Más allá de las montañas
En la sonrisa de algún niño
En cada instante de mi vida
En los momentos más oscuros
Tú mi Dios y mi Señor
Venuta la sera, venne con i Dodici, e stando a tavola e mangiando Gesù disse: In verità vi dico che uno di voi che mangia con me mi tradirà. Essi cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno per uno: Sono forse io? Egli disse loro: Uno dei Dodici, che intinge con me la mano nel piatto. E il Figlio dell'uomo se ne va, come è stato scritto di lui: ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è tradito! Era meglio per lui che non fosse mai nato.
Beda: Il Signore, che aveva predetto la sua passione, predice anche il suo tradimento, dando spazio alla penitenza, affinché, venendo a intendere che i suoi pensieri erano conosciuti, egli si pentisse di ciò che aveva fatto.
Crisostomo: Risulta chiaro che, al fine di non renderlo più impudente ancora, egli non lo annunciava a tutti, e neppure taceva completamente, affinché non compisse più audacemente il tradimento sapendosi totalmente sconosciuto.
Teofilatto: I Discepoli furono rattristati a causa della parola del Signore, perché, pur sentendosi estranei a questa colpevole intenzione, credevano tuttavia più a colui che conosce i cuori di tutti di quanto non credessero a se stessi.
Segue: Egli disse loro: Uno dei Dodici, che intinge con me la mano nel piatto. Beda: Cioè Giuda, il quale, mentre gli altri rattristati ritraggono le mani, mette col Maestro la mano nel catino. E poiché prima aveva detto: uno di voi mi tradirà, e il traditore persevera nel male, lo rimprovera più manifestamente; tuttavia non indica il nome proprio. Girolamo: Dice però: Uno dei Dodici, come se fosse separato da essi. È così che il lupo separa dalle altre la pecora che vuole prendere, e questa pecora, uscita dal mezzo delle altre, si presenta da sola ai suoi denti. Giuda, che un primo e un secondo avvertimento non hanno potuto ritrarre dal sentiero del tradimento, intende l'enunciato della sua pene, affinché sia vinto dalla prospettiva del castigo, lui che non lo era stato per la vergogna del suo crimine.
Beda: Ancora oggi risente di questa maledizione quell'uomo che da malvagio si accosta alla mensa del Signore. Infatti costui, sull'esempio di Giuda, tradisce il Figlio dell'uomo non certo davanti ai Giudei peccatori, ma tuttavia ai peccatori suoi membri.
Segue: Era meglio per lui che non fosse mai nato. Girolamo: Cioè era meglio che egli restasse nascosto nelle tenebre del seno materno, poiché è meglio non esistere che esistere per i tormenti.
Romania, 2004. Una
ragazza esagitata, Adelina, viene sottoposta a un esorcismo da padre
Dumitru con l'assistenza di alcune suore. La ragazza muore e il
sacerdote e le suore vengono arrestati, accusati di omicidio. La
giovane giornalista americana Nicole Rawlins è interessata dalla
storia, anche perché, a causa di un recente trauma familiare, è
desiderosa di dimostrare i lati negativi insiti negli eccessi della
fede religiosa. Suo zio Phil, sia pure perplesso, le affida
l'inchiesta. Nicole perciò vola in Romania e intervista padre
Dumitru in carcere.
ANNO 2017
PAESE
REGIA Xavier Gens
ATTORI Sophie Cookson, Brittany Ashworth, Corneliu Ulici
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(Oraz. 2;
Revelationum S. Birgittae libri 2; Roma 1628, pp. 408-410)
☩
Sii benedetto, Signor mio
Gesù Cristo, per aver predetto prima del tempo la tua morte, per
aver trasformato in modo mirabile, durante l'ultima Cena, del pane
materiale nel tuo corpo glorioso, per averlo distribuito
amorevolmente agli apostoli in memoria della tua degnissima passione,
per aver lavato loro i piedi con le tue mani sante e preziose,
dimostrando così l'immensa grandezza della tua umiltà.
Onore a te, Signor mio
Gesù Cristo, per aver sudato sangue dal tuo corpo innocente nel
timore della passione e della morte, operando tuttavia la nostra
redenzione che desideravi portare a compimento, mostrando così
chiaramente il tuo amore per il genere umano.
Sii benedetto, Signor mio
Gesù Cristo, per essere stato condotto da Caifa e per aver permesso
nella tua umiltà, tu che sei giudice di tutti, di essere sottoposto
al giudizio di Pilato.
Gloria a te, Signor mio
Gesù Cristo, per essere stato deriso quando, rivestito di porpora,
sei stato coronato di spine acutissime, e per aver sopportato con
infinita pazienza che il tuo volto glorioso fosse coperto di sputi,
che i tuoi occhi fossero velati, che la tua faccia fosse percossa
pesantemente dalle mani sacrileghe di uomini iniqui.
Lode a te, Signor mio
Gesù Cristo, per aver permesso con tanta pazienza di essere legato
alla colonna, di essere flagellato in modo disumano, di essere
condotto coperto di sangue al giudizio di Pilato, di esserti mostrato
come un agnello innocente condotto all'immolazione.
Onore a te, Signor mio
Gesù Cristo, per esserti lasciato condannare nel tuo santo corpo,
ormai tutto inondato di sangue, alla morte di croce; per aver portato
con dolore la croce sulle tue sacre spalle, e per aver voluto essere
inchiodato al legno del patibolo dopo essere stato trascinato
crudelmente al luogo della passione e spogliato delle tue vesti.
Onore a te, Signore Gesù Cristo, per aver rivolto umilmente, in mezzo a tali tormenti, i tuoi occhi colmi di amore e di bontà alla tua degnissima Madre, che mai conobbe il peccato, né mai consentì alla più piccola colpa, e per averla consolata affidandola alla protezione fedele del tuo discepolo.
Questo è un documentario dettagliato incentrato sulle tattiche militari, l'architettura delle fortezze in Medio Oriente (come il castello di Vadum Iacob) e la celebre e drammatica battaglia di Hattin contro Saladino.
Questo fumetto parla di un Sacerdote che resta intrappolato su un'isola dopo un atterraggio forzato con un aereo.
E' una delle prime storie complete di Gianni De Luca, su sceneggiatura di Eros Belloni, uscita sul Vittorioso nel 1951.
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Il racconto della vita di un santo, morto cent’anni fa e canonizzato nell’anno giubilare. Giovane universitario, bello e innamorato, ricco di amicizie, appassionato di buona politica, campione di carità nascosta. Una figura luminosa della storia civile e della Chiesa, esempio attuale per tanti giovani di oggi.