domenica 18 ottobre 2026

Marco, Capitolo 14, Versetti 53-59

E condussero Gesù dal sommo sacerdote e si riunirono tutti i sacerdoti e gli scribi e gli anziani. Pietro seguì da lontano fino all'interno, nell'atrio del sommo sacerdote, e sedeva con i servi presso il fuoco e si scaldava. I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti attestavano il falso contro di lui e le testimonianze non erano concordi. Alcuni si alzarono per testimoniare il falso contro di lui, dicendo: Noi lo abbiamo udito mentre diceva: Io distruggerò questo tempio fatto da mani d'uomo e in tre giorni ne edificherò un altro non fatto da mani d'uomo. E le loro testimonianze non convenivano.

Beda: Il sommo sacerdote indica Caifa, che, come scrive Giovanni (18,13), «era pontefice in quell'anno». E Giuseppe Flavio attesta che egli aveva acquistato il pontificato dal Principe Romano.

Segue: e si riunirono tutti i sacerdoti e gli scribi e gli anziani. Girolamo: È allora che si formò questa «riunione di popoli simile a un gruppo di tori e vacche».

Segue: Pietro seguì da lontano fino all'interno, nell'atrio del sommo sacerdote. Infatti il timore ritrae, ma la carità trae. Beda: Giustamente seguiva da lontano colui che era sul punto di rinnegare: infatti non avrebbe potuto rinnegare se fosse restato vicino a Cristo.

Segue: e sedeva con i servi presso il fuoco e si scaldava. Girolamo: Egli si scalda nell'atrio con i servi, al fuoco. L'atrio del sacerdote è il mondo, i servitori, i demoni, e chi resta con loro non può piangere i suoi peccati; il fuoco è il desiderio carnale. Beda: C'è un fuoco che è quello della carità, e di questo è stato detto (Lc 12,49): «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra». Discendendo sui credenti, questo fuoco insegna loro a lodare Dio con la varietà infinita delle lingue. C'è anche il fuoco delle passioni, di cui si dice (Os 7,4): «Tutti gli adulteri, il loro cuore è come un forno». È il fuoco che, acceso nel cuore di Caifa dal soffio dello spirito maligno, armava le lingue dei perfidi per la negazione e la bestemmia. Questo fuoco acceso nell'atrio, in mezzo al freddo della notte, era una figura di ciò che faceva nell'interno questo consiglio perverso; poiché è nel momento in cui l'iniquità abbonda che la carità di molti si raffredda. Pietro, preso momentaneamente da questo freddo, cercava di riscaldarsi al fuoco dei servi di Caifa, poiché egli cercava, in questo momento nella società dei malvagi, l'appoggio di un vantaggio temporale.

Cartone Animato - San Luca 2

A “Un Santo per Amico”, la storia di San Luca.


Disegni e animazioni di Ugo d’Orazio.

 

https://www.play2000.it/detail/112?episode_id=1778&season_id=81 

sabato 17 ottobre 2026

Sant'Ignazio di Antiochia - Lettera agli Efesini

Saluto

Ignazio, Teoforo, a colei che è stata benedetta in grandiosità con la pienezza di Dio Padre, che è stata predestinata, prima dei secoli, ad essere per sempre di gloria eterna e di salda unità, che è stata scelta nella passione vera per volontà del Padre e di Gesù Cristo, Dio nostro, la Chiesa degna di essere beata, che è in Efeso dell'Asia, I migliori saluti in Gesù Cristo e nella gioia irreprensibile.

Lode agli Efesini e al vescovo Onesimo

I. Ho recepito nel Signore il vostro amatissimo nome che vi siete guadagnato con naturale giustizia nella fede e nella carità in Cristo Signore nostro Salvatore. Imitatori di Dio e rianimati nel suo sangue avete compiuto un'opera congeniale. Avendo inteso che io venivo dalla Siria incatenato per il nome comune e la speranza, fiducioso nella vostra preghiera di sostenere in Roma la lotta con le fiere e diventare discepolo, vi siete affrettati da me. In nome di Dio ho ricevuto la vostra comunità nella persona di Onesimo, di indicibile carità, vostro vescovo nella carne. Vi prego di amarlo in Gesù Cristo e di rassomigliargli tutti. Sia benedetto chi vi ha fatto la grazia, e ne site degni, di meritare un tale vescovo.

Ubbidienza al vescovo e ai presbiteri

II. Per Burro mio conservo e secondo Dio vostro diacono, benedetto in ogni cosa, prego che resti ad onore vostro e del vescovo. Anche Croco, degno di Dio e di voi, che io ho ricevuto quale vostro modello di carità, mi è di conforto in ogni cosa. Così il Padre di Gesù Cristo lo conforti con Onesimo, Burro, Euplo e Frontone; in loro ho visto tutti voi secondo la carità. Possa io trovare gioia in voi per ogni cosa ed esserne degno! Bisogna glorificare in ogni modo Gesù Cristo che ha glorificato voi, perché riuniti in una stessa obbedienza e sottomessi al vescovo e ai presbiteri siate santificati in ogni cosa.

L'amore nell'unità

III. Non vi comanderò come se fossi qualcuno. Se pur sono incatenato nel Suo nome, non ancora ho raggiunto la perfezione in Gesù Cristo. Solo ora incomincio a istruirmi e parlo a voi come miei condiscepoli. Bisogna che da voi sia unto di fede, di esortazione, di pazienza e di magnanimità. Ma poiché la carità non mi lascia tacere con voi, voglio esortarvi a comunicare in armonia con la mente di Dio. E Gesù Cristo, nostra vita inseparabile, è il pensiero del Padre, come anche i vescovi posti sino ai confini della terra sono nel pensiero di Gesù Cristo.

martedì 13 ottobre 2026

Preghiera Tradizionale a San Teofilo di Antiochia


☩

O San Teofilo, che guidaste la Chiesa di Antiochia dopo l’apostolo Pietro, illuminato dalla sapienza delle Scritture e sostenuto dalla grazia della conversione, insegnateci a cercare con cuore sincero la verità del Vangelo. Voi che difendeste la fede con forza e dolcezza, otteneteci il coraggio di testimoniare Cristo davanti alle difficoltà del mondo. Sostenete la nostra comunità perché resti unita, capace di accogliere tutti i figli di Dio. Intercedete per noi presso il Signore, affinché viviamo con fermezza, umiltà e carità, camminando nella luce della Parola che vi trasformò. Amen.

giovedì 8 ottobre 2026

Marco, Capitolo 14, Versetti 43-52

E mentre ancora parlava venne Giuda Iscariota, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, da parte dei sommi sacerdoti e degli scribi e degli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno dicendo: Quello che bacerò è lui, prendetelo e conducetelo cautamente. Ed essendo venuto, subito accostatosi a lui disse: Ti saluto, Rabbì, e lo baciò. Così quelli gli misero le mani addosso e lo trattennero. Ma uno dei astanti, tratta la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli amputò un orecchio. E Gesù rispondendo disse loro: Come contro un brigante siete usciti con spade e bastoni per prendermi? Ogni giorno ero presso di voi nel tempio insegnando, e non mi avete preso; ma affinché si compissero le Scritture. Allora i suoi discepoli, lasciandolo, fuggirono tutti. Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, senza altri indumenti e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo.

E mentre ancora parlava venne Giuda Iscariota, uno dei Dodici. Teofilatto: Ciò non viene detto inutilmente, ma per la maggiore deplorazione del traditore: poiché, pur essendo uno dei primi discepoli, si era lasciato andare al furore contro il Signore.

Beda: Giuda aveva conservato ancora qualcosa del rispetto del discepolo, non consegnando apertamente il suo maestro, ma prendeva il bacio come segno; per cui segue: II traditore aveva dato loro un segno dicendo: Quello che bacerò è lui, prendetelo e conducetelo cautamente. Teofilatto: Vedete la sua follia di credere di poter ingannare Cristo con il bacio e di farsi così passare come suo amico. Se eri amico, o Giuda, perché ti sei accostato con i nemici? Ogni cuore malvagio congettura male.

Segue: Ed essendo venuto, subito accostatosi a lui disse: Ti saluto, Rabbì, e lo baciò. Girolamo: Giuda dà il segno del bacio con il veleno dell'inganno: così Caino offrì un sacrificio subdolo e riprovato. Beda: Egli lo chiama maestro con un animo di invidia e con l'ardimento di uno scellerato, e dà un bacio a colui che tradisce. Il Signore riceve il bacio del traditore non per insegnarci a simulare, ma per non far sembrare che fuggisse di fronte al tradimento. Nello stesso tempo compiva questa parola (Sal 119,7): «Con quelli che odiano la pace ero pacifico».

Segue: Ma uno dei astanti, tratta la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli amputò un orecchio. Beda: È Pietro che lo fece; egli è nominato da Giovanni. Egli lo fece con lo stesso ardore che portava in tutte le cose. Egli sapeva come Finees, punendo i sacrilegi, avesse ricevuto la ricompensa dovuta alla giustizia ed era stato rivestito dal sacerdozio eterno: Teofilatto: Marco tace il nome del suo maestro perché non sembrasse che ne faceva l'elogio. Facendo questo, Pietro fa intravedere che i Giudei erano disobbedienti e increduli, e che non rispettavano le Scritture. Poiché, se avessero avuto l'orecchio della fede e dell'obbedienza alle Scritture, mai avrebbero crocifisso il Signore della gloria. È al servo del sommo sacerdote che egli taglia l'orecchio, poiché erano i principi dei sacerdoti i primi a violare le Scritture, come se non l'avessero mai udite.

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