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martedì 30 novembre 2021

Beato Giuseppe Otin Aquiluè

Nacque a Huesca e ben presto decise di andare a Campello (Alicante), per rispondere alla sua vocazione salesiana. Fu ordinato sacerdote nel 1928. Con il suo sorriso e il suo carattere attirava facilmente i giovani. Oltre agli studi a Carabanchel (Madrid), il resto della sua vita lo trascorse nella provincia di Alicante: Villena, Campello e Alcoy. Quando scoppiò la guerra civile, partì per Valencia e trovò rifugio in una città. Rimase lì finché non fu denunciato; in seguito scomparse e le sue traccia andarono perdute, si ritiene che sia morto martire a Valencia.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Valencia sempre in Spagna, beato Giuseppe Otín Aquilé, sacerdote della Società Salesiana e martire, che nella stessa persecuzione raggiunse il regno celeste invitto nella costanza della fede.

lunedì 29 novembre 2021

Beati Dionigi della Natività e Redento della Croce

Pierre Berthelot, primo di dieci fratelli, nacque a Honfleur, in Normandia, nel 1600, e a diciannove anni s'imbarcò per le Indie su una nave francese, l'Esperance, che fu depredata e incendiata dai pirati olandesi. Pierre, a ogni modo, riuscì a scappare, e dopo aver svolto alcuni affari privati, entrò nell'esercito portoghese a Malacca, prima come pilota, poi come cartografo, prendendo parte a numerose spedizioni. Nel 1635, mentre si trovava a Goa, incontrò il priore dei carmelitani scalzi, che lo incoraggiò a entrare nell'ordine, consiglio che Pierre seguì, scegliendo il nome di Dionigi. Subito dopo la professione, il viceré portoghese gli chiese di partecipare come guida a una missione a Sumatra. I carmelitani gli concessero il permesso, ordinandolo immediatamente sacerdote, in modo che potesse svolgere anche il ministero di cappellano, e gli affiancarono un compagno laico di nome Redento (il nome di battesimo era Tomas Rodriguez da Cunha), che era stato soldato, in India, prima di entrare nei carmelitani. Appena raggiunta Achin (Sumatra), l'ambasciatore e i suoi compagni furono catturati, alcuni uccisi, inclusi i due frati, ma nessuno di loro costretto all'apostasia. Non appena la notizia raggiunse Goa, il priore iniziò a raccogliere testimonianze per aprire la causa di beatificazione, conclusa solo nel 1900. Esistono alcune mappe (tahulae maritimae) conservate al British Museum, probabilmente disegnate con cura da Dionigi.

MARTIROLOGIO ROMANO. Ad Aceh nell’isola di Sumatra, beati martiri Dionigi della Natività (Pietro) Berthelot, sacerdote, e Redento della Croce (Tommaso) Rodríguez, religiosi dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, che furono dapprima ridotti in schiavitù dai maomettani e infine uccisi sulla riva del mare a colpi di frecce e di scure.

domenica 28 novembre 2021

Matteo, Capitolo 27, Versetti 45-50

Dall'ora sesta fino all'ora nona si fece buio su tutta la terra. E verso l'ora nona Gesù gridò a gran voce dicendo: Elì, Elì, lamà sabactàni, che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Alcuni stando lì e udendo dicevano: Costui chiama Elia. E subito correndo uno di loro, prese una spugna, la riempì di aceto e la pose sopra una canna e gli dava da bere. Gli altri invece dicevano: Lascia, vediamo se viene Elia a liberarlo. Ma Gesù, gridando ancora a gran voce, emise lo spirito.

Crisostomo: Le tenebre durano tre ore, mentre l'eclissi di sole passa per breve tempo, poiché non si ferma, come sanno coloro che l'hanno osservata.

Crisostomo: […] Ciò non era sufficiente per convertirli, non solo per la grandezza del miracolo, ma anche perché esso fu compiuto dopo che essi avevano detto tutto quello che vollero e si furono saziati con le ingiurie. Ma allora in che modo non tutti si meravigliarono, né ritennero che fosse Dio? Poiché allora il genere umano era trattenuto da grande malizia e accidia, e questo miracolo passò presto, ed essi non ne conoscevano la causa.

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? - Ilario: Gli interpreti eretici deducono da queste parole o che il Verbo di Dio era passato a essere del tutto anima e corpo, dato che lo vivificava a modo di anima, o che Cristo uomo non era in alcun modo nato, poiché in esso il Verbo di Dio inabitava a modo di spirito profetico; come se Gesù Cristo avesse cominciato a essere un uomo comune composto di anima e di corpo solo quando cominciò a esistere l'uomo che ora, privato di nuovo dell'aiuto che riceveva dal Verbo di Dio, esclama: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Oppure, essendosi mutata la natura del Verbo in anima, avesse avuto in tutto l'aiuto del Padre, e ora, mancando di lui e offerto alla morte, si lamentasse della sua solitudine e accusasse colui che lo abbandonava. Ma in mezzo a queste opinioni empie e deboli, la fede della Chiesa, appoggiata sugli insegnamenti apostolici, non divide Gesù Cristo, e intende che il Figlio di Dio è allo stesso tempo Figlio dell'uomo; e il lamento dell'abbandonato è la fiacchezza di colui che muore, e la promessa del paradiso è il regno del Dio vivente. Si lamenta che è stato abbandonato alla morte perché è uomo; hai colui che muore il quale professa che egli regnerà in paradiso, poiché è Dio. Dunque non meravigliarti dell'umiltà delle parole e dei lamenti dell'abbandonato, quando conoscendo la forma del servo vedi lo scandalo della croce.

Il Sacerdote che ha Fallito...

Il parroco di un piccolo paese andò in chiesa incoraggiato e motivato a celebrare un'altra messa serale, ma l'ora era passata e nessuno del paese non era arrivato. Dopo 15 minuti di entrano tre bambini, dopo 20 minuti entrano due giovani. Così decise di iniziare la messa con i cinque fratelli. Nel corso della messa una coppia entrò e si sedette negli ultimi banchi della chiesa.

Mentre il sacerdote predicava e spiegava il Vangelo, entrò un altro uomo, mezzo sporco, con una corda in mano. Deluso e senza capire la causa della debole partecipazione dei fedeli, il sacerdote celebrò la Messa con amore e predicò con entusiasmo.

Quando stava tornando a casa, fu aggredito e picchiato da due ladri che presero la sua borsa contenente la Bibbia e altri oggetti di valore. Arrivando alla canonica, medicandosi le ferite, descrisse quel giorno come:

Il giorno più triste della sua vita, il fallimento del suo ministero e il giorno più infruttuoso della sua carriera; ma… non importa, avrebbe fatto tutto con Dio e per Lui.

Beati Giovanni Gesù Adradas Gonzalo e 14 Compagni

 

Giovanni Gesù era originario della Conquezuela (Soria), fu battezzato con il nome di Mariano, che cambiò quando professe come religioso. Studiò al seminario di Sigüenza dove fu ordinato sacerdote nel 1903. Si recò a Saragozza per ottenere un dottorato in teologia. E mentre si trovava in questa città accettò la posizione di cappellano del manicomio, gestito dai Fratelli di San Juan de Dios. Entrò nell'Ordine Ospedaliero nel 1904. Trascorse il noviziato sotto la direzione del Beato Federico Rubio Álvarez e nel 1905 emise la professione religiosa. Fu cappellano della Basilica di San Juan de Dios a Granada.

Fu maestro dei novizi e provinciale, ed fu di nuovo maestro dei novizi quando fu arrestato e portato nella prigione di San Antón a Madrid, e successivamente ucciso a colpi di arma da fuoco. Durante i quattro mesi di prigione, fu il sostegno e la consolazione dei Fratelli e degli altri prigionieri. Sempre uomo con uno spirito di preghiera speciale. Martire a Paracuellos del Jarama (Madrid).

sabato 27 novembre 2021

Lista Canti Gregoriani e Musica Cattolica


Canti Gregoriani

Musica Cattolica

 

Lista Musica Cattolica

Alessandro Scarlatti - Oratorio per la Santissima Trinità

Alma Mater. Musica dal Vaticano con la Partecipazione di Benedetto XVI

Ave Verum Corpus

Bach - La Passione secondo Matteo

Claudio Monteverdi - Vespro della Beata Vergine

Colonna Sonora. Ben-Hur

Colonna Sonora - Ennio Morricone - Padre Pio 

Colonna Sonora. Ennio Morricone - The Mission

Colonna Sonora - Gesù di Nazareth - Maurice Jarre 

Colonna Sonora - I Dieci Comandamenti

Colonna Sonora - La Bibbia

Colonna Sonora - La Passione di Cristo

Domenico Zipoli - Messa di Sant’Ignazio

Lista Canti Gregoriani

Festa della Vergine Maria della Medaglia Miracolosa: Preghiera per Impetrare qualche Grazia

Non è una medaglia come le altre, è la Medaglia per eccellenza, fatta coniare per ordine espresso della Madonna, secondo il modello da Lei stessa ideato. È il dono che la buona Mamma dal Cielo ci ha portato, affinché fosse per noi un pegno del suo amore e della sua protezione, una fonte inesauribile di grazie.

Santa Caterina Labourè, Figlia della Carità, di S. Vincenzo, fu la fortunata privilegiata che Maria prescelse per trasmetterci il suo dono. Nella notte dal 18 al 19 luglio 1830, S. Caterina vide per la prima volta la Madonna, che le profetizzò, con le lacrime agli occhi, le sciagure che stavano per colpire la Francia, il clero, la comunità, promettendo però una speciale protezione sulla sua. Infine le preannunziò che Dio le voleva affidare una grande missione.

Il 27 novembre 1830, vide due prodigiosi quadri, corrispondenti alla due facce della Medaglia, e udì una voce che le disse: Fa coniare una medaglia secondo il modello che hai visto: coloro che la porteranno saranno sotto la specialissima protezione della Madre di Dio e riceveranno grandi grazie; copiose saranno le grazie per chi avrà fiducia... I raggi sono simbolo delle grazie che io concederò a chi me le chiederà con fiducia.

Avviso

Buongiorno a tutti, vorrei comunicarvi delle cose: la prima è che sto lavorando per ricominciare a pubblicare i commenti dei Padri della Chiesa ai Vangeli; la seconda è che mesi fa ho bruciato un hard disk ed ho perso molti pdf e per questo ho smesso di pubblicarli... comunque sto lavorando per recuperare il tutto ma ci vorrà un pochino di tempo; la terza è che sarò più attivo nei commenti sul blog in modo da rendere più partecipe più gente possibile... Benedizioni e Buona Giornata.

venerdì 26 novembre 2021

Video - La Vita di San Leonardo da Porto Maurizio

LEGAFILM presenta : La storia di San Leonardo da Porto Maurizio e processione solenne all'arrivo delle spoglie mortali a Imperia nel maggio 1967. Regia di Lorenzo Gala, riprese del 1967 con cinepresa 8 mm.- tanti i ragazzi del Parasio fra gli interpreti e le comparse, Purtroppo la qualità non è delle migliori a causa degli anni passati ma è bello avere un ricordo e poterlo condividere, magari i bambini di allora si riconosceranno e sorrideranno.

 

mercoledì 24 novembre 2021

Santa Flora di Cordova

Nacque a Cordova nella Spagna islamica, da padre musulmano e madre cristiana. Una volta morto il padre fu educata al cristianesimo insieme alla sorella Baldegoto ma fu osteggiata dal fratello musulmano. Scappò una prima volta dalla casa natale per farvi poi ritorno poiché suo fratello aveva fatto imprigionare dei religiosi e dei chierici per ricattarla. Tornata fu brutalmente battuta. Si allontanò di nuovo da casa per anni e ne fece ritorno per volontà di martirio. Flora sapeva del destino che l'avrebbe aspettata se si fosse consegnata al cadì. Fu imprigionata ed in carcere conobbe Eulogio, uno dei martiri di Cordova che diede notizia del suo martirio e fu decapitato per aver professato la fede cattolica.

Si disse che il suo corpo, dopo essere stato gettato nei campi e rispettato dalle bestie che non se ne nutrirono, fu gettato nel fiume Guadalquivir.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Córdova nell’Andalusia in Spagna, sante Flora e Maria, vergini e martiri, che durante la persecuzione dei Mori furono gettate in carcere assieme a sant’'Eulogio e trafitte con la spada.

Video. Papa Benedetto XVI spiega San Tommaso d'Aquino ed il Rapporto Inscindibile fra Fede e Ragione

Nell'udienza generale del 16 giugno 2010 Benedetto XVI dedica la catechesi a San Tommaso d'Aquino e spiega il legame inscindibile che esiste fra fede e ragione. 

La trascrizione della catechesi si trova qui: https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/audiences/2010/documents/hf_ben-xvi_aud_20100616.html

 

Santi Andrea Dung Lac e 116 Compagni

La storia di questi martiri iniziò nel 1615, quando due gesuiti sbarcarono nel porto di Tourane (oggi Da Nang) e furono poi raggiunti nel 1624 da Alexander Rhodes, considerato il vero fondatore della Chiesa. in quel paese.

Inizialmente i cristiani avevano simpatia per le autorità e vivevano in pace, poi quando una siccità devastò il Paese nacque l'ira della popolazione che incolpò i missionari per la loro predicazione, sembrava che i cristiani non ne avessero rispetto per i morti.

Nel 1627, dalla Conchinchina (la parte meridionale del paese) i missionari si diressero a nord, nella regione chiamata Tonchino. Il successo fu grande, ma presto sono sorte difficoltà: i missionari furono accusati di minare le fondamenta dello Stato chiedendo ai cristiani di avere una sola moglie. A questo si aggiunse la distruzione delle immagini sacre, simbolo del culto nazionale.

Nel 1644, con l'aumentare delle ostilità, i gesuiti lasciarono il paese. Un anno dopo, già alcuni cristiani vietnamiti furono assassinati per non aver obbedito alle leggi che proibivano loro di essere cristiani. La difficoltà creata costrinse i missionari a creare un clero locale e formare due vicariati apostolici, quelli del Nord e del Sud, con sedi rispettivamente a Dang-Ngoai e Dang-Trong, e diede risultati ammirevoli nei secoli successivi, fino alla costituzione del Gerarchia vietnamita nel 1960 da Giovanni XXIII.

Film - Uomini di Dio (2010)

 

Uomini di Dio (Des hommes et des dieux) è un film del 2010 diretto da Xavier Beauvois e basato sull'omicidio realmente avvenuto nel 1996 di sette monaci dell'Ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza presso il monastero di Tibhirine, in Algeria.

Un monastero in mezzo alle montagne aglerine negli anni 1990... Otto monaci cristiani francesi vivono in perfetta armonia con i loro fratelli musulmani. Progressivamente la situazione cambia. La violenza e il terrore integralista si propapagano nella regione. Nonostante l'incombente minaccia che li circonda, i monaci decidono di restare al loro posto, costi quel che costi.

 

ANNO
2010

PAESE



REGIA
Xavier Beauvois

ATTORI
Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Sabrina Ouazani, Philippe Laudenbach, Jacques Herlin, Xavier Maly, Jean-Marie Frin, Abdelhafid Metalsi, Olivier Perrier, Adel Bencherif

 
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martedì 23 novembre 2021

Catechesi del Papa Benedetto XVI su San Clemente Romano

BENEDETTO XVI

UDIENZA GENERALE

Aula Paolo VI
Mercoledì, 7 marzo 2007

 ☩

Cari fratelli e sorelle,

abbiamo meditato nei mesi scorsi sulle figure dei singoli Apostoli e sui primi testimoni della fede cristiana, che gli scritti neo-testamentari menzionano. Adesso dedichiamo la nostra attenzione ai santi Padri dei primi secoli cristiani. E così possiamo vedere come comincia il cammino della Chiesa nella storia.

San Clemente, Vescovo di Roma negli ultimi anni del primo secolo, è il terzo successore di Pietro, dopo Lino e Anacleto. Riguardo alla sua vita, la testimonianza più importante è quella di sant’Ireneo, Vescovo di Lione fino al 202. Egli attesta che Clemente «aveva visto gli Apostoli», «si era incontrato con loro», e «aveva ancora nelle orecchie la loro predicazione, e davanti agli occhi la loro tradizione» (Contro le eresie 3,3,3). Testimonianze tardive, fra il quarto e il sesto secolo, attribuiscono a Clemente il titolo di martire.

L’autorità e il prestigio di questo Vescovo di Roma erano tali, che a lui furono attribuiti diversi scritti, ma l’unica sua opera sicura è la Lettera ai Corinti. Eusebio di Cesarea, il grande «archivista» delle origini cristiane, la presenta in questi termini: «E’ tramandata una lettera di Clemente riconosciuta autentica, grande e mirabile. Fu scritta da lui, da parte della Chiesa di Roma, alla Chiesa di Corinto ... Sappiamo che da molto tempo, e ancora ai nostri giorni, essa è letta pubblicamente durante la riunione dei fedeli» (Storia Eccl. 3,16). A questa lettera era attribuito un carattere quasi canonico. All’inizio di questo testo – scritto in greco – Clemente si rammarica che «le improvvise avversità, capitate una dopo l’altra» (1,1), gli abbiano impedito un intervento più tempestivo. Queste «avversità» sono da identificarsi con la persecuzione di Domiziano: perciò la data di composizione della lettera deve risalire a un tempo immediatamente successivo alla morte dell’imperatore e alla fine della persecuzione, vale a dire subito dopo il 96.

Beato Michele Agostino Pro

 

Miguel Pro Juarez nacque a Guadalupe, nello stato di Zacatecas, in Messico, il 13 gennaio del 1891; era uno dei dieci figli di Miguel Pro e Josefina Juarez. Ebbe un'adolescenza felice e piacevole, durante la quale recepì l'esempio dei genitori, molto devoti. Uno svantaggio sembra essere stato il fatto che il mestiere del padre, ingegnere minerario, lo costrinse a trasferirsi spesso, e così la famiglia era frequentemente sradicata da un ambiente all'altro.

Forse per dargli una maggiore stabilità, o forse semplicemente una buona istruzione, i genitori mandarono Michele, a dieci anni, nel collegio dei gesuiti di S. José, a Città del Messico. Era arrivato da poco, ad ogni modo, quando iniziò a presentare i primi sintomi di una malattia di cui avrebbe sofferto per tutta la vita. Tornò a casa e successivamente proseguì gli studi al collegio di Acuna de Santillo, ma anche questo trasferimento ebbe vita breve. I genitori scoprirono che le autorità del collegio tentavano di inculcare nelle menti dei loro studenti idee anticattoliche e quindi lo trasferirono immediatamente; dopo di che, decisero che poteva ricevere la necessaria istruzione da tutori privati.

lunedì 22 novembre 2021

San Pietro Esqueda Ramirez

Nacque a San Juan de los Lagos nel Messico da un'umile famiglia. Fu apprendista calzolaio fino a quando entrò nel seminario minore della sua città natale, e nel 1908 andò al seminario maggiore di Guadalajara. Nel 1914 il seminario fu chiuso, ma era già diacono e tornò nella parrocchia del suo paese dove prestò servizio come diacono. Fu ordinato sacerdote a Guadalajara nel 1916.

Fu vicario nella sua città natale. Il ministero al quale si dedicava con vera passione era la catechesi dei bambini. Fondato diversi centri di studio e formazione per catechisti. Fu molto devoto al Santissimo Sacramento; e nel bel mezzo della rivoluzione messicana, organizzò le famiglie in modo che non mancassero la guardia perpetua del Santissimo Sacramento e organizzò poi una Crociata Eucaristica.

Quando arrivò la persecuzione, rimase nella sua città, esercitando segretamente il ministero sacerdotale. Era un rifugiato nella casa della famiglia Macías, e quando si rese conto che non poteva più restare lì, si rifugiò a Jalostotitlán, nel 1927. Ma non sopportava la distanza dai suoi fedeli e tornò alla sua parrocchia, senza preoccuparsi del pericolo rappresentato dal suo ritorno. Sapendo che l'arresto era eminente, non voleva fuggire, ma disse messa e a bassa voce cantò al Sacro Cuore di Gesù.

Beato Salvatore Lilli

Salvatore Sacerdote nacque a Cappadocia in Abruzzo nel 1853 da famiglia di discrete condizioni economiche, poté compiere gli studi, in parte nelle scuole pubbliche e in parte privatamente. Nel 1870 entrò nell'ordine dei Frati minori francescani e l'anno dopo emise la professione religiosa.

Essendo stati soppressi gli ordini religiosi dal governo italiano nel 1872, ottenne di essere inviato nella missione francescana in Terra Santa, che estendeva la sua giurisdizione in varie nazioni adiacenti la Palestina. Giunto in Terra Santa, proseguì gli studi imparando tra l'altro le lingue turca e armena e venne ordinato sacerdote a Gerusalemme nel 1878.

Due anni dopo fu inviato a Marasc, uno dei luoghi più pericolosi della missione. Qui si prodigò in ogni modo per lenire le sofferenze e alleviare le condizioni miserevoli in cui versavano i cristiani i quali, per motivi religiosi, erano discriminati e spesso era loro negato il lavoro. Per questi, riuscì a impiantare e sviluppare una attività agricola che garantiva il pane quotidiano.

Nel 1895 un ferimento a morte, a Marasc, di un musulmano determinò una feroce rappresaglia verso la popolazione cristiana, incolpata del crimine. All'ordine del suo superiore di lasciare subito il villaggio con quante più persone avesse potuto per il grave pericolo che incombeva, Salvatore rifiutò e preferì non abbandonare i suoi fedeli. Un manipolo di soldati, irrotti nella sua residenza, gli intimarono di rinunciare alla fede sotto pena di morte. Al suo rifiuto lo ferirono a colpi di baionetta, lasciandolo per tre giorni sanguinante. Al nuovo invito a rinunciare alla fede oppose un netto diniego e venne finito a baionettate davanti a sette suoi parrocchiani armeni: Baldji Oghlou Ohannes, Khodiani n Oghlou Kadir, Kouradji Oghlou Tzeroum, Dimbalac Oghlou Wartavar, Geremia Oghlou Boghos, David Oghlou David, Toros Oghlou David. Tutti questi, alle medesime ingiunzioni risposero imitando il loro parroco e anch'essi vennero trucidati con le baionette. I corpi dei martiri vennero cosparsi di petrolio e bruciati. S. c i suoi compagni di martirio sono stati beatificati da Giovanni Paolo II il 3 ottobre 1982.

domenica 21 novembre 2021

Tornate Cattolici!

Dio era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli! Quanta verità! Che sentimenti di pietà e di religiosità e quanta devozione e fervore nei bei tempi dell’innocenza! Che orrore il peccato! Penetrando nelle grandi verità della Chiesa, illuminate con le luci di una fede viva, solo Gesù Cristo era il degno oggetto del nostro amore, solo Lui era il padrone e Supremo da servire con santo timore e con interesse per non deluderlo. La sua parola era la nostra legge e il suo vangelo, la nostra regola di condotta! Quale negozio temporale poteva essere più importante della nostra salvezza? Quanta impressione nei nostri cuori la memoria di tutto quello che Gesù ha fatto per noi! L’Incarnazione, la Redenzione, l’Eucaristia, tutto ci toccava con riconoscimento, estrema dolcezza e interesse. Com’eravamo cristiani nella nostra condotta! Che rispetto ci ispiravano i luoghi sacri! Con che Santo orrore assistevamo al sacrificio della Messa! Con che fame di giustizia si arrivava ai Santi Sacramenti! Che salutabile timore del giudizio di Dio e che dolce sicurezza nei meriti del Redentore che ha voluto la nostra salvezza…quanto zelo!

Non temiate. La nostra religione è invariabile come il suo creatore. Le verità di ieri continuano anche oggi e continueranno nei secoli! Il Signore non è cambiato: è quello che era e lo sarà eternamente; la sua Regalità è la stessa di ieri; lo stesso potere, la stessa bontà, la stessa misericordia. Questo Signore è il nostro Dio; il nostro redentore; lui sarà il nostro giudice. .. Sentendo arrivare per tempo il D-Day, saremo lieti di aver lasciato il suo servizio? Saremo lieti di non aver adorato o cambiato Signore? Non è mai troppo tardi… Gesù ti ama!

sabato 20 novembre 2021

Beate Angela di San Giuseppe e 14 Compagne

Angela Lloret Marti e le sue quattordi compagne dell'Istituto delle Suore della Dottrina Cristiana, una congregazione fondata da Micaela Grau, furono assassinate a Valencia nel 1936. Avevano dedicato la loro vita a insegnare a bambini, operai e contadini analfabeti.

Quando il 19 luglio 1936, madre Angela Lloret Marti e le sue consigliere, madri Sufragio e María de Montserrat, dovettero lasciare la casa generalizia, insieme a diverse suore anziane che vivevano con loro e ad altre che provenivano da varie comunità e che, a causa di circostanze diverse e non potendo essere riunite con i loro parenti, formavano un'unica comunità.

Due di loro, Maria del Refugio Rosat e Maria del Calvario Romero, furono assassinate il 26 settembre nei dintorni di Claret (Valencia), dopo essere state condotte lì dall'appartamento di proprietà del loro Istituto in via Maestro Chapí, a Valencia , dove furono trattenute dai miliziani. Lì furono usate dai loro carcerieri per lavorare a maglia le maglie per i miliziani del fronte.

Beata Maria dei Miracoli (Milagros) Ortelles Gimeno

 

Maria nacque in Valencia e già da giovane essendo molto devota all'ambiente in cui è stata educata espresse alla madre il desiderio di essere cappuccina, ma la madre la invitò ad entrare in una congregazione di vita attiva, alla quale Milagros rispose che voleva essere cappuccina per via del ristrettezza e austerità del suo governo.

Entrò così nel convento dei Cappuccini a Valencia il 9 ottobre 1902, verso i 20 anni. In monastero aveva i mestieri di infermiera, responsabile della sala da pranzo, tornitrice, sacrestana e maestra delle novizie; e si impegnò molto per fare bene tutte le commissioni che riceveva dalla comunità. Fu molto caritatevole e si dava a qualunque servizio fosse necessario per lei. Ebbe una solida pietà, basata su un'intensa vita di preghiera, ed formò notevolmente le sue sorelle in comunità.

Il 18 luglio 1936 dovette lasciare il monastero e si rifugiò nella casa di sua sorella Maria, a Valencia. Qui condusse una vita raccolta, completamente dedita alla preghiera. Poi si recò in una casa in via Maestro Chapí dove si rifugiarono i religiosi della Dottrina Cristiana. Lì fu arrestata da un gruppo di miliziani con le altre suore e portata al Picadero de Paterna dove fu fucilata il 20 novembre 1936. Nel 1940 i suoi resti mortali furono portati al suo monastero. È stata beatificata l'11 marzo 2001 da Papa Giovanni Paolo II.

venerdì 19 novembre 2021

Beati Eliseo Garcia e Alessandro Planas Sauri

Alejandro Planas Siau sordo e martire della rivoluzione spagnola Alessandro nacque a Mataò vicino Barcelona il 31 ottobre 1878. Voleva consacrarsi a Dio nella vita religiosa. Tuttavia non poté divenire salesiano per une grave impedimento: era sordo e il "Sord", in catalano, diventò un nomignolo affettuoso con cui era conosciuto. I Salesiani furono la sua famiglia, lavorò con loro come laico e si distinse per pietà e attaccamento alla congregazione.

Passò quaranta anni nella casa di Sant Vcent dels Horts a Barcellona, dove era molto apprezzato e rispettato. Faceva il custode della casa di noviziato e il catechismo ai bambini. Abile scultore, possedeva una cultura e una vita religiosa molto profonde

Pensò che rimanendo nel collegio, dopo l'espulsione dei ragazzi e dei salesiani, non gli sarebbe potuto capitare niente, ma la visita che gli fece Don Eliseo Garcia Garcia fu il pretesto per eliminarlo. I miliziani li fermarono titti e due e il loro passato da religiosi fu ragione sufficiente perchè fossero fucilati, nel villaggio di Garraf nel territorio di Valencia. Era il 19 novembre 1936.

Don Eliseo Garcia e Alessandro Planas Sauri furono beatificati da San Giovanni Paolo II, l'11 marzo 2001.

giovedì 18 novembre 2021

Beata Carolina Kozka

 

 Carolina Kozka (Karolina), nacque a Wal-Ruda, vicino a Tarnow in Polonia, il 2 agosto 1898; quarta di undici figli di una povera coppia di agricoltori, Jan Kozka e Maria Borzecka, la sua crescita spirituale fu profondamente segnata dal contesto famigliare (una famiglia numerosa, una comunità strettamente rurale e un'attiva chiesa locale). Crebbe in una casa dove la preghiera quotidiana, la Messa frequente e la devozione per il Sacro Cuore e la Madonna erano comuni, sempre aperta a parenti e amici che desideravano far loro visita. Da adolescente, Carolina dedicò gran parte del suo tempo libero ai numerosi fratelli e sorelle, ma incoraggiata dal parroco, p. Ladislaw Mendrala, svolse anche un ruolo attivo nella vita della parrocchia, trovando tempo per insegnare il catechismo ai bambini del quartiere e per visitare i vecchi e gli ammalati.

Il 18 novembre 1914, esattamente sei mesi dopo la confermazione, e tre mesi dall'inizio della prima guerra mondiale, fu avvicinata da un soldato russo, che la condusse a forza in una foresta vicina e la uccise mentre tentava di difendere la sua verginità. Il corpo, che non fu trovato fino al 4 dicembre, fu sepolto il 6 dicembre nel cimitero della parrocchia, e subito iniziò a circolare la notizia del martirio. Alcuni anni dopo fu eretto un monumento in suo onore vicino alla chiesa di Zabawa, mentre fu collocata una croce nella foresta nel luogo della morte. 11 18 novembre dell'anno successivo, le reliquie furono trasportate in una tomba costruita appositamente nella chiesa parrocchiale. Papa Giovanni Paolo II ha beatificato Carolina nel 1987.

mercoledì 17 novembre 2021

Serie Tv. Papa Luciani - Il Sorriso di Dio (2006)

Miniserie tv in due puntate, la fiction ripercorre gli eventi che portarono all'elezione di Papa Luciani. La storia ha inizio nel 1997 a Fatima, in Portogallo, quando Albino Luciani, al tempo Patriarca di Venezia, è in visita con alcuni pellegrini al santuario della Madonna. Dalla clausura di Coimbra Suor Lucia, unica sopravvissuta dei tre veggenti di Fatima, chiede di poter incontrare Albino. Senza neanche voltarsi, la suora si rivolge a Luciani con l'appellativo di "Santo Padre". Perché? Da questo momento Albino Luciani, ripercorre nella mente il suo passato, dalla nascita in un piccolo paese della provincia di Belluno, fino all'evento, già anticipato dalla suora di Fatima, che cambiò totalmente la sua vita: l'elezione di Pontefice con il nome di Giovanni Paolo I. Un Papato breve che tutti ricordano con dolcezza e con il sorriso, proprio quel sorriso che ha caratterizzato la vita e l'attività di Papa Luciani.


ANNO
2006

PAESE



REGIA
Giorgio Capitani

ATTORI
Neri Marcorè, José María Blanco, Paolo Romano, Franco Interlenghi, Imma Colomer,
Jacques Sernas

 

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martedì 16 novembre 2021

Preghiera alla Vergine Maria contro le Invadenze Diaboliche

 

Una preghiera alla Madonna contro le invadenze del diavolo nella nostra vita. La riporta Don Marcello Stanzione in “Come liberarsi dagli spiriti maligni” (edizioni Segno). Si tratta di una potente invocazione, in cui si chiede il supporto degli angeli, oltre che della Vergine Maria, per allontanare Satana quando turba nella nostra quotidianità.


O Immacolata Vergine, Madre di Dio e madre nostra, Regina degli Angeli, accogli le mie accorate suppliche e presentale al trono dell’Altissimo.
Tu hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare, attraverso il tuo divin Figlio, il capo orgoglioso di satana. Perciò ti ha reso Immacolata fin dalla concezione e ti ha riempito di grazia. Così tu puoi facilitare in noi l’azione redentrice del Cristo e la discesa del suo Sangue prezioso nelle anime nostre.
Ti supplichiamo ora che Tu ci ottenga da Dio l’invio dei santi Angeli perché respingano i diavoli tentatori, ne svelino gli inganni, ne reprimano l’audacia e li ricaccino nell’inferno. Ottienici dalla misericordia divina che possiamo sentire nel nostro animo la risonanza del grido di adesione al nostro Dio, che segnò il vittorioso intervento di Michele: “Chi come Dio?”.

domenica 14 novembre 2021

San Serapio d'Inghilterra


Serapio nacque a Londra nel 1179 da una famiglia nobile legata ad Enrico II d'Inghilterra. Ben presto si arruolò come militare nella corte d'Austria dove partecipò alla crociata in Terra Santa nel 1217, in seguito fu destinato ad andare in Spagna a combattere contro i mori. In questo contesto conobbe S. Pitero Nolasco e attratto dalla eroica carità dei mercedari, nel 1222 chiese di ricevere l'abito come cavaliere laico dell'Ordine.

Nolasco decise così di nominarlo maestro dei novizi, incarico che cercò di rifiutare ritenendosi indegno, ma infine, non potendo fare altrimenti, accettò affidandosi al Signore e alla Vergine della Mercede.

Insegnò più con la vita, che con le parole, infatti dalla sua scuola uscirono religiosi illustri, il più importante è S. Raimondo Nonnato.

Realizzò varie redenzioni, qual'era suo vero desiderio, e sebbene non fosse sacerdote, ardente di zelo per la salvezza delle anime, riuscì a portarne moltissime a Cristo.

Si dedicò all'opera di liberazione degli schiavi cristiani catturati dai saraceni e per questo compì numerosi viaggi in Algeria. Un giorno durante una di queste missioni dovette restare in pegno per alcuni schiavi in pericolo, ma la somma pattuita per il riscatto non arrivò in tempo e i mori inchiodato ad una croce come quella di S. Andrea squartandolo crudelmente.

Santo Stefano Teodoro Cuénot

 

Stefano Teodoro nacque a Le Bélieu in Francia nel 1802 in una famiglia di contadini. Missionario francese, della società delle Missioni Estere di Parigi, dal 1829 svolse il suo ministero nella Cocincina ora Viet Nam. Abbandonata la missione per sfuggire alla persecuzione sferrata dal re Minh Mang (1820-1841), si rifugiò a Singapore dove ricevette l'ordinazione episcopale quale coadiutore del vicario apostolico della Cocincina, dove ritornò vivendo nascostamente. Nel 1855 fu scoperto e arrestato. Morì di languore a Cocincina nel 1861, dopo essere stato rinchiuso per due settimane in una gabbia angusta, esposta al sole e alle intemperie. Beatificato il 2 maggio 1909, con altri compagni di martirio, da Giovanni Paolo II è stato canonizzato il 19 giugno 1988, insieme con gli altri martiri del Vietnam.

MARTIROLOGIO ROMANO. Nella fortezza di Binh Dinh in Cocincina, ora Viet Nam, santo Stefano Teodoro Cuénot, vescovo della Società per le Missioni Estere di Parigi e martire, che, dopo venticinque anni di impegno nell’apostolato, durante la persecuzione contro i cristiani scatenata dall’imperatore T D c, fu gettato nella gabbia di un elefante e morì sfinito dalle sofferenze.

Lista Santi Martiri Vittime della Ferocia Islamica e Comunista

Beata Carolina Kozka (Comunisti Russi) 

Beata Maria dei Miracoli (Milagros) Ortelles Gimeno (Comunisti Spagnoli)

Beate Angela di San Giuseppe e 14 Compagne (Comunisti Spagnoli)

Beata Carmela Garcia Moyon (Comunisti Spagnoli)

Beati Dionigi della Natività e Redento della Croce (Islamici Indonesiani)

Beati Eliseo Garcia e Alessandro Planas Sauri (Comunisti Spagnoli)

Beati Emanuele Ruiz e Compagni (Islamici Turchi)

Beati Francesco Carceller e Isidoro Bover Oliver (Comunisti Spagnoli)

Beati Giovanni da Perugia e Pietro da Sassoferrato (Islamici Mori)

Beati Giovanni Gesù Adradas Gonzalo e 14 Compagni (Comunisti Spagnoli)

Beato Alfredo Parte (Comunisti Spagnoli)

Beato Alfredo Pellicer Munoz (Comunisti Spagnoli)

Beato Alvaro Sanjuan Canet (Comunisti Spagnoli)

Beato Anselmo Polanco Fontecha (Comunisti Spagnoli)

Beato Anton Durcovici (Comunisti Rumeni)

Beato Antonio Neyrot da Rivoli (Islamici Tunisini)

Beato Charles de Foucauld (Islamici Tuareg)

Beato Enrico Morant Pellicer (Comunisti Spagnoli)

Beato Filippo Ripoll Morata (Comunisti Spagnoli)

Beato Francesco Zirano (Islamici Algerini)

Beato Giacomo Mestre Iborra (Islamici Mori)

Beato Giovanni di Prado (Islamici Marocchini)

Beato Giovanni Slezyuk (Comunisti Ucraini)

Beato Giuseppe Canet Giner (Comunisti Spagnoli)

Beato Giuseppe Llosa Balaguer (Comunisti Spagnoli)

Beato Giuseppe Maria Corbin Ferrer (Comunisti Spagnoli)

Beato Giuseppe Otin Aquiluè (Comunisti Spagnoli)

Beato Gonsalvo Vines Masip (Comunisti Spagnoli)

Beato Jerzy Popiełuszko (Comunisti Polacchi)

Beato Luigi Magana Servin (Comunisti Messicani)

Beato Marco Criado di Andujar (Islamici Mori)

Beato Metodio Domenico Trcka (Comunisti Cecoslovacchi)

Beato Michele Agostino Pro (Coministi Messicani)

Beato Mykola Carneckyj e Compagni (Comunisti Ucraini)

Beato Pietro Verhun (Comunisti Ucraini)

Beato Protasio (Antonio) Cubells Minguell (Comunisti Spagnoli)

Beato Raimondo Lullo (Islamici Saraceni)

Beato Rolando Rivi (Comunisti Italiani)

Beato Rolando Rivi 2 (Comunisti Italiani)

Beato Salvatore Lilli (Islamici Ottomani)

Beato Tobia (Francesco) Borras Romeu (Comunisti Spagnoli)

Beato Vincenzo Vilar David (Comunisti Spagnoli)

Beato Zeffirino Gimenez Malla (Comunisti Spagnoli)

Beato Zoltan Lajos Meszlenyi (Comunisti Ungheresi)

Crimini contro l’Umanità: Le Foibe Comuniste (Comunisti Jugoslavi)

Foibe Comuniste: il Martirio di 50 Sacerdoti Cattolici (Comunisti Jugoslavi)

Ricordiamo i Prelati Uccisi dai Partigiani Comunisti (Comunisti Italiani)

San Cristoforo Magallanes Jara (Comunisti Messicani)

San David Galvan Bermudez (Comunisti Messicani)

San Gennaro Sanchez Delgadillo (Comunisti Messicani)

San Gesù Mendez Montoya (Comunisti Messicani)

San Jose Maria Robles Hurtado (Comunisti Messicani)

San José Sanchez Del Rio (Comunisti Messicani)

San Julio Alvarez Mendoza (Comunisti Messicani)

San Matteo Correa Magallanes (Comunisti Messicani)

San Michele Ho Dinh Hy (Comunisti Cinesi)

San Pedro De Jesus Maldonado Lucero (Comunisti Messicani)

San Pelagio di Cordova (Islamici)

San Pietro di Capitolias (Islamici)

San Pietro Esqueda Ramirez (Comunisti Messicani)

San Pietro Pascual (Islamici Mori)

San Rodrigo di Cordova (Islamici Mori)

San Serapio d'Inghilterra (Islamici Algerini)

San Turibio Romo Gonzalez (Comunisti Messicani)

San Witesindo di Cordova (Islamici Mori)

Sant'Abbondio di Cordova (Islamici Mori)

Sant'Eulogio di Cordoba (Islamici)

Santa Colomba di Cordova (Islamici Mori)

Santa Flora di Cordova (Islamici Mori)

Santa Natalia e Compagni (Islamici Mori)

Santa Pomposa di Cordova (Islamici Mori)

Santi Andrea Dung Lac e 116 Compagni (Vietnamiti)

Santi Berardo, Otone, Pietro, Accursio e Adiuto (Islamici Marocchini)

Santi Cristoforo Magallanes e 24 Compagni (Comunisti Messicani)

Santi Luigi Versiglia e Callisto Caravario (Comunisti Cinesi)

Santi Nicola Tavelic e Compagni (Islamici Saraceni)

Santi Quarantadue Martiri di Siria (Islamici Saraceni)

Santo Stefano Teodoro Cuénot (Vietnamiti)

Uomini di Dio (Islamici Algerini)

 

In Aggiornamento....


Santi Nicola Tavelic e Compagni

Nicola Tavelic nacque a Sibenik in Dalmazia durante la prima metà del xiv secolo e divenne francescano a Rivotorto, nei pressi di Assisi.

Fu inviato in missione in Bosnia, dove una setta denominata dei bogomili stava predicando una versione eretica del credo cristiano, che persino alcuni vescovi accettarono. Il compito di riportare la vera fede fu affidato ai frati domenicani e francescani.

Nicola ebbe un particolare successo in Bosnia e sulle coste dalmate per venti anni, prima di essere inviato missionario in Palestina.

Nel 1219 S. Francesco d'Assisi (4 ott.) aveva intrapreso personalmente una missione in Terra Santa; sgomentato dalla dissolutezza e dalla presunzione dei crociati, aveva attraversato le linee nemiche, correndo un grande pericolo, per cercare di incontrare il sultano, e aveva ottenuto per i francescani la custodia dei luoghi santi. Quando Nicola si unì a loro, l'ottava e ultima crociata era terminata da lungo tempo e Gerusalemme si trovava nelle mani dei saraceni.

Nicola studiava e pregava insieme con altri tre francescani: Pietro di Narbona, Deodato di Rodez in Aquitania e Stefano di Cuneo. Il piccolo gruppo, un croato, due francesi e un italiano, giunse alla conclusione che l'ingiunzione del Signore di andare e predicare a tutte le nazioni doveva essere presa letteralmente e che dovevano portare il Vangelo anche ai musulmani.

L'11 novembre 1391 andarono a trovare il Qadi, il giudice civile dei saraceni a Gerusalemme. «Siamo venuti» dissero «inviati non da un uomo, ma da Dio che si è degnato di ispirarci di venire a insegnarvi la verità e la via della salvezza.»

Figli alle Coppie Gay? Gravissima Offesa a Dio!

Il catechismo di S. Pio X ci ricorda che la pratica dell'omosessualità è un peccato impuro contro natura ed è uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, cioè reclamano particolarmente un castigo anche in questa vita, oltre che l'inferno nell'altra. La pressione internazionale che sta cercando di far considerare le unioni omosessuali come normali, permettendo quindi anche l'adozione, ha avuto come ultimo episodio in Italia, una sentenza della Corte di Cassazione secondo la quale un bambino può crescere in maniera equilibrata anche in tali circostanze. La legge naturale, il buon senso ma ora anche un studio scientifico (come se ce ne fosse bisogno!) del sociologo dell’Università del Texas, Mark Regnerus, provano esattamente il contrario.

Fonte: www.sanpiox.it

 


Secondo una Ricerca dell’Università del Texas: i Figli Adottati da Coppie Omosessuali sono meno Sani, più Inclini al Suicidio e al Tradimento


di MARCO TOSATTI

venerdì 12 novembre 2021

Preghiera per Conoscere i propri Peccati

Illuminami, Signore, con la tua luce
e dissipa le tenebre
che mi avvolgono.

Mostrami i peccati
che ho nel mio cuore
così non ti offenderò più.

Come alla Samaritana
dimmi che cosa ho fatto,
perché mi penta
e tu potrai perdonarmi.

Come a Davide
mandami profeti
che mi rimproverino
e concedimi l'umiltà
che viene dalla verità.

Fa che veda la trave
che c'è nel mio occhio,
affinché non giudichi la pagliuzza
nel mio prossimo.

Abbracciami con misericordia,
non sia che la vista dei miei peccati
mi porti alla disperazione.

Rompi le catene
delle mie cattive abitudini,
che mi tengono prigioniero
in Egitto, lontano da te.

Dammi il desiderio
di non offenderti mai,
neanche nel più piccolo
neanche per un istante.

Amen.

giovedì 11 novembre 2021

San Martino di Tours - Dalle "Lettere" di Sulpicio Severo

 

Martino previde molto tempo prima il giorno della sua morte. Avvertì quindi i fratelli che ben presto avrebbe cessato di vivere. Nel frattempo un caso di particolare gravità lo chiamò a visitare la diocesi di Candes. I chierici di quella chiesa non andavano d’accordo tra loro e Martino, ben sapendo che ben poco gli restava da vivere, desiderando di ristabilire la pace, non ricusò di mettersi in viaggio per una così nobile causa. Pensava infatti che se fosse riuscito a rimettere l’armonia in quella chiesa avrebbe degnamente coronato la sua vita tutta orientata sulla via del bene. Si trattenne quindi per qualche tempo in quel villaggio o chiesa dove si era recato finché la pace non fu ristabilita. Ma quando già pensava di fare ritorno al monastero, sentì improvvisamente che le forze del corpo lo abbandonavano. Chiamati perciò a sé i fratelli, li avvertì della morte ormai imminente. Tutti si rattristarono allora grandemente, e tra le lacrime, come se fosse uno solo a parlare, dicevano: "perché, o padre, ci abbandoni? A chi ci lasci, desolati come siamo? Lupi rapaci assaliranno il tuo gregge e chi ci difenderà dai loro morsi, una volta colpito il pastore? Sappiamo bene che tu desideri di essere con Cristo; ma il tuo premio è al sicuro. Se sarà rimandato non diminuirà. Muoviti piuttosto a compassione di coloro che lasci quaggiù. commosso da queste lacrime, egli che, ricco dello spirito di Dio, si muoveva sempre facilmente a compassione, si associò al loro pianto e, rivolgendosi al Signore, così parlò dinanzi a quelli che piangevano: Signore, se sono ancora necessario al tuo popolo, non ricuso la fatica: sia fatta la tua volontà. O uomo grande oltre ogni dire, invitto nella fatica, invincibile di fronte alla morte. Egli non fece alcuna scelta per sé. Non ebbe paura di morire e di non rifiutò di vivere. Intanto sempre rivolto con gli occhi e con le mani al cielo, non rallentava l’intensità della sua preghiera. I sacerdoti che erano accorsi intorno a lui, lo pregavano di sollevare un poco il suo povero corpo mettendosi di fianco. Egli però rispose: "Lasciate, fratelli, lasciate che io guardi il cielo, piuttosto che la terra, perché il mio spirito che sta per salire al Signore, si trovi già sul retto cammino". Detto questo si accorse che il diavolo gli stava vicino. Gli disse allora: "che fai qui, bestia sanguinaria? Non troverai nulla in me, sciagurato! Il seno di Abramo mi accoglie". Nel dire queste parole rese la sua anima a Dio. Martino sale felicemente verso Abramo. Martino povero e umile entra ricco in paradiso.

domenica 7 novembre 2021

Segni dei Tempi: Il Disprezzo della Talare

Testimonianza - Monsignor Jacques Masson: Come sono diventato un sacerdote… nonostante la talare

Monsignor Jacques Masson è stato redattore di lingua francese dell’Agenzia stampa vaticana Fides dal 1978 al 2007, ma è stato, dal 1970 al 1974, anche il primo direttore del seminario di Econe, prima di entrare a far parte della diocesi di Roma. Nel 2009 ha pubblicato le sue memorie sul sito web Hermas, raccontando aneddoti sull’inizio della Fraternità San Pio X e sulla sua esperienza personale durante i cambiamenti all’interno della Chiesa di Francia negli anni ’60. Pubblichiamo qui la traduzione di un articolo scritto il 15 luglio 2009 sul sito web Hermas. La sua testimonianza mostra bene il detestabile clima che ha avvelenato la formazione e la vita dei sacerdoti durante e dopo il Concilio Vaticano II. Sono entrato in contatto con Monsignor Masson nell'occasione della pubblicazione delle sue memorie ed era molto contento di poter confidarsi a un sacerdote della Fraternità. Non condividiamo tutte le sue scelte, ma oggi, un anno dopo la sua morte, siamo molto felici di poter rendere un omaggio a questo sacerdote che aveva un grande amore per la Chiesa presentandovi un brano delle sue memorie. Don Fabrizio Loschi.

sabato 6 novembre 2021

Film - Il Cardinale (1963)

Ordinato sacerdote a Roma nel 1917, un giovane americano, Stefano Fermoyle, torna nella nati'a Boston dove i primi insuccessi della sua missione pastorale lo gettano in una profonda crisi spirituale. Sul punto di abbandonare il sacerdozio, trova conforto nell'amicizia affettuosa di un cardinale il quale gli fa promettere che attenderà almeno un anno prima di decidere della propria sorte. Inviato a Vienna, dove la situazione politica va facendosi drammatica, Stefano, che veste abiti borghesi, si guadagna da vivere insegnando lingue. E' cosi' che conosce una giovane studentessa che s'innamora di lui... 


ANNO
2005

PAESE



REGIA
Otto Preminger

ATTORI
Tom Tryon, John Huston, Romy Schneider, Raf Vallone, Carol Lynley

 

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