martedì 29 settembre 2026

lunedì 28 settembre 2026

Marco, Capitolo 14, Versetti 32-42

E giunsero a un podere chiamato Getsèmani. E disse ai suoi discepoli: sedete qui, finché prego. E prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò ad aver paura e ad angosciarsi. E disse loro: La mia anima è triste fino alla morte: rimanete qui e vegliate. Ed essendo avanzato un poco, cadde a terra e pregava che, se era possibile, passasse da lui quell'ora, e disse: «Abba, Padre, tutto è possibile a te, allontana da me questo calice, ma non come voglio io, bensì come vuoi tu. E venne e li trovò addormentati e disse a Pietro: Simone, dormi? Non hai potuto vegliare un'ora? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole. E allontanatosi di nuovo, pregò dicendo le stesse parole. E ritornato una seconda volta li trovò addormentati. Infatti i loro occhi erano appesantiti e non sapevano che cosa rispondere a lui. E venne una terza volta e disse loro: Dormite ormai e riposatevi. Basta, è giunta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo sarà consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo; ecco, chi mi tradisce è vicino.

Beda: Ancora oggi ci viene mostrato questo luogo nel quale il signore pregò, alla base del monte Oliveto. Ora, la parola Getsemani vuol dire valle feconda o valle della fecondità. Il Signore, pregando sulla montagna, ci insegna a non fare oggetto di preghiera se non le realtà sublimi; e pregando nella valle della fecondità ci insegna a custodire sempre nella preghiera l'umiltà e l'amore profondo dell'anima; egli stesso è morto per noi discendendo nella valle dell'umiltà e seguendo gli slanci della sua feconda carità.

Segue: E disse ai suoi discepoli: sedete qui, finché prego. Girolamo: Cominciano a separarsi da lui nella preghiera coloro che si separano da lui nella sua passione; egli prega, ed essi dormono accasciati sotto il peso del loro cuore. Teofilatto: Era suo costume ritirarsi tutto solo per pregare, per insegnarci a cercare nella preghiera il silenzio e la solitudine.

Segue: E prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni. Teofilatto: Egli non prende con sé i tre discepoli che aveva preso sul monte Tabor, per rendere testimoni della sua tristezza coloro che aveva resi testimoni della sua gloria, e affinché di fronte alla sua tristezza comprendessero la verità della sua umanità. Per cui segue: e cominciò ad aver paura e ad angosciarsi. Poiché aveva preso tutta l'umanità, aveva preso tutte le impressioni naturali all'uomo, e per conseguenza la tristezza, l'angoscia, la paura naturale di fronte alla morte; poiché è naturale che l'uomo vada alla sua morte suo malgrado, ed è per questo che egli disse loro: La mia anima è triste fino alla morte.

Beda: Come un Dio che si è collocato nell'infermità della carne, egli ci mostra la fragilità della sua natura, per togliere ogni motivo a coloro che rifiutano il mistero della sua incarnazione. Avendo ricevuto un corpo, egli doveva provare tutto ciò che era naturale a questo corpo: la fame, la sete, le angosce, la tristezza. Ma la divinità non deve provare mutamento per tali modificazioni.

Segue: rimanete qui e vegliate. Beda: Il sonno che egli vuole impedire in loro non è il sonno ordinario, poiché non era il momento, avvicinandosi il combattimento, ma l'appesantimento dello spirito e il sonno dell'incredulità. Scostandosi un poco si prosterna con la faccia a terra, rendendo evidente l'umiliazione della sua anima con questa prostrazione del suo corpo. Per cui segue: Ed essendo avanzato un poco, cadde a terra e pregava che, se era possibile, passasse da lui quell'ora. Agostino: Egli non dice «Se puoi farlo», ma «Se è possibile», poiché Dio può fare ciò che vuole, e la maniera di esprimersi di Gesù si riconduce a questa: «Se lo vuoi». Affinché non si possa credere che esprimendosi così egli abbia negato una parte della potenza di suo Padre, egli mostra che queste parole, Se è possibile, devono intendersi della volontà di suo Padre, e non della sua impotenza. Egli aggiunge: Abba, Padre, tutto è possibile a te. Marco non si è accontentato d riportare la parola «Padre», ma ha aggiunto la parola «Abba», che è una parola ebraica che significa «padre», e senza dubbio questo evangelista ha riportato queste due parole aventi lo stesso senso poiché egli voleva mostrare che egli stava per soffrire questa passione di tristezza come rappresentante del corpo mistico che è la Chiesa, edificio di cui egli è la pietra angolare che riunisce insieme i due popoli, quello dei Gentili, che pronuncia la parola «Padre», e quello degli ebrei, che dice «Abba».

domenica 27 settembre 2026

San Vincenzo de' Paoli - Servire Cristo nei Poveri

Da alcune «Lettere e conferenze spirituali» di san Vincenzo de` Paoli, sacerdote
(Cfr. lett, 2546, ecc.; Correspondance, entretiens, documents, Paris 1922-1925, passim)

☩

Non dobbiamo regolare il nostro atteggiamento verso i poveri da ciò che appare esternamente in essi e neppure in base alle loro qualità interiori. Dobbiamo piuttosto considerarli al lume della fede. Il Figlio di Dio ha voluto essere povero, ed essere rappresentato dai poveri. Nella sua passione non aveva quasi la figura di uomo; appariva un folle davanti ai gentili, una pietra di scandalo per i Giudei; eppure egli si qualifica l'evangelizzazione dei poveri: «Mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (Lc 4, 18).
Dobbiamo entrare in questi sentimenti e fare ciò che Gesù ha fatto: curare i poveri, consolarli, soccorrerli, raccomandarli.
Egli stesso volle nascere povero, ricevere nella sua compagnia i poveri, servire i poveri, mettersi al posto dei poveri, fino a dire che il bene o il male che noi faremo ai poveri lo terrà come fatto alla sua persona divina. Dio ama i poveri, e, per conseguenza, ama quelli che amano i poveri. In realtà quando si ama molto qualcuno, si porta affetto ai suoi amici e ai suoi servitori. Così abbiamo ragione di sperare che, per amore di essi, Dio amerà anche noi.
Quando andiamo a visitarli, cerchiamo di capirli per soffrire con loro, e di metterci nella disposizione interiore dell'Apostolo che diceva: «Mi sono fatto tutto a tutti» (1 Cor 9, 22). Sforziamoci perciò di diventare sensibili alle sofferenze e alle miserie del prossimo. Preghiamo Dio, per questo, che ci doni lo spirito di misericordia e di amore, che ce ne riempia e che ce lo conservi.
Il servizio dei poveri deve essere preferito a tutto. Non ci devono essere ritardi. Se nell'ora dell'orazione avete da portare una medicina o un soccorso a un povero, andatevi tranquillamente.
Offrite a Dio la vostra azione, unendovi l'intenzione dell'orazione. Non dovete preoccuparvi e credere di aver mancato, se per il servizio dei poveri avete lasciato l'orazione. Non è lasciare Dio, quando si lascia Dio per Iddio, ossia un'opera di Dio per farne un'altra. Se lasciate l'orazione per assistere un povero, sappiate che far questo è servire Dio. La carità è superiore a tutte le regole, e tutto deve riferirsi ad essa. E` una grande signora: bisogna fare ciò che comanda.
Tutti quelli che ameranno i poveri in vita non avranno alcuna timore della morte. Serviamo dunque con rinnovato amore i poveri e cerchiamo i più abbandonati. Essi sono i nostri signori e padroni.

sabato 26 settembre 2026

Video - Santi Cosma e Damiano

La Chiesa il 26 settembre ricorda i Santi Cosma e Damiano. Storia, devozione e festeggiamenti in onore dei Santi Medici. 



martedì 22 settembre 2026

San Bartolo Longo - Invocazioni a San Michele Arcangelo


San Bartolo Longo, fondatore del Santuario della Madonna del Rosario di Pompei, scrisse questa Preghiera per onorare San Michele come protettore del Santuario in occasione della festa del 8 Maggio 1888, "affinché a tutti fosse estesa la protezione di San Michele, e tutti provassero gli effetti benefici del suo potente patrocinio".
 
☩
 
I. Io ti saluto, o altissimo Principe del Cielo, Capo di tutti i Principi delle Angeliche Gerarchie, amore degli Angeli giusti e terrore degli Angeli ribelli, mio dilettissimo Arcangelo San Michele.
La tua bellezza rapisce l’animo mio, quando ti contemplo per quell’Angelo forte scendente di cielo, circonfuso di luminosa nuvola, l’iride sul capo, la faccia come sole, e colonne di fuoco i tuoi piedi. Io mi rallegro teco, poiché di tanta bellezza e magnificenza ti decorò il Signore, qual difensore della gloria del Verbo e dell’Immacolata sua Madre. Tu sei uno specchio chiarissimo sopra cui Dio ha improntata l’Immagine sua.
Il tuo sapere e bellezza superano l’intelligenza e vaghezza di tutti gli Angeli, onde sei chiamato Cherubino, che tutti in te aduni i pregi loro.
Il tuo soggiorno è un paradiso di delizie fatto a bella posta per te. Non vi ha luogo nei Cieli ove non spandi la tua voce: sopra monti di stelle è il tuo cammino. Unisco le mie lodi con quelle che ti fanno tutti gli Angeli del Cielo, e insieme con essi benedico la SS. Trinità di tanta potenza e gloria onde ti ha decorato in Cielo e in terra. E però col Coro degli Angeli io dico: Gloria Patri et Figlio, etc.

II. Io ti venero, o glorioso Arcangelo, Michele, qual sublime Spirito, a cui il Signore ha commesso l’augusto suo Nome, la sua Legge, la sua Chiesa, l’umanità tutta quanta. E cogli Arcangeli tutti ringrazio l’Altissimo, che di tanto onore ti fece degno. Gloria Patri et Filio, etc.

III. O invittissimo Principe, lascia che io sciolga il cantico della tua esaltazione. Tu sei l’Angelo della faccia del Signore, il fiato di Dio, il braccio di Dio, il promulgator del Vangelo, il primo dei Santi Sette Spiriti assistenti al Trono di Dio. Tu il Padre ed il Dottore degli Angeli fedeli, che ti venerano e ti ubbidiscono qual loro Sovrano e Custode. Onde io insieme con essi e col Coro dei Principati, lodo per te il Signore. Gloria Patri et Filio, etc.

lunedì 21 settembre 2026

Cartone Animato - San Matteo Evangelista 2

A Un Santo per Amico La storia di San Matteo, l'apostolo ed evangelista che, prima di essere chiamato da Gesù, era un esattore delle tasse viene illustrata e animata da Ugo d’Orazio.



https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=25434&season_id=81

domenica 20 settembre 2026

Documentario - Veil

Veil racconta la storia di una donna che ha scelto la clausura, una decisione che oggi appare in netto contrasto con un mondo dominato dall'apparenza e dall'uso frenetico dei social media. Attraverso lo sguardo del mezzo fotografico, il documentario non si sofferma sul dogma religioso, ma utilizza la fede come testimonianza oggettiva per esplorare una figura femminile fuori dagli schemi. È un’indagine visiva che trasforma la regola in strumento di narrazione, mettendo a nudo la ricerca di un'identità che si sottrae alle coordinate spazio-temporali della nostra quotidianità.

L'obiettivo dell'opera è comprendere come la vera libertà possa scaturire da una scelta radicale e apparentemente restrittiva. Per queste donne, la clausura non è un insieme di rinunce, ma un percorso verso l'essenzialità, libero da preconcetti e condizionamenti esterni. Veil ci invita a riflettere su un vissuto costituito solo in superficie da regole, rivelando invece una dimensione intima dove la persona ritrova se stessa lontano dal rumore del presente, celebrando una libertà interiore che sfida le convenzioni della società moderna.


Regia e Fotografia: Irene Felici

 

sabato 19 settembre 2026

Cartone Animato - San Gennaro

A “Un Santo per Amico”, la storia di San Gennaro.

Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.

 

https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=27480&season_id=81 

Catechesi di Papa Benedetto XVI su San Giovanni Crisostomo: 02 Gli anni di Costantinopoli

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 26 settembre 2007

☩

Cari fratelli e sorelle,

continuiamo oggi la nostra riflessione su san Giovanni Crisostomo. Dopo il periodo passato ad Antiochia, nel 397 egli fu nominato Vescovo di Costantinopoli, la capitale dell’Impero romano d’Oriente. Fin dall’inizio, Giovanni progettò la riforma della sua Chiesa: l’austerità del palazzo episcopale doveva essere di esempio per tutti – clero, vedove, monaci, persone della corte e ricchi. Purtroppo, non pochi di essi, toccati dai suoi giudizi, si allontanarono da lui. Sollecito per i poveri, Giovanni fu chiamato anche «l’Elemosiniere». Da attento amministratore, infatti, era riuscito a creare istituzioni caritative molto apprezzate. La sua intraprendenza nei vari campi ne fece per alcuni un pericoloso rivale. Egli, tuttavia, come vero Pastore, trattava tutti in modo cordiale e paterno. In particolare, riservava accenti sempre teneri per la donna e cure speciali per il matrimonio e la famiglia. Invitava i fedeli a partecipare alla vita liturgica, da lui resa splendida e attraente con geniale creatività.

Nonostante il suo cuore buono, non ebbe una vita tranquilla. Pastore della capitale dell’Impero, si trovò coinvolto spesso in questioni e intrighi politici, a motivo dei suoi continui rapporti con le autorità e le istituzioni civili. Sul piano ecclesiastico, poi, avendo deposto in Asia nel 401 sei Vescovi indegnamente eletti, fu accusato di aver varcato i confini della propria giurisdizione, e diventò così bersaglio di facili accuse. Un altro pretesto contro di lui fu la presenza di alcuni monaci egiziani, scomunicati dal patriarca Teofilo di Alessandria e rifugiatisi a Costantinopoli. Una vivace polemica fu poi originata dalle critiche mosse dal Crisostomo all’imperatrice Eudossia e alle sue cortigiane, che reagirono gettando su di lui discredito e insulti. Si giunse così alla sua deposizione, nel sinodo organizzato dallo stesso patriarca Teofilo nel 403, con la conseguente condanna al primo breve esilio. Dopo il suo rientro, l’ostilità suscitata contro di lui dalla protesta contro le feste in onore dell’imperatrice – che il Vescovo considerava come feste pagane, lussuose –, e la cacciata dei presbiteri incaricati dei Battesimi nella Veglia pasquale del 404 segnarono l’inizio della persecuzione di Crisostomo e dei suoi seguaci, i cosiddetti «Giovanniti».

mercoledì 16 settembre 2026

Video - Papa Leone XIV contro l'Aborto e il Suicidio Assistito


OGGI PAPA LEONE XIV: "ABORTO ED EUTANASIA VERGOGNOSI. SONO VIOLAZIONI DELLA DIGNITÀ UMANA"...COME LA TRATTA DI ESSERI UMANI ( deportazioni, mutilazioni, schiavitù).

All' indomani dei funerali di Emma Bonino ( R.i.p), paladina dell' aborto ad oltranza e della immigrazione incontrollata, QUESTE PAROLE SONO UN FORTE MONITO. Preghiamo sempre che Dio abbia pietà dei peccatori, che li converta e pieghi i cuori induriti. MA LA VERITÀ VA RIBADITA.
 

Link Video caricato sul mio Canale YouTube Qui 

 https://www.youtube.com/shorts/4glrePd6I0c

martedì 15 settembre 2026

Corona delle Lacrime della Madonna

Origine della corona delle lacrime

L’8 Novembre 1929, suor Amalia di Gesù Flagellato, missionaria del Divin Crocifisso in Brasile udí una voce mentre pregava offrendo sé stessa per salvare la vita di una sua parente gravemente ammalata:

"Se vuoi ottenere questa grazia, domandala per le Lacrime di mia Madre. Tutto ciò che gli uomini mi domandano per quelle Lacrime sono obbligato a concederlo".

Avendo la suora domandato con quale formula dovesse pregare, le indicò l’invocazione:

O Gesù, esaudisci le nostre suppliche e le nostre domande, per amore delle Lacrime della tua Santa Madre.

Gesù le promise, inoltre, che Maria Santissima avrebbe affidato al suo Istituto questo tesoro della devozione alle sue Lacrime.

L’8 Marzo 1930, mentre stava inginocchiata davanti all’altare, si sentì come sollevata e vide una Signora di meravigliosa bellezza: Le sue vesti erano color viola, un manto celeste le pendeva dalle spalle ed un velo bianco le copriva il capo.

La Madonna sorridendo amabilmente, consegnò alla suora una corona i cui grani, bianchi come la neve, brillavano come il sole. La Vergine le disse:

“Ecco la corona delle mie lacrime. Il mio Figlio l’affida al tuo Istituto come una porzione d’eredità. Egli ti ha già rivelato le mie invocazioni. Egli vuole che mi si onori in modo speciale con questa preghiera ed egli accorderà, a tutti quelli che reciteranno questa corona e lo pregheranno in nome delle mie lacrime, grandi grazie.

Questa corona servirà ad ottenere la conversione di molti peccatori e in modo particolare quella dei seguaci dello spiritismo

Al vostro istituto sarà riserbato il grande onore di ricondurre in seno alla santa Chiesa e di convertire un gran numero di appartenenti a questa setta nefasta. Il demonio sarà vinto con questa Corona e il suo impero infernale sarà distrutto”.

La Corona fu approvata dal Vescovo di Campinas che, anzi, autorizzò la celebrazione nell’Istituto della Festa di Nostra Signora delle Lacrime, il 20 Febbraio.

Come si recita questa Corona

domenica 13 settembre 2026

Catechesi di Papa Benedetto XVI su San Giovanni Crisostomo: 01 Gli Anni di Antiochia

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 19 settembre 2007

☩

Cari fratelli e sorelle,

quest’anno ricorre il sedicesimo centenario della morte di san Giovanni Crisostomo (407-2007). Giovanni di Antiochia, detto Crisostomo, cioè «Bocca d’oro» per la sua eloquenza, può dirsi vivo ancora oggi, anche a motivo delle sue opere. Un anonimo copista lasciò scritto che esse «attraversano tutto l’orbe come fulmini guizzanti». I suoi scritti permettono anche a noi, come ai fedeli del suo tempo, che ripetutamente furono privati di lui a causa dei suoi esili, di vivere con i suoi libri, nonostante la sua assenza. E’ quanto egli stesso suggeriva dall’esilio in una sua lettera (cfr A Olimpiade, Lettera 8,45).

Nato intorno al 349 ad Antiochia di Siria (oggi Antakya, nel sud della Turchia), vi svolse il ministero presbiterale per circa undici anni, fino al 397, quando, nominato Vescovo di Costantinopoli, esercitò nella capitale dell’Impero il ministero episcopale prima dei due esili, seguiti a breve distanza l’uno dall’altro, fra il 403 e il 407. Ci limitiamo oggi a considerare gli anni antiocheni del Crisostomo.

Orfano di padre in tenera età, visse con la madre, Antusa, che trasfuse in lui una squisita sensibilità umana e una profonda fede cristiana. Frequentando gli studi superiori, coronati dai corsi di filosofia e di retorica, ebbe come maestro Libanio, pagano, il più celebre retore del tempo. Alla sua scuola, Giovanni divenne il più grande oratore della tarda antichità greca. Battezzato nel 368 e formato alla vita ecclesiastica dal Vescovo Melezio, fu da lui istituito lettore nel 371. Questo fatto segnò l’ingresso ufficiale del Crisostomo nel cursus ecclesiastico. Frequentò, dal 367 al 372, l’Asceterio, una sorta di seminario di Antiochia, insieme con un gruppo di giovani, alcuni dei quali divennero poi Vescovi, sotto la guida del famoso esegeta Diodoro di Tarso, che avviò Giovanni all'esegesi storico-letterale, caratteristica della tradizione antiochena.

sabato 12 settembre 2026

Preghiera del Beato Marco d'Aviano

Preghiera del Beato Marco d'Aviano da lui composta per l'occasione e letta all'alba del 12 settembre 1683, dopo la celebrazione della S. Messa e la benedizione impartita all'esercito cristiano che si accingeva a dare vittoriosamente battaglia ai Turchi che assediavano Vienna.

☩ 

O grande Dio degli eserciti, guárdaci prostráti qui ai piedi della Tua Maestà, per impetrarTi il perdono delle nostre colpe.
Sappiamo bene di aver meritato che gl’infedeli impugnino le armi per opprimerci, perché le iniquità, che ogni giorno commettiamo contro la Tua bontà, hanno giustamente provocato la Tua ira.
O gran Dio, Ti chiediamo il perdono dall’intimo dei nostri cuori; esecriamo il peccato, perché Tu lo aborrisci; siamo afflitti perché spesso abbiamo eccitato all’ira la Tua somma Bontà.
Per amore di Te stesso, preferiamo mille volte morire piuttosto che commettere la minima azione che Ti dispiaccia.
Soccórrici con la Tua grazia, o Signore, e non permettere che noi Tuoi servi rompiamo il patto che soltanto con Te abbiamo stipulato.

Abbi dunque pietà di noi, abbi pietà della tua Chiesa, per opprimere la quale già si preparano il furore e la forza degl’infedeli.
Sebbene sia per nostra colpa ch’essi hanno invaso queste belle e cristiane regioni, e sebbene tutti questi mali che ci avvengono non siano altro che la conseguenza della nostra malizia, síici tuttavia propizio, o buon Dio, e non disprezzare l’opera delle Tue mani. Ricordati che, per strapparci dalla servitù di Satana, Tu hai donato tutto il Tuo prezioso Sangue.
Permetterai forse ch’esso venga calpestato dai piedi di questi cani?
Permetterai forse che la fede, questa bella perla che cercasti con tanto zelo e che riscattasti con tanto dolore, venga gettata ai piedi di questi porci?
Non dimenticare, o Signore, che, se Tu permetterai che gl’infedeli prevalgano su di noi, essi bestemmieranno il Tuo santo Nome e derideranno la Tua Potenza, ripetendo mille volte: “Dov’è il loro Dio, quel Dio che non ha potuto liberarli dalle nostre mani?”
Non permettere, o Signore, che Ti si rinfacci di aver permesso la furia dei lupi, proprio quando T’invocavamo nella nostra miserevole angoscia.

mercoledì 9 settembre 2026

Cartone Animato - San Pietro Claver


Pietro Claver (Verdú, 25 giugno 1581 – Cartagena, 8 settembre 1654) è stato un gesuita, missionario e santo spagnolo; beatificato nel 1850, è stato canonizzato da papa Leone XIII nel 1888. 
 
☩ 

Questo è un cartone animato sulla sua vita in inglese ma si può attivare l'audio in italiano... Buona visione.

 

domenica 6 settembre 2026

Papa Leone XIII - Atto di Consacrazione del Genere Umano al Cuore Divino di Gesù

☩

O Gesù dolcissimo, o Redentore del genere umano, riguarda a noi umilmente prostrati innanzi al tuo altare.
Noi siamo Tuoi e Tuoi vogliamo essere; e per vivere a Te più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi oggi spontaneamente si consacra al Tuo Sacratissimo Cuore.
Molti, purtroppo, non ti conobbero mai; molti, disprezzando i tuoi comandamenti, Ti ripudiarono.
O benignissimo Gesù, abbi misericordia degli uni e degli altri e attira tutti quanti al Tuo Cuore Santissimo.
O Signore, sii il Re non solo dei fedeli che non si allontanarono mai da Te, ma anche di quei figli prodighi che ti abbandonarono; fa' che questi, quanto prima, ritornino alla casa paterna per non morire di miseria e di fame.
Sii il Re di coloro che vivono nell'inganno e nell'errore, o che sono da Te separati per discordia: richiamali al porto della verità e all'unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo pastore.
Sii, infine, il Re di tutti quelli che sono avvolti nelle superstizioni del paganesimo e non rifiutare di portarli dalle tenebre al lume e al regno di Dio.
Largisci, o Signore, incolumità e libertà sicura alla Tua Chiesa, concedi a tutti i popoli la tranquillità dell'ordine.
Fa' che da un capo all'altro della terra risuoni quest'unica voce:
“Sia lode a quel Cuore divino da cui venne la nostra salute; a Lui si canti gloria e onore nei secoli dei secoli”. Amen. 

venerdì 4 settembre 2026

Film - Infidel (2019)

Film che vede come protagonista Jim Caviezel il Gesù del film "La Passione di Cristo" di Mel Gibson.

☩ 

Quando un religioso blogger americano (Jim Caviezel) viene preso in ostaggio dal regime iraniano, sua moglie si rende subito conto che il governo americano non può fare nulla. Disperata e sola, va in Iran per cercare di liberarlo lei stessa! 

 

ANNO 2019

PAESE 



REGIA Cyrus Nowrasteh

ATTORI Jim Caviezel, Claudia Karvan, Hal Ozsan, Stelio Savante, Aly Kassem



Si può guardare gratis sulla piattaforma rakuten.tv: Clicca Qui

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