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domenica 21 luglio 2024

Marco, Capitolo 8, Versetti 1-9

In quei giorni, essendoci di nuovo molta folla che non aveva da mangiare, convocati i discepoli disse loro: Ho pietà di questa folla, poiché già da tre giorni mi stanno dietro e non hanno da mangiare. E se li rimando digiuni alle proprie case, verranno meno per via; e alcuni di loro vengono di lontano. I suoi discepoli gli risposero: Come si potrebbe sfamarli di pane qui, in un deserto? E li interrogò: Quanti pani avete? Gli dissero: Sette. E comandò alla folla di sedersi per terra, e prendendo i sette pani, rendendo grazie, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero, ed essi li distribuirono alla folla. E avevano pochi pesciolini, e li benedisse e comandò di distribuirli. E mangiarono e si saziarono, e portarono via sette sporte di pezzi avanzati. Quelli che mangiarono erano quasi quattromila, e li congedò.

Teofilatto: Dopo il primo miracolo sulla moltiplicazione dei pani il Signore, approfittando di un'occasione simile, si pone a compiere un miracolo simile.

Teofilatto: I discepoli non capivano ancora, per cui segue: I suoi discepoli gli risposero: Come si potrebbe sfamarli di pane qui, in un deserto? Ma il Signore non li rimprovera, insegnandoci così che non dobbiamo adirarci gravemente con gli ignoranti e con coloro che non capiscono, ma compatire la loro ignoranza. […]

Segue: E prendendo i sette pani, rendendo grazie, li spezzò. Remigio: Rendendo grazie ci lasciò un esempio, affinché, di tutti i doni che ci vengono dall'alto, noi a nostra volta rendiamo grazie. E si noti che il Signore non diede i pani alla folla, ma ai discepoli, e i discepoli li diedero alla folla. Comandò di distribuire non solo i pani, ma anche benedicendoli, i pesciolini.

Gregorio: Il Signore non volle poi rimandarli digiuni perché non vengano meno nella via: bisogna infatti che nella predicazione ricevano la parola della consolazione, per timore che, privi del nutrimento della verità, soccombano nella fatica di questa vita.

Ambrogio: Il buon Maestro domanda lo zelo, dà la forza, non vuole rimandarli digiuni perché non vengano meno nella via; ciò accade o nel corso di questa vita, oppure prima che giungano al termine della vita, cioè al padre, e intendano che Cristo è dal Padre; affinché forse, quando apprenderanno che è nato da una Vergine, non comincino a pensare alla virtù di Dio, ma dell'uomo. I Signore Gesù divide dunque il cibo, e vuole darlo a tutti, non lo nega a nessuno, è il dispensatore di tutti; ma quando egli spezza il pane per darlo ai discepoli, se tu non stendi la mano per ricevere il tuo nutrimento, verrai meno lungo la strada, e la tua perdita non potrà essere imputata a colui che ha avuto compassione e ha spezzato il pane.

lunedì 22 aprile 2024

Marco, Capitolo 6, Versetti 17-29

Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodiade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata. Giovanni diceva a Erode: Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello. Per questo Erodiade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e faceva molte cose su suo consiglio, e lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodiade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza: Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò. E le fece questo giuramento: Tutto ciò che mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno. La ragazza, essendo uscita, disse alla madre: Che cosa devo chiedere? Quella rispose: La testa di Giovanni il Battista. Ed entrando subito di fretta dal re fece la richiesta dicendo: Voglio che tu mi dia subito su un piatto la testa di Giovanni il Battista. E il re divenne triste; tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non la volle contristare. Mandata una guardia, comandò che venisse portata la testa di Giovanni su un piatto. La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò il suo capo su un vassoio, lo diede alla ragazza e la ragazza lo diede a sua madre. Udito ciò, i suoi discepoli vennero e portarono via il suo corpo e lo posero in un sepolcro.

Beda: Un'antica storia racconta che Filippo, figlio di Erode il grande, sotto il potere del quale il Signore fuggì in Egitto, e fratello di quell'Erode sotto il quale Cristo ha sofferto, aveva sposato Erodiade, figlia del re Areta. Più tardi suo suocero, in seguito a qualche dissidio che era sorto fra lui e suo genero, donò la figlia in sposa a Erode, in odio al suo primo marito, nemico di questi. Ciò che Giovanni Battista rimproverava a Erode erano questa nozze illecite e il fatto di avere sposato la moglie di suo fratello ancora vivo. Teofilatto: Altri invece dicono che Filippo, già morto, lasciò da sé una figlia; per cui Erode non doveva sposare la moglie del fratello, sebbene defunto. La legge infatti comandava che il fratello prendesse la moglie del fratello se il defunto non aveva prole; ora, egli aveva una figlia, per cui erano nozze scellerate.

Beda: Erodiade temeva che Erode a un certo punto si ricredesse, o diventasse amico di Filippo suo fratello, e così le nozze illecite sarebbero state sciolte dal ripudio.

mercoledì 8 novembre 2023

Marco, Capitolo 5, Versetti 1-20

E vennero al di là del mare nella regione dei Gerasèni. E uscendo egli dalla barca, subito gli corse incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo, che aveva il domicilio fra i sepolcri, e fino allora nessuno aveva potuto legarlo nemmeno con le catene, poiché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno poteva domarlo. E sempre, giorno e notte, gridava fra i sepolcri e fra i monti e si percuoteva con pietre. Vedendo Gesù da lontano, corse e gli si gettò ai piedi, e gridando a gran voce disse: Che c'è fra me e te, Gesù, Figlio dell'Altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi. Gli diceva infatti: Esci, spirito immondo, da quest'uomo! E lo interrogava: qual è il tuo nome? E gli dice: Il mio nome è legione, poiché siamo molti. E lo scongiurava molto di non cacciarlo fuori dalle regione. Ora, vi era lì, presso il monte, un grande branco di porci che pascolava. E gli spiriti lo scongiurarono: Mandaci nei porci, perché entriamo in essi. E Gesù subito lo concesse loro. E uscendo gli spiriti immondi entrarono nei porci, e con grande impeto il branco precipitò nel mare e annegarono nel mare; erano circa duemila. Coloro che li pascolavano fuggirono e dettero l'annunzio nella città e nei campi: e uscirono per vedere che cosa era accaduto; giungono a Gesù e vedono colui che era stato vessato dal demonio seduto, vestito e sano di mente, ed ebbero timore. E coloro che avevano visto narrarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e il fatto dei porci. E cominciarono a pregarlo di allontanarsi dai loro confini. Mentre risaliva sulla nave, colui che era stato vessato dal demonio cominciò a scongiurarlo di restare con lui. E non glielo permise, ma gli disse: Va a casa tua, dai tuoi e annunzia loro quali grande cose ti ha fatto il Signore e come ha avuto misericordia di te. E se ne andò e cominciò a predicare nella Decapoli quante cose grandi gli aveva fatto Gesù, e tutti ne erano ammirati.

Agostino: Poiché Matteo dice che erano due, mentre Marco e Luca ne ricordano solo uno, devi concludere che uno di loro era una persona più conosciuta, e di cui maggiormente si doleva tutta la contrada. Crisostomo: Oppure sembra che Marco e Luca narrano ciò che era più degno di stupore, e per questo parlano più diffusamente di ciò che accade a lui; segue infatti: e fino allora nessuno aveva potuto legarlo nemmeno con le catene. Parlano dunque semplicemente di un indemoniato, non cercando il numero; oppure affinché venisse maggiormente mostrata la virtù dell'operante. Infatti chi curò solo un tale così venuto, poteva certamente curarne molti altri. E tuttavia qui non si mostra una dissonanza: infatti non dissero che era solo uno, nel quale casa avrebbero contraddetto Matteo. I demoni, poi, abitavano nei sepolcri volendo inculcare in molti la falsa credenza che le anime dei defunti si convertivano in demoni.

mercoledì 11 gennaio 2023

Marco, Capitolo 1, Versetti 16-20

E camminando lungo il mare di Galilea vide Simone e Andrea suo fratello che gettavano le reti in mare: erano infatti i pescatori. E disse loro Gesù: «Venite dietro a me e vi farò diventare pescatori di uomini». E subito, lasciate le reti, lo seguirono. E avanzando un poco vide Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello che riassettano anche loro le reti della barca, e subito li chiamò. E lasciato il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni, lo seguirono.


Remigio: Poiché con la rete della santa predicazione trassero la luce della fede e i pesci, cioè gli uomini, dal profondo del mare, cioè dall'incredulità. E poi degna di ammirazione questa pesca. I pesci infatti, quando vengono presi, presto muoiono, mentre gli uomini, quando sono stati presi, vengono piuttosto vivificati con la parola della predicazione.

Teofilatto: Giacomo e Giovanni lasciarono però il padre, poiché li avrebbe impediti nella sequela di Cristo. Così anche tu, quando sei impedito dai genitori, lasciali e accosta che al Signore. Si mostra poi che Zebedèo non credette; la madre degli Apostoli invece credette, e seguì Cristo una volta morto Zebedèo.

Girolamo: Misticamente, poi, con questa quadriga di pescatori veniamo trasportati nell'etere, come Elia; Con questi quattro angoli viene costruita la prima Chiesa; con queste quattro lettere ebraiche, «tetragrammaton», in nome del Signore viene riconosciuto da noi, ai quali, in base a un simile esempio, viene comandato di ascoltare la voce del Signore che chiama e di abbandonare il popolo dei vizi, e la causa paterna quando è abitata da ciò che stoltezza per Dio, e questa rete di ragni, questa atmosfera che riposa sull'abisso sul quale eravamo sospesi come moscerini appena caduti nella tela dei ragni; infine di avere in onore la barca sulla quale era portata la nostra vita precedente. Infatti Adamo è rivestito di pelli morte, lui che il nostro genitore secondo la carne; E adesso, deposto l'uomo vecchio con i suoi atti, seguendo l'uomo nuovo, siamo rivestiti con le pelli di Salomone, per le quali la sposa si gloria di essere stata resa bella. Simone, poi, indica latino colui che obbedisce, Andrea colui che è virile, Giacomo colui che soppianta, Giovanni la grazia; con questi quattro nomi siamo congiunti nell'esercito del Signore: con l'obbedienza perché ascoltiamo, con la virilità perché combattiamo, con la sopportazione perché per perseveriamo, con la grazia perché veniamo conservati; e queste quattro vengono dette virtù cardinali: infatti con la prudenza obbediamo, con la giustizia agiamo virilmente, con la temperanza schiacciamo il serpente, con la fortezza meritiamo la grazia di Dio. 

domenica 21 agosto 2022

Matteo, Capitolo 28, Versetti 16-20

Gli undici discepoli andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro fissato, e vedendolo lo adorarono, però alcuni dubitavano. E Gesù avvicinatosi parlò loro dicendo: Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra; andando dunque istruite tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.

Beda: Dopo che Matteo ha asserito la risurrezione del Signore annunciata dall'Angelo, riferisce anche la visione del Signore avuta dai discepoli, dicendo: Gli undici discepoli andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro fissato: infatti, quando il Signore stava per partire, aveva detto ai suoi discepoli (26, 32): «Dopo che sarò risorto vi precederò in Galilea». E l'Angelo disse anche alle donne (Mc 16, 7): «Dite ai suoi discepoli che lì precederà in Galilea». Per questo l'obbedienza dei discepoli si sottomette alla missione del Maestro. Giustamente poi undici discepoli vennero ad adorare il Maestro: uno infatti era già perito, avendo tradito il suo Signore e Maestro.

Segue: e vedendolo lo adorarono, però alcuni dubitavano. Remigio [Rabano]: Ciò è manifestato più pienamente dell'Evangelista Luca: riferisce infatti che, essendo il Signore risorto dai morti apparso ai discepoli, essi furono conturbati e atteriti, credendo di vedere un fantasma.

Rabano [Beda]: Il Signore certamente apparve loro sul monte, per mostrare che nascendo aveva assunto un corpo dalla terra comune del genere umano, ma risorgendo lo aveva già sollevato sopra tutte le realtà terrene; e per ammonire i fedeli che se li desiderano vedere l'altezza della sua risurrezione, qui devono impegnarsi a passare dai piaceri infimi ai desideri superni. Ma Gesù precede i suoi discepoli in Galilea, poiché Cristo è risorto dai morti come primizia dei dormienti. Lo seguono poi quelli che sono di Cristo, e nel loro ordine trasmigrano dalla morte alla vita, contemplando la divinità nella sua propria specie: e da qui è conveniente che Galilea venga interpretata come rivelazione.

domenica 17 luglio 2022

Matteo, Capitolo 28, Versetti 11-15

Quando se ne furono andate, ecco che alcuni dei custodi vennero in città e annunziarono ai principi dei sacerdoti tutte che le cose che erano avvenute. Questi, riunitisi con gli anziani, deliberarono di dare una copiosa somma di denaro ai soldati dicendo: Dite che i suoi discepoli sono venuti di notte e lo hanno rubato, mentre noi dormivamo. E se ciò sarà udito dal procuratore, noi lo persuaderemo e vi metteremo al sicuro. Essi, preso il danaro, fecero come era stato loro detto. Questa diceria si è divulgata presso i Giudei fino ad oggi.

Girolamo: Pertanto i principi dei sacerdoti che dovevano pentirsi pentirsi e cercare Gesù risorto, persistono nella loro malizia, e male versano il denaro, che hanno ricevuto per le necessità del tempio, per comprare una menzogna, come in precedenza avevano consegnato a Giuda le trenta monete d'argento.

Severiano [Crisologo]: Non si accontentano di aver ucciso il maestro, ma ora cercano di perdere i discepoli, facendo apparire come un crimine di questi ciò che è potere del maestro. È incontestabile che i soldati si erano lasciati corrompere: i Giudei avevano perso la loro vittima e i discepoli avevano ricuperato il loro maestro, non per mezzo del furto, ma per la fede, non con l'inganno, ma con la virtù, non con il crimine, ma con la santità, non morto, ma vivo.

domenica 17 aprile 2022

Matteo, Capitolo 28, Versetti 1-7

La sera del sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria Maddalena con l'altra Maria andò a vedere il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto. Infatti un angelo del Signore discese dal cielo e accostatosi rotolò la pietra e sedeva su di essa. Il suo aspetto era come la folgore, e il suo vestito come la neve. Per il timore di lui le guardie furono atterite e divennero come morte. Ma l'angelo rispondendo disse alle donne: Non temete voi: so infatti che cercate Gesù, che è stato crocifisso. Non è qui: è risorto infatti, come ha detto. Venite a vedere il luogo dove era stato deposto il Signore, e subito andando dite ai suoi discepoli: che è risorto, ed ecco, vi precederà in Galilea; là lo vedrete: ecco, ve l'ho predetto.

Agostino [Crisostomo]: Dopo le burle e le sferzate, dopo il fiele e l'aceto mescolati, dopo i tormenti delle piaghe sofferte sulla croce, e alla fine dopo la morte e la discesa agli inferi, risuscitò dalla sua tomba la nuova carne, germogliò dal caduco la nuova vita, e risuscitò la salvezza nascosta nella morte, per ritornare più pura dopo il sepolcro.

Remigio [Beda]: Bisogna sapere che, parlando in senso spirituale, Matteo si propose di dimostrarci la grande dignità che quella santissima notte ricevette in base all'onore della risurrezione del Signore e della sua vittoria sulla morte; per questo dice: La sera del sabato, all'alba del primo giorno della settimana; dunque, in conformità all'ordine comune dei tempi, la sera non porta la luce del giorno, ma più che altro le tenebre della notte; però con queste parole ci dimostra che il Signore convertì questa notte in festiva e splendente per mezzo della luce della sua risurrezione.

Beda: Ci fu un gran terremoto alla risurrezione del Signore dal sepolcro come ci fu anche nella morte di croce, ed esso mostra che i cuori umani si commossero prima per la fede nella passione, e poi furono eccitati a fare penitenza per il timone salutare della risurrezione.

domenica 19 dicembre 2021

Matteo, Capitolo 27, Versetti 57-61

Venuta poi la sera, giunse un certo uomo ricco di Arimatea, di nome Giuseppe, che era discepolo del Signore. Questi andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che il corpo fosse consegnato. Ricevuto il corpo, Giuseppe lo avvolse in una sindone monda. E lo pose in un suo sepolcro nuovo, che aveva scavato nella roccia, e rotolò una gran pietra sulla porta del sepolcro e se ne andò. C'erano lì, Maria Maddalena e l'altra Maria che sedevano davanti al sepolcro.

Remigio [Rabano]: Arimatea è la stessa città di Roma, città di Elcana e di Samuele, che si trova nel territorio di Canaan, vicino a Diospoli. Questo Giuseppe era di posizione elevata secondo il mondo, però è lodato per avere un merito ancora maggiore davanti a Dio, e per questo è descritto come giusto. Conveniva che colui che doveva dare sepoltura al corpo del Signore fosse un uomo tale che per la giustizia dei suoi meriti fosse degno di questo servizio.

Girolamo: Per mezzo della sepoltura semplice del Signore è condannata l'ambizione dei ricchi, che neanche nel sepolcro vogliono fare a meno delle loro ricchezze. Possiamo anche comprendere in senso spirituale che il corpo del Signore non va avvolto in tele di oro né con pietre preziose, e neanche in seta, ma in un telo puro, sebbene ciò significhi anche che avvolge Gesù in una sindone monda colui che lo riceve con una coscienza pura.

Agostino: Il Salvatore fu deposto in un sepolcro che non era suo poiché moriva per la salvezza degli altri. Perché doveva essere deposto in un sepolcro proprio colui che non era morto per sé? Perché doveva tenere una tomba nella terra colui il cui trono rimaneva nei cieli? Perché doveva avere una sepoltura propria colui che non stette nel sepolcro altro che tre giorni, non come morto, ma come riposando in un letto? Il sepolcro è l'abitazione della morte: non era quindi necessario che Cristo, che è la vita, avesse un'abitazione di morte, né necessitava di un'abitazione da defunto colui che sempre vive.

domenica 12 dicembre 2021

Matteo, Capitolo 27, Versetti 51-56

Ed ecco il velo del tempio si divise in due parti da cima a fondo, la terra fu mossa e le pietre si ruppero e i sepolcri si aprirono, e molti corpi di santi che dormivano risuscitarono. E uscendo dai sepolcri dopo la sua risurrezione vennero nella città santa e apparvero a molti. Il centurione e quanti erano con lui a custodire Gesù, visto il terremoto e le cose che accadevano, ebbero grande timore dicendo: Veramente costui era Figlio di Dio. C'erano poi lì molte donne in lontananza, che avevano seguito Gesù dalla Galilea servendolo, fra le quali c'era Maria Maddalena e Maria Madre di Giacomo e di Giuseppe e la madre dei figli di Zebedeo.

Girolamo: Nessuno deve dubitare di ciò che rappresenta la maestà di questi segni, anche attenendosi alla lettera, dato che il cielo, la terra e l'universo provano che il loro Signore era colui che avevamo crocifisso.

Crisostomo: Quando egli stava sulla croce, quelli che si burlavano di lui dicevano: «Ha salvato gli altri, e non può salvare se stesso». Però ciò che non volle fare con sé lo fece con i corpi dei suoi servi, come dimostrò con abbondanza. Se infatti fece un grande miracolo risuscitando Lazzaro, dopo quattro giorni che era morto, molto di più fece ora risuscitando all'improvviso quelli che erano morti già da tempo, e facendoli apparire vivi, il che è una figura della futura risurrezione.

Remigio [Rabano]: Alcuni domandano che cosa accadde per quelli che risuscitarono quando risuscitò il Signore, È da credere che erano risuscitati per essere testimoni della risurrezione del Signore. Alcuni poi dissero che ritornarono a morire e a convertirsi in cenere, come accadde a Lazzaro e agli altri che il Signore risuscitò. Però non si può dare credito a ciò che questi dicono, poiché in tal caso sarebbe riuscito di maggior tormento a quelli che risuscitarono il tornare a morire subito piuttosto che il non essere risuscitati. Ciò che dobbiamo credere è che risuscitarono quando risuscitò il Signore, e che quando egli sali al cielo, salirono con lui anch'essi.

Girolamo: Si deve considerare che il centurione, presenziando allo scandalo della passione del Signore, già lo confessa vero Figlio di Dio, mentre Ario, nel seno della Chiesa, lo chiama solo uomo. Rabano: Per questo con ragione il centurione rappresenta la fede della Chiesa, la quale, essendosi strappato il velo dei misteri del cielo per mezzo della morte del Signore, subito professa Gesù vero uomo giusto e vero Figlio di Dio, mentre la sinagoga tace.

lunedì 2 novembre 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 69-75

Pietro sedeva fuori nell’atrio e gli si avvicinò una serva dicendo: Anche tu eri con Gesù galileo; Ma egli negò davanti a tutti dicendo: Non so che cosa dici. Uscendo poi dalla porta lo vide un'altra serva e disse a quelli che erano là: Anche questo era con Gesù Nazareno; e di nuovo negò con giuramento: Non conosco quell'uomo. Poco dopo i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: Veramente tu sei di quelli; infatti la tua parlata ti rende manifesto. Allora cominciò a imprecare e a giurare che non conosceva quell'uomo, e subito il gallo cantò. Pietro si ricordò della parola di Gesù che aveva detto: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte». E uscito fuori pianse amaramente.

Crisostomo: Quello che, quando vide solo prendere il Maestro, si infiammò in modo da sguainare la spada e tagliare l'orecchio, all'udire gli oltraggi contro Cristo diventa negatore, e non resiste alle minacce di una vile serva.

Leone: Come appare, fu permesso che egli esitasse affinché fosse fondato nel principe della Chiesa il rimedio della penitenza, e nessuno osasse confidare nella propria virtù, quando nemmeno il beato Pietro sfuggì al pericolo della mutevolezza.

E di nuovo negò con giuramento: Non conosco quell'uomo. Girolamo: So che alcuni per pio affetto verso l'Apostolo Pietro interpretano questo passo dicendo che Pietro ha rinnegato l'uomo, poiché conosco Dio. Quanto ciò sia frivolo il lettore prudente lo intende: se infatti egli non negò, allora ha mentito il Signore che aveva detto (v. 34); «Tu mi rinnegherai tre volte».

Remigio [Rabano]: Spiritualmente poi il fatto che Pietro rinnegò prima del canto del gallo designa coloro che prima della risurrezione non credevano che egli era Dio, essendo stati turbati dalla sua morte. Il fatto invece che rinnegò dopo il canto del gallo designa quelli che sbagliano in entrambe le nature del Signore, sia secondo Dio che secondo l'uomo. [...]

Girolamo: Nel Vangelo leggiamo che dopo la negazione di Pietro e il canto del gallo il Salvatore guardò Pietro, e con il suo sguardo lo spinse a lacrime amare: infatti non poteva accedere che rimanesse nelle tenebre della negazione colui che aveva visto la luce del mondo; per cui anche qui segue: E uscito fuori pianse amaramente Sedendo infatti nell'atrio di Caifa non poteva fare penitenza, per cui esce fuori dall'assemblea degli empi e lava con amaro pianto la sporcizia della pavida negazione.

giovedì 22 ottobre 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 55-58

 

In quell’ora Gesù disse alla folla: Come verso un brigante siete usciti con spade e bastoni per prendermi: ogni giorno andavo presso di voi insegnando nel tempio, e non mi avete preso. Ma tutto questo è accaduto affinché si adempissero le Scritture dei profeti. Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono. Ma quelli tenendo Gesù, lo condussero da Caifa, principe dei sacerdoti, dove si erano radunati gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo seguiva da lontano fino all’atrio del principe dei sacerdoti; ed entrato sedeva con i servi, per vedere la fine.

Origene: Dopo che disse a Pietro (v. 52): «Riponi la tua spada», il che è segno di pazienza; dopo avere anche riparato l'orecchio amputato, come dice un altro Evangelista, il che era indizio di somma benignità e di potere divino, si aggiunge: In quell’ora Gesù disse alla folla; in modo che se non ricordano i benefici passati, almeno riconoscano quelli presenti.

Come verso un brigante siete usciti con spade e bastoni per prendermi. Remigio: Come se dicesse: l'ufficio del brigante è di nuocere e stare nascosto; ora, io non ho nuociuto a nessuno, ma ho sanato molti, e ho sempre insegnato nelle sinagoghe; e questo è ciò che si aggiunge: ogni giorno andavo presso di voi insegnando nel tempio, e non mi avete preso. Girolamo: Come se dicesse: è stolto cercare con spade e bastoni uno che si consegna nelle vostre mani; e cercare come latitante, nella notte e per mezzo di un traditore, uno che ogni giorno insegna nel tempio.

Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono. Remigio: In questo fatto tuttavia si dimostra la fragilità degli Apostoli: coloro infatti che per l'ardore della fede avevano promesso di morire con lui, ora per la paura fuggono, immemori della loro promessa. E ciò lo vediamo compiersi anche in coloro che per amore di Dio promettono di fare grandi cose, e dopo non le compiono; tuttavia non devono disperare, ma risorgere con gli Apostoli e rinsavire con la penitenza.

Rabano [Glossa]: Il nome conviene all'azione: Caifa, cioè investigatore, o sagace nel compiere la propria nequizia, o vomitante con la bocca, poiché fu impudente nel proferire la menzogna, e a perpetrare l'omicidio. Lo condussero dunque là affinché facessero tutto con il consiglio.

Crisostomo: Era grande il fervore di Pietro che pur avendo visto gli altri fuggire, non fuggì, ma restò, ed entrò.

mercoledì 1 luglio 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 27-29


E prendendo il calice rese grazie, e lo diede loro dicendo: Bevetene tutti: questo è infatti il mio sangue del Nuovo Testamento, che sarà versato per molti in remissione dei peccati. In verità vi dico: Non berrò più di questo frutto della vite fino a quel giorno quando lo berrò con voi nuovo nel regno del Padre mio.

Remigio: Poiché il Signore aveva dato il suo corpo ai discepoli sotto la specie del pane, bene diede loro anche il calice del suo sangue; per cui si dice: E prendendo il calice rese grazie; con ciò dimostra quanto sia grande il desiderio che ha della nostra salvezza, versando per noi anche il suo sangue.

Crisostomo: Rese grazie anche per insegnarci il modo di ricevere questo sacramento, dimostrando al contempo che non andava a soffrire la sua passione contro la sua volontà. Ci insegnò dunque che tutto ciò che soffriamo dobbiamo portarlo con gusto. In questa occasione ci diede motivo di buona speranza. Se infatti la figura di questo sacrificio, cioè l'immolazione dell'agnello pasquale, diede al popolo la libertà dalla schiavitù dell'Egitto, molto di più la realtà libererà il mondo intero.

Glossa: Come l'alimento corporale lo otteniamo per mezzo del mangiare e del bere, così il Signore nello stesso modo ci ha preparato l'alimento delle nostre anime per mezzo di un cibo e di una bevanda. Ciò era anche conveniente a significare la passione del Signore, avendo questo sacramento due specie distinte, poiché nella passione agli sparse il suo sangue, e così questo si separò dal suo corpo. Convenne dunque, per ricordare la passione del Signore, che il pane e il vino venissero proposti separatamente, e ciò costituisce il sacramento del corpo e del sangue. Si deve sapere tuttavia che tutto Gesù Cristo è contenuto in ciascuna delle specie: sotto la specie del pane è contenuto certamente anche il sangue con il corpo, e sotto la specie del vino è contenuto il corpo con il sangue.

domenica 14 giugno 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetto 26


Mentre erano a cena Gesù prese il pane, e benedisse e lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli e disse: Prendete e mangiate: questo è il mio corpo. 

Girolamo: Dopo aver celebrato la Pasqua figurativa, e avere mangiato l'agnello con i suoi discepoli, il Signore passa all'istituzione del sacramento della vera Pasqua, e come Melchisedech, sacerdote del Sommo Dio, aveva offerto il pane e il vino come sua figura, così anche per presentare la realtà del suo corpo e del suo sangue dice: Mentre erano a cena.

Agostino: In ciò si vede chiaramente che i discepoli che ricevettero il corpo e il sangue del Signore, non lo ricevettero da digiuni. Si potrà forse censurare per questo il rito di tutta la Chiesa per il fatto che si usa riceverlo sempre a digiuno? Piacque in verità allo Spirito Santo che in virtù di così grande sacramento il corpo del Signore entrasse nella bocca del Cristiano prima di qualsiasi altro alimento. Però il Salvatore, volendo mostrare la sublimità di questo mistero, volle istituirlo alla fine della cena, imprimendolo così nella memoria e nel cuore dei suoi discepoli dai quali si congedava, e pertanto non prescrisse in che forma lo si sarebbe dovuto ricevere nel tempo successivo, lasciando questo all'arbitrio dei suoi discepoli, per mezzo dei quali doveva essere organizzata la Chiesa.

Agostino: Il Signore costituì il suo corpo e il suo sangue in quelle cose che in un certo modo risultano dalla congregazione di molti elementi. Infatti il pane viene formato da molti grani di frumento e il vino da molti chicchi d'uva; inoltre in ciò il Salvatore ci fece intendere che conservava il mistero della nostra pace e unione sulla sua propria tavola.

venerdì 12 giugno 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 17-19


Il primo giorno degli azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: Dove vuoi che ti prepariamo per mangiare la Pasqua? Ma Gesù disse: andate in città da un tale, e ditegli: Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino: Faccio la Pasqua presso di te con i miei discepoli. E i discepoli fecero come aveva loro indicato Gesù, e prepararono la Pasqua.

Girolamo: Il primo giorno degli azzimi è il giorno quattordici del primo mese, quando è immolato l'agnello e la luna è in tutta la sua pienezza e si rifiuta il lievito.

Remigio: E bisogna notare che presso i Giudei la Pasqua viene celebrata il primo giorno, mentre gli altri sette giorni seguenti venivano chiamati giorni degli azzimi; ma ora il giorno degli azzimi indica il giorno di Pasqua.

Remigio [Rabano]: Ma forse qualcuno dirà: se quell'agnello tipico era la figura di questo vero agnello, perché Cristo non ha patito in quella notte nella quale si soleva immolare l'agnello? Ma bisogna sapere che nella stesa notte consegnò ai discepoli, affinché li celebrassero, i misteri del suo sangue e del suo corpo; e così tenuto e legato dai Giudei, consacrò l'inizio della sua immolazione, cioè della sua passione.

Crisostomo: Da ciò poi risulta manifesto che egli non aveva né una casa né una capanna; io inoltre ritengo che nemmeno i discepoli l'avevano: senza dubbio infatti gli avrebbero detto di venire lì.

Rabano: Il Signore tralascia il nome per designare la facoltà che si deve dare di celebrare la vera Pasqua e ospitare Cristo nella dimora della mente e tutti quelli che vogliono farlo.

domenica 7 giugno 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 6-13


Essendo Gesù in Betania, a casa di Simone il lebbroso, gli si avvicinò una donna avente un alabastro di unguento prezioso, e lo sparse sopra il capo di lui mentre stava a mensa. I discepoli vedendo ciò si indignarono dicendo: Perché questo spreco? Si poteva infatti venderlo a caro prezzo e darlo ai poveri. Ma Gesù accortosi disse loro: Perché molestate questa donna? Infatti ha compiuto un'opera buona verso di me: poiché i poveri li avete sempre con voi, ma non sempre avrete me. Versando questo olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura; in verità vi dico: ovunque sarà predicato questo vangelo in tutto il mondo, si dirà anche ciò che essa ha fatto, in memoria di lei.

Glossa [Anselmo]: Dopo aver parlato della deliberazione che i principi presero per uccidere Cristo, l'Evangelista passa a riferirci il suo compimento, spiegandoci il modo in cui Guida convenne con i Giudei per consegnare Cristo. Però prima fa procedere la causa del tradimento. Giuda infatti si era lamentato poiché l'unguento che la donna aveva sparso sul capo di Cristo non era stato venduto, così che potesse trafugare qualcosa del prezzo, quindi volle ricompensare questo danno con il tradimento del Maestro.

Girolamo: Non perché fosse ancora lebbroso, ma perché prima lo era stato, ed era stato guarito poi dal Signore; gli rimaneva ancora il primo titolo di lebbroso affinché si ricordasse la virtù di colui che lo aveva guarito.

Rabano: Questo alabastro è una specie di marmo bianco dipinto di vari colori, che suole essere destinato a vasi di profumi, poiché si dice che li conserva senza corruzione.

Crisostomo: Non senza ragione l'Evangelista ricordò la lebbra di Simone, per manifestare in che cosa fondò la sua fiducia questa donna per avvicinarsi a Cristo. La lebbra è un male impuro, e questa donna, vedendo che Gesù aveva curato quell’uomo, nella cui casa stava, prese confidenza per credere che facilmente avrebbe pulito l'immondezza della sua anima. E così come altre donne si erano avvicinate a Gesù per la cura del corpo, ella sola si avvicina a Cristo per onorarlo e per curare la sua anima, non avendo nel suo corpo alcuna infermità. Per questo motivo è degna della massima ammirazione.

Agostino: Si può intendere che anche gli altri discepoli o pensarono questo o lo dissero, oppure che si persuasero al dire di Giuda, e che Matteo e Marco espressero anche la volontà di tutti; ma solo Giuda lo disse perché era ladro, gli altri invece per la preoccupazione dei poveri; ora, Giovanni volle ricordare ciò soltanto di lui, per far notare con questo fatto la sua inclinazione a rubare. 

venerdì 5 giugno 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 3-5


 Allora si radunarono i principi dei sacerdoti e gli anziani del popolo nell’atrio del principe dei sacerdoti, che aveva nome Caifa, e tennero consiglio su come tenere Gesù con l’inganno e ucciderlo. Dicevano però: Non nel giorno della festa, affinché non avvenga forse un tumulto nel popolo.

Origene: Non però veri sacerdoti e veri anziani, ma di quello che sembrava il popolo di Dio ma in realtà era il popolo di Gomorra, che non comprendeva che quello era il vero sacerdote di Dio, e gli tenevano insidie, e non riconoscendo il primogenito di ogni creatura convenivano contro di lui, che è prima di tutte le cose.

Crisostomo: Meditando iniqui progetti si diressero al principe dei sacerdoti, perché desse loro un potere che egli non dovevano dare; molti erano infatti i principi dei sacerdoti, mentre la legge non ne permetteva che uno, e in ciò si manifestava il principio di dissoluzione della nazione giudaica. Infatti Mosè aveva comandato che non ci fosse più di un principe dei sacerdoti, e moro questo se ne facesse un altro; però in seguito vennero a essere annuali. Questi dunque chiama qui principi dei sacerdoti poiché lo sembravano.

Remigio: Sono degni di condanna non solo perché si riunirono, ma anche perché erano principi dei sacerdoti: infatti quanto è maggiore il numero di coloro che si riuniscono per permettere qualche male, e quanto più alti e più nobili sono, tanto è più grave il delitto che si commette, e tanto è più grave la pena che gli si prepara. Ora, al fine di manifestare la semplicità e l’innocenza del Signore, l’Evangelista aggiunge: su come tenere Gesù con l’inganno e ucciderlo; infatti si riunirono in consiglio per prendere e uccidere con l’inganno colui nel quale non potevano trovare causa alcuna di morte.

martedì 2 giugno 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 1-2


Quando Gesù ebbe terminati tutti questi discorsi, disse ai suoi discepoli: Sapete che fra due giorni avverrà la Pasqua, e il Figlio dell'uomo sarà consegnato per essere crocifisso.

Ilario: Il Signore, dopo aver predetto la sua venuta nella gloria, ora avvisa riguardo alla sua passione, perché comprendano che il mistero della Croce va unito a quello della sua eterna gloria.

Rabano: Così come nella narrazione del Vangelo di Giovanni si deduce che sei giorni prima della Pasqua Gesù fu a Betania, e da lì venne a Gerusalemme sopra un asinello, poi ebbero luogo i fatti che riferisce come accaduti in Gerusalemme, così comprendiamo che dal giorno in cui giunse a Betania fino ai due prima della Pasqua ne erano passati quattro. Però la differenza fra la Pasqua e gli Azzimi è questa: Pasqua viene chiamato solo il giorno in cui viene ucciso l'agnello nella sera, cioè la luna quattordicesima del primo mese, poiché la festa degli Azzimi aveva luogo nella luna decimaquinta, quando il popolo uscì dall'Egitto.

Origene: Non disse: dopo due giorni sarà o verrà la Pasqua, affinché non mostrasse che quella Pasqua sarebbe stata come soleva essere secondo la legge, ma avverrà la Pasqua, cioè come mai era avvenuta.

Remigio: In senso mistico si dice Pasqua poiché in quel giorno Cristo passò da questo mondo al Padre, dalla corruzione all'incorruzione e dalla morte alla vita, e poiché per mezzo del suo salutare transito ha redento il mondo dalla schiavitù del demonio.

lunedì 13 aprile 2020

Matteo, Capitolo 24, Versetti 45-51


Qual è dunque, pensi, il servo fedele e prudente che il padrone ha costituito sopra la sua famiglia perché dia loro il cibo in tempo opportuno? Beato quel servo che il padrone, al suo arrivo, troverà ad agire così; In verità vi dico che lo costituirà sopra tutti i suoi beni. Se invece quel servo cattivo dirà nel suo cuore: il padrone tarda a venire, e comincerà a percuotere i suoi compagni, mangerà e berrà con gli ubriachi, il padrone di quel servo verrà nel giorno che non spera e nell'ora che ignora, e lo dividerà e porrà la sua parte con gli ipocriti: lì sarà pianto e stridore di denti.

Ilario: Benché il Signore ci avesse esortato in generale a vivere con molta vigilanza, raccomanda in modo speciale ai principi del suo popolo, cioè i Vescovi, la sollecitudine nell’attesa della sua venuta. Infatti questo servo fedele e prudente preposto alla sua famiglia significa il pastore che procura ciò che è utile e conveniente al gregge che gli è stato affidato.

Glossa: E’ raro un servo fedele che servendo il padrone per il padrone pasce le pecore di Cristo non per lucro, ma per amore di Cristo; e quello prudente che discerne con prudenza le capacità, vita e costumi dei suoi sudditi; che il Signore ha costituito, ciò quello che è stato chiamato da Dio, e non si è introdotto da se stesso.

Crisostomo: Due cose richiede a un simile servo, cioè la prudenza e la fedeltà; chiama in verità fedele quello che non si appropria di niente di ciò che appartiene al suo padrone, né sciupa inutilmente le sua cose; e chiama prudente quello che conosce il modo in cui conviene amministrare ciò che gli è stato affidato.

Crisostomo: Questa parabola si adatta anche ai principi secolari: infatti è necessario che chiunque usi ciò che possiede per l’utilità comune, non a danno dei compagni, né alla perdita di se stesso, sia che abbia la sapienza, sia il principato, sia qualunque altra cosa.

Remigio [Rabano]: Bisogna poi notare che come vi è una grande distanza di meriti fra i buoni predicatori e i buoni uditori, così vi è una grande distanza di premi. Infatti i buoni uditori, se li troverà vigilanti, li farà sedere alla sua mensa, come dice Luca, mentre i buoni predicatori li costituirà sopra tutti i suoi beni.

Origene: Lo dividerà quando il suo spirito, cioè il suo dono spirituale, ritornerà a Dio che l’ha dato; l’anima invece con il suo corpo va nella geenna. Il giusto invece non viene diviso, ma la sua anima va con lo Spirito, cioè con il dono spirituale, ai regni celesti. Coloro che sono divisi non hanno invece in sé la parte del dono spirituale che veniva da Dio, ma sarà lasciata la parte che apparteneva ad essi, cioè l’anima, che sarà punita col corpo; per cui segue: e porrà la sua parte con gli ipocriti.
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