Dio Figlio volle nascere di stirpe regale per riunire nella sua Persona tutti i generi di grandezza.
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“Quando Dio Padre decise di dare suo Figlio al mondo, volle farlo con onore, poiché Egli è degno di ogni onore e di ogni lode.
“Gli preparò quindi una corte ed una servitù regale degni di Lui. Dio voleva che, perfino sulla terra, suo Figlio incontrasse un'accoglienza degna e gloriosa, se non agli occhi del mondo, almeno ai suoi propri occhi.
“Questo mistero di grazia dell'Incarnazione del Verbo non fu realizzato improvvisamente da Dio e quelli che erano stati scelti per prenderne parte, furono preparati da Lui molto tempo prima. La corte del Figlio di Dio fatto Uomo si compone di Maria e di Giuseppe; lo stesso Dio non avrebbe potuto trovare per suo Figlio servi più degni di stargli vicino. Consideriamo particolarmente san Giuseppe.
“Incaricato dell'educazione del Principe regale del Cielo e della terra, di dirigerlo e di servirlo, era necessario che i suoi servizi facessero onore al suo divino allievo: non stava bene che un Dio si dovesse vergognare di suo padre. Quindi, dovendo essere Re, della stirpe di Davide, fa nascere san Giuseppe dallo stesso ceppo regale: vuole che Lui sia nobile, persino della nobiltà terrena. Nelle vene di san Giuseppe scorre dunque il sangue di Davide, di Salomone, e di tutti i nobili Re di Giuda e se la sua stessa dinastia avesse continuato a regnare, lui [san Giuseppe] sarebbe stato l'erede del trono e avrebbe dovuto occuparlo.
“Non fermatevi a considerare la sua povertà attuale: l'ingiustizia scacciò la sua famiglia dal trono al quale aveva diritto, ma non per questo egli cessa di essere Re, figlio di quei Re di Giuda, i maggiori, i più nobili, i più ricchi dell'universo. Anche nei registri anagrafici di Betlemme san Giuseppe sarà iscritto e riconosciuto dal governatore romano quale erede di Davide: questa la sua regale pergamena, facilmente riconoscibile e che porta la sua regale firma.


