A Un Santo per Amico La storia di San Matteo, l'apostolo ed evangelista che, prima di essere chiamato da Gesù, era un esattore delle tasse viene illustrata e animata da Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=25434&season_id=81
A Un Santo per Amico La storia di San Matteo, l'apostolo ed evangelista che, prima di essere chiamato da Gesù, era un esattore delle tasse viene illustrata e animata da Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=25434&season_id=81
Veil racconta la storia
di una donna che ha scelto la clausura, una decisione che oggi appare
in netto contrasto con un mondo dominato dall'apparenza e dall'uso
frenetico dei social media. Attraverso lo sguardo del mezzo
fotografico, il documentario non si sofferma sul dogma religioso, ma
utilizza la fede come testimonianza oggettiva per esplorare una
figura femminile fuori dagli schemi. È un’indagine visiva che
trasforma la regola in strumento di narrazione, mettendo a nudo la
ricerca di un'identità che si sottrae alle coordinate
spazio-temporali della nostra quotidianità.
L'obiettivo
dell'opera è comprendere come la vera libertà possa scaturire da
una scelta radicale e apparentemente restrittiva. Per queste donne,
la clausura non è un insieme di rinunce, ma un percorso verso
l'essenzialità, libero da preconcetti e condizionamenti esterni.
Veil ci invita a riflettere su un vissuto costituito solo in
superficie da regole, rivelando invece una dimensione intima dove la
persona ritrova se stessa lontano dal rumore del presente, celebrando
una libertà interiore che sfida le convenzioni della società
moderna.
Regia e Fotografia: Irene Felici
A “Un Santo per Amico”, la storia di San Gennaro.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=27480&season_id=81
UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 26 settembre 2007
☩
Cari fratelli e sorelle,
continuiamo oggi la nostra riflessione su san Giovanni Crisostomo. Dopo il periodo passato ad Antiochia, nel 397 egli fu nominato Vescovo di Costantinopoli, la capitale dell’Impero romano d’Oriente. Fin dall’inizio, Giovanni progettò la riforma della sua Chiesa: l’austerità del palazzo episcopale doveva essere di esempio per tutti – clero, vedove, monaci, persone della corte e ricchi. Purtroppo, non pochi di essi, toccati dai suoi giudizi, si allontanarono da lui. Sollecito per i poveri, Giovanni fu chiamato anche «l’Elemosiniere». Da attento amministratore, infatti, era riuscito a creare istituzioni caritative molto apprezzate. La sua intraprendenza nei vari campi ne fece per alcuni un pericoloso rivale. Egli, tuttavia, come vero Pastore, trattava tutti in modo cordiale e paterno. In particolare, riservava accenti sempre teneri per la donna e cure speciali per il matrimonio e la famiglia. Invitava i fedeli a partecipare alla vita liturgica, da lui resa splendida e attraente con geniale creatività.
Nonostante il suo cuore buono, non ebbe una vita tranquilla. Pastore della capitale dell’Impero, si trovò coinvolto spesso in questioni e intrighi politici, a motivo dei suoi continui rapporti con le autorità e le istituzioni civili. Sul piano ecclesiastico, poi, avendo deposto in Asia nel 401 sei Vescovi indegnamente eletti, fu accusato di aver varcato i confini della propria giurisdizione, e diventò così bersaglio di facili accuse. Un altro pretesto contro di lui fu la presenza di alcuni monaci egiziani, scomunicati dal patriarca Teofilo di Alessandria e rifugiatisi a Costantinopoli. Una vivace polemica fu poi originata dalle critiche mosse dal Crisostomo all’imperatrice Eudossia e alle sue cortigiane, che reagirono gettando su di lui discredito e insulti. Si giunse così alla sua deposizione, nel sinodo organizzato dallo stesso patriarca Teofilo nel 403, con la conseguente condanna al primo breve esilio. Dopo il suo rientro, l’ostilità suscitata contro di lui dalla protesta contro le feste in onore dell’imperatrice – che il Vescovo considerava come feste pagane, lussuose –, e la cacciata dei presbiteri incaricati dei Battesimi nella Veglia pasquale del 404 segnarono l’inizio della persecuzione di Crisostomo e dei suoi seguaci, i cosiddetti «Giovanniti».
A “Un Santo per Amico”, la storia di San Giuseppe da Copertino.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=1991&season_id=81
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Origine della corona delle lacrime
L’8 Novembre 1929, suor Amalia di Gesù Flagellato, missionaria del Divin Crocifisso in Brasile udí una voce mentre pregava offrendo sé stessa per salvare la vita di una sua parente gravemente ammalata:
"Se vuoi ottenere questa grazia, domandala per le Lacrime di mia Madre. Tutto ciò che gli uomini mi domandano per quelle Lacrime sono obbligato a concederlo".
Avendo la suora domandato con quale formula dovesse pregare, le indicò l’invocazione:
O Gesù, esaudisci le nostre suppliche e le nostre domande, per amore delle Lacrime della tua Santa Madre.
Gesù le promise, inoltre, che Maria Santissima avrebbe affidato al suo Istituto questo tesoro della devozione alle sue Lacrime.
L’8 Marzo 1930, mentre stava inginocchiata davanti all’altare, si sentì come sollevata e vide una Signora di meravigliosa bellezza: Le sue vesti erano color viola, un manto celeste le pendeva dalle spalle ed un velo bianco le copriva il capo.
La Madonna sorridendo amabilmente, consegnò alla suora una corona i cui grani, bianchi come la neve, brillavano come il sole. La Vergine le disse:
“Ecco la corona delle mie lacrime. Il mio Figlio l’affida al tuo Istituto come una porzione d’eredità. Egli ti ha già rivelato le mie invocazioni. Egli vuole che mi si onori in modo speciale con questa preghiera ed egli accorderà, a tutti quelli che reciteranno questa corona e lo pregheranno in nome delle mie lacrime, grandi grazie.
Questa corona servirà ad ottenere la conversione di molti peccatori e in modo particolare quella dei seguaci dello spiritismo
Al vostro istituto sarà riserbato il grande onore di ricondurre in seno alla santa Chiesa e di convertire un gran numero di appartenenti a questa setta nefasta. Il demonio sarà vinto con questa Corona e il suo impero infernale sarà distrutto”.
La Corona fu approvata dal
Vescovo di Campinas che, anzi, autorizzò la celebrazione
nell’Istituto della Festa di Nostra Signora delle Lacrime, il 20
Febbraio.
Come si recita questa Corona