A “Un Santo per Amico”, la storia di San Bernardo di Chiaravalle.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=29948&season_id=81
A “Un Santo per Amico”, la storia di San Bernardo di Chiaravalle.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
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Bernardo è ammalato. Non ha più di 34 o 35 anni, ma la sua salute è già scossa: troppi digiuni e «troppo lavoro» i l'hanno presto logorata.
Ma la malattia serve a Bernardo. Egli si sente libero da impegni e doveri, il mondo del monastero e della storia è lontano, e può raccogliersi in se stesso. E nel raccoglimento, nella solitudine e nel silenzio della «notte» 2, emerge quello che più gli sta a cuore, e ne scrive. Perché il suo spirito, la sua stessa vita, così impegnata nella storia, così pronta a ogni battaglia contro i nemici del suo monachesimo e della sua Chiesa, ha un segreto. Il suo spirito ha cercato un modello, e l'ha trovato, e sa di conoscerlo. Ma chi conosce desidera manifestare, e quasi fissare in parole una condizione che potrebbe restare nell'indefinitezza del sentimento.
Il segreto di Bernardo è la Vergine-Madre. Nel suo ritiro, indebolito dalla malattia, stanco per troppe _fatiche, egli ritrova se stesso nelle lodi alla Vergine-Madre. E Maria di Nazareth la sua luce, la sua guida, la sua stella verso il porto di Cristo, il modello della sua vita spirituale come del suo comportamento storico.Questa è l'opera di Bernardo giovane più significativa della sua personalità. È un'opera ancora acerba, nel senso che le sue varie parti non si fondono perfettamente in un disegno unitario e in un dettato rigoroso, ma è tanto più indicativa. Le novità teologiche, l'altezza spirituale, la bellezza delle immagini convivono in questo testo con sezioni dove la scrittura è più incerta, il pensiero più tradizionale e la tensione mistica sfocata.
Ma il grande Bernardo già si intravede, anzi qui per la prima volta si scopre: il Bernardo che sta diventando una pietra di contraddizione, e insieme un punto di riferimento obbligato per tutto l'Occidente, il personaggio che sa mostrarsi come campione della fede e come seguace dell'umile e dolce Gesù, il figlio di Maria.
Queste Lodi sono un capolavoro proprio per questo: mostrano una totalità di tensione spirituale e letteraria, che rompe gli schemi dell'esegesi e gli schemi dell'omiletica — entro cui l'opera potrebbe configurarsi — per renderla una testimonianza personale, una confessione in poesia.
Memoráre, o piíssima Virgo María, non esse audìtum a sǽculo, quémquam ad tua curréntem præsìdia, tua implorántem auxìlia, tua peténtem suffrágia, esse derelíctum.
Ego tali animátus confidéntia, ad te, Virgo Vìrginum, Màter, curro, ad te vénio, còram te gémens peccàtor assisto.
Noli, Màter Verbi, verba mea despícere; sed áudi propìtia et exáudi.
Amen.
☩
Ricordati, o piissima Vergine Maria, non essersi mai udito al mondo che alcuno abbia ricorso al tuo patrocinio, implorato il tuo aiuto, chiesto la tua protezione, e sia stato abbandonato.
Animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre, o Vergine delle vergini, a te vengo e, peccatore contrito, innanzi a te mi prostro.
Non volere, o Madre del Verbo,
disprezzare le mie preghiere, ma ascoltami propizia ed esaudiscimi.
Così sia.
UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 21 ottobre 2009
☩
Cari fratelli e sorelle,
oggi vorrei parlare su san Bernardo di Chiaravalle, chiamato “l’ultimo dei Padri” della Chiesa, perché nel XII secolo, ancora una volta, rinnovò e rese presente la grande teologia dei Padri. Non conosciamo in dettaglio gli anni della sua fanciullezza; sappiamo comunque che egli nacque nel 1090 a Fontaines in Francia, in una famiglia numerosa e discretamente agiata. Giovanetto, si prodigò nello studio delle cosiddette arti liberali – specialmente della grammatica, della retorica e della dialettica – presso la scuola dei Canonici della chiesa di Saint-Vorles, a Châtillon-sur-Seine e maturò lentamente la decisione di entrare nella vita religiosa. Intorno ai vent’anni entrò a Cîteaux, una fondazione monastica nuova, più agile rispetto agli antichi e venerabili monasteri di allora e, al tempo stesso, più rigorosa nella pratica dei consigli evangelici. Qualche anno più tardi, nel 1115, Bernardo venne inviato da santo Stefano Harding, terzo Abate di Cîteaux, a fondare il monastero di Chiaravalle (Clairvaux). Qui il giovane Abate, aveva solo venticinque anni, poté affinare la propria concezione della vita monastica, e impegnarsi nel tradurla in pratica. Guardando alla disciplina di altri monasteri, Bernardo richiamò con decisione la necessità di una vita sobria e misurata, nella mensa come negli indumenti e negli edifici monastici, raccomandando il sostentamento e la cura dei poveri. Intanto la comunità di Chiaravalle diventava sempre più numerosa, e moltiplicava le sue fondazioni.
Il tempo dell’avvento apre
l’esistenza umana alla speranza. L’umanità attende, spera che
avvenga qualcosa, un cambiamento, una risposta, un dono. Ma il
contenuto di ciò che noi attendiamo è Dio: così il tempo d’avvento
ci apre alla speranza teologale perché Dio stesso si fa nostro dono,
dono per noi.
Riconoscere in Cristo Dio venuto nella
carne: questa è la fede. E questa è la dimensione che ci viene
aperta dai sermoni per la vigilia di Natale.
Fede speranza
carità sono come la corda a tre capi che lega l’uomo a Dio, la
persona al suo creatore.
Non solo ogni insieme di trattati è un discorso completo ma ogni trattato, se è ben fatto, visto, rivisto e corretto come Bernardo ama fare è nel suo piccolo un completo vademecum del pellegrinaggio della fede.
I sermoni dedicati al mistero dell’Incarnazione sono molti: sette e uno dei Vari per l’Avvento sei per la Vigilia della Natività, cinque per Natale, tre sulla Circoncisione (due sul mistero nascosto nel Nome di Gesù e uno sulla circoncisione spirituale (= conversione) e un gruppo di dodici sermoni sull’Epifania che concludono e completano il ciclo di Natale.
I primi tra questi dell’Epifania, sono centrati sul mistero della manifestazione di Dio in Cristo.
Gli altri narrano questa manifestazione come fuoco che si accende o una luce che si comunica, dai Magi (ai pagani), al Battesimo (ai Giudei), alle nozze di Cana (ai discepoli) e proseguono poi fino alle le conseguenze di questa manifestazione: la conversione di san Paolo, due sermoni su san Vittore, un santo dell’ambiente monastico medioevale della Francia. Il culmine della luce e del fuoco sono i tre sermoni sulla Purificazione che chiudono il ciclo dei sermoni sulla Natività dove la persona umana è simbolicamente rappresentata dal cero acceso che si offre completamente a Cristo….