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domenica 17 aprile 2022

Matteo, Capitolo 28, Versetti 1-7

La sera del sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria Maddalena con l'altra Maria andò a vedere il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto. Infatti un angelo del Signore discese dal cielo e accostatosi rotolò la pietra e sedeva su di essa. Il suo aspetto era come la folgore, e il suo vestito come la neve. Per il timore di lui le guardie furono atterite e divennero come morte. Ma l'angelo rispondendo disse alle donne: Non temete voi: so infatti che cercate Gesù, che è stato crocifisso. Non è qui: è risorto infatti, come ha detto. Venite a vedere il luogo dove era stato deposto il Signore, e subito andando dite ai suoi discepoli: che è risorto, ed ecco, vi precederà in Galilea; là lo vedrete: ecco, ve l'ho predetto.

Agostino [Crisostomo]: Dopo le burle e le sferzate, dopo il fiele e l'aceto mescolati, dopo i tormenti delle piaghe sofferte sulla croce, e alla fine dopo la morte e la discesa agli inferi, risuscitò dalla sua tomba la nuova carne, germogliò dal caduco la nuova vita, e risuscitò la salvezza nascosta nella morte, per ritornare più pura dopo il sepolcro.

Remigio [Beda]: Bisogna sapere che, parlando in senso spirituale, Matteo si propose di dimostrarci la grande dignità che quella santissima notte ricevette in base all'onore della risurrezione del Signore e della sua vittoria sulla morte; per questo dice: La sera del sabato, all'alba del primo giorno della settimana; dunque, in conformità all'ordine comune dei tempi, la sera non porta la luce del giorno, ma più che altro le tenebre della notte; però con queste parole ci dimostra che il Signore convertì questa notte in festiva e splendente per mezzo della luce della sua risurrezione.

Beda: Ci fu un gran terremoto alla risurrezione del Signore dal sepolcro come ci fu anche nella morte di croce, ed esso mostra che i cuori umani si commossero prima per la fede nella passione, e poi furono eccitati a fare penitenza per il timone salutare della risurrezione.

Ilario: Grande in realtà è la prova che abbiamo della misericordia di Dio Padre, poiché quando risuscita il Figlio lo onora con il mistero degli Angeli, e per questo egli è il primo che manifesta la sua risurrezione, come annunciandola in virtù della soddisfazione e della compiacenza paterna.

Severiano [Crisologo]: [...] Nel volto dell'angelo si manifesta la chiarezza della natura spirituale, e nel suo vestito è significata la grazia della comunione umana; e così si presenta l'apparizione dell'Angelo che parla, in modo che gli occhi della carne possano sopportare lo splendore della chiarezza, e nel contempo, attraverso lo splendore del lampo, tremino e rispettino l'autore di ciò che esiste.

Gregorio: Nel lampo appare il terrore del timore, nella neve la tranquillità del candore, E dato che Dio onnipotente è terribile per i peccatori e blando con i giusti, giustamente l'Angelo testimone della sua risurrezione si mostra nello splendore del volto e nel candore della veste, in modo che con lo stesso suo aspetto atterrisca i reprobi e blandisca i pii.

Severiano [Crisologo]: Lo cercavano ancora crocifisso e morto, poiché la crudele procella della passione aveva turbato la loro fede, e il peso della tentazione le aveva così incurvate che cercavano il Signore del cielo nel sepolcro.

Severiano [Crisologo]:L'Angelo dunque predice il nome, dice la croce, parla della passione, ma presto confessa la risurrezione, presto il Signore; e l'Angelo dopo così grandi supplizi, dopo il sepolcro, riconosce il suo Signore; perché l'uomo giudica o Dio minorato nella carne, oppure ritiene che nella passione sia venuta meno la potenza? Dice poi crocifisso e mostra il luogo dove era stato posto il Signore, affinché non si credesse che un altro, e non lui, fosse risorto dai morti. E se il Signore ritorna nella stessa carne, e dà gli indizi della sua risurrezione, perché l'uomo pensa che ritorni in un'altra carne? O forse il servo disdegna la sua carne quando il Signore non mutò la nostra?

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