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mercoledì 30 settembre 2020

Pdf. Conoscere il Comunismo

 

JEAN DAUJAT, ex allievo della Ecole Normale Superieure, dottore in Lettere, laureato dall'Académie francaise e dall'Académie des Scíences, ha pubblicato numerose opere sia in campo scientifico che in quello religioso. Collaboratore di periodici come La France Catholique e Fédération, Jean Daujat occupa un posto di prim'ordine nella letteratura e nel pensiero contemporaneo.
 
 
Introduzione
Pensiero Cristiano e Pensiero Moderno
La Filosofia Marxista
L'Azione Marxista
Conclusione

Video. A Betlemme, nella Grotta di San Girolamo

A Betlemme, vicino alla Grotta della Nativita', il luogo dove visse e fu sepolto San Girolamo, ricordato il 30 settembre. Una vita al servizio della Parola di Dio, quella del Dottore della Chiesa che, proprio nella cittadina della Giudea, porto' a termine la sua traduzione in latino della Bibbia, la Vulgata.

 

lunedì 28 settembre 2020

Ildebrando Pizzetti - Messa di Requiem

Ildebrando Pizzetti (1880-1968): Messa di Requiem, per coro misto (1922/1923). 

I. Requiem: Largo, non lento
II. Dies Irae: Sostenuto non molto
III. Sanctus: Chiaro e spazioso
IV. Agnus dei: Calmo e dolce
V. Libera me: Con fervore profondo

Coro della Radio Svedese Diretto da Peter Dijkstra.

domenica 27 settembre 2020

Preghiera di San Tommaso d'Aquino per Ottenere il Dono della Purezza

Buon Gesù, so che ogni dono perfetto, e in particolare quello della castità, non può dipendere che dall’aiuto della tua onnipotente provvidenza e che nessuna creatura può ottenere qualcosa da se stessa senza il tuo soccorso. Per questo ti chiedo umilmente di conservare la purezza e l’innocenza della mia anima e del mio corpo con l’assistenza della tua grazia. E se una passione impura dovesse tentare la purezza della mia innocenza, tu solo, Signore, che guidi tutti i miei passi, allontanala, perché io possa, con cuore immacolato, progredire nel tuo amore e nel tuo servizio, offrendomi per tutti i giorni della mia vita come vittima sull’altare purissimo della tua divinità. Amen.

Film. Monsieur Vincent (1947)

Vincent de Paul lotta per portare pace e armonia tra i contadini e i nobili nel bel mezzo della peste nera che ha colpito l'Europa. Nonostante gli ostacoli, non smetterà di prodigarsi con le sue opere di carità.


ANNO
1947

PAESE

 

 

REGIA
Maurice Cloche

ATTORI
Pierre Fresnay, Gabrielle Dorziat, Aimé Clariond

 

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giovedì 24 settembre 2020

Papa Benedetto XVI. Gesù di Nazaret 02 - Dall'Ingresso a Gerusalemme alla Risurrezione

  

Gesù di Nazareth è l'ultimo grande libro che uno dei maggiori teologi del XX secolo si era proposto di scrivere come atto conclusivo del suo percorso intellettuale e scientifico, prima ancora di essere eletto Papa. Così l'autore non intende parlare in primo luogo quale Romano Pontefice, ed il libro non vuole essere un atto ufficiale del suo magistero. Ma questa apparente debolezza in realtà si rivela la forza di un libro che desidera liberamente interloquire con tutti.L'analisi tanto appassionata quanto scientificamente rigorosa degli avvenimenti - l'Ingresso a Gerusalemme, la Lavanda dei piedi, l'Ultima Cena, il Getsemani ed altro ancora - è come attraversata da una nota di sottofondo sempre ricorrente: è la domanda di importanza decisiva ad un tempo per lo studioso e per ogni credente: il Gesù nel quale crediamo è anche il Gesù veramente esistito? I Vangeli ci mostrano la figura di Gesù la più storicamente sensata e convincente?  

 

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mercoledì 23 settembre 2020

Documentario - Padre Pio. La Storia di un Santo

Questo film-documento racconta la vicenda terrena, la vita, i fatti, le opere, le parole, la fama di quel Francesco Forgione, che nacque nel 1887 nel villaggio di Pietrelcina, nella terra del Sannio e morì il 23 settembre del 1968 a san Giovanni Rotondo.

Il racconto si apre con immagini antiche e un po’ sbiadite che hanno il colore del tempo e il sapore della storia. Si racconta della sua infanzia in un borgo del sud Italia più di cento anni fa, si racconta di quel mondo arcaico e quasi pre-moderno, di quella vocazione precoce, e poi della costruzione della “Casa Sollievo della Sofferenza”, della fama e delle folle che, già in vita, lo acclamarono santo. La sua vicenda terrena ha attraversato ben sette pontificati, da Leone XIII a Paolo VI. E il rapporto di Padre Pio con la Chiesa di Roma è uno dei capitoli più avvincenti e insieme martoriati di questa storia. Si raccontano senza veli le incomprensioni, i sospetti, le accuse, le calunnie, le mortificazioni, le proibizioni che tormentarono la sua vita. Il film-documento dà conto e analizza anche quei fenomeni soprannaturali di cui tutti parlano: le stimmate che Padre Pio ha portato dal 1918 fino alla sua morte, i numerosi episodi di bilocazione, la lotta costante con il maligno, i presagi e le profezie. Ma si cerca soprattutto di capire quali energie, emozioni, speranze nascoste padre Pio riusciva a smuovere nel cuore degli uomini, come risvegliava in ognuno la dignità della vita, il desiderio di guarigione, la volontà di liberazione.

Padre Pio. La storia di un santo è la storia di un cappuccino dal profilo “eccezionale”, narrata attraverso documenti inediti, testimonianze e filmati esclusivi, provenienti dagli archivi del Convento di San Giovanni Rotondo e della Casa Sollievo della Sofferenza. 


Padre Pio Contro l’Aborto

Un giorno, padre Pellegrino chiese a Padre Pio: “Padre, lei stamattina ha negato l’assoluzione per un procurato aborto ad una signora. Perché è stato tanto rigoroso con quella povera disgraziata?”.

Padre Pio rispose: “Il giorno in cui gli uomini, spaventati dal, come si dice, boom economico, dai danni fisici o dai sacrifici economici, perderanno l’orrore dell’aborto, sarà un giorno terribile per l’umanità. Perché è proprio quello il giorno in cui dovrebbero dimostrare di averne orrore. L’aborto non è soltanto omicidio ma pure suicidio. E con coloro che vediamo sull’orlo di commettere con un solo colpo l’uno e l’altro delitto, vogliamo avere il coraggio di mostrare la nostra fede? Vogliamo recuperarli si o no?”

“Perché suicidio?” chiese padre Pellegrino.

“Assalito da una di quelle insolite furie divine, compensato da uno sconfinato entroterra di dolcezza e di bontà, padre Pio rispose: “Capiresti questo suicidio della razza umana, se con l’occhio della ragione, vedessi “la bellezza e la gioia” della terra popolata di vecchi e spopolata di bambini: bruciata come un deserto. Se riflettessi, allora si che capiresti la duplice gravità dell’aborto: con l’aborto si mutila sempre anche la vita dei genitori. Questi genitori vorrei cospargerli con le ceneri dei loro feti distrutti, per inchiodarli alle loro responsabilità e per negare ad essi la possibilità di appello alla propria ignoranza. I resti di un procurato aborto non vanno seppelliti con falsi riguardi e falsa pietà. Sarebbe un abominevole ipocrisia. Quelle ceneri vanno sbattute sulle facce di bronzo dei genitori assassini.

Il mio rigore, in quanto difende il sopraggiungere dei bambini al mondo è sempre un atto di fede e di speranza nei nostri incontri con Dio sulla terra.

martedì 22 settembre 2020

Pdf. Tertulliano - Difesa del Cristianesimo

La Difesa del cristianesimo (Apologeticum) è l'indiscusso capolavoro di Tertulliano, una delle opere più significative della letteratura latina.
Con stile personale che unisce concisione e passione, rigore logico e satira mordace, convinzione ed entusiasmo, l'autore evidenzia il contrasto in atto tra paganesimo e cristianesimo. La persecuzione anticristiana, causata da un odio immotivato e irragionevole, non trova alcuna giustificazione giuridica, politica, culturale o sociale.
Tertulliano mostra l' ingiustizia dei processi e delle condanne inferte ai cristiani, difende la fede cristiana in nome della libertà religiosa, evidenzia il bene che il cristianesimo apporta all'umanità.
È, in definitiva, un invito a scoprire la bellezza della verità cristiana che rende pienamente umana la vita, anzi umano-divina; un invito ad arrendersi alla grazia salvifica di Cristo.

Tertulliano nacque a Cartagine verso il 160 e morì intorno al 240. Fieramente avverso al cristianesimo e iniziato ai misteri di Mitra, ebbe una eccellente formazione letteraria, filosofica, storica e giuridica. Considerando l'eroismo dei martiri cristiani e meditando i testi della Bibbia, si convertì a Cristo intorno al 193. Negli ultimi anni della sua esistenza aderì al montanismo, setta rigorista e intransigente caratterizzata dalla credenza nella perennità del profetismo e dei carismi tra i fedeli. Successivamente fondò egli stesso una setta ancor più rigorista... per questo motivo fu l'unico apologeta cristiano antico, insieme ad Origene Adamantio, a non ottenere il titolo di Padre della Chiesa

 

CAP.l - L'AUTORE E L'OPERA

CAP.2 - PENSIERO DI TERTULLIANO

CAP.3 - LA STORIA DEL TESTO

APOLOGETICO

 

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lunedì 21 settembre 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 45-46

Allora venne dai suoi discepoli e disse loro: Dormite ormai e riposatevi: ecco, si è avvicinata l'ora, e il Figlio dell'uomo sarà consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo: ecco, si è avvicinato chi mi tradirà.

Allora venne dai suoi discepoli e disse loro: Dormite ormai e riposatevi. Crisostomo: Certamente allora era necessario vigilare; però disse questo per far intendere che non avrebbero potuto sopportare la vista dei mali che stavano per venire, e poiché non necessitava del loro aiuto, dato che conveniva del tutto che fosse consegnato.

Origene: Oppure il sonno con cui domanda ai discepoli di dormire non è quello stesso sonno che più sopra si dice che essi ebbero. Infatti lì li trovò addormentati, non a riposare, ma avendo gli occhi appesantiti; ora invece comanda loro non che dormano semplicemente, ma riposando, affinché si conservi l'ordine, e in primo luogo vegliamo pregando per non entrare in tentazione, e dopo dormiamo e riposiamo. [...]

Ilario: Il fatto poi che tornando ad essi è trovandoli addormentati la prima volta li  riprenda, la seconda taccia, la terza li mandi a riposare, ha questa ragione: primo, che dopo la risurrezione li troverà dispersi, sfiduciati e impauriti; secondo, che dopo avere inviato lo Spirito Santo li visiterà mentre hanno ancora gli occhi appesantiti per conoscere la verità del Vangelo, perché, trattenuti per un certo tempo dell'affetto della legge, saranno occupati per il sonno della fede; terzo, che al ritorno della chiarezza riporterà loro la sicurezza e il riposo.

venerdì 18 settembre 2020

Film. Cronache di un Convento (1962)

Dopo essere stato vittima di incidenti e malattie, il ventenne Giuseppe Desa fa il suo ingresso nel convento francescano di Otranto come fratello converso. Dopo qualche tempo, però, viene rimandato a casa a causa della sua ingenuità, ma anche per la malevolenza di padre Raspi e altri confratelli. La madre di Giuseppe, però, non accetta la decisione dei superiori e riporta suo figlio a forza in convento. Lì il ragazzo viene notato dal Vicario Generale dell'Ordine, che decide di avviarlo al sacerdozio. Quando però Giuseppe inizia a levitare da terra, i confratelli, stupiti, si schierano tutti contro di lui. A niente però vale anche l'esorcismo. I frati del convento dovranno piegarsi alla verità...

 

ANNO
1962

PAESE 


 


 

REGIA
Edward Dmytryk

ATTORI
Maximilian Schell, Ricardo Montalban, Lea Padovani, Akim Tamiroff, Carlo Croccolo

 

giovedì 17 settembre 2020

San Roberto Bellarmino - Elevazione della Mente a Dio

«Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi ti invoca» (Sal 85, 5); chi non ti servirà con tutto il cuore, dopo aver cominciato a gustare anche per poco la dolcezza della tua paterna signoria? Che cosa comandi, Signore, ai tuoi servi? «Prendete, dici, il mio giogo sopra di voi» (Mt 11, 29). E qual é il tuo giogo? «Il mio giogo», dici, «é dolce e il mio carico leggero» (Mt 11, 30). Chi non porterà molto volentieri un giogo che non stringe, ma accarezza, e un peso che non opprime, ma solleva? Perciò giustamente hai aggiunto: «E troverete ristoro per le vostre anime» (Mt 11, 29). E qual é quetso tuo giogo che non affatica, ma riposa? Sicuramente il primo e più grande comandamento: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore» (Mt 22, 37). Che cosa vi é di più facile, di più soave e dolce, che amare la bontà, la bellezza e l'amore? E tutto questo sei tu, Signore mio Dio.

E tu arrivi perfino a promettere un premio a quelli che osservano le tue leggi, pur essendo queste già per se stesse più preziose di molto oro e più dolci di un favo di miele? Si, prometti veramente un premio, e un premio grandissimo, secondo la parola del tuo apostolo Giacomo: «Il Signore ha promesso la corona della vita a quelli che lo amano» (Gc 1, 12). E qual é la corona della vita? E' certamente il bene più grande che possiamo pensare o desiderare, come dice san Paolo, seguendo Isaia: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano» (1 Cor 2, 9, cfr. Is 64, 1-3; 65, 17). Si, é veramente grande la ricompensa per l'osservanza dei tuoi comandamenti. Quel primo e più grande comandamento é vantaggioso per l'uomo che obbedisce più che per Dio che comanda. Ma ogni altro comandamento di Dio perfezionsa colui che obbedisce, lo eleva, lo istruisce, lo illumina, infine lo rende buono e beato.

Perciò se hai saggezza, comprendi che sei creato per la gloria di Dio e per la tua eterna salvezza. Questo é il tuo fine questo il centro della tua anima, questo il tesoro del tuo cuore. Se raggiungerai questo fine sarai beato, se ti allontanerai da esso sarai infelice. Perciò stima vero bene per te ciò che ti conduce al tuo fine, vero male ciò che te lo fa mancare. Avvenimenti prosperi o avversi, ricchezze e povertà, salute e malattia, onori e oltraggi, vita e morte, il sapiente non deve né cercarli né fuggirli per se stessi. Ma sono buoni e desiderabili solo se contribuiscono alla gloria di Dio e alla tua felicità eterna. Sono cattivi e da fuggire se la ostacolano.

Documentario - Quel Giorno a Nazareth

La storia della Chiesa nasce dallo stesso avvenimento che oggi vede riuniti i cristiani in piazza S.Pietro: la nascita di Gesù, la sua vita, vista e raccontata dagli evangelisti, che si svolge in un determinato luogo e periodo e che ha reso possibile con la morte e la resurrezione, l'incontro tra Dio e gli uomini, l'incontro filiale e fraterno che continua con Pietro nella Chiesa.

 

martedì 15 settembre 2020

Preghiera all'Addolorata Regina dei Martiri


Sappiamo, o Regina dei martiri, che una spada di dolore vi trapassò l’anima e che solo lo spirito di vita e di consolazione poté sostenervi e fortificarti nel momento della morte di vostro Figlio.

Sappiamo soprattutto che se voi avete salito il Calvario, se tutta la vostra vita, come quella di Gesù, fu un lungo martirio, ciò avvenne perché dovevate compiere presso il Redentore e in unione con Lui, per la nostra salvezza, il ruolo che la nostra prima madre, Eva, compì presso Adamo nella nostra caduta.

Ma sappiamo anche che, a voi, sotto la Croce, venne affidata la santa Chiesa, perché continuasse il vostro dolore e il vostro spasimo e portasse così a compimento l’opera di Redenzione di vostro Figlio santissimo. Per la Chiesa militante, di cui siete Madre, vi preghiamo perché vi degnate di proteggerla dai nemici interni ed esterni, perché voi, Regina di tutti i Martiri, vogliate sostenere ed esaltare il martirio cruento e incruento di coloro che per confessare la fede cattolica e per restare fedeli all’unica vera Chiesa di Cristo sono costretti al supremo sacrificio della vita o comunque a patire ogni sorta di impedimenti e sofferenze nella loro legittima e doverosa opera di apostolato, perché infine, concediate a noi la grazia di essere sempre militanti fedeli nella vostra Chiesa cattolica, per il trionfo del Regno sociale di vostro Figlio e nostro Signore, che con voi vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Regina Martyrum, ora pro nobis.

domenica 13 settembre 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 39-44


E avanzato un poco cadde con la faccia a terra pregando e dicendo: Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice; però non come voglio io, ma come vuoi tu. E venne dai suoi discepoli e li trovò addormentati e disse a Pietro: Così non avete potuto vegliare un'ora con me? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione: infatti lo spirito è pronto, ma la carne è debole. Di nuovo se ne andò una seconda volta e pregò dicendo: Padre mio, se questo calice non può passare senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà. E venne di nuovo e li trovò addormentati (infatti i loro occhi si erano appesantiti) e lasciatili se ne andò di nuovo e pregò una terza volta dicendo le stesse parole.

Origene: Pietro, che confidava molto in sé, e gli altri due, il Signore li porta con sé perché lo vedano prostrato in terra e in preghiera, affinché imparino che da loro non potevano uscire grandi cose se non umili, e che non dovevano essere affrettati nel promettere, ma solleciti nel pregare [...]. Secondo poi che cominciò ad avere paura e a rattristarsi prega che passi il calice della passione, e non come vuole lui, ma come vuole il Padre; e cioè non secondo la sua essenza divina e impassibile, ma secondo la natura umana e debole: assumendo infatti la natura della carne umana, mise in atto tutte le sue proprietà, affinché non si pensasse che avesse la carne secondo la sua fantasia, ma in verità. Ora, è proprio di un uomo fedele innanzitutto non voler patire alcun dolore, soprattutto quello che conduce alla morte, poiché l'uomo è fatto di carne; se però così vuole il Signore, accetta, poiché è fedele: infatti come non dobbiamo confidare molto, affinché non sembri che vogliamo mettere in mostra la nostra virtù, così non dobbiamo diffidare, affinché non sembri che vogliamo mostrare l'impotenza dell'aiuto del nostro Dio.

lo spirito è pronto, ma la carne è debole. Origene: Qui si deve considerare se nello stesso modo in cui la carne di tutti è debole, così lo spirito di tutti è pronto, o se la carne di tutti è debole, ma non è pronto anche lo spirito di tutti gli uomini, eccetto quello dei santi: poiché lo spirito degli infedeli è pigro e la loro carne è debole. È poi anche debole in un altro modo la carne di quelli il cui spirito si trova pronto, cioè di quelli che mortificano con spirito pronto le opere della carne. Questi dunque il Signore vuole che vigilino e preghino, per non entrare in tentazione, poiché quanto più spirituale è una persona, tanto più sollecita deve essere per non patire grave detrimento nel bene praticato.

sabato 12 settembre 2020

Film. Nicola, lì Dove Sorge il Sole


Nicola, lì dove sorge il sole sinossi del film sulla traslazione delle reliquie di San Nicola da Myra a Bari, anno 1087 "Nicola, lì dove sorge il sole", il film sulla traslazione delle reliquie di San Nicola per la regia di Vito Giuss Potenza. L'opera scritta da Antonio Garofalo, Luca Vessio e dallo stesso regista, narra le vicende del 1087 quando 62 marinai si recarono a Mira per trafugare le reliquie del Santo. Rientrati a Bari il 9 Maggio 1087, Digizio, uno dei marinai, insieme a un altro messaggero annuncia l'intenzione di voler far costruire una nuova basilica per il Santo.L'Arcivescovo Ursone, che era in procinto di partire per la Terra Santa, rientra a Bari e impone di riporre le sacre reliquie nella cattedrale. Così si scatena una guerriglia tra le guardie armate dell'Arcivescovo e i marinai capeggiati dal popolo barese. Ma l'Abate Elia. 

L'opera è stata promossa dal G.A.T. (Gruppo Artistico Teatrale) e dal Centro Studi Tradizioni Palesine con il contributo della Matarrse S.p.a., della Confindustria Bari - sezione edile e del San Paolo Banco di Napoli. Il lungometraggio gode, inoltre, del patrocinio del Comune di Bari - Assessorato alle Culture, della Provincia di Bari, della Regione Puglia, dell'Università degli Studi di Bari e dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della Curia presieduta dal Prof. Don Vito Marotta, che ha seguito personalmente la distribuzione del film per conto di Sua Eccellenza Mons. Francesco Cacucci. Grande soddisfazione da parte del regista, degli autori e di tutto il cast, per tutti i riscontri che l'opera ha avuto a partire dalla presentazione al Teatro Piccinni il 20 Marzo 2006. A seguire: l' autodistribuzione nelle sale pugliesi; le presentazioni romane presso il cinema Trevi del Centro Sperimentale di Cinematografia - sala Aberto Sordi e a Cinecittà presso il museo dell'AIC( Associazione Italiana Direttori della Fotografia Cinematografica); la proiezione alla facoltà di Lettere e Filosofia dell' Università degli Studi di Bari , alla presenza della Preside Prof. Grazia Distaso, del Prof. Giovanni Attolini docente di Storia del Cinema Italiano e di Don Vito Marotta. Graditi sono stati gli apprezzamenti di Tonino Valerii, autore di alcuni dialoghi dei film di Sergio Leone e del regista Pupi Avati. Il lungometraggio ha vinto il PERMIO ITALIA MEDIEVALE 2007 a MILANO.

Lettera di Papa San Clemente Romano ai Corinzi


«La Chiesa di Dio che è a Roma, alla Chiesa di Dio che è a Corinto; a coloro che sono chiamati e santificati per la volontà di Dio in N. S. G. C., che la grazia e la pace di Dio onnipotente, per Gesù Cristo si accresca in ciascuno di voi e sia reciproca.
Noi temiamo, carissimi fratelli, che le afflizioni che ci sono arrivate non abbiano ritardato l’applicazione che noi dovevamo avere alle questioni che voi ne avete fatte concernenti l’empia e detestabile sedizione, dalla quale gli eletti di Dio devono essere così lontani… Chi non stimava la vostra virtù e la fermezza della vostra fede? Chi non ammirava la sapienza e la moderazione cristiana della vostra pietà? Chi non pubblicava la magnificenza della vostra ospitalità? Voi camminavate secondo le leggi di Dio sommessi ai vostri pastori. Voi rendevate l’onore conveniente ai vostri vecchi. Voi avvertivate i giovani d’aver sentimenti onesti e moderati, le donne d’operare in tutto con una coscienza casta e pura, amando i propri mariti, come è loro dovere, restando sottomesse, applicandosi all’andamento delle loro case con grande modestia. Voi eravate tutti pieni di sentimenti d’umiltà, senz’alcuna vanità; disposti piuttosto a star soggetti che a comandare, a donare che a ricevere, contenti di ciò che vi dona il Signore per il pellegrinaggio di questa vita, ed applicando con cura a voi stessi la sua parola, la custodivate dentro il cuore, e sempre tenevate la sua dottrina d’innanzi agli occhi. Consideriamo coloro che maneggiano le armi sotto i nostri principi, con quanto ordine e sommissione eseguiscono i loro comandi; non tutti sono prefetti, non tutti tribuni, non tutti centurioni; ma ciascuno al suo posto eseguisce gli ordini dell’imperatore e dei comandanti. Non possono stare i grandi senza i piccoli, né i piccoli senza i grandi. Vi è una mescolanza e un uso di tutto in ogni ordine di cose.

venerdì 11 settembre 2020

Film - 11 Settembre 1683 (2012)


L’11 settembre 1683 trecentomila guerrieri chiamati da ogni angolo dell’Impero Ottomano stanno cingendo Vienna sotto assedio. Comandati dal Gran Visir  Kara Mustafa, al quale il Sultano di Istanbul affidò il vessillo del Profeta (lo stendardo verde con la luna crescente dorata che la tradizione rivendica essere appartenuta al Profeta Maometto in persona), intendono issare quella bandiera su tutte le capitali d’Europa, tra le quali la culla della Cristianità, Roma. 

L’apparizione di una cometa luminosa  nei cieli, venne interpretata come un segno di Allah, promessa di una gloriosa vittoria dell’Islam e la sottomissione dell’Europa cristiana. Nonostante due mesi di resistenza eroica, il destino di Vienna sembrava segnato: colpi di cannone dell’esercito turco hanno fatto breccia nelle mura in diversi punti, aprendo la via per una rapida incursione della cavalleria tartara affiancata ai giannizzeri del Visir. Le sortite erano sempre più feroci e frequenti. 

L’11 settembre,  alle prime luci dell’alba, un monaco cappuccino tenne messa in cima alla collina che sovrasta la città. Poi, con un ultimo appassionato sermone, incitò le truppe cristiane. Il suo nome era Marco da Aviano, nato in Friuli nel 1631 da una nobile stirpe. E’ il consigliere e la guida spirituale dell’Imperatore Asburgico Leopoldo I. 

La battaglia tra i due eserciti opposti si trascinò fino al tramonto, con risultati alterni per le due parti, in un gioco strategico di avanzate e ritirate, finchè la Lega Santa, guidata da Re Polacco Jan III Sobieski condusse l’assalto finale che sbaragliò le truppe ottomane e l’ultima resistenza dell’accampamento nemico: venticinquemila tende tra le quali troneggia il padiglione verde dello stesso Kara Mustafa. Durante l’intera battaglia la figura di Marco da Aviano si stagliò nel cielo in cima alla collina tenendo tra le mani il crocefisso, sollevato al cielo. Qualche giorno più tardi, Marco in persona portò lo stendardo di Maometto a Roma e lo consegnò nelle mani di Papa Innocenzo XI.

giovedì 10 settembre 2020

Lettera di San Tommaso d'Aquino a uno Studente


Giovanni, in Cristo a me carissimo, poiché mi hai chiesto in che modo tu debba applicarti allo studio per acquistare il tesoro della scienza, ecco in proposito il mio consiglio:

non voler entrare subito in mare, ma arrivaci attraverso i ruscelli, perché è dalle cose più facili che bisogna pervenire alle più difficili.

Questo è dunque il mio parere, che ti servirà di regola.

Voglio che tu sia tardo a parlare e restio a scendere in parlatorio:

abbi una coscienza pura;
non tralasciare di attendere alla preghiera;
sii amante della tua cella;
mostrati amabile con tutti;
non essere per nulla curioso dei fatti altrui;
non essere troppo familiare con nessuno, perché la familiarità eccessiva genera disprezzo, e dà occasione di trascurare lo studio;
non t’intromettere in nessun modo nei discorsi e nei fatti dei secolari;
non divagare su tutto;
non lasciar d’imitare gli esempi dei santi e dei buoni;
non guardare chi è colui che parla, ma tieni a mente tutto ciò che di buono egli dice;
procura di comprendere ciò che leggi e ascolti.

Certificati delle cose dubbie, e studiati di riporre nello scrigno della memoria tutto ciò che ti sarà possibile;

non cercare cose superiori alla tua capacità.

Seguendo queste norme, produrrai fiori e frutti nella vigna del Signore, in tutti i giorni della tua vita.

Mettendo in pratica questi insegnamenti, potrai raggiungere la meta alla quale aspiri. Addio.

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