giovedì 5 marzo 2020

Audio - Plinio Corrêa de Oliveira - Popolo mio, che cosa ti ho fatto?


Abbi compassione, mio Dio, e dà forza al povero ragazzo che, in collegio, è odiato dai suoi compagni perché confessa il tuo nome e rifiuta di profanare l'innocenza delle proprie labbra con parole impure. L'odio, sì. Forse non l'odio nella forma di un'invettiva grossolana e feroce, ma nella forma terribile dello scherno, dell'isolamento, del disprezzo. Dà forza, mio Dio, allo studente che esita a proclamare il tuo nome in piena classe, di fronte a un professore empio e ai compagni che lo deridono. Dà forza, mio Dio, alla ragazza che deve proclamare il tuo nome rifiutando di vestire gli abiti imposti dalla moda, perché per la loro stravaganza o la loro immoralità non si accordano con la dignità di una cattolica autentica. Dà forza, mio Dio, all'intellettuale che vede chiudersi davanti a se le porte della notorietà e della gloria perché predica la tua dottrina e confessa il tuo nome. Dà forza, mio Dio, all'apostolo che subisce l'aggressione impietosa degli avversari della tua Chiesa, e l'ostilità mille volte più penosa di molti che sono figli della luce, solo perché non consente alle diluizioni, alle mutilazioni, alle unilateralità con cui i "prudenti" comprano la tolleranza del mondo per il loro apostolato. 

Mio Dio, come sono sapienti i tuoi nemici! Sentono che nel linguaggio di questi prudenti si dice fra le righe che non odi né il male, né l'errore, né le tenebre. E allora applaudono i prudenti secondo la carne, come ti avrebbero applaudito a Gerusalemme, invece di ucciderti, se ti fossi rivolto a quelli del Sinedrio con lo stesso linguaggio. 

martedì 3 marzo 2020

Pdf. Tommaso da Kempis - Imitazione di Cristo


Questo piccolo libro ha costituito per secoli un preciso punti di riferimento per la spiritualità cristiana, tanto che si può considerare "il libro più letto dopo il Vangelo, meditato nei monasteri, letto nella vita religiosa e sacerdotale, tenuto come manuale di formazione cristiana robusta per tante generazioni di laici, di cristiani nel mondo". L'Imitazione di Cristo, il cui autore resta sconosciuto, benché possa essere collocato in ambiente monastico attorno ai secoli XIII-XIV, costituisce un semplice e concreto tracciato di vita ascetica. La tensione spirituale che lo anima, ne fa un testo fondamentale nel tracciare una via alla ricerca di Dio, all'abbandono dell'"uomo vecchio" per costruire l'"uomo nuovo", per radicare interiormente una profonda spiritualità personale.


L'opera si divide in quattro libri.

  •     Il Libro I (Libro della imitazione di Cristo e del dispregio del mondo e di tutte le sue vanità) sollecita ad abbandonare la vacuità delle cose materiali e a porre al centro dell'attenzione la carità, la conformità a Cristo, la meditazione, l'obbedienza e la contrizione. 
       
  •    Il Libro II (Dell'interna conversazione) insiste sulla necessità e l'inevitabilità della sofferenza per poter entrare nel regno di Dio ed elabora una serie di precetti per vivere una vita interiore molto intensa.

  •     Il Libro III (Dell'interna consolazione) segna un mutamento nello stile: il testo diventa infatti una sorta di dialogo mistico con Cristo.

  •     Il Libro IV (Libro del sacramento del corpo di Cristo) esorta, sempre sotto forma di dialogo, alla unione con Cristo attraverso l'eucarestia.


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L'imitazione di Cristo
L'imitazione di Cristo
Tommaso da Kempis

Colonna Sonora - I Dieci Comandamenti


01. – Prelude
02. - In the Bulrushes
03. - The Bitter Life
04. - Love and Ambition
05. - The Hard Bondage
06. - Egyptian Dance
07. - The Crucible of God
08. - And Moses Watered Jethro's Flock
09. - Bedouin Dance
10. - I Am That I Am
11. – Overture
12. - Thus Says the Lord
13. - The Plagues
14. - The Exodus
15. - The Pillar of Fire
16. - The Red Sea
17. - The Ten Commandments
18. - Go, Proclaim Liberty! 



 
 

lunedì 2 marzo 2020

Documentario. Capolavori delle Grandi Civiltà: San Pietro, nel Cuore della Cristianità


San Pietro, la più grande chiesa della Cristianità, venne costruita, secondo la tradizione, sopra la tomba dell'Apostolo Pietro. La Basilica è una delle opere grandiose del tardo Rinascimento. I lavori per la sua costruzione durarono 120 anni e vi parteciparono artisti del calibro di Michelangelo. Un incontro ravvicinato con questo capolavoro dell'umanità.



Opera - Gioachino Rossini - Petite Messe Solennelle


La Petite messe solennelle è una composizione sacra di Gioachino Rossini.

Fu scritta nel 1863.

Dopo che il lavoro fu terminato, si peritava di scrivere ancora:

« Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola Messa. Ho fatto della musica sacra o della benedetta musica? Ero nato per l'opera buffa, lo sai bene: poca scienza, un po' di cuore, tutto qui. Sia Tu dunque benedetto e concedimi il Paradiso.»

Ecco dunque che la Petite messe può essere considerata il testamento spirituale di Rossini, forse già presagio della sua prossima morte.

L'esecuzione di quest'opera avvenne il 14 marzo del 1864 presso la cappella di famiglia della contessa Louise Pillet-Will, alla quale fu dedicata, in presenza di solo poche persone e di alcuni critici. Ottenne grande successo e fu replicata diverse altre volte.

L'opera si compone di quattordici pezzi ricchi di inventiva armonica e melodica e si inserisce fra le composizioni di spiccata originalità, fornite di un'alternanza tra musica da chiesa e musica profana: il Kyrie per soli, coro, pianoforti e armonium; il Gloria per soprano solo e coro, pianoforti e armonium; il Gratias agimus, un terzetto per mezzosoprano, tenore e basso; il Domine Deus, pagina affidata al tenore e preceduta da una introduzione pianistica; il Qui tollis, duetto tra soprano e contralto introdotto anch'esso dal pianoforte; il Cum Sancto Spiritu per soli e coro che conclude la prima parte dell'opera.

Il Credo rappresenta l'inizio della seconda parte della messa ed è per coro. Segue subito dopo il Crucifixus introdotto dal pianoforte, in cui si innesta la voce del soprano; l'Et resurrexit per soli e coro; il Preludio religioso per pianoforte solo, il brano strumentale più lungo dell'opera, che dura circa otto minuti; il Sanctus, un coro "a cappella"; l'O salutaris Ostia, penultimo brano per soprano solo e pianoforte; infine l'Agnus Dei che chiude la sequenza dei brani della messa, pieno di intensa melodia che presagisce una visione di pace duratura intonata dal contralto, a cui fa eco il coro a voci sole e quindi le voci corali che unitamente al contralto solista ed agli strumenti concludono il capolavoro rossiniano. 

domenica 1 marzo 2020

Film - Marcellino, Pane e Vino (1955)


’800, Spagna. Alcuni frati trovano un neonato davanti al loro convento e decidono di allevarlo. Con il passare del tempo, il bimbo, di nome Marcellino, inizia a sentire la mancanza della mamma e di un amico. Comincia a giocare con Manuel, un bambino invisibile agli occhi degli altri. Un giorno Marcellino sale di nascosto nel solaio del convento, in cui i frati gli avevano proibito di entrare: si trova davanti a un grande crocifisso, e fugge. Poi, colpito dalla magrezza di Gesù, va a prendergli del cibo. Porge del pane al Cristo, e accade il miracolo: Gesù si muove a ricevere il cibo offertogli. Marcellino e Gesù diventano amici. Marcellino porta al Cristo pane e vino presi di nascosto ai frati; Gesù ascolta le sue confidenze. Marcellino esprimerà il desiderio di vedere la madre che, come il Cristo gli dice, è in cielo, e Gesù lo accoglierà tra le sue braccia. 


ANNO 
1955

PAESE



REGIA Ladislao Vajda

ATTORI Pablito Calvo, Rafael Rivelles, Antonio Vico, Juan Calvo, Fernando Rey, José Nieto, José Marco Davó, Juanjo Menéndez



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Marcellino pane e vino
Marcellino pane e vino
Ladislao Vajda

La Comunione sulla Mano, i Concili, i Santi e le Eresie Protestanti…


Per chi non lo sapesse, ricevere la comunione nella mano, è uno dei più grandi sacrilegi commessi, oggi come oggi, contro il corpo di Nostro Signore Gesù Cristo. Senza dubbio è anche peccato. Molti si domanderanno: ma perché alcuni sacerdoti la consegnano così? Perché fu permesso per mezzo di un indulto, durante il papato di Paolo VI. Quasi nessuno sa che è stata introdotta sotto inganno al Papa Paolo VI, che non ebbe altra scelta che consentirla con la più grande tristezza e dispiacere, sotto indulto e non potendo detenere la proliferazione di questa sacrilega pratica in quasi tutto il mondo. E' stata una cospirazione dietro la quale si specula ci siano stati coinvolti alcuni membri della Chiesa, in particolare i vescovi, i massoni europei, i protestanti e i terribili nemici della fede e della Chiesa cattolica.

La parola “sacro”, significa separato, inaccessibile, intoccabile. La parola “profano”, significa il contrario, manipolabile, toccabile.

Al Papa Paolo VI fu fatta pressione dai membri del clero in Germania, Belgio, Olanda e Francia perché autorizzasse la Comunione nella mano, che si stava estendendo senza nessun permesso. Fu un’attitudine d’indisciplina e individualismo. La Sacra Congregazione del Rito concesse la nuova pratica alla Germania il “06/07/68″ e al Belgio “11/07/68″ pero dietro alle proteste per questo cedimento il Papa sospese la concessione il “25/O7/68″.

La decisione del Papa non potè fermare l’abuso. Paolo VI credette conveniente realizzare un’INCHIESTA mondiale dentro l’Episcopato il 12 marzo 1969 a cui risposero 2136 Vescovi e il risultato fu il seguente:

a) Alla domanda: si deve accogliere il desiderio che, oltre al modo tradizionale, si permetta anche il rito di ricevere la Sacra Comunione nella mano? I vescovi risposero cosi:

-¡NO! (Non placet): 1233 Vescovi.
-¡SI! (Placet): 567.
-Secando (Placet iuxta modum): 315.
- Voti non valdi: 21.

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