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https://catenaaureasintesi.blogspot.com/2020/02/pdf-catechismo-maggiore-di-san-pio-x.html
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29 D. Quali sotto le domeniche che si chiamano di settuagesima, sessagesima e quinquagesima?
R. Si chiamano domeniche di settuagesima, sessagesima e quinquagesima la settima, sesta e quinta
domenica avanti quella di Passione.
30 D. Per qual ragione la Chiesa dalla domenica di settuagesima fino al sabato santo tralascia
nei divini uffici l'Alleluia, ed usa paramenti di color violaceo?
R. La Chiesa dalla domenica di settuagesima fino al sabato santo tralascia nei divini uffici
l'Alleluia, che èvoce di allegrezza, ed usa paramenti di color violaceo, che é color di mestizia, per
allontanare con questi segni di tristezza i fedeli dalle vane allegrezze del mondo ed insinuare ad essi
Io spirito di penitenza.
31 D. Quali cose ci propone la Chiesa a considerare nei divini uffici delle settimane di
settuagesima, sessagesima e quinquagesima?
R. Nei divini uffici della settimana di settuagesima la Chiesa ci rappresenta la caduta dei nostri
progenitori, e il loro giusto castigo; in quelli della settimana di sessagesima ci rappresenta il diluvio
universale mandato da Dio per castigo dei peccatori; in quelli poi dei primi tre giorni della
settimana di quinquagesima ci rappresenta la vocazione di Abramo, e il premio dato da Dio alla sua
obbedienza e alla sua fede.
32 D. Donde viene che, malgrado le intenzioni della Chiesa, nel tempo di settuagesima,
sessagesima e quinquagesima, più che in qualunque altro, si vedono tanti disordini in una parte
di cristiani?
R. In questo tempo più che in qualunque altro, si vedono tanti disordini in una parte di cristiani per
malignità del demonio, il quale volendo contrariare i disegni della Chiesa, fa i maggiori suoi sforzi
per indurre i cristiani a vivere secondo i dettami del mondo e della carne.
33 D. Che cosa dobbiamo fare per conformarci ai disegni della Chiesa nel tempo di carnevale?
R. Per conformarci ai disegni della Chiesa in tempo di carnevale bisogna star lontani dagli
spettacoli e dai divertimenti pericolosi, e attendere con maggior diligenza all'orazione e alla
mortificazione, facendo qualche visita straordinaria al Santissimo Sacramento, massime quando sta
esposto alla pubblica adorazione; e ciò per riparare a tanti disordini, coi quali Iddio in questo tempo
viene offeso.
34 D. Se vi fosse necessità di trovarsi a qualche pericoloso divertimento del carnevale, che cosa
deve farsi?
R. Chi per necessità si trovasse a qualche pericoloso divertimento del carnevale, deve prima
implorare l'aiuto della divina grazia per evitare ogni peccato; poi recarvisi con grande modestia e
ritenutezza, e dopo, raccogliere lo spirito colla considerazione di qualche massima del vangelo.
Io Walter fermamente accetto e credo in tutte e in ciascuna delle verità definite, affermate e dichiarate dal magistero infallibile della Chiesa, soprattutto quei principi dottrinali che contraddicono direttamente gli errori del tempo presente.
Primo: credo che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza e può anche essere dimostrato con i lumi della ragione naturale nelle opere da lui compiute (cf Rm 1,20), cioè nelle creature visibili, come causa dai suoi effetti.
Secondo: ammetto e riconosco le prove esteriori della rivelazione, cioè gli interventi divini, e soprattutto i miracoli e le profezie, come segni certissimi dell'origine soprannaturale della religione cristiana, e li ritengo perfettamente adatti a tutti gli uomini di tutti i tempi, compreso quello in cui viviamo.
Terzo: con la stessa fede incrollabile credo che la Chiesa, custode e maestra del verbo rivelato, è stata istituita immediatamente e direttamente da Cristo stesso vero e storico mentre viveva fra noi, e che è stata edificata su Pietro, capo della gerarchia ecclesiastica, e sui suoi successori attraverso i secoli.
Quarto: accolgo sinceramente la dottrina della fede trasmessa a noi dagli apostoli tramite i padri ortodossi, sempre con lo stesso senso e uguale contenuto, e respingo del tutto la fantasiosa eresia dell'evoluzione dei dogmi da un significato all'altro, diverso da quello che prima la Chiesa professava; condanno similmente ogni errore che pretende sostituire il deposito divino, affidato da Cristo alla Chiesa perché lo custodisse fedelmente, con una ipotesi filosofica o una creazione della coscienza che si è andata lentamente formando mediante sforzi umani e continua a perfezionarsi con un progresso indefinito.
146
D. Che festa è la Purificazione di Maria Vergine?
R.
La Purificazione di Maria Vergine è la festa istituita in memoria
del giorno nel quale la santissima Vergine andò al tempio di
Gerusalemme, per adempire la legge della purificazione e per
presentarvi il suo divin figliuolo Gesù Cristo.
147
D. Che cosa era la legge della purificazione?
R.
La legge della purificazione era quella legge di Mosè, la quale
obbligava tutte le donne a purificarsi dopo il parto nel tempio
coll'oblazione di un sacrificio.
148
D. La santissima Vergine era obbligata alla legge della
purificazione?
R.
La santissima Vergine non era obbligata alla legge della
purificazione, perché divenuta madre per opera dello Spirito Santo,
conservando la sua verginità.
149
D. Perché la santissima Vergine si sottomise alla legge della
purificazione, alla quale non era obbligata?
R.
La santissima Vergine si sottomise alla legge della purificazione,
alla quale non era obbligata, per darci esempio di umiltà e di
obbedienza alla legge di Dio.
150
D. La santissima Vergine, nella sua purificazione, che cosa offrì
al tempio?
R.
La santissima Vergine, essendo povera, nella sua purificazione offri
al tempio il sacrificio delle madri povere, che era un paio di
tortore o di colombi.
167 D. In qual giorno la Chiesa celebra la festa degli Angeli?
R.
La Chiesa celebra nel giorno ventinove settembre la festa di S. Michele
e di tutti gli Angeli, e nel giorno due di ottobre la festa degli
Angeli Custodi.
168 D. Perché nella festa di tutti gli Angeli la Chiesa onora specialmente S. Michele?
R.
Nella festa di tutti gli Angeli la Chiesa onora specialmente S.
Michele, perché lo riconosce come principe di tutti gli Angeli e come
suo Angelo tutelare.
169 D. Che cosa dobbiamo noi fare per celebrare santamente la festa degli Angeli?
R. Per celebrare santamente la festa degli Angeli dobbiamo:
1. ringraziar Dio della grazia loro data di essere rimasti fedeli mentre a Lui si ribellarono Lucifero e i suoi seguaci;
2. domandargli la grazia d'imitare la loro fedeltà e il loro zelo per la sua gloria;
3. venerarli come principi della corte celéste, e come nostri protettori e intercessori presso Dio;
4. pregarli di presentare a Dio le nostre suppliche e di ottenerci il suo divino aiuto.
170 D. Quali sono gli Angeli che si dicono Custodi?
R. Si dicono Custodi gli Angeli che Dio ha destinato per custodirci e guidarci nella strada della salute.
Queste qualità (sacralità, bellezza, universalità) si riscontrano in grado sommo nel canto gregoriano, che è per conseguenza il canto proprio della Chiesa Romana, il solo canto ch’essa ha ereditato dagli antichi padri, che ha custodito gelosamente lungo i secoli nei suoi codici liturgici, che come suo direttamente propone ai fedeli, che in alcune parti della liturgia esclusivamente prescrive e che gli studi più recenti hanno sì felicemente restituito alla sua integrità e purezza.
Per tali motivi il canto gregoriano fu sempre considerato come il supremo modello della musica sacra, potendosi stabilire con ogni ragione la seguente legge generale: tanto una composizione per chiesa è più sacra e liturgica, quanto più nell’andamento, nella ispirazione e nel sapore si accosta alla melodia gregoriana, e tanto è meno degna del tempio, quanto più da quel supremo modello si riconosce difforme.
L’antico canto gregoriano tradizionale dovrà dunque restituirsi largamente nelle funzioni del culto, tenendosi da tutti per fermo, che una funzione ecclesiastica nulla perde della sua solennità, quando pure non venga accompagnata da altra musica che da questo Soltanto.
In particolare si procuri di restituire il canto gregoriano nell’uso del popolo, affinché i fedeli prendano di nuovo parte più attiva all’officiatura ecclesiastica, come anticamente solevasi.
Papa Pio X – Tra le sollecitudini
Domine Iesu, Clementissime Salvator.
Dómine Iesu, clementissime Salvator mundi, te per sacratissimum Cor tuum supplices exoramus, ut omnes oves errantes ad te Pastorem et Episcopum animarum suarum convertantur: Qui vivis et regnas in saecula saeculorum. + Amen.
☩︎
Signore Gesù, misericordioso Salvatore del mondo, ti supplichiamo umilmente per il Tuo sacratissmo Cuore che tutte le pecore smarrite possano tornare a Te, Pastore e Vescovo delle loro anime. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. + Amen.
20 D. Che festa è l'Epifania del Signore?
R. L'Epifania è la festa istituita per celebrare la memoria di tre grandi misteri, de' quali il primo e principale è l'adorazione de' Magi; il secondo è il Battesimo di Gesù Cristo; il terzo, è il suo primo miracolo nelle nozze di Cana in Galilea.
21 D. Perché la festa dell'adorazione dei Magi, del Battesimo di Gesù Cristo, e del suo miracolo si chiama Epifania?
R.
La festa dell'adorazione dei Magi, del Battesimo di Gesù Cristo e del
suo primo miracolo si chiama Epifania, che vuol dire apparizione, o
manifestazione, perché in questi misteri chiaramente si manifestò agli
uomini la gloria di Gesù Cristo.
22 D. Chi erano i Magi?
R. I Magi erano personaggi ragguardevoli dell'Oriente che attendevano allo studio della sapienza.
23 D. Perché vennero i Magi ad adorare Gesù Cristo?
R.
I Magi vennero ad adorare Gesù Cristo, perché, essendo comparsa una
nuova stella, conobbero per ispirazione divina essere quella indizio
della nascita del re de' Giudei, salvatore degli uomini.
24 D. In qual luogo vennero i Magi ad adorare Gesù Cristo?
R. I Magi vennero ad adorare Gesù Cristo in Betlemme.
25 D. Come seppero i Magi che Gesù cristo era nato in Betlemme?
R.
I Magi andarono in Gerusalemme, città capitale della Giudea, dove era
il tempio santo di Dio, ed ivi seppero dai sacerdoti, che il Messia
doveva nascere in Betlemme secondo le profezie.
26 D. Dopo che i Magi uscirono da Gerusalemme, chi li condusse a Betlemme?
R.
Dopo che i Magi uscirono da Gerusalemme, li condusse a Betlemme la
stella già da loro veduta in Oriente, che camminò avanti di loro, e non
si fermò finché essi non giunsero al luogo, dove era il divin
Pargoletto.
27 D. Che cosa fecero i Magi, ritrovato che ebbero Gesù Cristo?
R.
I Magi, ritrovato che ebbero Gesù Cristo, lo adorarono, e gli
presentarono oro, incenso, e mirra, riconoscendolo in questa maniera
come vero re, vero Dio e vero uomo.
28 D. Che cosa dobbiamo noi fare per celebrare degnamente la solennità dell'Epifania secondo la mente della Chiesa?
R. Per celebrare degnamente la solennità dell'Epifania secondo la mente della Chiesa dobbiamo fare quattro cose:
1.
riconoscere nella vocazione de' Magi, che furono i primi gentili
chiamati alla cognizione di Gesù Cristo, le primizie della nostra
vocazione alla Fede, e ringraziare il Signore d'averci fatti cristiani;
2. pregar Dio ad estendere il gran dono della Fede a quelli che ne sono privi;
3. eccitarci all'amore di Gesù e risolvere di seguire prontamente le divine ispirazioni;
4.
offerirgli ad esempio de' Magi qualche tributo della nostra divozione
colla pratica della limosina, della orazione e della mortificazione
cristiana.
Dal Catechismo Maggiore di San Pio X.
L'officio divinamente commessoCi di pascere il gregge del Signore ha, fra i primi doveri imposti da Cristo, quello di custodire con ogni vigilanza il deposito della fede trasmessa ai santi, ripudiando le profane novità di parole e le opposizioni di una scienza di falso nome. La quale provvidenza del Supremo Pastore non vi fu tempo che non fosse necessaria alla Chiesa cattolica: stanteché per opera del nemico dell'uman genere, mai non mancarono "uomini di perverso parlare (Act. X, 30), cianciatori di vanità e seduttori (Tit. I, 10), erranti e consiglieri agli altri di errore (II Tim. III, 13)". Pur nondimeno gli è da confessare che in questi ultimi tempi, è cresciuto oltre misura il numero dei nemici della croce di Cristo; che, con arti affatto nuove e piene di astuzia, si affaticano di render vana la virtù avvivatrice della Chiesa e scrollare dai fondamenti, se venga lor fatto, lo stesso regno di Gesù Cristo. Per la qual cosa non Ci è oggimai più lecito di tacere, seppur non vogliamo aver vista di mancare al dovere Nostro gravissimo, e che Ci sia apposta a trascuratezza di esso la benignità finora usata nella speranza di più sani consigli.
Ed a rompere senza più gl'indugi Ci spinge anzitutto il fatto, che i fautori dell'errore già non sono ormai da ricercarsi fra i nemici dichiarati; ma, ciò che dà somma pena e timore, si celano nel seno stesso della Chiesa, tanto più perniciosi quanto meno sono in vista. Alludiamo, o Venerabili Fratelli, a molti del laicato cattolico e, ciò ch'è più deplorevole, a non pochi dello stesso ceto sacerdotale, i quali, sotto finta di amore per la Chiesa, scevri d'ogni solido presidio di filosofico e teologico sapere, tutti anzi penetrati delle velenose dottrine dei nemici della Chiesa, si dànno, senza ritegno di sorta, per riformatori della Chiesa medesima; e, fatta audacemente schiera, si gittano su quanto vi ha di più santo nell'opera di Cristo, non risparmiando la persona stessa del Redentore divino, che, con ardimento sacrilego, rimpiccioliscono fino alla condizione di un puro e semplice uomo.
212 D. Perché dopo la festa di tutti i Santi si fa dalla Chiesa la commemorazione di tutti i fedeli defunti?
R.
Dopo la festa di tutti i Santi si fa dalla Chiesa la commemorazione di
tutti i fedeli defunti che sono in purgatorio, perché è conveniente che
la Chiesa militante, dopo avere onorato e invocato con una festa
generale e solenne, il patrocinio della Chiesa trionfante, venga in
soccorso della Chiesa purgante con un generale e solenne suffragio.
213 D. Come possiamo noi suffragare le anime dei fedeli defunti?
R.
Noi possiamo suffragare le anime dei fedeli defunti colle preghiere,
colle limosine e con tutte le altre buone opere, ma sopratutto col santo
sacrificio della Messa.
214 D. Per quali
anime dobbiamo noi nella commemorazione de' fedeli defunti applicare i
nostri suffragi, secondo la mente della Chiesa?
R. Nella
commemorazione di tutti i fedeli defunti noi dobbiamo applicare i nostri
suffragi, non solamente per le anime de' nostri parenti, amici e
benefattori, ma anche per tutte le altre che si trovano nel purgatorio.
215 D. Qual frutto dobbiamo noi ricavare dalla commemorazione di tutti i fedeli defunti?
R. Dalla commemorazione di tutti i fedeli defunti dobbiamo ricavare questo frutto:
1. pensare che anche noi dovremo morir presto, e presentarci al tribunale di Dio per rendergli conto di tutta la nostra vita;
2.
concepire un grande orrore al peccato, considerando quanto
rigorosamente Iddio lo punisca nell'altra vita, e soddisfare in questa
alla sua giustizia colle opere di penitenza per i peccati commessi.
Dal Catechismo Maggiore di San Pio X.
207 D. Qual festa si celebra nel primo giorno di novembre?
R. Nel primo giorno di novembre si celebra la festa di tutti i Santi.
208 D. Perché la Chiesa ha istituito la festa di tutti i Santi?
R. La Chiesa ha istituito la festa di tutti i Santi:
1. per lodare e ringraziare il Signore d'aver santificati i suoi servi in terra e d'averli coronati di gloria in cielo;
2. per onorare in questo giorno anche quei Santi de' quali non si fa una festa particolare fra l'anno;
3. per procurarci maggiori grazie col moltiplicare gli intercessori;
4. per riparare in questo giorno i mancamenti che nel corso dell'anno abbiamo commesso nelle feste particolari dei Santi;
5.
per eccitarci maggiormente alla virtù cogli esempi di tanti Santi
d'ogni età, d'ogni condizione e di ogni sesso, e colla memoria della
ricompensa che godono in cielo.
209 D. Che cosa ci deve animare ad imitare i Santi?
R.
Ad imitare i Santi ci deve animare il considerare che essi erano deboli
e fragili come noi e soggetti alle stesse passioni, che confortati
dalla divina grazia si sono fatti santi con quei mezzi che possiamo
usare anche noi, e che per i meriti di Gesù Cristo è promessa a noi pure
quella stessa gloria che ora essi godono in paradiso.
210 D. Perché si celebra la festa di lutti i Santi con solennità?
R.
Si celebra la festa di tutti i Santi con grande solennità perché essa
abbraccia tutte le altre feste che nell'anno si celebrano ad onore dei
Santi, ed è figura della festa eterna del cielo.
211 D. Che cosa dobbiamo noi fare per celebrare degnamente la festa di tutti i Santi?
R. Per celebrare degnamente la festa di tutti i Santi dobbiamo:
1. dar lode e gloria al Signore per le grazie fatte a' suoi servi, e pregarlo a volerle concedere anche a noi;
2. onorare tutti i Santi come amici di Dio, e invocare con più fiducia la loro protezione;
3. proporre d'imitare il loro esempio per essere un giorno partecipi della medesima gloria.
Dal Catechismo Maggiore di San Pio X.
194 D. Chi furono gli Apostoli?
R.
Gli Apostoli furono discepoli di Gesù Cristo da Lui eletti ad essere
testimoni della sua predicazione e de' suoi miracoli, depositari della
sua dottrina, investiti della sua autorità, e mandati ad annunziare
l'Evangelo a tutte le genti.
195 D. Quale fu il frutto della predicazione degli Apostoli?
R. Il frutto della predicazione degli Apostoli fu la distruzione dell'idolatria, e lo stabilimento della religione cristiana.
196 D. Con quali mezzi hanno gli Apostoli indotto le nazioni ad abbracciare la religione cristiana?
R.
Gli Apostoli hanno indotto le nazioni ad abbracciare la religione
cristiana confermando la divinità della dottrina che predicavano colla
forza dei miracoli, colla santità della vita, e finalmente colla
costanza ne' patimenti, e col dare per essa la vita medesima.
197 D. Perché si celebra con maggior solennità la festa de santi Pietro e Paolo?
R. Si celebra con maggior solennità la festa dei santi Pietro e Paolo, perché essi sono i principi degli Apostoli.
198 D. Perché i santi Pietro e Paolo si chiamano principi degli Apostoli?
R.
I santi Pietro e Paolo si chiamano principi degli Apostoli, perché S.
Pietro é stato specialmente eletto da Gesù Cristo capo degli Apostoli e
di tutta la Chiesa, e S. Paolo ha faticato più di tutti nella
predicazione del Vangelo e nella conversione dei gentili.
199 D. Dove ebbe S. Pietro la sua sede?
R.
S. Pietro ebbe prima la sua sede in Antiochia, poi la trasferì e fissò
in Roma, capitale allora dell'impero Romano, e in Roma terminò i lunghi e
penosi travagli del suo apostolato con un glorioso martirio.