Quando vedrete
l'abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge
intenda, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti;
chi si trova sul tetto non scenda in casa e non entri a prendere
qualcosa nella sua casa; chi è nel campo non torni indietro a
prendersi il mantello. Guai alle donne incinte e a quelle che
allatteranno in quei giorni! Pregate che ciò non accada d'inverno.
Vi saranno infatti in quei giorni tribolazioni tali quali non ci
furono stata dall'inizio della creazione fatta da Dio fino ad oggi,
né vi saranno. Se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessuno si
salverebbe. Ma a motivo degli eletti che si è scelto ha abbreviato
quei giorni.
Beda: Quando
noi cerchiamo la verità ultima delle cose, troviamo che ciò è
stato detto in un senso mistico. Secondo il modo ordinario delle
Scritture, ogni idolo è chiamato «abominazione». Nel senso più
semplice, si può riferire all'Anticristo, o all'immagine di Cesare,
che Pilato pose sul tempio, o alla statua di Adriano, che rimase per
molto tempo nel medesimo luogo. È detto che l'abominazione fu
piazzata nella desolazione
poiché queste statue furono piazzate nel tempio desolato e deserto.
Segue:
allora quelli che si
trovano nella Giudea fuggano ai monti. Beda:
Ciò si compì alla lettera,
poiché, avvicinandosi la guerra romana e lo sterminio del popolo
giudaico, i cristiani della Giudea, avvertiti da un oracolo, si
ritirarono provvisoriamente al di là del Giordano, nella città di
Pelle, sotto la protezione di Agrippa, che era restato re della
frazione del popolo giudaico che aveva voluto restare sottomesso ai
Romani. Teofilatto:
E' con ragione è detto: quelli
che si trovano nella Giudea, poiché
gli Apostoli non erano più in Giudea, ma erano stati dispersi, prima
del combattimento, lontano da Gerusalemme. Glossa:
O, piuttosto, uscirono condotti dallo Spirito Santo.
Segue:
Vi saranno infatti in
quei giorni tribolazioni tali quali non ci furono stata dall'inizio
della creazione fatta da Dio fino ad oggi, né vi saranno.
Agostino: Giuseppe, che
ha scritto la storia della Giudea, ci narra, di questa catastrofe,
delle cose se sembrano appena credibili, e non è senza ragione che
vi è aggiunto che una tale tribolazione non c'è mai stata
dall'inizio del mondo e giammai vi sarà. Sebbene, e ciò è
probabile, quella che esisterà nel tempo dell'Anticristo dovrà
essere tale o più grande, tuttavia, quanto al popolo giudeo in
particolare, si può dire che non ce ne sarà mai una simile. Se
infatti essi per primi e principalmente riceveranno l'Anticristo,
sarà quel popolo a fare la tribolazione, piuttosto che subirla.
Beda:
Il solo rifugio contro così grandi mali è che Dio, il quale dà la
forza di sopportarli, abbrevia nello stesso tempo la potenza dei
persecutori, per cui segue: Se
il Signore non abbreviasse quei giorni. Teofilatto:
Cioè: se la guerra
dei romani non fosse stata
breve, nessuno si sarebbe
salvato; cioè
nessun Giudeo sarebbe sfuggito; a
motivo degli eletti che si è scelto,
cioè per i Giudei credenti, o che avrebbero creduto in seguito,
ha abbreviato quei giorni; cioè
molti fra i Giudei, dopo la desolazione della città, avrebbero
creduto; in vista di ciò non permise che la loro stirpe venisse
totalmente distrutta.