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lunedì 8 aprile 2019

Matteo, Capitolo 22, Versetti 23-33


In quel giorno gli si avvicinarono i sadducei, i quali dicono che non c’è risurrezione, e lo interrogarono dicendo: Maestro, Mosè ha detto: Se uno morirà senza avere figli, suo fratello prenda in sposa la vedova e dia una discendenza a suo fratello. Ora, c'erano presso di noi sette fratelli e il primo, presa moglie, morì, e non avendo discendenza, lasciò la moglie a suo fratello. Similmente il secondo, e il terzo, fino al settimo. Da ultima, fra tutti, morì anche la moglie. Alla risurrezione, dunque, di quale dei sette sarà moglie? Tutti infatti l'hanno avuta in moglie. Ma Gesù rispondendo disse loro: Vi sbagliate, non conoscendo le Scritture né la potenza di Dio. Infatti nella risurrezione non si prende né moglie né marito, ma saranno come angeli di Dio nel cielo. Della risurrezione dei morti poi non avete letto ciò che vi fu detto da Dio: «Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe»? Non è il Dio dei morti, ma dei vivi. E la folla udendo era ammirata della sua dottrina.

Crisostomo: Una volta confusi i discepoli dei Farisei con gli Erodiani, si presentano i sadducei, sebbene convenisse loro essere più pigri, per la confusione dei primi. Però la presunzione progetta molte volte cose stravaganti, ed è pertinace nel tentare cose impossibili. Per questo l’Evangelista, meravigliato della loro stupidità, significa questo dicendo: In quel giorno gli si avvicinarono i sadducei.

Girolamo: C’erano due sette tra i Giudei, una dei Farisei e l’altra dei sadducei. I farisei facevano ostensione della giustizia, delle tradizioni e delle osservanze, motivo per cui il popolo li chiamava «divisi». Però i sadducci, prendendo questo nome che significa «giusto», pretendevano di essere ciò che non erano; e mentre quelli credevano e confessavano la risurrezione del corpo e l’immortalità dell’anima, come anche gli Angeli e lo spirito, secondo quanto si legge nel libro degli Atti degli Apostoli, questi negavano tutto. Per cui si dice: i quali dicono che non c’è risurrezione.

Gregorio: Ci sono alcuni i quali credono che lo spirito si separi dalla carne, che la carne imputridisca e la putredine si riduca a polvere, e la polvere si dissolva negli elementi, in modo che mai più possa essere vista dagli occhi umani, e per questo non confidano che possa aver luogo la risurrezione; come anche non credono, quando vedono le ossa aride, che queste possano essere rivestite di carne e ritornare ad avere vita. Agostino: Non perisce però per Dio la materia, alla quale appartiene la carne di cui sono formati i mortali. Qualunque sia la polvere o la cenere in cui si dissolva, o l’aria o il vento che la portino, per quanto si converta in sostanza di altri corpi, o sia ridotta agli stessi elementi, per quanto serva di alimento agli animali e persino agli uomini e si trasformi nella loro carne, essa sarà restituita a suo tempo a quell’anima umana che primitivamente la vivificò perché l’uomo nascesse, vivesse e crescesse.

martedì 24 gennaio 2017

Dionigi l'Areopagita (V - VI sec. d. C.)


Pseudonimo di un autore orientale di ispirazione neoplatonica vissuto fra il V e il VI secolo. Le sue opere ebbero grandissima autorità nel medioevo ed esercitarono un forte fascino, non solo per il loro intrinseco valore, ma anche perché si pensava che risalissero all'ateniese convertito da san Paolo di cui parlano gli Atti degli Apostoli (17,34).

giovedì 22 dicembre 2016

Matteo, Capitolo 2, Versetti 19-20


Morto Erode, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto dicendo: Alzati e prendi il bambino e sa madre e va’ nella terra d Israele; sono morti infatti quelli che cercavano l’anima del bambino.
 
Eusebio: Il castigo divino lo raggiunse nella morte per il sacrilegio che Erode aveva commesso contro il Salvatore e per il delitto perpetrato contro i suoi coetanei. Come riferisce Giuseppe, il suo corpo fu colpito da varie malattie, per cui gli indovini dicevano che tali supplizi non erano dovuti a una malattia del corpo, ma alla vendetta divina. […]

Dionigi: Vedi che anche lo stesso Gesù, che pure esiste al di sopra delle essenze celesti, venendo immutabilmente alla nostra condizione non rifugge l’umano ordinamento a sé ordinato e assunto, ma obbedendo si sottomette mediante gli Angeli alle disposizioni di Dio Padre, e dagli Angeli stessi viene annunziato a Giuseppe il ritorno del Figlio dall’Egitto disposto dal Padre, e il nuovo trasferimento dall’Egitto alla Giudea.

Beda: Il fatto che, morto Erode, Gesù sia ritornato alla terra di Israele mostra che alla predicazione di Enoch e di Elia i Giudei, sopita la fiamma dell’attuale ostilità, accoglieranno la fede della verità.
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