domenica 31 dicembre 2023
Fratelli Cattolici Veneti Tradizionalisti in Piazza contro Luca Zaia!
sabato 30 dicembre 2023
I 3 Monaci e il Diavolo
Il demonio apparve a tre monaci e disse loro: se ti venisse dato il potere di cambiare qualcosa del passato, cosa cambieresti?
Il primo di loro, con grande fervore apostolico, rispose: "Ti impedirei di far cadere nel peccato Adamo ed Eva affinché l'umanità non possa allontanarsi da Dio".
Il secondo, un uomo pieno di misericordia, risponde: "Ti impedirei di ribellarti a Dio e così non faresti del male alle anime".
Il terzo di loro era il più semplice e, invece di rispondere al tentatore, si inginocchiò, si fece il segno della croce e pregò dicendo: "Signore, liberami dalla tentazione di ciò che poteva essere e non è stato". Il diavolo, emettendo un grido rauco e rabbrividendo di dolore, svanì. Gli altri due, sorpresi, gli dissero: "Fratello, perché hai reagito così?"
E lui rispose: "Primo: non dobbiamo MAI dialogare con il nemico. Secondo: NESSUNO al mondo ha il potere di cambiare il passato. Terzo: L'INTERESSE di Satana non era quello di dimostrare la nostra virtù, ma di intrappolarci nel passato, in modo da trascurare il presente, cioè il tempo in cui Dio ci dà la sua grazia e noi possiamo collaborare con essa per adempiere la sua volontà".
Di tutti i demoni, quello che cattura di più gli uomini e impedisce loro di essere felici è quello di "Cosa avrebbe potuto essere e cosa non è stato". Il passato è lasciato alla misericordia di Dio e il futuro alla sua Provvidenza. Solo il presente è nelle nostre mani.
Viviamo l'oggi!
Beato Isacco della Stella - La Preminenza della Carità
(Disc. 31; PL 194, 1292-1293)
☩
Perché mai, o fratelli,
siamo poco solleciti nel cercare le occasioni di salvezza
vicendevole, e non ci prestiamo mutuo soccorso dove lo vediamo
maggiormente necessario, portando fraternamente i pesi gli uni degli
altri? Volendoci ricordare questo, l'Apostolo dice: «Portate i pesi
gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo» (Gal 6,
2). E altrove: Sopportatevi a vicenda con amore (cfr. Ef 4, 2).
Questa è senza dubbio la legge di Cristo.
Ciò che nel mio
fratello per qualsiasi motivo - o per necessità o per infermità del
corpo o per leggerezza di costumi - vedo non potersi correggere,
perché non lo sopporto con pazienza? Perché non lo curo
amorevolmente, come sta scritto: I loro piccoli saranno portati in
braccio ed accarezzati sulle ginocchia? (cfr. Is 66, 12). Forse
perché mi manca quella carità che tutto soffre, che è paziente nel
sopportare e benigna nell'amare secondo la legge di Cristo! Egli con
la sua passione si è addossato i nostri mali e con la sua
compassione si è caricato dei nostri dolori (cfr. Is 53, 4), amando
coloro che ha portato e portando coloro che ha amato. Invece colui
che attacca ostilmente il fratello in necessità, o che insidia alla
sua debolezza, di qualunque genere sia, si assoggetta senza dubbio
alla legge del diavolo e la mette in pratica. Usiamoci dunque
comprensione e pratichiamo la fraternità, combattendo la debolezza e
perseguitando solo il vizio.
La condotta più accetta a Dio è
quella che, pur varia nelle forme e nello stile, segue con grande
sincerità l'amore di Dio e, per lui, l'amore del prossimo.
La
carità è l'unico criterio secondo cui tutto deve essere fatto o non
fatto, cambiato o non cambiato. È il principio che deve dirigere
ogni azione e il fine a cui deve tendere. Agendo con riguardo ad essa
o ispirati da essa, nulla è disdicevole e tutto è buono.
Si
degni di concedercela, questa carità, colui al quale senza di essa
non possiamo piacere, colui senza del quale non possiamo fare
assolutamente nulla, che vive e regna, Dio, per i secoli senza fine.
Amen.
Beati Bernardo de Rebolledo e Giovanni de Luna
I Beati: Bernardo de Rebolledo, insigne mercedario
per la dottrina, la carità e lo zelo nel predicare il vangelo, e
Giovanni de Luna, discendente dei conti di Morada, che nell'anno 1400
lasciò le vanità del mondo per entrare nel convento mercedario di San
Lazzaro in Saragozza, dove condusse una vita esemplare per la modestia e
l'austerità; furono nominati redentori dell'Ordine. Inviati in
redenzione nell'anno 1422 mentre navigavano verso l'Africa furono
sorpresi dai pirati mori i quali li condussero a Marsiglia in Francia
dove dopo varie torture meritarono il trionfo eterno dei martiri per la
fede di Cristo.
L'Ordine li festeggia il 30 dicembre.
venerdì 29 dicembre 2023
Cartone Animato - 09 Il Servo Spietato
Le Parabole a Cartoni Animati - 09 Il Servo Spietato
☩
La parabola
dell'amministratore disonesto o parabola del fattore infedele è una
parabola di Gesù che appare in Luca 16: 1-13.
giovedì 28 dicembre 2023
Beato Gregorio Khomyšyn
Nacque il 25 marzo 1867 nel villaggio di Hadynkivtsi (regione di Ternopil, in Ucraina). Dopo gli studi compiuti presso il seminario di Lviv, il 18 novembre 1893, venne ordinato sacerdote. Nel 1902 fu nominato rettore del seminario; il 19 giugno 1904 venne ordinato vescovo dell’Eparchia di Stanislaviv oggi Ivano-Frankivsk. Fu arrestato dalle autorità comuniste prima nel 1939 e poi l’11 aprile del 1945. A causa delle torture subite e delle percosse ricevute durante gli interrogatori, il beato Hryhorij morì il 28 dicembre 1945 nell’ospedale del carcere di Lukianivska a Kiev. Fa parte del gruppo di 26 martiri della Chiesa greco-cattolica morti fra il 1935 e il 1973, perseguitati dal regime comunista che appoggiava la Chiesa ortodossa a cui essi rifiutavano di aderire. Sono stati beatificati da Giovanni Paolo II nel 2001 a Leopoli (Lviv), durante il viaggio apostolico in Ucraina.
mercoledì 27 dicembre 2023
Beato Jan Havlik
Il Seminarista della Congregazione della Missione Jan Havlik terminò le scuole secondarie nel 1949 a Banska Bystrika. Il 29-10-51 fu arrestato insieme agli altri seminaristi della Congregazione a Nitra. La terrificante Polizia Statale Comunista lo interrogò e torturarò per 16 mesi, lasciato nella fame e al freddo. Dopo il processo, che durò dal 3 al 5 febbraio, fu condannato a dieci anni di prigione. Da qui iniziò ad intrapendere la letteratura religiosa, non volle tradire, e per questo la sua condanna fu prolungata, senza un ulteriore processo, a 11 anni di carcere. Trascorse l'ultimo periodo di carcerazione a Valdice. Anche in prigione venne interrogato, maltrattato, torturato e lasciato senza cibo ed al freddo. Si comportò sempre valorosamente. Quando poté uscire di prigione, fu rimandato a casa, gravemente ammalato, dove morì. Condusse una vita santa: devoto, eccellente per il canto, dotato della parola, devoto alla Vergine Maria, perseverante e amante della preghiera. Papa Francesco ha riconosciuto il suo martirio in data 14 dicembre 2023, aprendo così la strada alla sua beatificazione.




