giovedì 8 ottobre 2026

Marco, Capitolo 14, Versetti 43-52

E mentre ancora parlava venne Giuda Iscariota, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, da parte dei sommi sacerdoti e degli scribi e degli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno dicendo: Quello che bacerò è lui, prendetelo e conducetelo cautamente. Ed essendo venuto, subito accostatosi a lui disse: Ti saluto, Rabbì, e lo baciò. Così quelli gli misero le mani addosso e lo trattennero. Ma uno dei astanti, tratta la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli amputò un orecchio. E Gesù rispondendo disse loro: Come contro un brigante siete usciti con spade e bastoni per prendermi? Ogni giorno ero presso di voi nel tempio insegnando, e non mi avete preso; ma affinché si compissero le Scritture. Allora i suoi discepoli, lasciandolo, fuggirono tutti. Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, senza altri indumenti e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo.

E mentre ancora parlava venne Giuda Iscariota, uno dei Dodici. Teofilatto: Ciò non viene detto inutilmente, ma per la maggiore deplorazione del traditore: poiché, pur essendo uno dei primi discepoli, si era lasciato andare al furore contro il Signore.

Beda: Giuda aveva conservato ancora qualcosa del rispetto del discepolo, non consegnando apertamente il suo maestro, ma prendeva il bacio come segno; per cui segue: II traditore aveva dato loro un segno dicendo: Quello che bacerò è lui, prendetelo e conducetelo cautamente. Teofilatto: Vedete la sua follia di credere di poter ingannare Cristo con il bacio e di farsi così passare come suo amico. Se eri amico, o Giuda, perché ti sei accostato con i nemici? Ogni cuore malvagio congettura male.

Segue: Ed essendo venuto, subito accostatosi a lui disse: Ti saluto, Rabbì, e lo baciò. Girolamo: Giuda dà il segno del bacio con il veleno dell'inganno: così Caino offrì un sacrificio subdolo e riprovato. Beda: Egli lo chiama maestro con un animo di invidia e con l'ardimento di uno scellerato, e dà un bacio a colui che tradisce. Il Signore riceve il bacio del traditore non per insegnarci a simulare, ma per non far sembrare che fuggisse di fronte al tradimento. Nello stesso tempo compiva questa parola (Sal 119,7): «Con quelli che odiano la pace ero pacifico».

Segue: Ma uno dei astanti, tratta la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli amputò un orecchio. Beda: È Pietro che lo fece; egli è nominato da Giovanni. Egli lo fece con lo stesso ardore che portava in tutte le cose. Egli sapeva come Finees, punendo i sacrilegi, avesse ricevuto la ricompensa dovuta alla giustizia ed era stato rivestito dal sacerdozio eterno: Teofilatto: Marco tace il nome del suo maestro perché non sembrasse che ne faceva l'elogio. Facendo questo, Pietro fa intravedere che i Giudei erano disobbedienti e increduli, e che non rispettavano le Scritture. Poiché, se avessero avuto l'orecchio della fede e dell'obbedienza alle Scritture, mai avrebbero crocifisso il Signore della gloria. È al servo del sommo sacerdote che egli taglia l'orecchio, poiché erano i principi dei sacerdoti i primi a violare le Scritture, come se non l'avessero mai udite.

mercoledì 7 ottobre 2026

Documentario - La Battaglia di Lepanto (7 Ottobre 1571)

Nella più grande battaglia di galee della storia, quasi 600 navi con un equipaggio di quasi 150.000 uomini si impegnarono in una battaglia spietata il 7 ottobre 1571 al largo della Grecia, nel golfo di Patrasso. Vide come protagonisti la flotta dell'Impero ottomano invasore e quella della Lega Santa (formata da Venezia, Spagna, Stato Pontificio e altri alleati cristiani).

La seconda metà del documentario si concentra sul lavoro di un'equipe di archeologi subacquei. Nonostante i numerosi fallimenti da parte degli esploratori del passato, il team si organizza nel porto di Missolungi utilizzando tecnologie avanzate per cercare e portare alla luce le prime reali prove fisiche e i relitti adagiati sul fondale marino.

 

martedì 6 ottobre 2026

San Bruno - Lettera ai Certosini

Lettera che il Venerabile Padre Bruno scrisse in un eremo di Calabria, chiamato la Torre, e che da lì inviò ai suoi Figli di Certosa.

☩

Ho appreso dell’inflessibile rigore della vostra disciplina che è ragionevole e veramente degna di lode, grazie alla dettagliata e consolante relazione del nostro beatissimo fratello Landuino, così come ho altresì udito del vostro santo amore e dell’incessante zelo per tutto ciò che concerne l’integrità e l’onestà; perciò il mio spirito esulta nel Signore. Veramente esulto e mi sento portato a lodare il Signore e a ringraziarlo, e tuttavia sospiro amaramente. Esulto, sì, come è giusto, per l’accrescersi dei frutti delle vostre virtù, ma mi dolgo e arrossisco dì giacere inerte e negligente nella sordidezza dei miei peccati.

Gioite dunque, fratelli miei carissimi, per la felicità che avete avuto in sorte e per l’abbondanza della grazia di Dio verso di voi. Gioite, poiché siete sfuggiti ai molteplici pericoli e naufragi di questo mondo sballottato dalle onde. Gioite, poiché avete guadagnato il tranquillo e sicuro rifugio di un porto ben riparato, al quale molti desiderano arrivare ed a cui molti tendono con parecchi sforzi, e pur tuttavia non vi giungono. Inoltre, molti, dopo averlo raggiunto, ne sono esclusi, poiché a nessuno di loro è stato concesso dall’alto.

Perciò, fratelli miei, considerate come cosa certa e provata che, chiunque abbia goduto di un bene così desiderabile, se in qualche modo verrà a perderlo, se ne dorrà fino alla morte, se pur avrà avuto qualche riguardo e cura della salvezza della sua anima.

Di voi, miei dilettissimi fratelli laici, dico: L’anima mia magnifica il Signore, poiché contemplo la magnificenza della sua misericordia su di voi, secondo quanto mi riferisce il vostro priore e padre amantissimo, che è molto fiero e contento di voi. Gioisco anch’io poiché, sebbene non abbiate la scienza delle lettere, il Dio, che è potente, col suo stesso dito incide, nei vostri cuori, non solo l’amore, ma anche la conoscenza della sua legge santa. Con le opere infatti mostrate che cosa amate e che cosa conoscete. Giacché praticate con tutta l’attenzione e con tutto lo zelo possibile la vera ubbidienza – che consiste nel compimento dei precetti di Dio, che è la chiave e il sigillo di ogni disciplina spirituale, che non può mai esistere senza una grande umiltà ed una pazienza non comune, a cui sempre si accompagna il casto amore del Signore e la vera carità – è evidente che voi sapientemente raccogliete il frutto soavissimo e vitale della Scrittura divina.

Dunque, fratelli miei, perseverate nello stato cui siete giunti, ed evitate come la peste la banda malsana di quei veramente falsi laici che fanno circolare i loro scritti borbottando cose che non comprendono né amano, e che con le parole e con i fatti contraddicono. Questi laici, oziosi e girovaghi, sono calunniatori di quanti sono buoni e religiosi, e proprio in questo ritengono di essere degni di lode, se hanno diffamato coloro che invece dovrebbero essere lodati; l’ubbidienza e qualsiasi disciplina è per essi odiosa.

lunedì 5 ottobre 2026

domenica 4 ottobre 2026

Cartone Animato - San Francesco d'Assisi 2

A “Un Santo per Amico”, la storia di San Francesco d'Assisi.


Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.



https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=8031&season_id=81 

𝐒an Tommaso d'Aquino e gli Angeli (1225-1274)

Durante le sua vita ebbe numerose visioni e comunicazioni con gli angeli, oltre a dedicare loro particolare attenzione nella sua Summa teologica (S Th. I, q.50-64).

Ne parlò con così tanta acutezza e penetrazione e seppe esprimersi nella sua opera in maniera così convincente e suggestiva, che già i suoi contemporanei lo definirono " Angelicus", Dottore Angelico.

Degli Angeli San Tommaso ha detto inoltre:

• Sono esseri di natura puramente immateriale e spirituale, di numero incalcolabile, diversi per saggezza e perfezione, suddivisi in gerarchie, gli angeli, per lui, sono esistiti da sempre; ma furono creati da Dio, forse prima del mondo materiale e dell'uomo.

• Ogni uomo, sia esso cristiano o non cristiano, ha un angelo custode che non lo abbandona mai, neppure se è un grandissimo peccatore.

• Gli angeli custodi non impediscono che l'uomo faccia uso della sua libertà anche per compiere il male, tuttavia operano su di lui illuminandolo e ispirandogli buoni sentimenti.


☩

𝗣𝗿𝗲𝗴𝗵𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗔𝗻𝗴𝗲𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗦. 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗮

O voi tutti
angeli,
arcangeli,
troni,
dominazioni,
principati,
potestà,
potenze dei cieli,
cherubini e
serafini, e
voi tutti santi e sante di Dio,
e in particolare voi miei
santi patroni,
degnatevi di intercedere per me, affinché sia degno di partecipare alla Santa Messa a lode e gloria di Dio Padre onnipotente,
per il bene nostro e
di tutta la sua santa Chiesa. Amen.

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