venerdì 24 gennaio 2020

Video - Fishers of Men (Pescatori di Uomini)


Video Vocazionale della Conferenza Episcopale Americana "Fishers of men" con sottotitoli in italiano. Per chi si fa tante domande sul sacerdozio o sulla vocazione. Stile americano ed estremamente coinvolgente. Un vero e proprio film/documentario.

Sottotitoli offerti da Ixtus Production. Impostare nei sottotitoli la lingua italiana per visualizzare la traduzione.



Documentario - San Francesco di Sales: I Luoghi e il Messaggio


Thorens Glieres è un paesino situado a 22 km da Anncy. Non lontano da qui, sorge il castello di Sales, presso il quale, in una casa-fortezza, abitava con la familiglia Francesco signore di Boisy. Di quell’antica costruzione oggi rimane soltanto questa capella. Qui il 21 agosto 1567 nasce Francesco di Sales. 

Francesco si laureò in diritto civile ed ecclesiastico a Padova, e in teologia a Parigi. Divenuto sacerdote si dedicò alla missione di ricondurre lo Chablais calvinista al cattolicesimo, e con infinite fatiche vi riuscì. Fatto vescovo di Ginevra, residente ad Annecy, attuò le riforme del Concilio di Trento, dedicandosi apostolicamente alla predicazione. La sua bontà divenne proverbiale: «Come dev’essere buono Dio, se Francesco e così buono». Spirito nobile e acuto, dotto umanista, fu un grande direttore spirituale (restano circa 2.000 lettere), aprì le vie dell’ascetica ai laici (La Filotea) e indicò l’essenza della vita spirituale nell’amore di Dio (Teotimo). Eccellente controversista, intuì l’importanza della stampa; uomo di azione, istituì a Tonon una «università» del lavoro. Con Giovanna Francesca di Chantal fondò l’ordine della Visitazione: nel suo progetto, le suore dovevano visitare e soccorrere i poveri e malati; questo progetto, allora ostacolato per i tempi non maturi verrà ripreso e attuato da san Vincenzo de’ Paoli. Francesco di Sales è patrono dei giornalisti e degli scrittori cattolici, e dottore della Chiesa. Don Bosco si ispirò al suo apostolato e alla sua spiritualità e diede il suo nome alla congregazione che fondò per l’educazione della gioventù. 

giovedì 23 gennaio 2020

Sant'Ildefonso di Toledo - La Dottrina Mariana


dal libro di Luigi Gambero, Maria nel pensiero dei teologi latini medievali, San Paolo, Cinisello Balsamo 2000, pp.19-25

☩︎

1. Ildefonso di Toledo

La cristianità spagnola del VII secolo, nonostante le dure prove che dovette subire a causa dell'invasione musulmana, conobbe momenti di particolare affermazione e un confortante incremento della fede nei suoi membri. Nell'orizzonte storico di quel periodo si lasciano facilmente individuare alcuni risultati positivi di notevole portata. Ci riferiamo in particolare alla vittoria contro le minacce dell'arianesimo, che era stato precedentemente portato in Spagna dai vandali e che i visigoti, dopo la loro conversione alla religione cristiana ortodossa, riuscirono a bandire dal regno che essi fondarono in terra spagnola. Si possono inoltre registrare stimoli efficaci sul piano pastorale e missionario, impressi soprattutto dai concili regionali celebrati nella città di Toledo e che per lungo tempo ebbero una frequenza quasi annuale. Si deve inoltre prendere atto di una dinamica e influente attività teologica ad opera di prestigiose personalità della Chiesa, come i fratelli Leandro e Isidoro di Siviglia e Ildefonso di Toledo. Per quanto concerne la dottrina mariana, quest'ultimo ne è indubbiamente il più rilevante testimone e il maestro che ha recato il contributo più ricco e importante.
Nato a Toledo verso il 617, Ildefonso si fece monaco benedettino e divenne abate del monastero di Agalia, situato nelle vicinanze della sua città. Nel 657 fu nominato vescovo metropolita di Toledo e ivi morì nel 667. La sua riflessione teologica si snoda nell'alveo della grande tradizione dei Padri della Chiesa latina, specialmente di Girolamo, Agostino e Gregorio Magno. Tra le opere da lui scritte, appare di notevole interesse per la dottrina mariana un trattato sulla verginità di Maria: Libellus de virginitate perpetua sanctae Mariae contra tres infideles. Il trattato esercitò un influsso enorme su tutta la successiva letteratura mariana in terra spagnola e valse a Ildefonso l'appellativo di "cappellano della Vergine", attribuitogli molti secoli dopo dal grande poeta e drammaturgo spagnolo Lope de Vega, che su di lui compose una commedia che porta precisamente questo titolo. Dei tre infedeli contro i quali Ildefonso indirizza le sue confutazioni, due erano gli eretici Gioviniano ed Elvidio, vissuti nel IV secolo e già bersaglio delle energiche e impietose contestazioni di san Girolamo. Il terzo viene identificato con un anonimo giudeo, nel quale Ildefonso vede la personificazione della folta colonia ebraica presente nella Spagna di quel tempo. Allora, infatti, gli ebrei continuavano ad osteggiare e a dileggiare le verità della fede cristiana, prendendo di mira in modo più diretto il dogma della verginità della Madre del Signore. È specialmente contro di loro che Ildefonso rivolge la sua polemica, in un impegno di appassionata difesa del dogma mariano.1

sabato 18 gennaio 2020

Video. Seforis: la Città della Nascita di Sant’Anna, Madre della Vergine Maria


A circa dieci km da Nazareth si trova Seforis. Nel Parco Nazionale troviamo le rovine della città che, a partire dall’anno 55 dopo Cristo, fu la Capitale della Galilea, abitata in prevalenza da ebrei. La sua storia risale, tuttavia, al primo secolo avanti Cristo, al periodo ellenistico. Il nome "Seforis" deriva dall'ebraico "Zippori" perché la città si trova in cima alla collina “appollaiata” come un uccello. La cosiddetta "Perla di Galilea", era una regione molto sviluppata dove persone di diversa provenienza culturale e religiosa vivevano insieme pacificamente. 

Scoperte archeologiche hanno portato alla luce significativi resti di diverse epoche come strade e colonne tipiche dell’architettura romana; un antico sistema idrico; un anfiteatro probabilmente costruito da Erode Antipa, figlio di Erode il Grande; e ancora, le costruzioni del tempo dei crociati su un’altura da cui si contempla un’affascinante vista panoramica di Seforis e dei suoi dintorni. 

Il sito archeologico sorprende per i bei mosaici che si trovano in ogni angolo. Di particolare rilievo la “Casa del Nilo”, un’antica sinagoga con rappresentazioni che evocano la tradizione giudaica: come l’angelo che visitò Abramo e Sara, il sacrificio di Isacco, uno zodiaco con i nomi dei mesi in ebraico e delle offerte quotidiane. Mentre in quella che deve essere stata una lussuosa villa romana i mosaici mostrano scene in onore al Dio Dioniso o Bacco e ancora l’incantevole immagine della cosiddetta “Monnalisa della Galilea”. 

Si crede che all’inizio del cristianesimo sia vissuta lì una comunità giudeo-cristiana che riconosceva Gesù come Messia. Seforis è considerata anche la città che ha dato i natali a Sant’Anna, la madre della Vergine Maria. Una tradizione avvalorata dai resti della chiesa di epoca crociata con tre navate a lei dedicata. Le rovine si trovano nei dintorni del Parco Nazionale, sul terreno acquistato dalla Custodia di Terra Santa nel 1841.

giovedì 16 gennaio 2020

Pdf. Padre Julio Meinvielle - Influsso dello Gnosticismo Ebraico in Ambiente Cristiano


Nel 1988 don Ennio Innocenti pubblicava la prima edizione di “Influsso dello gnosticismo ebraico in ambiente cristiano”, il libro di don Julio Meinvielle pubblicato a Buenos Aires nel 1970 sotto il titolo “Dalla Cabala al Progressismo”. Don Julio Meinvielle spiega nel suo studio che vi sono due tradizioni: una cattolica e verace, l’altra gnostico-cabalistica-talmudica, che è spuria. Definisce poi la natura di entrambe e l’affinità tra la seconda tradizione parassitaria e cabalistica con l’occultismo e la Massoneria.

Quindi ripercorre la storia del pensiero cabalistico dal manicheismo sino a Gioacchino da Fiore e poi passa alla spiegazione della penetrazione della Cabala spuria nel mondo cristiano (Pico, Ficino, Bruno, Spinoza, Fichte e Hegel). Infine dedica un capitolo al progressismo cristiano e vi scorge (documentandolo) l’influsso della Cabala pervertita che si estende fino al Concilio Vaticano II.

Nel 1995 don Ennio Innocenti ha voluto stampare una seconda edizione del libro in cui ha compendiato le prime duecento pagine del Meinvielle (forse di non facile lettura), ed ha aggiunto (a partire da pag. 243) una sua “appendice” che abbraccia gli anni Settanta-Novanta.



Sommario:

Prima Parte
(Sintesi di Massimo Viglione)

    I  Le due tradizioni
    II  Le diverse interpretazioni della cabala
    III  Gnosi giudaica prima di Cristo
    IV  Gnosticismo Cristiano
    V  Influsso cabalistico in età antica e media
    VI  Metafisica cristiana
    VII  Presentazione della cabala
    VII Fermentazione della cabala
    IX  La cabala nell’idealismo tedesco
    X  Cabala e immanentismo moderno
    XI  L’invasione cabalistica

Documentario - Papa Pio XII, Pastor Angelicus


Il film documenta la figura e l'attività di Papa Pio XII. Di Eugenio Pacelli vengono illustrate la vita privata e pubblica, le sue azioni quotidiane, il suo apostolato da quando era un semplice cardinale fino all'elezione al soglio di Pietro. Viene descritta una sua giornata tipo, i suoi contatti con la gente, con i bambini, con i soldati che partono o che tornano dal fronte per una breve licenza. Si conclude con la ripresa della solenne celebrazione in San Pietro in occasione del giubileo episcopale del Pontefice.



martedì 14 gennaio 2020

Matteo, Capitolo 24, Versetto 30b


E vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e maestà.

Agostino: Il senso più proprio è che, quando uno udrà o leggerà questo, intende che si tratta di quella stessa venuta con cui verrà a giudicare i vivi e i morti con il suo proprio corpo, con il quale siede alla destra del Padre, e nel quale è anche morto e risorto e asceso al cielo; e come negli Atti degli Apostoli (1, 9) si legge: «Una nube lo tolse ai loro occhi»,  e poiché lì è detto dagli Angeli (1, 11): «Così verrà,  nello stesso modo in cui lo avete visto salire al cielo», giustamente bisogna credere che egli verrà non solo con il suo corpo, ma anche nella nube.

Origene: Vedranno dunque con gli occhi corporali il Figlio dell'uomo che viene nell’aspetto umano sulle nubi del cielo, cioè superne. Come infatti quando si trasfigurò la voce venne dalla nube, così accadrà anche quando verrà nuovamente trasfigurato nell'aspetto glorioso, e non sopra una nube, ma sopra molte, che saranno il suo carro. E come coloro che lo amavano stesero le loro vesti sulla strada affinché il Figlio di Dio che saliva a Gerusalemme non toccasse la terra, e non la toccasse nemmeno l'asinello che lo portava, perché meravigliarsi se il Padre e Dio di tutte le cose stende le nubi celesti sotto il corpo del Figlio che discende per completare la sua opera? [...]

Origene: Oppure viene ogni giorno con grande virtù dell'anima dell'uomo credente nelle nubi profetiche, cioè nelle Scritture dei Profeti e degli Apostoli, i quali dichiarano nei loro intelletti la parola di Dio sopra la natura umana. Così anche a coloro che intendono diciamo che appare una grande gloria, che è vista nella seconda venuta del Verbo, che appartiene ai perfetti: e così forse tutte le cose che furono dette sulla venuta di Cristo dai tre Evangelisti, ben riunite fra di loro è bene discusse, saranno trovate riguardanti ciò che ogni giorno viene sul suo corpo che è la Chiesa; e di questa sua venuta disse in un altro luogo  (Mt 26, 64): «Presto vedrete il Figlio dell'uomo sedere alla destra della virtù di Dio e venire sulle nubi del cielo»; eccetto quei luoghi dove quell'ultima venuta è da lui promessa in se stessa.

LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online