A “Un Santo per
Amico”, la storia di San Pio da Pietrelcina.
Disegni e animazioni
di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=4207&season_id=81
A “Un Santo per
Amico”, la storia di San Pio da Pietrelcina.
Disegni e animazioni
di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=4207&season_id=81
A Un Santo per Amico La storia di San Matteo, l'apostolo ed evangelista che, prima di essere chiamato da Gesù, era un esattore delle tasse viene illustrata e animata da Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=25434&season_id=81
Veil racconta la storia
di una donna che ha scelto la clausura, una decisione che oggi appare
in netto contrasto con un mondo dominato dall'apparenza e dall'uso
frenetico dei social media. Attraverso lo sguardo del mezzo
fotografico, il documentario non si sofferma sul dogma religioso, ma
utilizza la fede come testimonianza oggettiva per esplorare una
figura femminile fuori dagli schemi. È un’indagine visiva che
trasforma la regola in strumento di narrazione, mettendo a nudo la
ricerca di un'identità che si sottrae alle coordinate
spazio-temporali della nostra quotidianità.
L'obiettivo
dell'opera è comprendere come la vera libertà possa scaturire da
una scelta radicale e apparentemente restrittiva. Per queste donne,
la clausura non è un insieme di rinunce, ma un percorso verso
l'essenzialità, libero da preconcetti e condizionamenti esterni.
Veil ci invita a riflettere su un vissuto costituito solo in
superficie da regole, rivelando invece una dimensione intima dove la
persona ritrova se stessa lontano dal rumore del presente, celebrando
una libertà interiore che sfida le convenzioni della società
moderna.
Regia e Fotografia: Irene Felici
A “Un Santo per Amico”, la storia di San Gennaro.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=27480&season_id=81
UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 26 settembre 2007
☩
Cari fratelli e sorelle,
continuiamo oggi la nostra riflessione su san Giovanni Crisostomo. Dopo il periodo passato ad Antiochia, nel 397 egli fu nominato Vescovo di Costantinopoli, la capitale dell’Impero romano d’Oriente. Fin dall’inizio, Giovanni progettò la riforma della sua Chiesa: l’austerità del palazzo episcopale doveva essere di esempio per tutti – clero, vedove, monaci, persone della corte e ricchi. Purtroppo, non pochi di essi, toccati dai suoi giudizi, si allontanarono da lui. Sollecito per i poveri, Giovanni fu chiamato anche «l’Elemosiniere». Da attento amministratore, infatti, era riuscito a creare istituzioni caritative molto apprezzate. La sua intraprendenza nei vari campi ne fece per alcuni un pericoloso rivale. Egli, tuttavia, come vero Pastore, trattava tutti in modo cordiale e paterno. In particolare, riservava accenti sempre teneri per la donna e cure speciali per il matrimonio e la famiglia. Invitava i fedeli a partecipare alla vita liturgica, da lui resa splendida e attraente con geniale creatività.
Nonostante il suo cuore buono, non ebbe una vita tranquilla. Pastore della capitale dell’Impero, si trovò coinvolto spesso in questioni e intrighi politici, a motivo dei suoi continui rapporti con le autorità e le istituzioni civili. Sul piano ecclesiastico, poi, avendo deposto in Asia nel 401 sei Vescovi indegnamente eletti, fu accusato di aver varcato i confini della propria giurisdizione, e diventò così bersaglio di facili accuse. Un altro pretesto contro di lui fu la presenza di alcuni monaci egiziani, scomunicati dal patriarca Teofilo di Alessandria e rifugiatisi a Costantinopoli. Una vivace polemica fu poi originata dalle critiche mosse dal Crisostomo all’imperatrice Eudossia e alle sue cortigiane, che reagirono gettando su di lui discredito e insulti. Si giunse così alla sua deposizione, nel sinodo organizzato dallo stesso patriarca Teofilo nel 403, con la conseguente condanna al primo breve esilio. Dopo il suo rientro, l’ostilità suscitata contro di lui dalla protesta contro le feste in onore dell’imperatrice – che il Vescovo considerava come feste pagane, lussuose –, e la cacciata dei presbiteri incaricati dei Battesimi nella Veglia pasquale del 404 segnarono l’inizio della persecuzione di Crisostomo e dei suoi seguaci, i cosiddetti «Giovanniti».
A “Un Santo per Amico”, la storia di San Giuseppe da Copertino.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=1991&season_id=81
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Origine della corona delle lacrime
L’8 Novembre 1929, suor Amalia di Gesù Flagellato, missionaria del Divin Crocifisso in Brasile udí una voce mentre pregava offrendo sé stessa per salvare la vita di una sua parente gravemente ammalata:
"Se vuoi ottenere questa grazia, domandala per le Lacrime di mia Madre. Tutto ciò che gli uomini mi domandano per quelle Lacrime sono obbligato a concederlo".
Avendo la suora domandato con quale formula dovesse pregare, le indicò l’invocazione:
O Gesù, esaudisci le nostre suppliche e le nostre domande, per amore delle Lacrime della tua Santa Madre.
Gesù le promise, inoltre, che Maria Santissima avrebbe affidato al suo Istituto questo tesoro della devozione alle sue Lacrime.
L’8 Marzo 1930, mentre stava inginocchiata davanti all’altare, si sentì come sollevata e vide una Signora di meravigliosa bellezza: Le sue vesti erano color viola, un manto celeste le pendeva dalle spalle ed un velo bianco le copriva il capo.
La Madonna sorridendo amabilmente, consegnò alla suora una corona i cui grani, bianchi come la neve, brillavano come il sole. La Vergine le disse:
“Ecco la corona delle mie lacrime. Il mio Figlio l’affida al tuo Istituto come una porzione d’eredità. Egli ti ha già rivelato le mie invocazioni. Egli vuole che mi si onori in modo speciale con questa preghiera ed egli accorderà, a tutti quelli che reciteranno questa corona e lo pregheranno in nome delle mie lacrime, grandi grazie.
Questa corona servirà ad ottenere la conversione di molti peccatori e in modo particolare quella dei seguaci dello spiritismo
Al vostro istituto sarà riserbato il grande onore di ricondurre in seno alla santa Chiesa e di convertire un gran numero di appartenenti a questa setta nefasta. Il demonio sarà vinto con questa Corona e il suo impero infernale sarà distrutto”.
La Corona fu approvata dal
Vescovo di Campinas che, anzi, autorizzò la celebrazione
nell’Istituto della Festa di Nostra Signora delle Lacrime, il 20
Febbraio.
Come si recita questa Corona
UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 19 settembre 2007
☩
Cari fratelli e sorelle,
quest’anno ricorre il sedicesimo centenario della morte di san Giovanni Crisostomo (407-2007). Giovanni di Antiochia, detto Crisostomo, cioè «Bocca d’oro» per la sua eloquenza, può dirsi vivo ancora oggi, anche a motivo delle sue opere. Un anonimo copista lasciò scritto che esse «attraversano tutto l’orbe come fulmini guizzanti». I suoi scritti permettono anche a noi, come ai fedeli del suo tempo, che ripetutamente furono privati di lui a causa dei suoi esili, di vivere con i suoi libri, nonostante la sua assenza. E’ quanto egli stesso suggeriva dall’esilio in una sua lettera (cfr A Olimpiade, Lettera 8,45).
Nato intorno al 349 ad Antiochia di Siria (oggi Antakya, nel sud della Turchia), vi svolse il ministero presbiterale per circa undici anni, fino al 397, quando, nominato Vescovo di Costantinopoli, esercitò nella capitale dell’Impero il ministero episcopale prima dei due esili, seguiti a breve distanza l’uno dall’altro, fra il 403 e il 407. Ci limitiamo oggi a considerare gli anni antiocheni del Crisostomo.
Orfano di padre in tenera età, visse con la madre, Antusa, che trasfuse in lui una squisita sensibilità umana e una profonda fede cristiana. Frequentando gli studi superiori, coronati dai corsi di filosofia e di retorica, ebbe come maestro Libanio, pagano, il più celebre retore del tempo. Alla sua scuola, Giovanni divenne il più grande oratore della tarda antichità greca. Battezzato nel 368 e formato alla vita ecclesiastica dal Vescovo Melezio, fu da lui istituito lettore nel 371. Questo fatto segnò l’ingresso ufficiale del Crisostomo nel cursus ecclesiastico. Frequentò, dal 367 al 372, l’Asceterio, una sorta di seminario di Antiochia, insieme con un gruppo di giovani, alcuni dei quali divennero poi Vescovi, sotto la guida del famoso esegeta Diodoro di Tarso, che avviò Giovanni all'esegesi storico-letterale, caratteristica della tradizione antiochena.
Preghiera del Beato Marco d'Aviano da lui composta per l'occasione e letta all'alba del 12 settembre 1683, dopo la celebrazione della S. Messa e la benedizione impartita all'esercito cristiano che si accingeva a dare vittoriosamente battaglia ai Turchi che assediavano Vienna.
☩
O grande Dio degli eserciti,
guárdaci prostráti qui ai piedi della Tua Maestà, per impetrarTi
il perdono delle nostre colpe.
Sappiamo bene di aver meritato che
gl’infedeli impugnino le armi per opprimerci, perché le iniquità,
che ogni giorno commettiamo contro la Tua bontà, hanno giustamente
provocato la Tua ira.
O gran Dio, Ti chiediamo il perdono
dall’intimo dei nostri cuori; esecriamo il peccato, perché Tu lo
aborrisci; siamo afflitti perché spesso abbiamo eccitato all’ira
la Tua somma Bontà.
Per amore di Te stesso, preferiamo mille
volte morire piuttosto che commettere la minima azione che Ti
dispiaccia.
Soccórrici con la Tua grazia, o Signore, e non
permettere che noi Tuoi servi rompiamo il patto che soltanto con Te
abbiamo stipulato.
Abbi dunque pietà di noi, abbi pietà
della tua Chiesa, per opprimere la quale già si preparano il furore
e la forza degl’infedeli.
Sebbene sia per nostra colpa ch’essi
hanno invaso queste belle e cristiane regioni, e sebbene tutti questi
mali che ci avvengono non siano altro che la conseguenza della nostra
malizia, síici tuttavia propizio, o buon Dio, e non disprezzare
l’opera delle Tue mani. Ricordati che, per strapparci dalla servitù
di Satana, Tu hai donato tutto il Tuo prezioso Sangue.
Permetterai
forse ch’esso venga calpestato dai piedi di questi
cani?
Permetterai forse che la fede, questa bella perla che
cercasti con tanto zelo e che riscattasti con tanto dolore, venga
gettata ai piedi di questi porci?
Non dimenticare, o Signore, che,
se Tu permetterai che gl’infedeli prevalgano su di noi, essi
bestemmieranno il Tuo santo Nome e derideranno la Tua Potenza,
ripetendo mille volte: “Dov’è il loro Dio, quel Dio che non ha
potuto liberarli dalle nostre mani?”
Non permettere, o Signore,
che Ti si rinfacci di aver permesso la furia dei lupi, proprio quando
T’invocavamo nella nostra miserevole angoscia.
Questo è un cartone animato sulla sua vita in inglese ma si può attivare l'audio in italiano... Buona visione.
☩
O Gesù dolcissimo, o Redentore del
genere umano, riguarda a noi umilmente prostrati innanzi al tuo
altare.
Noi siamo Tuoi e Tuoi vogliamo essere;
e per vivere a Te più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi oggi
spontaneamente si consacra al Tuo Sacratissimo Cuore.
Molti, purtroppo, non ti conobbero mai; molti, disprezzando i tuoi
comandamenti, Ti ripudiarono.
O benignissimo Gesù, abbi misericordia
degli uni e degli altri e attira tutti quanti al Tuo Cuore Santissimo.
O Signore, sii il Re non solo dei
fedeli che non si allontanarono mai da Te, ma anche di quei figli
prodighi che ti abbandonarono; fa' che questi, quanto prima, ritornino
alla casa paterna per non morire di miseria e di fame.
Sii il Re di coloro che vivono
nell'inganno e nell'errore, o che sono da Te separati per discordia: richiamali al porto della verità e
all'unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile
sotto un solo pastore.
Sii, infine, il Re di tutti quelli che
sono avvolti nelle superstizioni del paganesimo e non rifiutare di
portarli dalle tenebre al lume e al regno di Dio.
Largisci, o Signore, incolumità e
libertà sicura alla Tua Chiesa, concedi a tutti i popoli la
tranquillità dell'ordine.
Fa' che da un capo all'altro della
terra risuoni quest'unica voce:
“Sia lode a quel Cuore divino da cui
venne la nostra salute; a Lui si canti gloria e onore nei secoli dei
secoli”. Amen.
A “Un Santo per Amico”, la storia di Santa Madre Teresa di Calcutta.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=1135&season_id=81
Film che vede come protagonista Jim Caviezel il Gesù del film "La Passione di Cristo" di Mel Gibson.
☩
Quando un religioso blogger americano (Jim Caviezel) viene preso in ostaggio dal regime iraniano, sua moglie si rende subito conto che il governo americano non può fare nulla. Disperata e sola, va in Iran per cercare di liberarlo lei stessa!
ANNO 2019
PAESE
REGIA Cyrus Nowrasteh
ATTORI Jim Caviezel, Claudia Karvan, Hal Ozsan, Stelio Savante, Aly Kassem
Si può guardare gratis sulla piattaforma rakuten.tv: Clicca Qui
☩
Sancte Michael Archangele,
defende nos in proelio;
contra nequitiam et
insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi Deus,
supplices deprecamur:
tuque, Princeps militiae
caelestis,
Satanam aliosque spiritus
malignos,
qui ad perditionem
animarum pervagantur in mundo,
divina virtute, in
infernum detrude.
Amen.
☩
In
Italiano
San Michele Arcangelo,
difendici nella lotta;
sii nostro aiuto contro la
cattiveria e le insidie del demonio.
Gli comandi Iddio,
supplichevoli ti
preghiamo:
tu, che sei il Principe
della milizia celeste,
con la forza divina
rinchiudi nell'inferno Satana
e gli altri spiriti
maligni
che girano il mondo
per portare le anime alla
dannazione.
Amen.
☩
Dio mio, perché siete il sommo ed infinito Bene, degno di essere amato sopra ogni cosa, vi amo con tutto il mio cuore; e perciò mi dispiace sommamente di avervi offeso. Confesso la mia enorme ingratitudine; confesso la vostra infinita misericordia, che mi ha tollerato fino a questo punto, e non mi ha precipitato nell'inferno che tante volte ho meritato. Confido in voi che mi concederete il perdono delle mie colpe, le quali io detesto e abominio sopra ogni cosa. Sono risoluto coll'aiuto della vostra santa grazia di non commettere più alcun peccato, di fuggire le occasioni pericolose, e di fare una sincera penitenza delle colpe passate. Concedetemi voi la grazia di mettere in esecuzione questi miei sinceri e decisi proponimenti. Così sia.
Pater, Ave, Gloria
Questo documentario (della durata di circa 75 minuti) si concentra sull'epico scontro culturale e militare in Terra Santa tra Riccardo Cuor di Leone e il sultano Saladino. Viene analizzato come le loro figure siano diventate le icone del conflitto tra Cristianesimo e Islam durante la Terza Crociata.
A “Un Santo per Amico”, la storia di Sant'Agostino.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=7982&season_id=81
PRATICA. Imparino i
genitori a vigilare sull'educazione cristiana dei figli e a prodigare
ad essi le loro maggiori cure.
PREGHIERA. Dio,
consolatore degli afflitti e salvezza di quelli che sperano in te,
che misericordioso riguardasti alle pie lacrime della beata Monica
per la conversione del figliuolo suo Agostino, donaci per
l'intervento d'ambedue di deplorare i nostri peccati e di ottenere il
favore della tua grazia.
MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria
di santa Monica, che, data ancora giovinetta in matrimonio a
Patrizio, generò dei figli, tra i quali Agostino, per la cui
conversione molte lacrime versò e molte preghiere rivolse a Dio, e,
anelando profondamente al cielo, lasciò questa vita a Ostia nel
Lazio, mentre era sulla via del ritorno in Africa.
Oreste Ravanello
(Venezia, 25 agosto 1871 - Padova, 2 luglio 1938) è stato un
organista e compositore italiano. Diplomatosi in organo a soli 16
anni, fu organista rinomato della Cappella Marciana di Venezia, al
tempo (1895-1898) in cui Don Lorenzo Perosi ne era il direttore.
Successe poi a Giovanni Tebaldini, come Maestro di Cappella al Liceo
Musicale di Venezia e, nel 1914, Direttore dell'Istituto Musicale di
Padova.
Fu, con Marco Enrico Bossi e con Luigi Bottazzo, un
pioniere e un propugnatore geniale e ardente della riforma della
Musica Sacra, a cui diede incremento e contributo notevoli con un
buon numero di composizioni sacre, vocali e organistiche,
caratterizzate da uno stile caldo ed elevato e da un'armonizzazione
elaborata e fluida, e con opere didattiche per lo studio dell'Organo,
ancora oggi assai apprezzate ed adottate.
La sua fortunata
''Missa in honorem S. Josephi Calasantii'' a due voci uguali, con
accompagnamento d'organo o d'armonio, incisa ora per la prima volta,
fu composta nella ricorrenza del primo centenario dell'Istituto
Cavanis o Congragazione dei Sacerdoti delle Scuole di Carità,
fondato nel 1802 a Venezia dai fratelli conti Antonangelo e
Marcantonio Cavanis, ambedue sacerdoti e già segretari della
Cancelleria Ducale. S. Giuseppe Calasanzio (nato in Aragona nel 1556
e morto a Roma nel 1648), a cui la Messa è intitolata, è il grande
apostolo delle scuole popolari completamente gratuite nel quartiere
di Trastevere: il famoso pedagogista che diceva tutti buoni i metodi,
se in mano a buoni maestri e tutti cattivi, se in mano a maestri
cattivi. L'Istituto Cavanis, molto affine negli scopi e nelle regole
alla Congregazione del Calasanzio, ha Case e Collegi specialmente nel
Veneto.
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Ecco uno dei miracoli più celebri attribuiti alla santa, avvenuto nel 1615, quando la città di Lima fu minacciata dall'invasione di una flotta di corsari olandesi guidati da Joris von Spilbergen.
☩
Il contesto storico e la minaccia
Nel XVII secolo, i pirati e i corsari protestanti (spesso olandesi o inglesi) attaccavano frequentemente le rotte commerciali e le città costiere cattoliche dell'Impero spagnolo in Sudamerica.
Nel 1615, la flotta olandese arrivò
nei pressi del porto di Callao, vicino a Lima, scatenando il panico
generale tra la popolazione. Molti abitanti fuggirono verso
l'interno, mentre le autorità cercavano di organizzare una difesa
militare.
Il coraggio e la preghiera di santa Rosa
Mentre la città era nel caos, Isabel Flores de Oliva (Terziaria Domenicana conosciuta come Rosa) cercò rifugio nella chiesa del convento di San Domenico e riunì un gruppo di donne davanti al Santissimo Sacramento per avviare una catena di preghiera incessante.
Dimostrò un coraggio straordinario: secondo le cronache dell'epoca, santa Rosa era pronta a fare da scudo umano con il proprio corpo e a subire il martirio pur di difendere l'altare e l'Eucaristia da eventuali profanazioni dei pirati.
Il miracolo e la ritirata
In modo del tutto
inspiegabile e improvviso, la minaccia svanì:
Il capitano della flotta
pirata morì improvvisamente a bordo della sua nave.
Senza una guida, i pirati decisero di sollevare le ancore e la flotta si ritirò senza mai sbarcare a Lima.
La cittadinanza attribuì immediatamente la salvezza della città all'intercessione miracolosa e alla fede incrollabile di santa Rosa. Questo evento consolidò la sua fama di santità in tutto il Perù ben prima della sua morte, avvenuta nel 1617.
E detto l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. E disse loro Gesù: Tutti vi scandalizzerete di me in questa notte, poiché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse. Ma dopo che sarò risorto vi precederò in Galilea. Pietro gli disse: Anche se tutti si saranno scandalizzati di te, io non lo sarò. E Gesù gli disse: In verità ti dico che oggi, in questa notte, prima che il gallo abbia cantato due volte, tre volte mi rinnegherai. Ma egli diceva ancora di più: Anche se dovrò morire con te, non ti rinnegherò. E similmente dicevano anche tutti gli altri.
Teofilatto: Cantando l'inno di azione di grazie, nel momento in cui sta per essere tradito, egli ci mostra che gli era dolce morire per noi, e ci insegna a non rattristarci, ma a rendere grazie a Dio quando quando crediamo nella sofferenza per la salvezza degli altri, poiché egli nella nostra tribolazione opera la salvezza degli altri. Beda: Noi possiamo anche vedere, in questo cantico di azione di grazie, che egli, come riferisce Giovanni, rendeva grazie a suo Padre e pregava levando gli occhi per se stesso e per i suoi discepoli, e per tutti quelli che dovevano credere nel suo nome.
Beda: In senso mistico è assai notevole che il Salvatore conduca i suoi discepoli sul monte degli Ulivi, dopo averli fatti partecipare ai suoi misteri; ed è per insegnarci a servirci della sua partecipazione ai sacramenti per elevarci alle virtù e ai doni dello Spirito Santo più sublimi; è per questa virtù e per questo doni che i nostri cuori sono consacrati dall'unzione divina. Girolamo: È sullo stesso monte degli Ulivi, dove è stato fatto prigioniero, che Gesù si eleva al cielo, e ciò per insegnarci che noi saliamo al cielo dal mezzo delle nostre preghiere, delle nostre veglie, delle nostre prove, quando non le respingiamo.
Beda: Il Signore predice ai suoi discepoli la debolezza di cui stanno per essere vittime affinché, giungendo tale debolezza, essi no disperino della salvezza, ma siano liberi per il pentimento, per cui segue: E disse loro Gesù: Tutti vi scandalizzerete di me in questa notte. Teofilatto: Il Signore permise che cadessero perché non confidassero in se stessi, e per non sembrare di far loro questa predizione su una semplice apparenza introdusse questa testimonianza del Profeta Zaccaria: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse. Teofilatto: Il Padre dice: «Percuoterò il pastore» probabilmente perché lo lascia percuotere. I discepoli sono chiamati pecore a causa della loro innocenza e dell'assenza in loro di malizia. Il Signore aggiunge la consolazione con queste parole: Ma dopo che sarò risorto vi precederò in Galilea.
A “Un Santo per Amico”, la storia di San Bernardo di Chiaravalle.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=29948&season_id=81
Una terra, un uomo, un Dio è un documentario a puntate di stampo storico-religioso trasmesso dalla Rai alla fine degli anni '70.
Realizzato originariamente intorno al 1976 e andato in onda all'interno della programmazione della Tv dei ragazzi (in particolare nel tardo autunno del 1978), il progetto porta la firma di Marino Nicora, Hribar e Vittorino Joannes.
Questo filmato d'epoca restaurato mostra lo stile visivo e narrativo tipico dei documentari religiosi di quel periodo storico, focalizzato sui luoghi della Passione.
Cari Fratelli e Sorelle, quest'oggi, tra gli altri, la Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana ricorda il Beato spagnolo Martino Martinez Pascual che mori (18 agosto 1936), in Odium Fidei, per mano di una banda di delinquenti anarcocomunisti spagnoli.
Questo Beato è molto famoso perché prima di morire benedisse i suoi persecutori, pregò perché Dio non tenesse conto della loro azione e morì gridando "Viva Cristo Rey!".
La cosa che moltissimi non sanno è che questa foto molto diffusa è clamorosamente sbagliata perché è la foto di uno dei suoi persecutori anarcocomunisti!
La foto vera è quella in alto, le foto qui sotto sono di quel delinquente che l'ha ammazzato ed è chiaro che qualcuno deve avvisare santodelgiorno, santiebeati etc..... Grazie e Pace e Bene.
A “Un Santo per Amico”, la storia di Santa Elena.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=7990&season_id=81
E mentre mangiavano, Gesù prese il pane e benedicendo lo spezzò e lo diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo. E prendendo il calice, rendendo grazie lo diede loro e tutti ne bevvero. E disse loro: Questo è il mio sangue del Nuovo Testamento, che sarà sparso per molti. In verità vi dico che io non berrò di questo frutto della vite fino a quel giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio.
Beda: Terminate le cerimonie della Pasqua, Gesù passa alla nuova, cioè sostituisce alla carne e al sangue dell'agnello il sacramento del suo corpo e del suo sangue. Per cui si dice: E mentre mangiavano, Gesù prese il pane, per mostrare che egli era colui al quale il Signore giurò (Sal 109,4): «Tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedeck».
Beda: Spezza egli stesso il pane che porge ai discepoli, per mostrare che la frazione del pane era l'effetto di un piano che aveva tracciato spontaneamente lui stesso. Egli benedice il pane per mostrare che questa natura umana che egli aveva preso per soffrire egli l'aveva riempita di una virtù divina congiuntamente con il Padre e lo Spirito Santo. Con la benedizione e la frazione del pane egli fece vedere che si era degnato di sottrarre alla morte l'umanità che aveva preso, per far risplendere la potenza di immortalità che era innata in lui e per insegnare che egli avrebbe risuscitato rapidamente questa umanità.
Segue: e lo diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo. Teofilatto: Ciò che io vi do in questo momento e ciò che voi riceverete in questo momento. Il pane non è soltanto la figura del corpo di Cristo: esso è mutato realmente nel corpo di Cristo, dato che il Signore ha detto altrove (Gv 6,51): «I pane che io vi darò è la mia carne». Tuttavia, a causa della nostra debolezza, la carne di Cristo non è visibile a noi. Il pane e il vino sono dei nutrimenti fatti a nostro uso, e se noi vedessimo la carne e il sangue non sopporteremo di nutrircene. È per questo che il Signore, accondiscendendo alla nostra debolezza, conserva le apparenze del pane e del vino, ma cambiando il pane e il vino nella realtà della sua carne e del suo sangue.
Crisostomo: E ancora oggi Cristo è qui, e consacra la mensa che ha adornato. E non è l'uomo che cambia queste offerte nel corpo e nel sangue di Cristo, ma è Cristo stesso che è morto per noi. Le parole escono dalla bocca del sacerdote, ma la potenza e la grazia della consacrazione vengono da Dio. È questa parola, «Questo è il mio corpo», che conserva le offerte; e come la parola che dice: «Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra» (Gen 1,22) non è stata detta che una volta eppure ottiene il suo effetto in tutti i tempi per la generazione di tutti gli esseri, attraverso la mediazione della natura, così quest'altra parola, pronunciata una volta sola, dà la sua forza al sacrificio di tutti gli altari della Chiesa fino a oggi (cosa che si perpetuerà fino alla venuta di Cristo).
A “Un Santo per Amico”, la storia
di San Rocco.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=1782&season_id=81
Alla vigilia della Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, una storia poco conosciuta commuove e sorprende: quella di Gilles Bouhours, un bambino francese di soli 5 anni, che avrebbe svolto un ruolo decisivo – e provvidenziale – nella proclamazione del dogma da parte di Papa Pio XII nel 1950.
☩
Un segno celeste per
il Papa
Il 1° novembre 1950,
Papa Pio XII proclamava solennemente il dogma dell’Assunzione della
Beata Vergine Maria in cielo, in anima e corpo, con la costituzione
apostolica Munificentissimus Deus. Ma ciò che molti non sanno è che
dietro a quella storica dichiarazione ci fu una richiesta personale
del Papa alla Madonna: un segno chiaro dal cielo che confermasse
l’opportunità di procedere.
Quel segno, secondo diverse fonti, arrivò in una forma inaspettata: un bambino francese di nome Gilles Bouhours.
Il 1° maggio 1950, sei mesi prima della proclamazione del dogma, Gilles incontrò Papa Pio XII in Vaticano. Come riporta l’Enciclopedia Cattolica, il piccolo rivelò al Pontefice un messaggio ricevuto, a suo dire, direttamente dalla Vergine Maria in una rivelazione privata:
«La Sainte Vierge n’est
pas morte. Elle est montée au Ciel en corps et en âme»
(“La Santa Vergine non
è morta. È salita al Cielo in corpo e anima”).
Dopo aver consultato numerosi teologi ed esperti, Papa Pacelli vide in quel bambino il segno tanto atteso, una conferma celeste che lo spinse definitivamente verso la proclamazione del dogma.
Chi era Gilles Bouhours?
Gilles Bouhours nacque in Francia il 27 novembre 1944, giorno in cui la Chiesa celebra la Medaglia Miracolosa. Nei suoi primi mesi di vita fu colpito da meningite ed encefalite, malattie che a quel tempo conducevano spesso alla morte. Ma Gilles sopravvisse.
Una religiosa amica della famiglia, suor Madeleine, suggerì di mettere un’immagine di Santa Teresa di Lisieux sotto il cuscino del piccolo. I familiari attribuirono a questa intercessione la sua guarigione miracolosa.
Crescendo, Gilles manifestò una profonda inclinazione alla preghiera e alla penitenza. A partire dal 30 settembre 1947, si dice che abbia avuto apparizioni mariane, la prima delle quali avvenne quando aveva meno di tre anni.
Il 13 dicembre 1948, Gilles confidò al padre di aver ricevuto un messaggio speciale per il Papa. Due anni dopo, quel “segreto” sarebbe giunto alle orecchie di Papa Pio XII, portando a un incontro straordinario.
Una breve vita segnata dalla grazia
Gilles Bouhours visse soltanto fino all’età di 15 anni. Il 24 febbraio 1960, si ammalò improvvisamente. I medici non riuscirono a stabilire una diagnosi precisa. Gilles ricevette l’Unzione degli infermi, si confessò e ricevette la Comunione. Morì poco dopo.
La sua breve esistenza fu vissuta con un’intensità spirituale fuori dal comune. Il professore e scrittore francese Alain Guiot ha dedicato diversi libri alla sua figura, affermando:
«La sua santità dovrebbe essere riconosciuta».
Un messaggero della Vergine?
La figura di Gilles Bouhours resta avvolta nel mistero e nella discrezione. Tuttavia, per molti fedeli, la sua storia è un toccante segno della tenerezza di Dio, che si serve dei piccoli per manifestare verità grandi. In questo caso, si tratterebbe della proclamazione di uno dei dogmi mariani più amati dai cattolici: l’Assunzione della Vergine Maria, segno di speranza e destino glorioso anche per l’umanità redenta.
☩
O sovrana bontà della sovrana Provvidenza del mio Dio! Mi abbandono per sempre alle Tue braccia. Gentili o severe, guidami ovunque Tu voglia; non considererò il modo che sceglierai, tieni i miei occhi fissi su di Te, mio Dio, che mi guidi. La mia anima non trova riposo senza le braccia e il petto di questa Provvidenza celeste, la mia vera Madre, mia forza e mio baluardo.
Decido quindi con la Tua divina assistenza, o mio Salvatore, di seguire i Tuoi desideri e i Tuoi ordini, senza pensare o esaminare perché Tu faccia questo piuttosto che quello. Ti seguirò ciecamente secondo la Tua volontà divina, senza cercare di seguire le mie inclinazioni.
Sono quindi determinata a lasciare tutto a Te, non facendo altro che pormi in pace tra le Tue braccia, non desiderando se non quello che Tu mi inciti a desiderare, volere, desiderare. Ti offro questo desiderio, mio Dio, supplicandoti di benedirlo; intraprendo tutto ciò che implica, confidando sulla Tua bontà, liberalità e misericordia, con totale fiducia in Te, senza confidare in me stessa e consapevole della mia infinita miseria.
Amen!
La Chiesa ha una sorta di
sede: il cimitero di San Callisto. E comincia a darsi una
organizzazione territoriale. Non esistono ancora le chiese, ma Papa
Fabiano, un vescovo contadino scelto perché una colomba si posò sul
suo capo durante l’assemblea della comunità, divise la città di
Roma in sette diaconie affidandone ciascuna a un suo fidato
collaboratore: il diacono appunto, che divenne “il suo occhio, il
suo orecchio, il suo cuore e la sua anima” presso il popolo.
Il
compito dei diaconi fu quello di occuparsi dei poveri. E la cosa
avvenne con tale efficienza da disturbare il potere imperiale che
assisteva al nascere una sorta di organizzazione pubblica concorrente
di quella statale. Ricominciarono dunque le persecuzioni. Papa
Fabiano morì in quella ordinata dall’imperatore Decio che obbligò
i cristiani a richiedere una sorta di certificato di ammissione alla
vita pubblica, ottenibile a patto di compiere sacrifici agli dei di
Roma. Chi si rifiutava era condannato a morte.
Nel 258 D.C.
l’imperatore Valeriano ordinò poi la prima persecuzione
ufficialmente rivolta contro la gerarchia cattolica, allo scopo di
distruggere la nascente organizzazione e sequestrarne i beni. Papa
Sisto venne ucciso mentre diceva messa nel cimitero di San Callisto,
e con lui i suoi diaconi. Il martire più famoso di quel periodo è
San Lorenzo, particolarmente venerato dal popolo di Roma in quanto
simbolo e segno della cura della Chiesa per i poveri. Nella città
esistevano più di trenta chiese a lui dedicate, oggi ne restano
sette. Visitandole si compie una sorta di pellegrinaggio che consente
di raccontare la sua storia fino al suo sepolcro: la grande e antica
basilica di San Lorenzo fuori le mura.
L’impero, nonostante gli
appelli agli dei pagani, continua a sprofondare in una crisi che
sembra senza uscita, fino a che non trova l’uomo che sembra in
grado di rimettere le cose a posto: l’imperatore Diocleziano.
Diocleziano divide l’impero in quattro parti per facilitarne
l’amministrazione e indice una persecuzione contro i cristiani e
contro gli altri culti diversi da quelli ufficiali, con il dichiarato
compito di eliminarli. Comincia l’eroica epoca dei santi martiri.
Tra loro moltissime donne. Racconteremo la storia di due martiri
romani, Santa Susanna e San Sebastiano. La venerazione che otterrà
il secondo ci porterà a conoscere un luogo davvero unico, quello
dove provvisoriamente furono portati i corpi di San Pietro e San
Paolo per nasconderli alla polizia imperiale che ne vietava il culto.
La Basilica di San Sebastiano che non a caso anticamente aveva un
altro nome: Basilica Apostolorum.
La bolla di canonizzazione di San Domenico di Guzmán è il documento pontificio Fons Sapientiae, emanato da papa Gregorio IX il 13 luglio 1234 dalla residenza papale di Rieti. Essa sancì l'iscrizione del fondatore dell'Ordine dei Predicatori nell'albo dei santi.
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Cari fratelli e sorelle,
nell’odierna catechesi vorrei ripercorrere brevemente l’esistenza del Santo Curato d’Ars sottolineandone alcuni tratti, che possono essere di esempio anche per i sacerdoti di questa nostra epoca, certamente diversa da quella in cui egli visse, ma segnata, per molti versi, dalle stesse sfide fondamentali umane e spirituali. Proprio ieri si sono compiuti 150 anni dalla sua nascita al Cielo: erano infatti le due del mattino del 4 agosto 1859, quando san Giovanni Battista Maria Vianney, terminato il corso della sua esistenza terrena, andò incontro al Padre celeste per ricevere in eredità il regno preparato fin dalla creazione del mondo per coloro che fedelmente seguono i suoi insegnamenti (cfr Mt 25,34). Quale grande festa deve esserci stata in Paradiso all’ingresso di un così zelante pastore! Quale accoglienza deve avergli riservata la moltitudine dei figli riconciliati con il Padre, per mezzo dalla sua opera di parroco e confessore! Ho voluto prendere spunto da questo anniversario per indire l’Anno Sacerdotale, che, com’è noto, ha per tema Fedeltà di Cristo, fedeltà del sacerdote. Dipende dalla santità la credibilità della testimonianza e, in definitiva, l’efficacia stessa della missione di ogni sacerdote.
Giovanni Maria Vianney nacque nel piccolo borgo di Dardilly l’8 maggio del 1786, da una famiglia contadina, povera di beni materiali, ma ricca di umanità e di fede. Battezzato, com’era buon uso all’epoca, lo stesso giorno della nascita, consacrò gli anni della fanciullezza e dell’adolescenza ai lavori nei campi e al pascolo degli animali, tanto che, all’età di diciassette anni, era ancora analfabeta. Conosceva però a memoria le preghiere insegnategli dalla pia madre e si nutriva del senso religioso che si respirava in casa. I biografi narrano che, fin dalla prima giovinezza, egli cercò di conformarsi alla divina volontà anche nelle mansioni più umili. Nutriva in animo il desiderio di divenire sacerdote, ma non gli fu facile assecondarlo. Giunse infatti all’Ordinazione presbiterale dopo non poche traversìe ed incomprensioni, grazie all’aiuto di sapienti sacerdoti, che non si fermarono a considerare i suoi limiti umani, ma seppero guardare oltre, intuendo l’orizzonte di santità che si profilava in quel giovane veramente singolare. Così, il 23 giugno 1815, fu ordinato diacono e, il 13 agosto seguente, sacerdote. Finalmente all’età di 29 anni, dopo molte incertezze, non pochi insuccessi e tante lacrime, poté salire l’altare del Signore e realizzare il sogno della sua vita.
Giuda Ben-Hur (Jack Huston), un giovane dalle nobili origini, è falsamente accusato di tradimento dal fratello adottivo Messala (Toby Kebbell), ufficiale dell'esercito romano. Privato del titolo e separato dalla famiglia e dalla donna che ama (Nazanin Boniadi), Giuda è costretto in schiavitù. Dopo anni passati per mare, Giuda fa ritorno alla propria terra d'origine per cercare vendetta, trovando invece la salvezza.
ANNO 2016
PAESE
REGIA Timur Bekmambetov
ATTORI Jack Huston, Toby Kebbell, Morgan Freeman, Nazanin Boniadi
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