Senatori del centrodestra:
respingete subito la legge sul suicidio assistito!
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Una nazione non crolla tutta in una volta.
Prima smette di credere che ogni vita umana valga la pena di essere protetta. E questa è esattamente la linea che l'Italia si sta preparando ad attraversare.
Dietro
le porte chiuse delle commissioni del Senato, i nostri rappresentanti
stanno accelerando la procedura per approvare un disegno di legge sul
suicidio assistito.
Questa proposta legislativa è rimasta bloccata per anni, ma ora la pressione sta crescendo in vista della spinta finale. Se non agiamo subito, l'Italia potrebbe presto diventare la prossima nazione a dichiarare che la "morte assistita" è una risposta accettabile alla sofferenza.
Non possiamo permettere che accada.
Parliamo onestamente di cosa significa davvero questa legge:
Non compassione.
Non dignità.
E certamente non libertà.
Una società che offre la morte ai suoi cittadini più deboli prima di garantire loro cure adeguate è moralmente esausta.
In questo momento, in tutta Italia, migliaia di malati non riescono nemmeno ad accedere alle cure palliative di base. Intere regioni soffrono di devastanti carenze di personale medico qualificato, di attrezzature specialistiche e di servizi di terapia del dolore specifici.
Le famiglie aspettano mesi per ricevere servizi e assistenza.
E mentre questo sistema in frantumi abbandona ogni giorno i più vulnerabili, la nostra classe politica ha deciso che la priorità urgente non è migliorare le cure, ma avere una legge sul suicidio assistito.
Invece di dire: “Nessun italiano dovrebbe essere lasciato solo nella sua sofferenza”.
Dicono: “Se soffri abbastanza, possiamo aiutarti a morire”.
Questo è abbandono travestito da pietà.
E chi pagherà il prezzo più alto sono proprio coloro che sono meno in grado di difendersi: gli anziani, i disabili, i malati terminali... e le persone sole.
Queste persone non hanno bisogno che lo Stato offra loro la morte: hanno bisogno di cure, dignità e sostegno.
Forse ci hai sentito ripetere questa frase mille volte. Ma non è uno slogan. È la verità.
Sappiamo esattamente dove porta questa strada, perché lo abbiamo già visto accadere altrove. In Belgio. Nei Paesi Bassi. In Canada... e in molte altre nazioni.
Ovunque il suicidio assistito e l'eutanasia siano stati regolamentati per legge, all'inizio veniva fatta la stessa promessa: "Solo per casi eccezionali"... "Misure di salvaguardia strettamente rigorose".
Invece... ogni singola volta, i confini si sono espansi.
La china scivolosa non è più una teoria. È una realtà evidente.