mercoledì 7 giugno 2023

Sant'Andronico di Perm

L’arcivescovo Andronik (al secolo Vladimir Nikol’skij), nacque nella diocesi di Jaroslav. Frequenta il seminario di Jaroslav e l’Accademia teologica di Mosca, al termine della quale viene ordinato sacerdote (1895). Dopo un anno è designato come insegnante nel seminario missionario della Ossezia. Nel 1897 parte missionario per il Giappone. Il 5 novembre 1906 è ordinato vescovo e nominato vescovo ausiliare della diocesi di Kioto, ma appena dopo due anni è richiamato in Russia per dirigere la diocesi di Tichvin. Nel 1913 è trasferito a Omsk, in Siberia, e dopo un anno a Perm dove concluderà la vita con il martirio all’età di 48 anni.
Nel gennaio del 1918 l’arcivescovo Andronik scrive una lettera pastorale a tutti i fedeli della diocesi, deprecando la persecuzione già in atto contro la Chiesa ed invitando tutti ad intensificare la preghiera e a far nascere in tutte le parrocchie delle fraternità di fedeli che fossero di esempio anche per i più deboli. La creazione di queste comunità era stata una delle preoccupazioni principali prima ancora che i comunisti prendessero il potere. “Se mi aveste ascoltato – scrive nella pastorale – oggi in ogni parrocchia sarebbe disponibile quel seme capace di infiammare lo zelo di tutti”.

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martedì 6 giugno 2023

lunedì 5 giugno 2023

Preghiera alla Santissima Trinità di Sant'Agostino

L'anima mia vi adora, il mio cuore vi benedice e la mia bocca vi loda, o santa ed indivisibile Trinità: Padre Eterno, Figliuolo unico ed amato dal Padre, Spirito consolatore che procedete dal loro vicendevole amore. O Dio onnipotente, benché io non sia che l'ultimo dei vostri servi ed il membro più imperfetto della vostra Chiesa, io vi lodo e vi glorifico. Io vi invoco, o Santa Trinità, affinché veniate in me a donarmi la vita, e a fare del mio povero cuore un tempio degno della vostra gloria e della vostra santità. O Padre Eterno, io vi prego per il vostro amato Figlio; o Gesù, io vi supplico per il Padre vostro; o Spirito Santo, io vi scongiuro in nome dell'Amore del Padre e del Figlio: accrescete in me la fede, la speranza e la carità. Fate che la mia fede sia efficace, la mia speranza sicura e la mia carità feconda. Fate che mi renda degno della vita eterna con l'innocenza della mia vita e con la santità dei miei costumi, affinché un giorno possa unire la mia voce a quella degli spiriti beati, per cantare con essi, per tutta l'eternità: Gloria al Padre Eterno, che ci ha creati; Gloria al Figlio, che ci ha rigenerati con il sacrificio cruento della Croce; Gloria allo Spirito Santo, che ci santifica con l'effusione delle sue grazie.
Onore e gloria e benedizione alla santa ed adorabile Trinità per tutti i secoli.
Così sia.

San Sancio di Cordova

Sancio, laico, era originario della Gallia Comata, dove fu fatto prigioniero e portato a Cordova. Liberato, entrò a far parte della guardia di palazzo e lo Stato si occupò della sua educazione. In seguito, divenne discepolo di s. Eulogio. Non sappiamo altro sulla sua vita né sulle circostanze che lo condussero al martirio subito per spada, ancora dolescente, il 5 giugno 851. Il suo cadavere rimase appeso ad un palo per qualche giorno, infine bruciato e le ceneri furono buttate nel Guadalquivir.
Fino alla scoperta e pubblicazione delle opere di s. Eulogio di Cordova Sancio era sconosciuto. Il suo culto incominciò nella diocesi di Cordova nel 1601, e la festa venne celebrata nel diesa natalis, 5 giugno, data in cui è anche iscritto nel Martirologio Romano.

Autore: Rafael Jiménez Pedrajas

Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, beato Sancio, martire, che adolescente, condotto prigioniero dalla cittadina di Albi e istruito alla corte del re, durante la persecuzione dei Mori non esitò a patire il martirio per la fede in Cristo.

domenica 4 giugno 2023

Marco, Capitolo 3, Versetti 13-19

E salendo su un monte chiamò a sé quelli che volle; e vennero a lui, e fece si che fossero dodici con lui per mandarli a predicare; e diede loro il potere di guarire le malattie e di scacciare i demoni, e impose a Simone il nome di Pietro, poi costituì Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, e li chiamò Boanerghes, cioè figli del tuono, e Andrea e Filippo e Bartolomeo e Matteo e Tommaso e Giacomo di Alfeo e Taddeo e Simone il Cananeo, e Giuda Iscariota, il quale anche lo tradì.

Beda: La loro chiamata all'apostolato non apparteneva alla loro scelta o ambizione, ma alla degnazione divina. Inoltre quel monte sul quale il Signore scelse gli apostoli designa l'altezza della giustizia nella quale dovevano essere istruiti, e che avrebbero predicato agli uomini. Girolamo: Oppure il monte è spiritualmente Cristo, dal quale fluiscono le acque vive, viene preparato il latte per la salvezza dei piccoli, viene riconosciuta la pinguedine spirituale e tutto ciò che viene creduto sommo bene è costituito per la grazia di questo monte. Quindi sul monte sono chiamati gli eccelsi nei meriti e nelle parole, affinché il luogo convenga agli altri meriti.

Segue: e vennero a lui, e fece si che fossero dodici con lui per mandarli a predicare. Girolamo: Infatti il Signore amò la bellezza di Giacobbe, affinché essi fossero sopra dodici troni, giudicando le dodici tribù di Israele, i quali anche in gruppi di tre e quattro giacciono intorno al tabernacolo del Signore, portando sulle spalle laboriose le sante parole del Signore.

Beda: Per figurare che in un altro tempo i figli di Israele erano accampati attorno al tabernacolo in gruppi di tre, così che da ogni parte le tribù rimanessero tre per quattro. Infatti tre volte quattro fanno dodici, e tale era il numero degli Apostoli che furono inviati per predicare, al fine di battezzare nel nome del Padre e del figlio e dello Spirito Santo tutte le regioni di questo universo composto di quattro parti.

Cartone Animato - La Cantata dei Pastori

Durante il loro viaggio in Palestina, lo scrivano napoletano Razzullo e il suo compaesano Sarchiapone, incontrano Maria e Giuseppe in cammino verso Betlemme per far nascere Gesù. Una minaccia incombe su di loro: Plutone, signore degli inferi, non vuole che il figlio di Dio venga al mondo, e cerca in tutti i modi di impedire il lieto evento... 

 

https://www.raiplay.it/programmi/lacantatadeipastori

sabato 3 giugno 2023

Pdf - 1962 Rivoluzione nella Chiesa

1962 Rivoluzione nella Chiesa. Ccronaca dell’occupazione neomodernista della Chiesa Cattolica.

La Rivoluzione modernista è tuttora vivissima nella Chiesa e va decisamente avanti per una distruzione completa della dottrina cattolica. Non per nulla San Pio X ha definito il “Modernismo” la sintesi di tutte le eresie e il compendio di tutti gli errori.
È un dovere grave, perciò, parlarne e scriverne copiosamente di questo sistema perniciosissimo. Ed è quello che facciamo ora con questo nostro libro sul “Modernismo”, scritto magistralmente dall’Autore di esso, con animo sereno e gagliardo.


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