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mercoledì 5 gennaio 2022

San Giovanni Nepomuceno Neumann - Due Lettere Scritte ai suoi Genitori e a suo Nipote

 

Lettera ai genitori nella sua partenza:

“Cari genitori, ho voluto risparmiare a voi e a me il dolore dell’addio, perciò sono partito senza avvisarvi, senza chiedervi nemmeno – amara rinunzia – la vostra benedizione. Ma sono sicuro che la vostra benedizione mi seguirà dappertutto… Voi mi avete educato ed avevate tutto il diritto di attendervi, come compenso, che io vi rendessi felici. Dio sa quanto lo avrei desiderato! Ma, nonostante le pene che soffro, non posso non seguire la voce di Dio che m’impone di sacrificarmi per la salvezza delle anime più abbandonate… Però, in questo momento di addio, un pensiero mi conforta: le mie fatiche per la gloria di Dio concorreranno non solo alla mia, ma anche alla vostra eterna felicità. Coraggio, dunque, cari genitori; quanto più grande sarà il nostro dolore quaggiù, tanto maggiore sarà la nostra gloria lassù…”

☩

Lettera al nipote Giovanni Berger quando questo entrò nel noviziato redentorista di Cumberland, a 1858:

“Io non sono stato mai un vero novizio, perché quando sono entrato qui in America nella nostra cara Congregazione, non ho mai avuto un maestro dei novizi, né una casa di noviziato. Eppure, nonostante tale svantaggio, ho avuto anch’io la mia parte di esperienza, perché sono passato attraverso le varie tentazione con cui il maligno molesta continuamente i figli di S. Alfonso. Un novizio crede di mancare di forze fisiche sufficienti; un altro, deluso, si immagina che potrebbe operare maggior bene, passando in un altro Istituto o tornandosene nel mondo. Chi si lascia prendere dalla melanconia e chi dall’amore dei propri comodi; chi dalla nostalgia della famiglia e chi dall’ostinazione, dal disgusto della preghiera, dalla sfiducia nei Superiori e via dicendo… Per restar fermi e perseveranti, non c’è mezzo migliore che domandare la grazia della perseveranza alla beata Vergine. E insieme è assolutamente necessario rivelare le proprie tentazione al direttore di spirito.”

venerdì 20 marzo 2020

San Giovanni Nepomuceno Neumann - Ogni Giorno è una Preparazione all’Eternità


“La ragione e la rivelazione, la natura della nostra anima e l’intima e molteplice connessione di tutte le cose tra loro, ci insegnano che il presente è annodato indissolubilmente con l’avvenire, che tutto ciò che facciamo o pensiamo ha delle sue conseguenze e che queste conseguenze si distendono nell’infinito, cosicché noi un giorno raccoglieremo quello che ora abbiamo seminato. Nulla vi è d’insignificante, se lo riguardiamo sotto l’aspetto della ricompensa che ci aspetta. Il pensiero buono o cattivo che coltiviamo, la passione buona o cattiva che fomentiamo, l’azione buona o cattiva che facciamo, possono oscurarsi, affievolirsi, cadere nell’oblio; ma la traccia che hanno lasciata nell’anima nostra non può essere mai cancellata. Dopo anni ed anni, dopo secoli, possono ridivenire così vivaci e pungenti da causare gioia o vergogna, piacere o dolore… La ragione e la Scrittura c’insegnano a credere che il Signore, quale nostro giudice, acuirà lo sguardo del nostro spirito e ci farà vedere perfino pensieri, immaginazioni ed azioni che credevamo da molto tempo sepolti e scomparsi nell’abisso della dimenticanza. Se, dunque, il presente è connesso con tanta precisione e indissolubilità con l’avvenire, noi possiamo e dobbiamo riguardalo e usarlo sempre in considerazione di questo. Così deve fare ogni sapiente, specialmente ogni sacerdote. In questa maniera non perderà mai di vista il futuro. In questa maniera ogni giorno della sua vita diviene una preparazione per l’eternità. In questa maniera ogni giorno egli semina del buon seme per la raccolta futura.”

Meditazione 23 febbraio 1832

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