lunedì 6 aprile 2026

L'Arte Cristiana, Nata da quella Tomba Vuota

“Le donne al sepolcro”, mosaico, VI secolo. Ravenna, 
basilica di Sant’Apollinare

Si può fare iniziare la storia dell’architettura cristiana con una pietra rotolata via, che fa intuire ciò che è successo a Cristo, e che spinge alla sua ricerca.




L’arte sacra cristiana inizia il mattino di Pasqua con la fede stessa. Perché il primo “monumento” dell’arte sacra cristiana è la tomba vuota. Se Le Corbusier ha potuto dire che “l’architettura inizia quando si mette una pietra sopra un’altra”, noi possiamo dire che l’architettura cristiana inizia quando una pietra fu trovata rotolata in modo inconsueto. Nel capitolo 20 del Vangelo di Giovanni Maria di Magdala «vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro» e senza altra verifica dice: «hanno tolto il Signore dal sepolcro» (Gv 20,2).

Quasi che Maria intuisse ciò che è avvenuto a Cristo guardando ciò che è avvenuto alla pietra. Ecco l’essenza dell’arte sacra cristiana: pietre che fanno intuire ciò che è successo a Cristo, e che spingono alla Sua ricerca. Nell’originale di Gv 20, il verbo usato nelle due frasi è lo stesso ( aireo, cioè “levare”) e il parallelismo sintattico è evidente. Con questo gioco retorico l’autore affida alla materialità della pietra l’attimo sorgivo dell’esperienza cristiana. Inoltre in ebraico “pietra” e “figlio” sono due parole che si pronunciano quasi allo stesso modo e che nella Bibbia spesso si richiamano a vicenda.

La “pietra tolta” è dunque “il figlio tolto”. “Figlio” nel senso affettivo e protettivo con cui usiamo anche in italiano questa parola per un uomo che ci è caro. Per la Maddalena è l’“amato tolto”, che lascia solo un vuoto, una porta aperta. Questo parallelismo di Gv 20 è talmente impattante nel testo greco, e il passaggio fra “pietra levata” e “Cristo levato” è talmente illogico e sorprendente che più di un amanuense ne è stato turbato già nei primissimi secoli della tradizione manoscritta. Troviamo in effetti in un autorevolissimo manoscritto come il Sinaiticus (IV secolo) l’aggiunta «dalla porta». C’era evidentemente bisogno di sciogliere l’ambiguità e di chiarire che la “pietra levata” era stata levata non “dal sepolcro” (come invece Cristo), ma ben “dalla porta del sepolcro”, per garantire la differenza.

giovedì 2 aprile 2026

Cartone Animato - Sante Anatolia e Vittoria

Mini serie di teleprediche domenicali per il programma "La banda Dello Zecchino" Rai Uno 2002.


Prodotto da Azimuth Film Franco Pannacci
Regia e animazioni di Alvise Renzini
Montaggio Benedetto Lanfranco

 

domenica 29 marzo 2026

Marco, Capitolo 14, Versetti 3-9

Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo pistico di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest'olio a più di trecento denari e darli ai poveri! Ed erano infuriati contro di lei. Allora Gesù disse: Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un'opera buona; i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, ma non sempre avrete me. Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere, anticipando l'unzione del mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto.

Beda: Dice di Simone il lebbroso non perché fosse lebbroso in quel tempo, ma perché lebbroso prime, fu poi mondato dal Salvatore, rimanendo il nome di prima affinché apparisse la virtù del curatore.

Beda: L'alabastro è una specie di marmo bianco, venato di differenti sfumature, che si suole usare ordinatamente per farne dei vasi per contenere profumi, a motivo della proprietà che si riconosce ad essi di mantenerli incorruttibili. In nardo è un arbusto aromatico di una radice, si dice, molto grassa e sviluppata, ma di una ramo piccolo e fragile. Pur essendo grasso, questo arbusto ha un profumo come il cipresso; di un gusto aspro, con una foglia piccola e spessa, e il suo ramo termina in una spina. Coloro che compongono i profumi trovano dunque nel nardo due cose da celebrare, le foglie e le spighe; ed è di questo nardo che parla Marco dicendo: olio di nardo pistico di gran valore; in quanto cioè quell'unguento che Maria portò al Signore non era solo fatto della radice del nardo, ma anche dalle sue foglie e dalle sue spighe, e presentava di conseguenza più proprietà e più profumi riuniti insieme, cosa che lo rendeva molto più prezioso.

Girolamo: In senso mistico, Simone è la figura innanzitutto dell'anima infedele e poi dell'anima fedele; e questa donna col suo vaso, della fede della Chiesa che dice (Ct 1,11): «Il mio nardo ha dato il suo profumo». Il nardo è detto un nardo fedele, vale a dire pistico e prezioso; la casa che è stata riempita di quell'odore di questo profumo è il cielo e la terra. Il vaso che è stato rotto è il desiderio carnale che si rompe contro questa testa che rende tutto il corpo perfettamente unito, al momento in cui il capo dei cristiani si siede, ossia si umilia perché questa peccatrice credente possa toccarlo. Ella si eleva dai piedi alla testa, e discende mediante la fede dalla testa ai piedi, cioè va da Cristo alle sue membra.

sabato 28 marzo 2026

A Cafarnao Riemergono gli Ormeggi di Pietro

Complice l’abbassamento delle acque del lago di Tiberiade, sono emerse le strutture portuali sulle quali probabilmente transitavano Gesù e gli apostoli. 

Kfar Nahum, il «villaggio di Nahum», sorge sulla riva nord-occidentale del Lago di Tiberiade. È la Cafarnao che l’evangelista Matteo (9,1) non esita a definire la «città di Gesù», tali e tanti erano i legami del Nazareno con questo piccolo centro della «Galilea delle genti». Prima degli episodi evangelici, che le attribuiscono grande rilievo, la cittadina risultava ignota alle Sacre Scritture, anche se il primo nucleo abitativo, spiegano gli archeologi, risale al Bronzo Medio. Da Cafarnao passava la Via Maris, l’antica via commerciale e militare che collegava l’Egitto con la Siria e la Mesopotamia. Di questa autostrada ante litteram resta ancora una pietra miliare romana che, in una iscrizione, esalta l’imperatore Adriano. Gli scavi archeologici, ripresi in modo sistematico dalla Custodia di Terra Santa a partire dal 1968, hanno riportato alla luce i resti dell’abitato di Cafarnao, che risale almeno alla fine dell’epoca ellenistica e si sviluppa durante il periodo romano. Sono emersi quartieri con abitazioni in pietra basaltica, negozi, utensili e strutture di vita quotidiana, che restituiscono l’immagine di un centro vivace e normale per il I secolo d.C.

Nuovi, recenti ritrovamenti archeologici sulle rive del lago, ancora al vaglio degli studiosi, permetteranno probabilmente di aggiungere elementi capaci di farci comprendere meglio la fisionomia della cittadina al tempo di Gesù, la sua economia incentrata sulla pesca ma anche i possibili collegamenti commerciali, non solo via terra, con gli altri centri del lago. Complice l’abbassamento del livello delle acque, le indagini promosse dalla Israel Nature and Parks Authority hanno fatto emergere una porzione dell’antico porto di epoca romana della città. Il sito era già stato individuato e mappato decenni fa dal ricercatore Mendel Nun, ma ora la struttura appare con chiarezza: file parallele di grandi pietre in basalto, distanziate di tre o quattro metri, delimitano rientranze capaci di accogliere una o due imbarcazioni alla volta. Non un pontile lineare come quelli moderni (o strutturati come quelli di porti ben più importanti dell’impero), ma un sistema articolato di banchine con insenature usate come ormeggi. Il materiale dominante è il basalto locale, la stessa pietra che caratterizza le abitazioni e le strade dell’antico villaggio. Lungo il bordo del molo sono visibili le pietre di ormeggio che servivano ad ancorare le barche. All’estremità spicca una pietra di forma piramidale: probabilmente un segnale d’ingresso, un riferimento visivo per guidare le imbarcazioni all’attracco in sicurezza.

domenica 22 marzo 2026

AudioLibro. San Josemaría Escrivá de Balaguer - Solco

Solco (titolo originale: Surco) è una delle opere più celebri di San Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore dell'Opus Dei. Pubblicato postumo nel 1986, il libro raccoglie 1.000 punti di meditazione pensati per accompagnare il cristiano nella sua vita interiore e nel suo impegno nel mondo.

Insieme a Cammino e Forgia, forma una trilogia spirituale che guida il lettore verso una preghiera contemplativa immersa nelle attività quotidiane. 


venerdì 20 marzo 2026

Fumetto - I Giorni dell'Impero

"I giorni dell'Impero" è un vero e proprio romanzo di formazione: i protagonisti si trovano a viaggiare dalla Roma Imperiale fino alla Palestina, ognuno perseguendo un proprio, nobile obiettivo. Una sacra reliquia della Cristianità li unirà in questo incredibile viaggio... 

 

Link 

martedì 17 marzo 2026

Video - San Patrizio



Oggi 17 Marzo si celebra la festa di San Patrizio. Una delle feste più goliardiche del calendario cristiano. Ma chi era in realtà l'uomo e quali le leggende legate al suo nome?


LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online