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https://catenaaureasintesi.blogspot.com/2020/02/pdf-catechismo-maggiore-di-san-pio-x.html
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Cari fratelli e sorelle,
quest’oggi vorrei parlarvi di una donna che ha avuto un ruolo eminente nella storia della Chiesa. Si tratta di santa Caterina da Siena. Il secolo in cui visse - il quattordicesimo - fu un’epoca travagliata per la vita della Chiesa e dell’intero tessuto sociale in Italia e in Europa. Tuttavia, anche nei momenti di maggiore difficoltà, il Signore non cessa di benedire il suo Popolo, suscitando Santi e Sante che scuotano le menti e i cuori provocando conversione e rinnovamento. Caterina è una di queste e ancor oggi ella ci parla e ci sospinge a camminare con coraggio verso la santità per essere in modo sempre più pieno discepoli del Signore.
Nata a Siena, nel 1347, in una famiglia molto numerosa, morì a Roma, nel 1380. All’età di 16 anni, spinta da una visione di san Domenico, entrò nel Terz’Ordine Domenicano, nel ramo femminile detto delle Mantellate. Rimanendo in famiglia, confermò il voto di verginità fatto privatamente quando era ancora un’adolescente, si dedicò alla preghiera, alla penitenza, alle opere di carità, soprattutto a beneficio degli ammalati.
Quando la fama della sua santità si diffuse, fu protagonista di un’intensa attività di consiglio spirituale nei confronti di ogni categoria di persone: nobili e uomini politici, artisti e gente del popolo, persone consacrate, ecclesiastici, compreso il Papa Gregorio XI che in quel periodo risiedeva ad Avignone e che Caterina esortò energicamente ed efficacemente a fare ritorno a Roma. Viaggiò molto per sollecitare la riforma interiore della Chiesa e per favorire la pace tra gli Stati: anche per questo motivo il Venerabile Giovanni Paolo II la volle dichiarare Compatrona d’Europa: il Vecchio Continente non dimentichi mai le radici cristiane che sono alla base del suo cammino e continui ad attingere dal Vangelo i valori fondamentali che assicurano la giustizia e la concordia.
Caterina soffrì tanto, come molti Santi. Qualcuno pensò addirittura che si dovesse diffidare di lei al punto che, nel 1374, sei anni prima della morte, il capitolo generale dei Domenicani la convocò a Firenze per interrogarla. Le misero accanto un frate dotto ed umile, Raimondo da Capua, futuro Maestro Generale dell’Ordine. Divenuto suo confessore e anche suo “figlio spirituale”, scrisse una prima biografia completa della Santa. Fu canonizzata nel 1461.
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Amabile mio Gesù, lascia che io mi rivolga a Te per attestarti la mia riconoscenza per la grazia concessami, nel darmi alla tua santa Madre con la devozione di questa schiavitù, perché Ella sia mia avvocata presso la tua Maestà, e mio supplemento universale nella mia grandissima miseria.
Ahimè! mio Dio, io sono tanto miserabile che, senza questa buona
Madre, di certo sarei irrimediabilmente perduto. Sì! Maria mi è
necessaria presso di te, in tutto: necessaria, per calmarti nel tuo
giusto sdegno, poiché ti ho tanto offeso ed ogni giorno ti offendo
ancora tanto; necessaria, per trattenere gli eterni castighi della tua
giustizia da me meritati; necessaria, per guardarti, per parlarti, per
pregarti, per accostarmi a Te, per piacerti; necessaria, per salvare la
mia anima e quella degli altri; necessaria, in una parola, per fare
sempre la tua santa volontà e cercare in tutto la tua maggior gloria.
Perché non posso io manifestare nel mondo intero questa misericordia che
mi hai usato? Perché tutto il mondo non conosce che senza Maria io
sarei già dannato? Perché non posso mostrare una degna riconoscenza per
un così grande beneficio? Maria è in me. Oh, quale tesoro! Oh, quale
consolazione! E dopo di ciò non sarò io tutto di Maria? Oh, quale
ingratitudine sarebbe mai questa, mio caro Salvatore! Oh, mandami
piuttosto la morte prima che mi colga tanta sventura, perché preferisco
morire che vivere senza essere di Maria.
Io l'ho mille e mille volte
presa come ogni mio bene con San Giovanni Evangelista ai piedi della
Croce, e mille e mille volte a Lei mi sono consacrato; ma se ancora non
l'ho fatto come Tu desideri. Gesù mio caro, adesso voglio farlo nel modo
che a TE piace; e se mai scorgi nella mia anima e nel mio corpo qualche
cosa che non appartiene a questa augusta Principessa, strappamela, te
ne prego, e gettala lontano da me, poiché non appartenendo a Maria, è
indegna di Te.
Carlo Magno (742-814), re dei Franchi dal 768 e Imperatore del Sacro Romano Impero dall'800, è il "padre dell'Europa" medievale. La notte di Natale dell'anno 800, Papa Leone III lo incoronò imperatore del Sacro Romano Impero a Roma, unendo il potere temporale con quello religioso e richiamando la tradizione imperiale romana. Conquistò vasti territori (Longobardi, Sassoni, Baviera), unificando l'Europa occidentale sotto il cristianesimo e promuovendo la rinascita carolingia, con Aquisgrana come centro culturale. Il suo impero, basato su conti e marchesi, si divise dopo la sua morte.
Peccatores, te rogamus,
audi nos.
Ut nobis parcas,
Ut nobis indulgeas,
Ut ad veram paenitentiam
nos perducere digneris,
Ut Ecclesiam tuam sanctam
regere et conservare digneris,
Ut domum Apostolicum et
omnes ecclesiasticos ordines in sancta religione conservare digneris,
Ut inimicos sanctae
Ecclesiae humiliare digneris,
Ut regibus et principibus
christianis pacem et veram concordiam donare digneris,
Ut cuncto populo
christiano pacem et unitatem largiri digneris,
Ut omnes errantes ad
unitatem Ecclesiae revocare, et infideles universos ad Evangelii
lumen perducere digneris,
Ut nosmetipsos in tuo
sancto servitio confortare et conservare digneris,
Ut mentes nostras ad
caelestia desideria erigas,
Ut omnibus benefactoribus
nostris sempiterna bona retribuas,
Ut animas nostras,
fratrum, propinquorum et benefactorum nostrorum ab aeterna damnatione
eripias,
Ut fructus terrae dare et
conservare digneris,
Ut omnibus fidelibus
defunctis requiem aeternam donare digneris,
Ut nos exaudire digneris,
Fili Dei.
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San Fedele nacque in Svevia, a Sigmaringen, nel 1577. Fu prima avvocato. Prendeva talmente a cuore la causa degli indigenti che fu soprannominato “avvocato dei poveri”. In seguito entrò nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e fu inviato dalla Santa Sede nei Grigioni per ricondurre i Calvinisti alla religione cattolica. Ma il suo grande prestigiò gli procurò dei nemici e a Seewis, il 24 aprile 1622, venne assassinato da una banda di eretici.
Preghiera
O Padre, che al tuo sacerdote San Fedele, ardente di carità, hai dato la
grazia di testimoniare con il sangue l'annunzio missionario del
Vangelo, per sua intercessione concedi anche a noi di essere radicati e
fondati nell'amore di Cristo, per conoscere la gloria del Signore
risorto. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito
Santo, per tutti i secoli dei secoli.
San Giorgio, nato in Cappadocia, divenne soldato romano ed è conosciuto per la sua fede incrollabile. La leggenda più famosa racconta che sconfisse un drago, salvando una principessa e convertendo una città al cristianesimo. San Giorgio è simbolo di coraggio, fede e protezione.