La nave è un simbolo ricco di
significato, molto noto e diffuso nei popoli precristiani mediterranei per i
quali è simbolo del viaggio della morte e dell'immortalità. Nel cristianesimo
sin dalle origini, nel II-III secolo, la nave appare nelle opere catacombali e
negli scritti dei Padri dei primi tre secoli. Anche in Palestina, tra i simboli
cristiani arcaici degli ossari appare la barca. (E.Testa, 1960 p 6).
Si discute se questo simbolo
derivi dalla tradizione ebraica o dalla simbolica greca. Le immagini marittime
non sono famigliari alla Bibbia. Israele non è un popolo marinaro, come invece,
sono i greci che solcavano il Mediterraneo; in essi si trova l'allegoria della
nave dello stato e Platone descrive i vantaggi di questa nave ben governata dal
suo timoniere (M.Lurker p.130). Nella letteratura ebraica, la tempesta è data
dalle prove, sia personali sia collettive, la cui liberazione può venire solo
dalla potenza di Dio e dalla preghiera. La nave è vista nell'ottica della
salvezza dal naufragio; l'arca in cui Noè trovò rifugio lui e i suoi, indica
anche il viaggio felice dell'anima in questa vita verso l'eternità.
I cristiani, nei monumenti
funerari, hanno ripreso il simbolismo della nave come segno di speranza e di
eternità, utilizzandolo subito per esprimere due temi precisi: la Chiesa e la
Croce.
Il simbolismo ecclesiale della
nave risale ai sec II-III. Tertulliano è il primo a farne un simbolo esplicito
della Chiesa, identificando nella nave in tempesta (Mc. 4,35-41) la Chiesa
delle origini, travagliata dalle persecuzioni.
Nello Pseudo Clemente (sec III)
si dice: Il corpo intero della Chiesa è come una grande nave che trasporta
uomini di provenienza molto diversa segue poi una lunga allegoria in cui Dio è
proprietario della nave, Cristo il pilota, il vescovo la vedetta, i presbiteri
sono i marinai i diaconi i capi rematori, i catechisti gli aiutanti (J.Danièlou
p. 70). Un testo delle Costituzioni apostoliche del sec. IV, sull'ordinazione
dei vescovi dice: Quando riunisci la Chiesa sii vigile come il pilota di una
grande nave Prescrivi ai diaconi come a dei marinai di indicare il proprio
posto ai fratelli, come a dei passeggeri. Uno scritto del sec II precisa:
Cristo è il pilota espertoLa prua (della nave) è verso l'oriente la sua poppa
verso l'occidente, la sua carena verso il mezzogiorno. Ha come timoni i due
testamenti. Ha marinai a destra e sinistra come angeli custodi che la
proteggono. I cavi che collegano alla cima dell'albero sono come gli ordini dei
profeti, dei martiri, degli apostoli (Id. p71) Anche Ignazio di Antiochia nel I
secolo dice: La santa Chiesa somiglia una nave costruita di legni diversi ci
sono ordini diversi nella chiesa e le persone sposate vi hanno il loro posto.

Le prime rappresentazioni cristiane della nave, appaiono nell'arte sepolcrale sin dal III sec. e rinviano simbolicamente all'iter del defunto verso il porto dell'eternità.

Un altro frammento di sarcofago (Museo Capitolino), simboleggia la diffusione della Chiesa nel mondo: la barca di nome Thecla ha la vela sostenuta da un grande albero a croce, accanto a due marinai il timoniere è definito dall'iscrizione Paulus.
Con
Origene appare per la prima volta la simbolica sull'unità della Chiesa
come mezzo necessario per la salvezza: Fuori della Chiesa non vi è
salvezza (Homil.3), mentre Ippolito,
per primo, presenta l'allegoria della Chiesa locale ed è all'origine
degli sviluppi catechetici che ci hanno portato a vedere nella nave, sia
l'immagine della Chiesa universale sia quella della Chiesa locale".
BIBLIOGRAFIA
F.BISCONTI, Temi di iconografia paleocristiana, PIAC Roma 2000
J.DANIèLOU, I simboli cristiani primitivi, 1997 Roma
M.LURKER, Dizionario delle immagini e dei simboli biblici, Torino 1990
Fonte: https://gloria.tv/article/Zc7aYpKqu2HT1Fwi2mvr6zWn3
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