L'Ineffabilis Deus è la costituzione
apostolica con la quale il papa
Pio IX proclamò l'8 dicembre 1854
il dogma
dell'Immacolata
concezione di Maria.
Il documento passa in rassegna la tradizione
della chiesa in merito all'Immacolata, indicando che le radici
del dogma si trovano nel lungo tempo in cui è stata celebrata la
festa dell'Immacolata nella Chiesa
occidentale e orientale.
Richiama anche l'assenso dato nel 1849
da parte dei vescovi
cattolici
di tutto il mondo nel momento in cui fu loro chiesto di esprimere la
loro opinione in materia.
L'Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l'8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento; tale dogma non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria.
Il dogma dell'Immacolata Concezione riguarda il peccato
originale: per la Chiesa cattolica infatti ogni essere umano nasce con
il peccato originale e solo la Madre di Cristo ne fu esente: in vista
della venuta e della missione sulla Terra del Messia, a Dio dunque
piacque che la Vergine dovesse essere la dimora senza peccato per
custodire in grembo in modo degno e perfetto il Figlio divino fattosi
uomo.
Nella sua biografia personale l’anno 1847 per Rossini
è stato veramente un periodo sfortunato. Aveva gravi problemi di salute
fisica.
E in questa situazione vitale era
necessaria la composizione di una cantata con l'obiettivo di dare il
benvenuto al trono di Pietro a Giovanni Maria Mastai Ferretti, che
assunse il nome di Pio IX, il quale arrivo al più lungo pontificato
della storia della Chiesa cattolica, si estese per ben 32 anni.
Questa cantata di Rossini è stata eseguita a Roma presso il Campidoglio il giorno 1 gennaio dell’anno 1847.
Le
cantate di Rossini, in particolare le orchestrali scritte per le
esecuzioni pubbliche, sono vere testimonianze storiche dei momenti della
storia politica e sociale europea della prima parte del XIX secolo,
tradotte in musica da uno dei più grandi geni del suo tempo.
Quanta cura è la XXVII
enciclica di Papa Pio IX, che la pubblicò nel 1864, allegandovi il Sillabo degli errori moderni. Con esse
venivano condannate tutte le ideologie "moderne", dal liberalismo al
socialismo. Veniva inoltre esposta la critica alla rivoluzione francese e il
risorgimento italiano, facendo cenno alla libertà di pensiero illuminista come
"libertà di perdere se stessi". L'enciclica affermava anche la forte
critica del voler porre uno stato aconfessionale rompendo il legame tra altare
e trono fino ad allora vigente.