domenica 24 maggio 2026

Sospensione Attività

Salve a Tutti, questo Blog con la sua Pagina Facebook sospende a tempo indeterminato le sue attività.

Mi dispiace ma non son tempi giusti per il mondo Cattolico Tradizionale e Conservatore ed è meglio stare alla larga per non alimentare ulteriori divisioni.

Arrivederci.

Canto Gregoriano - Veni Sancte Spiritus (Testo Latino-Italiano)


Veni, Sancte Spíritus,
et emítte cǽlitus
lucis tuæ rádium.

Veni, pater páuperum,
veni, dator múnerum,
veni, lumen córdium.

Consolátor óptime,
dulcis hospes ánimæ,
dulce refrigérium.

In labóre réquies,
in æstu tempéries,
in fletu solácium.

O lux beatíssima,
reple cordis íntima
tuórum fidélium.

Sine tuo númine,
nihil est in hómine
nihil est innóxium.

Lava quod est sórdidum,
riga quod est áridum,
sana quod est sáucium.

Flecte quod est rígidum,
fove quod est frígidum,
rege quod est dévium.

Da tuis fidélibus,
in te confidéntibus,
sacrum septenárium.

Da virtútis méritum,
da salútis éxitum,
da perénne gáudium.

Amen

sabato 23 maggio 2026

La Pentecoste: Festa molto importante!

La Pentecoste è la festa più importante di tutte perché da la complementarietà al Natale e alla Pasqua. La nascita di Gesù Cristo e la sua Risurrezione sarebbe stata vana se non fosse disceso lo Spirito Santo a Pentecoste per tutti gli esseri umani. La Pentecoste è il sigillo di garanzia che Gesù Cristo è veramente Dio e che per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo, e che poi doveva morire e soffrire sulla Croce per tutti i nostri peccati e risorgere il terzo giorno per la nostra salvezza.
Volevo precisare che se avessimo avuto un dio che non avesse deciso dare lo Spirito Santo a tutti gli esseri umani, non ci sarebbe stata la possibilità per tutti di salvarci e avremo avuto un dio egoista e il Natale e la Pasqua non avrebbe più avuto significato, invece abbiamo un Dio che è AMORE E MISERICORDIA, ha voluto dare a tutta l'umanità la possibilità di salvarci è anche per quello che Pentecoste è la più importante. 

 

 Una traccia dell'omelia di Pentecoste 2009 del Santo Padre San Benedetto XVI:

Ogni volta che celebriamo l’Eucaristia, viviamo nella fede il mistero che si compie sull’altare, partecipiamo cioè al supremo atto di amore che Cristo ha realizzato con la sua morte e risurrezione. L’unico e medesimo centro della liturgia e della vita cristiana – il mistero pasquale – assume poi, nelle diverse solennità e feste, “forme” specifiche, con ulteriori significati e con particolari doni di grazia. Tra tutte le solennità, la Pentecoste si distingue per importanza, perché in essa si attua quello che Gesù stesso aveva annunciato essere lo scopo di tutta la sua missione sulla terra. Mentre infatti saliva a Gerusalemme, aveva dichiarato ai discepoli: “Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!” (Lc 12,49). Queste parole trovano la loro più evidente realizzazione cinquanta giorni dopo la risurrezione, nella Pentecoste, antica festa ebraica che nella Chiesa è diventata la festa per eccellenza dello Spirito Santo: “Apparvero loro lingue come di fuoco… e tutti furono colmati di Spirito Santo” (At 2,3-4). Il vero fuoco, lo Spirito Santo, è stato portato sulla terra da Cristo. Egli non lo ha strappato agli dèi, come fece Prometeo, secondo il mito greco, ma si è fatto mediatore del “dono di Dio” ottenendolo per noi con il più grande atto d’amore della storia: la sua morte in croce.

giovedì 21 maggio 2026

Conferenza - Quaerere Deum. Lo storico discorso di Benedetto XVI al Collège des Bernardins di Parigi

In occasione del Viaggio Apostolico in Francia (12-15 settembre 2008), Benedetto XVI tenne presso il Collège des Bernardins di Parigi un discorso che sarebbe diventato una delle pietre miliari del suo Pontificato. Esso tratta delle origini della teologia occidentale e delle radici della cultura europea. Il testo è consultabile a questo link: https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2008/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20080912_parigi-cultura.html

 

mercoledì 20 maggio 2026

San Bernardino da Siena - Il Fedele Nutrizio e Custode

Dai « Discorsi » di san Bernardino da Siena, sacerdote.
(Disc. 2 su san Giuseppe; Opera 7, 16. 27-30)

 

Regola generale di tutte le grazie singolari partecipate a una creatura ragionevole è che quando la condiscendenza divina sceglie qualcuno per una grazia singolare o per uno stato sublime, concede alla persona così scelta tutti i carismi che le sono necessari per il suo ufficio. Naturalmente essi portano anche onore al prescelto. Ecco quanto si è avverato soprattutto nel grande san Giuseppe, padre putativo del Signore Gesù Cristo e vero sposo della regina del mondo e signora degli angeli. Egli fu scelto dall'eterno Padre come fedele nutrizio e custode dei suoi principali tesori, il Figlio suo e la sua sposa, e assolse questo incarico con la più grande assiduità.

Perciò il Signore gli dice: Servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore (cfr. Mt 25, 21).

Se poni san Giuseppe dinanzi a tutta la Chiesa di Cristo, egli è l'uomo eletto e singolare, per mezzo del quale e sotto il quale Cristo fu introdotto nel mondo in modo ordinato e onesto. Se dunque tutta la santa Chiesa è debitrice alla Vergine Madre, perché fu stimata degna di ricevere Cristo per mezzo di lei, così in verità dopo di lei deve a Giuseppe una speciale riconoscenza e riverenza.

Infatti egli segna la conclusione dell'Antico Testamento e in lui i grandi patriarchi e i profeti conseguono il frutto promesso. Invero egli solo poté godere della presenza fisica di colui che la divina condiscendenza aveva loro promesso.

Certamente Cristo non gli ha negato in cielo quella familiarità, quella riverenza e quell'altissima dignità che gli ha mostrato mentre viveva fra gli uomini, come figlio a suo padre, ma anzi l'ha portata al massimo della perfezione.

Perciò non senza motivo il Signore soggiunge: « Entra nella gioia del tuo Signore ». Sebbene sia la gioia della beatitudine eterna che entra nel cuore dell'uomo, il Signore ha preferito dire: « Entra nella gioia », per insinuare misticamente che quella gioia non solo è dentro di lui, ma lo circonda ed assorbe da ogni parte e lo sommerge come un abisso infinito.

Ricordati dunque di noi, o beato Giuseppe, ed intercedi presso il tuo Figlio putativo con la tua potente preghiera; ma rendici anche propizia la beatissima Vergine tua sposa, che è Madre di colui che con il Padre e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli infiniti. Amen.

lunedì 18 maggio 2026

Documentario - Lione: Ars e Fourviere, dove i Santi parlano con Maria

Documentario sui Santuari francesi di Fourviere, a Lione, e del Curato d'Ars. Per la serie "I grandi santuari d'Europa".

Anno di realizzazione 2012.

Regia e testi di Luigi Boneschi.
Riprese di Willy Tonna e Massimo Lenzi.


Seconda Parte Qui

 

sabato 16 maggio 2026

Preghiera alla Madonna di Fatima

La versione originale in portoghese ha l'imprimatur di S E. Rev. ma Mons. Antonio de Castro Mayer, vescovo di Campos in Brasile.

O Regina di Fatima, in questa ora di così grandi pericoli per le nazioni cristiane, allontanate da esse il flagello del comunismo ateo.
Non permettete che riesca a instaurarsi, in tanti paesi nati e formati sotto l’influsso sacro della civiltà cristiana, il regime comunista, che nega tutti i comandamenti della legge di Dio.
Perciò, o Signora, mantenete vivo e accrescete il rifiuto che hanno opposto al comunismo tutte le categorie sociali dei popoli dell’Occidente cristiano.

Aiutateci ad avere sempre presente che:

1. Il decalogo ci ordina: “non avrai altro Dio fuori che me”, “non nominare il nome di Dio invano”, “ricordati di santificare le feste”. E il comunismo ateo fa di tutto per estinguere la fede, portare gli uomini alla bestemmia e creare ostacoli alla normale e pacifica celebrazione del culto;

2. Il decalogo ordina: “onora il padre e la madre”, “non commettere atti impuri” e “non desiderare la donna d’altri”. Ebbene, il comunismo vuole rompere i vincoli tra genitori e figli, affidando la loro educazione alle mani dello Stato. Il comunismo nega il valore della verginità e insegna che il matrimonio può essere sciolto per qualsiasi motivo, per la semplice volontà di uno dei coniugi;

3. Il decalogo ordina: “non rubare”, e “non desiderare la roba d’altri”. Il comunismo nega la proprietà privata e la sua così importante funzione sociale;

4. Il decalogo ordina: “non ammazzare”. Il comunismo si serve della guerra di conquista come mezzo di espansione ideologica e promuove rivoluzioni e delitti in tutto il mondo;

5. Il decalogo ordina: “non dire falsa testimonianza”, e il comunismo usa sistematicamente la menzogna come arma di propaganda.

Fate che, sbarrando risolutamente la strada alla infiltrazione comunista, tutti i popoli dell‘Occidente cristiano possano contribuire a fare avvicinare il giorno della gloriosa vittoria che avete predetto a Fatima con queste parole piene di tanta speranza e di tanta dolcezza:

«Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà»

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