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lunedì 2 ottobre 2023

Beato Szilárd István Bogdánffy

Salvo' molti ebrei dallo sterminio nazista e poi, in nome della liberta' religiosa, sfido' il regime comunista, il vescovo martire romeno Szilard Bogdanffy, beatificato nella cattedrale latina di Oradea, in Romania, per decisione di Benedetto XVI. A presiedere la cerimonia e' stato il Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, Monsignor Angelo Amato. "Se prima la grande tentazione era dovuta alla durezza della persecuzione - ha affermato il porporato -, oggi, piuttosto, la quasi impercettibile complicatezza della vita, la distrazione e una certa misteriosa stanchezza interiore sono gli ostacoli che impediscono di terminare con lo slancio dell'amore quella corsa verso l'eterna felicita' della quale parla San Paolo. E' come se una certa melanconia opprimesse i nostri cuori. Eppure, come oggi la testimonianza dei martiri risuona e risplende di nuovo dal silenzio e dal buio della paura, cosi' e' con noi anche quella forza della fede che puo' darci speranza e avvenire". La beatificazione di Bogdanffy, ha sottolineato Amato, "rompe il silenzio di molti decenni e inaugura con la maesta' e la forza misteriosa della liturgia il culto pubblico di quei numerosi testimoni, che hanno sofferto come martiri o confessori per la verita' di Cristo e della Chiesa". Bogdanffy venne consacrato vescovo di Nagyvrad dei Latini il 14 febbraio 1949, nella Nunziatura di Bucarest. Le autorita' reagirono tempestivamente e un mese e mezzo dopo la sua consacrazione, il 5 aprile, venne arrestato. Ecco il motivo: l'adesione fedele a Cristo, alla Chiesa e al Papa. Per questo ha accettato, con amore generoso, anche la morte. L'Arcivescovo Patrick O'Hara lo disse gia' nella Nunziatura, durante la consacrazione: "Szilard, fratello mio, io ti consacro vescovo per il martirio". L'Arcivescovo Amato ha poi indicato il beato come sacerdote, educatore e martire esemplare. "Emblematico - ha notato tra l'altro - e' il suo gesto di nascondere alcuni ebrei nel seminario di Nagyvrad, dissimulando la loro identita', per sottrarli a morte certa". Terminata la guerra, la Romania fu fortemente condizionata dalla campagna negativa scatenata dal regime comunista contro la Chiesa. Bogdanffy nel 1949 venne arrestato e fu prima destinato ai lavori forzati in una miniera di piombo, quindi in un campo di sterminio presso il Mar Nero. Si ammalo' di polmonite e, privato intenzionalmente delle necessarie cure e medicine, mori' il 2 ottobre 1953.

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