domenica 23 agosto 2026

Santa Rosa da Lima e i Pirati

Ecco uno dei miracoli più celebri attribuiti alla santa, avvenuto nel 1615, quando la città di Lima fu minacciata dall'invasione di una flotta di corsari olandesi guidati da Joris von Spilbergen.

Il contesto storico e la minaccia

Nel XVII secolo, i pirati e i corsari protestanti (spesso olandesi o inglesi) attaccavano frequentemente le rotte commerciali e le città costiere cattoliche dell'Impero spagnolo in Sudamerica.

Nel 1615, la flotta olandese arrivò nei pressi del porto di Callao, vicino a Lima, scatenando il panico generale tra la popolazione. Molti abitanti fuggirono verso l'interno, mentre le autorità cercavano di organizzare una difesa militare.

Il coraggio e la preghiera di santa Rosa

Mentre la città era nel caos, Isabel Flores de Oliva (Terziaria Domenicana conosciuta come Rosa) cercò rifugio nella chiesa del convento di San Domenico e riunì un gruppo di donne davanti al Santissimo Sacramento per avviare una catena di preghiera incessante.

Dimostrò un coraggio straordinario: secondo le cronache dell'epoca, santa Rosa era pronta a fare da scudo umano con il proprio corpo e a subire il martirio pur di difendere l'altare e l'Eucaristia da eventuali profanazioni dei pirati.

Il miracolo e la ritirata

In modo del tutto inspiegabile e improvviso, la minaccia svanì:
Il capitano della flotta pirata morì improvvisamente a bordo della sua nave.

Senza una guida, i pirati decisero di sollevare le ancore e la flotta si ritirò senza mai sbarcare a Lima.

La cittadinanza attribuì immediatamente la salvezza della città all'intercessione miracolosa e alla fede incrollabile di santa Rosa. Questo evento consolidò la sua fama di santità in tutto il Perù ben prima della sua morte, avvenuta nel 1617.

Marco, Capitolo 14, Versetti 26-31

E detto l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. E disse loro Gesù: Tutti vi scandalizzerete di me in questa notte, poiché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse. Ma dopo che sarò risorto vi precederò in Galilea. Pietro gli disse: Anche se tutti si saranno scandalizzati di te, io non lo sarò. E Gesù gli disse: In verità ti dico che oggi, in questa notte, prima che il gallo abbia cantato due volte, tre volte mi rinnegherai. Ma egli diceva ancora di più: Anche se dovrò morire con te, non ti rinnegherò. E similmente dicevano anche tutti gli altri.

Teofilatto: Cantando l'inno di azione di grazie, nel momento in cui sta per essere tradito, egli ci mostra che gli era dolce morire per noi, e ci insegna a non rattristarci, ma a rendere grazie a Dio quando quando crediamo nella sofferenza per la salvezza degli altri, poiché egli nella nostra tribolazione opera la salvezza degli altri. Beda: Noi possiamo anche vedere, in questo cantico di azione di grazie, che egli, come riferisce Giovanni, rendeva grazie a suo Padre e pregava levando gli occhi per se stesso e per i suoi discepoli, e per tutti quelli che dovevano credere nel suo nome.

Beda: In senso mistico è assai notevole che il Salvatore conduca i suoi discepoli sul monte degli Ulivi, dopo averli fatti partecipare ai suoi misteri; ed è per insegnarci a servirci della sua partecipazione ai sacramenti per elevarci alle virtù e ai doni dello Spirito Santo più sublimi; è per questa virtù e per questo doni che i nostri cuori sono consacrati dall'unzione divina. Girolamo: È sullo stesso monte degli Ulivi, dove è stato fatto prigioniero, che Gesù si eleva al cielo, e ciò per insegnarci che noi saliamo al cielo dal mezzo delle nostre preghiere, delle nostre veglie, delle nostre prove, quando non le respingiamo.

Beda: Il Signore predice ai suoi discepoli la debolezza di cui stanno per essere vittime affinché, giungendo tale debolezza, essi no disperino della salvezza, ma siano liberi per il pentimento, per cui segue: E disse loro Gesù: Tutti vi scandalizzerete di me in questa notte. Teofilatto: Il Signore permise che cadessero perché non confidassero in se stessi, e per non sembrare di far loro questa predizione su una semplice apparenza introdusse questa testimonianza del Profeta Zaccaria: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse. Teofilatto: Il Padre dice: «Percuoterò il pastore» probabilmente perché lo lascia percuotere. I discepoli sono chiamati pecore a causa della loro innocenza e dell'assenza in loro di malizia. Il Signore aggiunge la consolazione con queste parole: Ma dopo che sarò risorto vi precederò in Galilea.

mercoledì 19 agosto 2026

Documentario - Una Terra, un Uomo, un Dio: La Passione di Gesù

Una terra, un uomo, un Dio è un documentario a puntate di stampo storico-religioso trasmesso dalla Rai alla fine degli anni '70. 

Realizzato originariamente intorno al 1976 e andato in onda all'interno della programmazione della Tv dei ragazzi (in particolare nel tardo autunno del 1978), il progetto porta la firma di Marino Nicora, Hribar e Vittorino Joannes.

Questo filmato d'epoca restaurato mostra lo stile visivo e narrativo tipico dei documentari religiosi di quel periodo storico, focalizzato sui luoghi della Passione.

 

martedì 18 agosto 2026

Il Beato Martino Martinez Pascual e l'Errore Comune della sua Foto Clamorosamente Sbagliata

Cari Fratelli e Sorelle, quest'oggi, tra gli altri, la Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana ricorda il Beato spagnolo Martino Martinez Pascual che mori (18 agosto 1936), in Odium Fidei, per mano di una banda di delinquenti anarcocomunisti spagnoli.

Questo Beato è molto famoso perché prima di morire benedisse i suoi persecutori, pregò perché Dio non tenesse conto della loro azione e morì gridando "Viva Cristo Rey!".

La cosa che moltissimi non sanno è che questa foto molto diffusa è clamorosamente sbagliata perché è la foto di uno dei suoi persecutori anarcocomunisti!

La foto vera è quella in alto, le foto qui sotto sono di quel delinquente che l'ha ammazzato ed è chiaro che qualcuno deve avvisare santodelgiorno, santiebeati etc..... Grazie e Pace e Bene.


Cartone Animato - Sant'Elena Imperatrice

A “Un Santo per Amico”, la storia di Santa Elena.

Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.


https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=7990&season_id=81

domenica 16 agosto 2026

Marco, Capitolo 14, Versetti 22-25

E mentre mangiavano, Gesù prese il pane e benedicendo lo spezzò e lo diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo. E prendendo il calice, rendendo grazie lo diede loro e tutti ne bevvero. E disse loro: Questo è il mio sangue del Nuovo Testamento, che sarà sparso per molti. In verità vi dico che io non berrò di questo frutto della vite fino a quel giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio.

Beda: Terminate le cerimonie della Pasqua, Gesù passa alla nuova, cioè sostituisce alla carne e al sangue dell'agnello il sacramento del suo corpo e del suo sangue. Per cui si dice: E mentre mangiavano, Gesù prese il pane, per mostrare che egli era colui al quale il Signore giurò (Sal 109,4): «Tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedeck».

Beda: Spezza egli stesso il pane che porge ai discepoli, per mostrare che la frazione del pane era l'effetto di un piano che aveva tracciato spontaneamente lui stesso. Egli benedice il pane per mostrare che questa natura umana che egli aveva preso per soffrire egli l'aveva riempita di una virtù divina congiuntamente con il Padre e lo Spirito Santo. Con la benedizione e la frazione del pane egli fece vedere che si era degnato di sottrarre alla morte l'umanità che aveva preso, per far risplendere la potenza di immortalità che era innata in lui e per insegnare che egli avrebbe risuscitato rapidamente questa umanità.

Segue: e lo diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo. Teofilatto: Ciò che io vi do in questo momento e ciò che voi riceverete in questo momento. Il pane non è soltanto la figura del corpo di Cristo: esso è mutato realmente nel corpo di Cristo, dato che il Signore ha detto altrove (Gv 6,51): «I pane che io vi darò è la mia carne». Tuttavia, a causa della nostra debolezza, la carne di Cristo non è visibile a noi. Il pane e il vino sono dei nutrimenti fatti a nostro uso, e se noi vedessimo la carne e il sangue non sopporteremo di nutrircene. È per questo che il Signore, accondiscendendo alla nostra debolezza, conserva le apparenze del pane e del vino, ma cambiando il pane e il vino nella realtà della sua carne e del suo sangue.

Crisostomo: E ancora oggi Cristo è qui, e consacra la mensa che ha adornato. E non è l'uomo che cambia queste offerte nel corpo e nel sangue di Cristo, ma è Cristo stesso che è morto per noi. Le parole escono dalla bocca del sacerdote, ma la potenza e la grazia della consacrazione vengono da Dio. È questa parola, «Questo è il mio corpo», che conserva le offerte; e come la parola che dice: «Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra» (Gen 1,22) non è stata detta che una volta eppure ottiene il suo effetto in tutti i tempi per la generazione di tutti gli esseri, attraverso la mediazione della natura, così quest'altra parola, pronunciata una volta sola, dà la sua forza al sacrificio di tutti gli altari della Chiesa fino a oggi (cosa che si perpetuerà fino alla venuta di Cristo).

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