perché ha peccato, mentre il cattivo si infuria non perché ha peccato, ma perché è stato colto in peccato; non solo non fa penitenza, ma anzi al contrario si infuria di più contro colui che lo corregge. Per cui anche questi che furono scoperti divennero peggiori; segue infatti: E cercando di prenderlo temevano le folle, poiché lo ritenevano un profeta.

Origene: Conoscono qualcosa di ciò che è la verità quando lo considerano come un Profeta, però non conoscono tutta la sua grandezza secondo la quale era Figlio di Dio. Però i principi temono le folle, che conoscendolo così erano disposte a difenderlo, poiché non possono opporsi all’altezza dei loro conoscimenti, non pensando nulla di degno rispetto a lui. Pertanto si deve tener conto che esiste una differenza fra coloro che vogliono prendere Gesù. Infatti i principi e i farisei desideravano trattenerlo, ma in modo diverso da quello della sposa dei Cantici che dice (3, 4): «L’ho tenuto e non lo lascerò», per afferrarlo ancora meglio, come anche dice (7, 8): «Salirò su una palma e terrò la sua altezza». Infatti coloro che non conoscono perfettamente la divinità vogliono prendere Gesù per maltrattarlo. Ed è possibile comprendere e tenere altre parole che non siano quelle di Cristo; ma la parola della verità nessuno può affermarla, cioè intenderla, né tenerla, ciò confutarla, né separarla dal senso dei credenti, né mortificarla, cioè distruggerla.

giovedì 14 marzo 2019

Orazione di S. Tommaso d'Aquino prima dello Studio (Latino-Italiano)


Oratio S. Thomae Aquinatis ante studium

Creator ineffabilis, qui de thesauris sapientiae tuae tres Angelorum hierarchias designasti et eas super caelum empyreum miro ordine collocasti atque universi partes elegantissime distribuisti: Tu, inquam, qui verus fons luminis et sapientiae diceris ac supereminens principium, infundere digneris super intellectus mei tenebras tuae radium claritatis, duplices, in quibus natus sum, a me removens tenebras, peccatum scilicet et ignorantiam. Tu, qui linguas infantium facis disertas, linguam meam erudias atque in labiis meis gratiam tuae benedictionis infundas. Da mihi intelligendi acumen, retinendi capacitatem, addiscendi modum et facilitatem, interpretandi subtilitatem, loquendi gratiam copiosam. Ingressum instruas, progressum dirigas, egressum compleas. Tu, qui es verus Deus et homo, qui vivis et regnas in saecula saeculorum. Amen.


Traduzione 


Orazione di S. Tommaso d'Aquino prima dello studio

Ineffabile Creatore, dai tesori della tua sapienza traesti le tre gerarchie degli Angeli e in ordine mirabile le collocasti nel cielo, con splendida armonia disponesti le parti dell'universo.
Tu sei la vera sorgente della luce e della sapienza e il Principio dal quale tutto dipende; degnati di infondere nella mia oscura intelligenza un raggio del tuo splendore che allontani da me le tenebre del peccato e dell'ignoranza.
Tu che sciogli e fai parlare la lingua dei bimbi, ingentilisci la mia parola e da' alle mie labbra la grazia della tua benedizione.
Dammi acutezza per intendere, capacità per ritenere, misura e facilità d'imparare, penetrazione di ciò che leggo, grazia di parola.
Dammi forza per incominciare bene il mio studio; guidami lungo il corso della mia fatica; dammi felice compimento.
Tu che sei vero Dio e vero Uomo, Gesù mie Salvatore, che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.


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