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venerdì 6 dicembre 2019

Il Presepe più Antico del Mondo Scolpito in un Sarcofago di Siracusa


Il più antico presepio del mondo si trova a Siracusa ed è scolpito su un sarcofago che custodiva i resti di una sposa. Il prezioso reperto è al centro del nuovo settore del museo archeologico regionale “Paolo Orsi” dedicato all’arte cristiana e prende il nome dalla moglie del conte Valerio, Adelfia – raffigurata con il marito in un tondo al centro del monumento - che volle dedicarle un’urna di marmo decorata da immagini del Vecchio e del Nuovo Testamento tra cui le prime, commoventi scene della Natività di Gesù.

Il Sarcofago di Adelfia venne rinvenuto in un pomeriggio del luglio del 1872 da Francesco Cavallari, allora direttore delle Antichità di Sicilia, all’interno di un cubicolo delle Catacombe di San Giovanni, nelle viscere di Siracusa.

La città aretusea è seconda a Roma per estensione dei suoi percorsi catacombali e conserva tracce della più antica devozione cristiana pochi metri sotto piazze e strade moderne.

Il Sarcofago di Adelfia ne è la testimonianza più preziosa e Cavallari non credette ai suoi occhi quando si ritrovò dinanzi alla bellezza di questo monumento marmoreo un tempo decorato da policromia e celebrò la scoperta con un momento di gioia collettiva: l’eco del rinvenimento, infatti, si diffuse tra i siracusani che accorsero per ammirare il Sarcofago e lo scortarono fino a piazza Duomo dove si trovava allora il Museo nazionale archeologico.

 A rendere un unicum questo reperto del IV secolo dopo Cristo è la sua delicata decorazione tra cui spiccano le scene della nascita di Gesù Bambino. Nel Sarcofago di Adelfia è narrato il momento dell’Adorazione dei re Magi che portano i doni a Gesù bambino.

I tre re indossano un copricapo su lunghi capelli, una tunica e la clamide e procedono verso destra recando i loro doni e protendendo le mani verso Gesù: una corona sovrastata da una gemma a simboleggiare l’oro; una pisside con un coperchio per custodire incenso e mirra. La Madonna regge in grembo il piccolo Gesù che tende le mani verso i doni dei Magi.
Nella seconda scena è raffigurata una tettoia ricoperta da tegole e ceppi che ripara il bambin Gesù, avvolto in fasce, deposto in un cesto di vimini e scaldato dal fiato del bue e dell’asinello. Accanto alla tettoia è scolpito uno dei pastori a cui l’angelo annuncia la nascita del Creatore mentre Maria siede su una roccia.

 Il monumento di marmo, dopo una lunga attesa, è esposto oggi al pubblico al museo archeologico Orsi all’interno di un settore che narra la storia cristiana di Siracusa e della Sicilia.
Per far meglio comprendere ai visitatori il valore iconografico del sarcofago, è stata ricreata la rotonda delle catacombe dove venne rinvenuto con alcuni pannelli descrittivi che raccontano la storia e la bellezza di questa antica testimonianza di fede e speranza nella salvezza eterna

(Isabella Di Bartolo)
27 dicembre 2015

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