A “Un Santo per Amico”, la storia di San Bernardo di Chiaravalle.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=29948&season_id=81
A “Un Santo per Amico”, la storia di San Bernardo di Chiaravalle.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
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Una terra, un uomo, un Dio è un documentario a puntate di stampo storico-religioso trasmesso dalla Rai alla fine degli anni '70.
Realizzato originariamente intorno al 1976 e andato in onda all'interno della programmazione della Tv dei ragazzi (in particolare nel tardo autunno del 1978), il progetto porta la firma di Marino Nicora, Hribar e Vittorino Joannes.
Questo filmato d'epoca restaurato mostra lo stile visivo e narrativo tipico dei documentari religiosi di quel periodo storico, focalizzato sui luoghi della Passione.
Cari Fratelli e Sorelle, quest'oggi, tra gli altri, la Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana ricorda il Beato spagnolo Martino Martinez Pascual che mori (18 agosto 1936), in Odium Fidei, per mano di una banda di delinquenti anarcocomunisti spagnoli.
Questo Beato è molto famoso perché prima di morire benedisse i suoi persecutori, pregò perché Dio non tenesse conto della loro azione e morì gridando "Viva Cristo Rey!".
La cosa che moltissimi non sanno è che questa foto molto diffusa è clamorosamente sbagliata perché è la foto di uno dei suoi persecutori anarcocomunisti!
La foto vera è quella in alto, le foto qui sotto sono di quel delinquente che l'ha ammazzato ed è chiaro che qualcuno deve avvisare santodelgiorno, santiebeati etc..... Grazie e Pace e Bene.
A “Un Santo per Amico”, la storia di Santa Elena.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=7990&season_id=81
E mentre mangiavano, Gesù prese il pane e benedicendo lo spezzò e lo diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo. E prendendo il calice, rendendo grazie lo diede loro e tutti ne bevvero. E disse loro: Questo è il mio sangue del Nuovo Testamento, che sarà sparso per molti. In verità vi dico che io non berrò di questo frutto della vite fino a quel giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio.
Beda: Terminate le cerimonie della Pasqua, Gesù passa alla nuova, cioè sostituisce alla carne e al sangue dell'agnello il sacramento del suo corpo e del suo sangue. Per cui si dice: E mentre mangiavano, Gesù prese il pane, per mostrare che egli era colui al quale il Signore giurò (Sal 109,4): «Tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedeck».
Beda: Spezza egli stesso il pane che porge ai discepoli, per mostrare che la frazione del pane era l'effetto di un piano che aveva tracciato spontaneamente lui stesso. Egli benedice il pane per mostrare che questa natura umana che egli aveva preso per soffrire egli l'aveva riempita di una virtù divina congiuntamente con il Padre e lo Spirito Santo. Con la benedizione e la frazione del pane egli fece vedere che si era degnato di sottrarre alla morte l'umanità che aveva preso, per far risplendere la potenza di immortalità che era innata in lui e per insegnare che egli avrebbe risuscitato rapidamente questa umanità.
Segue: e lo diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo. Teofilatto: Ciò che io vi do in questo momento e ciò che voi riceverete in questo momento. Il pane non è soltanto la figura del corpo di Cristo: esso è mutato realmente nel corpo di Cristo, dato che il Signore ha detto altrove (Gv 6,51): «I pane che io vi darò è la mia carne». Tuttavia, a causa della nostra debolezza, la carne di Cristo non è visibile a noi. Il pane e il vino sono dei nutrimenti fatti a nostro uso, e se noi vedessimo la carne e il sangue non sopporteremo di nutrircene. È per questo che il Signore, accondiscendendo alla nostra debolezza, conserva le apparenze del pane e del vino, ma cambiando il pane e il vino nella realtà della sua carne e del suo sangue.
Crisostomo: E ancora oggi Cristo è qui, e consacra la mensa che ha adornato. E non è l'uomo che cambia queste offerte nel corpo e nel sangue di Cristo, ma è Cristo stesso che è morto per noi. Le parole escono dalla bocca del sacerdote, ma la potenza e la grazia della consacrazione vengono da Dio. È questa parola, «Questo è il mio corpo», che conserva le offerte; e come la parola che dice: «Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra» (Gen 1,22) non è stata detta che una volta eppure ottiene il suo effetto in tutti i tempi per la generazione di tutti gli esseri, attraverso la mediazione della natura, così quest'altra parola, pronunciata una volta sola, dà la sua forza al sacrificio di tutti gli altari della Chiesa fino a oggi (cosa che si perpetuerà fino alla venuta di Cristo).
A “Un Santo per Amico”, la storia
di San Rocco.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=1782&season_id=81
Alla vigilia della Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, una storia poco conosciuta commuove e sorprende: quella di Gilles Bouhours, un bambino francese di soli 5 anni, che avrebbe svolto un ruolo decisivo – e provvidenziale – nella proclamazione del dogma da parte di Papa Pio XII nel 1950.
☩
Un segno celeste per
il Papa
Il 1° novembre 1950,
Papa Pio XII proclamava solennemente il dogma dell’Assunzione della
Beata Vergine Maria in cielo, in anima e corpo, con la costituzione
apostolica Munificentissimus Deus. Ma ciò che molti non sanno è che
dietro a quella storica dichiarazione ci fu una richiesta personale
del Papa alla Madonna: un segno chiaro dal cielo che confermasse
l’opportunità di procedere.
Quel segno, secondo diverse fonti, arrivò in una forma inaspettata: un bambino francese di nome Gilles Bouhours.
Il 1° maggio 1950, sei mesi prima della proclamazione del dogma, Gilles incontrò Papa Pio XII in Vaticano. Come riporta l’Enciclopedia Cattolica, il piccolo rivelò al Pontefice un messaggio ricevuto, a suo dire, direttamente dalla Vergine Maria in una rivelazione privata:
«La Sainte Vierge n’est
pas morte. Elle est montée au Ciel en corps et en âme»
(“La Santa Vergine non
è morta. È salita al Cielo in corpo e anima”).
Dopo aver consultato numerosi teologi ed esperti, Papa Pacelli vide in quel bambino il segno tanto atteso, una conferma celeste che lo spinse definitivamente verso la proclamazione del dogma.
Chi era Gilles Bouhours?
Gilles Bouhours nacque in Francia il 27 novembre 1944, giorno in cui la Chiesa celebra la Medaglia Miracolosa. Nei suoi primi mesi di vita fu colpito da meningite ed encefalite, malattie che a quel tempo conducevano spesso alla morte. Ma Gilles sopravvisse.
Una religiosa amica della famiglia, suor Madeleine, suggerì di mettere un’immagine di Santa Teresa di Lisieux sotto il cuscino del piccolo. I familiari attribuirono a questa intercessione la sua guarigione miracolosa.
Crescendo, Gilles manifestò una profonda inclinazione alla preghiera e alla penitenza. A partire dal 30 settembre 1947, si dice che abbia avuto apparizioni mariane, la prima delle quali avvenne quando aveva meno di tre anni.
Il 13 dicembre 1948, Gilles confidò al padre di aver ricevuto un messaggio speciale per il Papa. Due anni dopo, quel “segreto” sarebbe giunto alle orecchie di Papa Pio XII, portando a un incontro straordinario.
Una breve vita segnata dalla grazia
Gilles Bouhours visse soltanto fino all’età di 15 anni. Il 24 febbraio 1960, si ammalò improvvisamente. I medici non riuscirono a stabilire una diagnosi precisa. Gilles ricevette l’Unzione degli infermi, si confessò e ricevette la Comunione. Morì poco dopo.
La sua breve esistenza fu vissuta con un’intensità spirituale fuori dal comune. Il professore e scrittore francese Alain Guiot ha dedicato diversi libri alla sua figura, affermando:
«La sua santità dovrebbe essere riconosciuta».
Un messaggero della Vergine?
La figura di Gilles Bouhours resta avvolta nel mistero e nella discrezione. Tuttavia, per molti fedeli, la sua storia è un toccante segno della tenerezza di Dio, che si serve dei piccoli per manifestare verità grandi. In questo caso, si tratterebbe della proclamazione di uno dei dogmi mariani più amati dai cattolici: l’Assunzione della Vergine Maria, segno di speranza e destino glorioso anche per l’umanità redenta.