Il primo giorno degli
Azzimi, quando si immolava la Pasqua, gli dicono i suoi discepoli:
Dove vuoi che andiamo e prepariamo perché tu possa mangiare la
Pasqua? E manda due dei suoi discepoli e dice loro: Andate in città
e troverete un uomo che porta una brocca d'acqua; seguitelo e
dovunque entrerà dite al padrone di casa che il Maestro dice: Dov'è
la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei
discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i
tappeti, già pronta; là preparate per noi. I discepoli andarono e
vennero nella città e trovarono come aveva detto loro e prepararono
per la Pasqua.
Beda: Il
giorno degli azzimi era il quattordicesimo giorno del mese. Alla sera
di questo giorno si celebrava la Pasqua: cioè si uccideva l'agnello
dopo aver gettato via il lievito. È ciò che l'Apostolo spiega in
questo modo (1 Cor
5,7): «Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato». Sebbene non fosse
stato che l'indomani, al quindicesimo giorno della luna, che egli fu
crocifisso, fu tuttavia alla sera di quel giorno, nel momento in cui
si immolava l'agnello, che egli consacrò l'inizio della sua passione
e della sua immolazione dando ai suoi discepoli, per consacrarlo dopo
di lui, il suo corpo e il suo sangue, e i Giudei si impadronirono di
lui e lo legarono.
Girolamo:
Dicono poi Dove vuoi che
andiamo? perché
dirigiamo i nostri passi con la volontà di Dio. Il Signore indica
presso chi vuole mangiare la Pasqua e, secondo il suo modo ordinario,
come abbiamo notato sopra, invia due discepoli insieme: E
manda due dei suoi discepoli e dice loro: Andate in città.
Teofilatto: Egli invia
due dei suoi discepoli. Secondo la testimonianza di Luca sono Pietro
e Giovanni. Egli li invia a un uomo sconosciuto per insegnare loro
che egli poteva non soffrire se voleva. Infatti chi muove la mente di
uno sconosciuto perché li riceva, che cosa non potrebbe fare degli
altri? Ora, egli dà un segno per riconoscere la casa, quando dice
loro: troverete un uomo
che porta una brocca d'acqua. Agostino:
Marco chiama questo vaso
«lagena» e Luca «anphora». Il primo termine designa la specie di
vaso che porta quest'uomo, e il secondo la sua forma: in entrambi i
casi c'è la verità.
Beda:
La prova che la sua divinità era presente in lui è che, al momento
in cui si tratteneva con i suoi discepoli, egli vedeva ciò che
accadeva altrove; per cui segue: I
discepoli andarono e vennero nella città e trovarono come aveva
detto loro e prepararono per la Pasqua. Crisostomo:
Attendevano non la nostra, ma
quella dei Giudei. Infatti la nostra non soltanto l'ha istituita il
Signore, ma è divenuto egli stesso questa Pasqua. Ma perché l'ha
celebrata? Perché, «venuto sotto la legge, egli doveva salvare
quelli che erano sotto la legge» (Gal
4,5), e fare così cessare la legge. Egli stesso la compì, e
compiendola la fece cessare, affinché nessuno potesse dire che egli
non poteva compierla per ciò che essa aveva di arduo e difficile.