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lunedì 4 dicembre 2023

Catechesi del Papa Benedetto XVI su San Giovanni Damasceno

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 6 Maggio 2009

☩

Cari fratelli e sorelle,

vorrei parlare oggi di Giovanni Damasceno, un personaggio di prima grandezza nella storia della teologia bizantina, un grande dottore nella storia della Chiesa universale. Egli è soprattutto un testimone oculare del trapasso dalla cultura cristiana greca e siriaca, condivisa dalla parte orientale dell’Impero bizantino, alla cultura dell’Islàm, che si fa spazio con le sue conquiste militari nel territorio riconosciuto abitualmente come Medio o Vicino Oriente. Giovanni, nato in una ricca famiglia cristiana, giovane ancora assunse la carica – rivestita forse già dal padre - di responsabile economico del califfato. Ben presto, però, insoddisfatto della vita di corte, maturò la scelta monastica, entrando nel monastero di san Saba, vicino a Gerusalemme. Si era intorno all’anno 700. Non allontanandosi mai dal monastero, si dedicò con tutte le sue forze all’ascesi e all’attività letteraria, non disdegnando una certa attività pastorale, di cui danno testimonianza soprattutto le sue numerose Omelie. La sua memoria liturgica è celebrata il 4 Dicembre. Papa Leone XIII lo proclamò Dottore della Chiesa universale nel 1890.

Di lui si ricordano in Oriente soprattutto i tre Discorsi contro coloro che calunniano le sante immagini, che furono condannati, dopo la sua morte, dal Concilio iconoclasta di Hieria (754). Questi discorsi, però, furono anche il motivo fondamentale della sua riabilitazione e canonizzazione da parte dei Padri ortodossi convocati nel II Concilio di Nicea (787), settimo ecumenico. In questi testi è possibile rintracciare i primi importanti tentativi teologici di legittimazione della venerazione delle immagini sacre, collegando queste al mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio nel seno della Vergine Maria.

venerdì 4 dicembre 2020

Audio. San Giovanni Damasceno, colui che Spiegò il Valore della Materia

 

San Giovanni Damasceno, con cui si è soliti far terminare la patristica orientale, dovette combattere la grande eresia dell’iconoclastia.

 

giovedì 30 luglio 2020

San Giovanni Damasceno (Santo) (675 - 749)


San Giovanni Damasceno è considerato l'ultimo grande Padre della Chiesa d'Oriente. Ricapitola in sé l'insegnamento dei suoi predecessori. La sua sintesi teologica è contenuta soprattutto nell'opera: La fede ortodossa, che ebbe un grande influsso sulla teologia scolastica ed è frequentemente citata da san Tommaso.

martedì 28 luglio 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 36-38


Allora Gesù venne con loro in un giardino, che è detto Getsemani, e disse ai suoi discepoli: Sedetevi qui, finché io vada là e preghi. E presi Pietro e i due figli di Zebedeo cominciò a rattristarsi e ad affliggersi. Allora disse loro: La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me.

Damasceno: Dato che l’orazione è l’elevazione dell’anima a Dio, e la richiesta di ciò che ci necessita da parte di Dio, in che modo pregava il Signore? Infatti il suo intelletto, già unito secondo la persona a Dio Verbo, non aveva bisogno di salire a Dio, né di chiedergli qualcosa: infatti Dio e l’uomo Cristo sono una sola persona. Tuttavia facendosi simile a noi ci insegnò a chiedere a Dio Padre e di unirsi a lui; come infatti sostenne le passioni affinché trionfando su di esse attribuisse a noi la vittoria, così prega, aprendoci la via per l’ascesa a Dio, e compiendo per noi ogni giustizia, e riconciliandoci con il Padre suo; e onorandolo come il principio stesso e mostrandoci che non è contrario a Dio.

Rabano: Avvicinandosi poi in modo degno alla passione, si dice che pregò in una valle ricchissima, per dimostrare che affrontava per noi la morte attraverso la valle dell’umiltà e la ricchezza della carità. Moralmente poi ci fece conoscere che non dobbiamo portare un cuore sprovvisto dell’abbondanza della carità.

Ilario: Ma poiché dice: cominciò a rattristarsi e ad affliggersi, gli eretici vi vedono solo il senso che il Figlio di Dio ebbe paura della morte, poiché asseriscono che non fu proferito dall’eternità, né uscì dall’infinità della sostanza paterna, ma fatto dal nulla per mezzo di colui che ha creato tutte le cose; e per questo ci fu in lui l’ansietà del dolore, per questo il timore della morte: così che colui che poté temere la morte potesse anche morire; ora, chi poté morire non aveva anteriormente l’eternità di colui che lo generò, anche quando abbia da esistere per sempre in futuro. Ma se comprendessero mediante la fede i Vangeli, saprebbero che il Verbo in principio era Dio, e dal principio stava con Dio, ed era uguale l’eternità di chi genera e di chi è generato. Se però l’aver preso carne con tutte le sue debolezze proprie inficiò la virtù della sua incorruttibile sostanza, in modo che sia debole per soffrire e timorosa per morire, sarà anche sottomessa alla corruzione; e in questo modo, cambiata l’eternità in paura, ciò che in essa è potrebbe talvolta non essere. Ma Dio esiste sempre senza misura di tempo, e quale è, tale è eternamente. Quindi nulla poté morire in Dio, né in sé può esserci paura alcuna in Dio.

mercoledì 4 dicembre 2019

San Giovanni Damasceno - Dichiarazione di Fede


Tu mi hai chiamato, Signore, a servire i tuoi discepoli.

Tu, Signore, mi hai tratto dai fianchi di mio padre; tu mi hai formato nel grembo di mia madre; tu mi hai portato alla luce, nudo bambino, perché le leggi della nostra natura obbediscono costantemente ai tuoi precetti. Tu hai preparato con la benedizione dello Spirito Santo la mia creazione e la mia esistenza, non secondo volontà d’uomo o desiderio della carne, ma secondo la tua ineffabile grazia. Hai preparato la mia nascita con una preparazione che trascende le leggi della nostra natura, mi hai tratto alla luce adottandomi come figlio, mi hai iscritto fra i discepoli della tua Chiesa Santa e immacolata.

Tu mi hai nutrito di latte spirituale, del latte delle tue divine parole. Mi hai sostentato con il solido cibo del Corpo di Gesù Cristo nostro Dio, Unigenito tuo santissimo, e mi hai inebriato con il calice divino del suo Sangue vivificante, che egli ha effuso per la salvezza di tutto il mondo.

Tutto questo, Signore, perché ci hai amati e hai scelto come vittima, in vece nostra, il tuo diletto Figlio unigenito per la nostra redenzione, ed egli accettò spontaneamente; senza resistere, anzi come uno che era destinato al sacrificio, quale agnello innocente si avviò alla morte da se stesso, perché, essendo Dio, si fece uomo e si sottomise, di propria volontà, facendosi «obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fi12, 8).E così, o Cristo mio Dio, tu hai umiliato te stesso per prendere sulle tue spalle me, pecorella smarrita, e farmi pascolare in pascolo verdeggiante e nutrirmi con le acque della retta dottrina per mezzo dei tuoi pastori, i quali, nutriti da te, han poi potuto pascere il tuo gregge eletto e nobile.

Ora, o Signore, tu mi hai chiamato per mezzo del tuo sacerdozio a servire i tuoi discepoli. Non so con quale disegno tu abbia fatto questo; tu solo lo sai. Tuttavia, Signore, alleggerisci il pesante fardello dei miei peccati, con i quali ho gravemente mancato; monda la mia mente e il mio cuore; guidami per la retta via come una lampada luminosa; dammi una parola franca quando apro la bocca; donami una lingua chiara e spedita per mezzo della lingua di fuoco del tuo Spirito e la tua presenza sempre mi assista.

Pascimi, o Signore, e pasci tu con me gli altri, perché il mio cuore non mi pieghi né a destra né a sinistra, ma il tuo Spirito buono mi indirizzi sulla retta via; perché le mie azioni siano secondo la tua volontà e lo siano veramente fino all’ultimo.

Tu poi, o nobile vertice di perfetta purità, nobilissima assemblea della Chiesa, che attendi aiuto da Dio; tu in cui abita Dio, accogli da noi la dottrina della fede immune da errore; con essa si rafforzi la Chiesa, come ci fu trasmesso dai Padri.
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