A “Un Santo per Amico”, la storia di Sant'Agostino.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=7982&season_id=81
A “Un Santo per Amico”, la storia di Sant'Agostino.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
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PRATICA. Imparino i
genitori a vigilare sull'educazione cristiana dei figli e a prodigare
ad essi le loro maggiori cure.
PREGHIERA. Dio,
consolatore degli afflitti e salvezza di quelli che sperano in te,
che misericordioso riguardasti alle pie lacrime della beata Monica
per la conversione del figliuolo suo Agostino, donaci per
l'intervento d'ambedue di deplorare i nostri peccati e di ottenere il
favore della tua grazia.
MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria
di santa Monica, che, data ancora giovinetta in matrimonio a
Patrizio, generò dei figli, tra i quali Agostino, per la cui
conversione molte lacrime versò e molte preghiere rivolse a Dio, e,
anelando profondamente al cielo, lasciò questa vita a Ostia nel
Lazio, mentre era sulla via del ritorno in Africa.
Oreste Ravanello
(Venezia, 25 agosto 1871 - Padova, 2 luglio 1938) è stato un
organista e compositore italiano. Diplomatosi in organo a soli 16
anni, fu organista rinomato della Cappella Marciana di Venezia, al
tempo (1895-1898) in cui Don Lorenzo Perosi ne era il direttore.
Successe poi a Giovanni Tebaldini, come Maestro di Cappella al Liceo
Musicale di Venezia e, nel 1914, Direttore dell'Istituto Musicale di
Padova.
Fu, con Marco Enrico Bossi e con Luigi Bottazzo, un
pioniere e un propugnatore geniale e ardente della riforma della
Musica Sacra, a cui diede incremento e contributo notevoli con un
buon numero di composizioni sacre, vocali e organistiche,
caratterizzate da uno stile caldo ed elevato e da un'armonizzazione
elaborata e fluida, e con opere didattiche per lo studio dell'Organo,
ancora oggi assai apprezzate ed adottate.
La sua fortunata
''Missa in honorem S. Josephi Calasantii'' a due voci uguali, con
accompagnamento d'organo o d'armonio, incisa ora per la prima volta,
fu composta nella ricorrenza del primo centenario dell'Istituto
Cavanis o Congragazione dei Sacerdoti delle Scuole di Carità,
fondato nel 1802 a Venezia dai fratelli conti Antonangelo e
Marcantonio Cavanis, ambedue sacerdoti e già segretari della
Cancelleria Ducale. S. Giuseppe Calasanzio (nato in Aragona nel 1556
e morto a Roma nel 1648), a cui la Messa è intitolata, è il grande
apostolo delle scuole popolari completamente gratuite nel quartiere
di Trastevere: il famoso pedagogista che diceva tutti buoni i metodi,
se in mano a buoni maestri e tutti cattivi, se in mano a maestri
cattivi. L'Istituto Cavanis, molto affine negli scopi e nelle regole
alla Congregazione del Calasanzio, ha Case e Collegi specialmente nel
Veneto.
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Ecco uno dei miracoli più celebri attribuiti alla santa, avvenuto nel 1615, quando la città di Lima fu minacciata dall'invasione di una flotta di corsari olandesi guidati da Joris von Spilbergen.
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Il contesto storico e la minaccia
Nel XVII secolo, i pirati e i corsari protestanti (spesso olandesi o inglesi) attaccavano frequentemente le rotte commerciali e le città costiere cattoliche dell'Impero spagnolo in Sudamerica.
Nel 1615, la flotta olandese arrivò
nei pressi del porto di Callao, vicino a Lima, scatenando il panico
generale tra la popolazione. Molti abitanti fuggirono verso
l'interno, mentre le autorità cercavano di organizzare una difesa
militare.
Il coraggio e la preghiera di santa Rosa
Mentre la città era nel caos, Isabel Flores de Oliva (Terziaria Domenicana conosciuta come Rosa) cercò rifugio nella chiesa del convento di San Domenico e riunì un gruppo di donne davanti al Santissimo Sacramento per avviare una catena di preghiera incessante.
Dimostrò un coraggio straordinario: secondo le cronache dell'epoca, santa Rosa era pronta a fare da scudo umano con il proprio corpo e a subire il martirio pur di difendere l'altare e l'Eucaristia da eventuali profanazioni dei pirati.
Il miracolo e la ritirata
In modo del tutto
inspiegabile e improvviso, la minaccia svanì:
Il capitano della flotta
pirata morì improvvisamente a bordo della sua nave.
Senza una guida, i pirati decisero di sollevare le ancore e la flotta si ritirò senza mai sbarcare a Lima.
La cittadinanza attribuì immediatamente la salvezza della città all'intercessione miracolosa e alla fede incrollabile di santa Rosa. Questo evento consolidò la sua fama di santità in tutto il Perù ben prima della sua morte, avvenuta nel 1617.
E detto l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. E disse loro Gesù: Tutti vi scandalizzerete di me in questa notte, poiché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse. Ma dopo che sarò risorto vi precederò in Galilea. Pietro gli disse: Anche se tutti si saranno scandalizzati di te, io non lo sarò. E Gesù gli disse: In verità ti dico che oggi, in questa notte, prima che il gallo abbia cantato due volte, tre volte mi rinnegherai. Ma egli diceva ancora di più: Anche se dovrò morire con te, non ti rinnegherò. E similmente dicevano anche tutti gli altri.
Teofilatto: Cantando l'inno di azione di grazie, nel momento in cui sta per essere tradito, egli ci mostra che gli era dolce morire per noi, e ci insegna a non rattristarci, ma a rendere grazie a Dio quando quando crediamo nella sofferenza per la salvezza degli altri, poiché egli nella nostra tribolazione opera la salvezza degli altri. Beda: Noi possiamo anche vedere, in questo cantico di azione di grazie, che egli, come riferisce Giovanni, rendeva grazie a suo Padre e pregava levando gli occhi per se stesso e per i suoi discepoli, e per tutti quelli che dovevano credere nel suo nome.
Beda: In senso mistico è assai notevole che il Salvatore conduca i suoi discepoli sul monte degli Ulivi, dopo averli fatti partecipare ai suoi misteri; ed è per insegnarci a servirci della sua partecipazione ai sacramenti per elevarci alle virtù e ai doni dello Spirito Santo più sublimi; è per questa virtù e per questo doni che i nostri cuori sono consacrati dall'unzione divina. Girolamo: È sullo stesso monte degli Ulivi, dove è stato fatto prigioniero, che Gesù si eleva al cielo, e ciò per insegnarci che noi saliamo al cielo dal mezzo delle nostre preghiere, delle nostre veglie, delle nostre prove, quando non le respingiamo.
Beda: Il Signore predice ai suoi discepoli la debolezza di cui stanno per essere vittime affinché, giungendo tale debolezza, essi no disperino della salvezza, ma siano liberi per il pentimento, per cui segue: E disse loro Gesù: Tutti vi scandalizzerete di me in questa notte. Teofilatto: Il Signore permise che cadessero perché non confidassero in se stessi, e per non sembrare di far loro questa predizione su una semplice apparenza introdusse questa testimonianza del Profeta Zaccaria: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse. Teofilatto: Il Padre dice: «Percuoterò il pastore» probabilmente perché lo lascia percuotere. I discepoli sono chiamati pecore a causa della loro innocenza e dell'assenza in loro di malizia. Il Signore aggiunge la consolazione con queste parole: Ma dopo che sarò risorto vi precederò in Galilea.
A “Un Santo per Amico”, la storia di San Bernardo di Chiaravalle.
Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.
https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=29948&season_id=81
Una terra, un uomo, un Dio è un documentario a puntate di stampo storico-religioso trasmesso dalla Rai alla fine degli anni '70.
Realizzato originariamente intorno al 1976 e andato in onda all'interno della programmazione della Tv dei ragazzi (in particolare nel tardo autunno del 1978), il progetto porta la firma di Marino Nicora, Hribar e Vittorino Joannes.
Questo filmato d'epoca restaurato mostra lo stile visivo e narrativo tipico dei documentari religiosi di quel periodo storico, focalizzato sui luoghi della Passione.