Una pietra con iscrizione in greco della fine del periodo bizantino è stata scoperta nel Parco Nazionale di Nitzana, nel Negev. Si tratta di una pietra circolare, piatta, di circa 25 centimetri di diametro, utilizzata come lapide in uno dei cimiteri ai margini dell'antico insediamento.
L'iscrizione è stata decifrata dalla Dott.ssa Leah Di Segni dell'Università Ebraica di Gerusalemme e fa riferimento alla "Beata Maria, che ha vissuto una vita immacolata". La pietra risale alla fine del VI - inizi del VII secolo d.C.
Nitzana
è rinomata come sito chiave per la ricerca sulla transizione tra il
periodo bizantino e il primo periodo islamico. Durante il V ed il VI
secolo d.C., Nitzana costituiva il punto di riferimento per villaggi ed
insediamenti delle vicinanze.
Aveva anche una fortezza militare, chiese, un monastero ed una stazione di sosta che veniva utilizzata dai pellegrini cristiani che si recavano a Santa Caterina, nel deserto del Sinai. Nitzana venne fondata intorno al III secolo a.C.,
come stazione stradale nabatea su un'importante rotta commerciale.
Venne abitata, in modo intermittente, per circa 1300 anni, fino a quando
venne abbandonata nel X secolo d.C. ed il suo nome venne dimenticato.
Gli scavi archeologici degli anni '30 del secolo scorso hanno portato alla luce un archivio contenente dei papiri ed il nome "Nessana",
inciso su una pietra funeraria. Si sa molto poco dei cimiteri che
dovevano sorgere intorno a Nitzana. Il ritrovamento della pietra
funeraria potrebbe apportare nuove e significative conoscenze in merito,
facendo luce anche sui confini dell'insediamento stesso che, ad oggi,
non sono stati ancora ben definiti.
sabato 28 febbraio 2026
Israele, Rinvenuta Pietra Tombale Bizantina che Inneggia a Maria Vergine
venerdì 27 febbraio 2026
Cartone Animato - San Gabriele dell'Addolorata: La Storia Animata del Santo dei Giovani
Scopri la straordinaria storia di San Gabriele dell'Addolorata, il santo che a 18 anni lasciò tutto per seguire Cristo e morì a soli 24 anni, diventando in pochi decenni il patrono della Gioventù Cattolica Italiana e uno dei santi più amati dai giovani.
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22 agosto 1856. Una processione a Spoleto. La Madonna passa tra la folla e i loro occhi si incontrano. Francesco Possenti, ragazzo bello, ricco, amato, sente una voce: "Francesco, che stai a fare nel mondo? Tu non sei fatto per il mondo. Segui la tua vocazione". Da quel momento, nulla sarà più come prima.
giovedì 26 febbraio 2026
Fumetto - Quella Notte del 1580 (Marcantonio Bragadin)
Tratto dal Corriere dei Ragazzi nº 20 del 18 maggio 1975.
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Questo Fumetto, con i disegni di Milo Manara, ci parla della storia di Marcantonio Bragadin, il Serenissimo della Repubblica di Venezia, che lottò contro gli invasori islamici ottomani.
Link clicca Qui
martedì 24 febbraio 2026
Documentario - Irlanda. Isola di Maria: Isole della Fede
Bel documentario che ci parla dell'Irlanda cattolica e San Patrizio.
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Regia e Testi Luigi Boneschi- Riprese Willy Tonna, Massimo Lenzi- Montaggio Ivan Zuccon- Organizzazione e Traduzione Kieran Troy.
lunedì 23 febbraio 2026
San Policarpo di Smirne - Come Sacrificio Gradevole e Accetto
Dalla «Lettera della
chiesa di Smirne sul martirio di san Policarpo»
(13, 2-15, 3;
Funk, Patres apost. 1, 297-299)
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Quando il rogo fu pronto,
Policarpo si spogliò di tutte le vesti e, sciolta la cintura,
tentava anche di togliersi i calzari, cosa che prima non faceva,
perché sempre tutti i fedeli andavano a gara a chi più celermente
riuscisse a toccare il suo corpo. Anche prima del martirio era stato
trattato con ogni rispetto, per i suoi santi costumi. Subito fu
circondato di tutti gli strumenti che erano stati preparati per il
suo rogo. Ma quando stavano per configgerlo con i chiodi disse:
«Lasciatemi così: perché colui che mi dà la grazia di sopportare
il fuoco mi concederà anche di rimanere immobile sul rogo senza la
vostra precauzione dei chiodi». Quelli allora non lo confissero con
i chiodi ma lo legarono.
Egli dunque, con le mani dietro la
schiena e legato, come un bell'ariete scelto da un gregge numeroso,
quale vittima accetta a Dio preparava per il sacrificio, levando gli
occhi al cielo disse: «Signore, Dio onnipotente, Padre del tuo
diletto e benedetto Figlio Gesù Cristo, per mezzo del quale ti
abbiamo conosciuto; Dio degli Angeli e delle Virtù, di ogni creatura
e di tutta la stirpe dei giusti che vivono al tuo cospetto: io ti
benedico perché mi hai stimato degno in questo giorno e in quest'ora
di partecipare, con tutti i martiri, al calice del tuo Cristo, per la
risurrezione dell'anima e del corpo nella vita eterna,
nell'incorruttibilità per mezzo dello Spirito Santo. Possa io oggi
essere accolto con essi al tuo cospetto quale sacrificio ricco e
gradito, così come tu, Dio senza inganno e verace, lo hai preparato
e me l'hai fatto vedere in anticipo e ora l'hai adempiuto.
Per
questo e per tutte le cose io ti lodo, ti benedico, ti glorifico
insieme con l'eterno e celeste sacerdote Gesù Cristo, tuo diletto
Figlio, per mezzo del quale a te e allo Spirito Santo sia gloria ora
e nei secoli futuri. Amen». Dopo che ebbe pronunciato l'Amen e
finito di pregare, gli addetti al rogo accesero il fuoco. Levatasi
una grande fiammata, noi, a cui fu dato di scorgerlo perfettamente,
vedemmo allora un miracolo e siamo stati conservati in vita per
annunziare agli altri le cose che accaddero.
Il fuoco si dispose a
forma di arco a volta come la vela di una nave gonfiata dal vento e
avvolse il corpo del martire come una parete. Il corpo stava al
centro di essa, ma non sembrava carne che bruciasse, bensì pane
cotto oppure oro e argento reso incandescente. E noi sentimmo tanta
soavità di profumo, come di incenso o di qualche altro aroma
prezioso.
domenica 22 febbraio 2026
Documentario - I Cavalieri Teutonici
Un'epica ricostruzione storica che ripercorre la straordinaria ascesa e caduta dell'Ordine dei Cavalieri Teutonici, dalla loro nascita durante le Crociate del XII secolo fino alla dissoluzione nel 1525. Diretto dal regista polacco Christophe Talczewski, questo documentario è frutto di una coproduzione europea tra il canale franco-tedesco Arte e la casa di produzione polacca Gastonik Film.
Il racconto inizia nel 1189 con l'assedio di San Giovanni d'Acri, dove mercanti tedeschi di Brema creano un ospedale improvvisato che darà vita all'Ordine Teutonico. Sotto la guida del visionario Hermann von Salza, l'ordine si trasforma da semplice confraternita caritativa in una delle più influenti potenze militari d'Europa. La narrazione segue l'espansione dell'ordine dall'Ungheria alla Prussia, dove i cavalieri costruiscono uno stato modello con un'amministrazione efficiente, un sistema postale avanzato e fortezze innovative. Il documentario culmina con la battaglia di Grunwald nel 1410, punto di svolta che segna l'inizio del declino teutonico, fino alla definitiva secolarizzazione sotto Alberto di Brandeburgo nel 1525.
sabato 21 febbraio 2026
Catechesi di Papa Benedetto XVI su San Pier Damiani
Cari fratelli e sorelle,
durante le catechesi di questi mercoledì sto trattando di alcune grandi figure della vita della Chiesa fin dalle sue origini. Oggi vorrei soffermarmi su una delle più significative personalità del secolo XI, san Pier Damiani, monaco, amante della solitudine e, insieme, intrepido uomo di Chiesa, impegnato in prima persona nell’opera di riforma avviata dai Papi del tempo. Nacque a Ravenna nel 1007 da famiglia nobile, ma disagiata. Rimasto orfano di ambedue i genitori, visse un’infanzia non priva di stenti e di sofferenze, anche se la sorella Roselinda si impegnò a fargli da mamma e il fratello maggiore Damiano lo adottò come figlio. Proprio per questo sarà poi chiamato Piero di Damiano, Pier Damiani. La formazione gli venne impartita prima a Faenza e poi a Parma, dove, già all’età di 25 anni, lo troviamo impegnato nell’insegnamento. Accanto ad una buona competenza nel campo del diritto, acquisì una raffinata perizia nell’arte del comporre – l’ars scribendi – e, grazie alla sua conoscenza dei grandi classici latini, diventò “uno dei migliori latinisti del suo tempo, uno dei più grandi scrittori del medioevo latino” (J. Leclercq, Pierre Damien, ermite et homme d’Église, Roma 1960, p. 172).
Si distinse nei generi letterari più diversi: dalle lettere ai sermoni, dalle agiografie alle preghiere, dai poemi agli epigrammi. La sua sensibilità per la bellezza lo portava alla contemplazione poetica del mondo. Pier Damiani concepiva l'universo come una inesauribile “parabola” e una distesa di simboli, da cui partire per interpretare la vita interiore e la realtà divina e soprannaturale. In questa prospettiva, intorno all’anno 1034, la contemplazione dell’assoluto di Dio lo spinse a staccarsi progressivamente dal mondo e dalle sue realtà effimere, per ritirarsi nel monastero di Fonte Avellana, fondato solo qualche decennio prima, ma già famoso per la sua austerità. Ad edificazione dei monaci egli scrisse la Vita del fondatore, san Romualdo di Ravenna, e s’impegnò al tempo stesso ad approfondirne la spiritualità, esponendo il suo ideale del monachesimo eremitico.


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