sabato 25 ottobre 2025

Documentario - I Mutilatini di don Gnocchi

Suggestive immagini di repertorio e foto d’archivio accompagnano il racconto dell’affascinante avventura terrena del beato don Carlo Gnocchi, personalità di spicco nella storia italiana del Novecento. Un racconto essenziale, che pure ne sottolinea i tratti più caratteristici: figlio della terra lombarda, sacerdote ambrosiano, educatore straordinario, cappellano degli alpini, padre dell’infanzia mutilata, imprenditore della carità e profeta del dono d’organi. Una missione raccolta e custodita ancora oggi, ogni giorno, dalla Fondazione che porta il suo nome e ne prosegue il carisma accanto e al servizio dei più fragili. 

 

venerdì 24 ottobre 2025

Sant’Antonio Maria Claret - Ministri Infedeli, Sacerdoti Contaminati, Pastori Scandalosi

Dal CATECISMO DE LA DOCTRINA CRISTIANA, EXPLICADO Y ADAPTADO A LA CAPACIDAD DE LOS NIÑOS (Catechismo della Dottrina Cristiana, spiegato e adattato alle capacità dei bambini), por el Excmo. é Illmo. Sr. D. Antonio (Maria) Claret, Arzobispo de Trajanópolis in part. inf., DÉCIMA SÉPTIMA EDICIÓN, BARCELONA, LIBRERÍA RELIGIOSA, 1865, Págs. 388-390.

☩ 

Chi, dunque, non ringrazierà Dio per tanto bene e non darà ai sacerdoti, perché sono i suoi dispensatori, tutto l’onore e la riverenza loro dovuti? Rispettali, figlio mio, e venerali, sia perché lo esige la loro dignità di rappresentanti di Gesù Cristo, sia perché questa è la volontà del nostro Redentore che, riferendosi agli Apostoli e ai discepoli, e ai sacerdoti loro successori, disse: Chi disprezza voi, disprezza me; sia, infine, per la grande utilità che apportano al bene pubblico con il loro ministero di preghiera, sacrifici, predicazione e amministrazione dei Sacramenti, come ti ho spiegato.

Se forse sapete o sentite che un sacerdote è caduto in qualche miseria o debolezza, non stupitevi o scandalizzatevi per questo; perché come tra i primi sacerdoti, gli Apostoli, c’era un Giuda, non c’è da stupirsi se anche tra quelli dei nostri giorni c’è chi dimentica che deve essere santo; perché l’essere sacerdote non toglie che qualcuno sia un discendente di Adamo e, come tale, soggetto alle stesse miserie e debolezze degli altri uomini. Ma comprendete che il fatto che uno sia cattivo non implica che tutti gli altri lo siano; e anche per quanto riguarda il cattivo, voglio che sappiate che dovete avere compassione per la fragilità che ha avuto come uomo, e venerare la dignità sacerdotale che Cristo ha segnato in lui. Se vedete un cattivo sacerdote posto a capo di un popolo, dovete addolorarvi, temere e pensare che forse i nostri peccati hanno meritato un castigo così orrendo; perché la Sacra Scrittura ci insegna che il più grande e terribile flagello che Dio manda a un popolo è quello di dargli cattivi sacerdoti.

Quando l’ira del Signore non ha ancora raggiunto il suo culmine, Egli permette che le nazioni si armino l’una contro l’altra, che i campi siano sterili, che la carestia, la desolazione e la morte esercitino il loro dominio sulla terra; ma quando la Sua giusta indignazione raggiunge il suo culmine, Egli manda l’ultimo e più atroce dei Suoi castighi, permettendo che ministri infedeli, sacerdoti contaminati, pastori scandalosi siano posti tra gli uomini. Allora si verifica che gli abomini del popolo sono la causa dei cattivi sacerdoti, e i cattivi sacerdoti sono il più grande castigo con cui Dio affligge il popolo.

Per evitare un danno così terribile, la Chiesa, sempre zelante per il bene del popolo e per l’illustre decoro dei ministri dell’altare, ha stabilito come legge dodici digiuni all’anno, tre all’inizio di ciascuna delle quattro stagioni, che chiamiamo “Temporas”, che sono il tempo stabilito per l’ordinazione dei sacerdoti, Con ciò obbliga tutti i fedeli a supplicare il Signore di non punirci dandoci cattivi sacerdoti, ma piuttosto, avendo compassione delle nostre miserie, di mandarci ministri degni e pastori zelanti per guidarci attraverso il deserto di questo mondo, fino a quando non arriveremo felici nella terra della promessa, nella gloria eterna. Amen.

giovedì 23 ottobre 2025

San Giovanni da Capestrano - La Vita dei Buoni Ecclesiastici Illumina e Rasserena

Dal trattato «Lo specchio dei chierici» di san Giovanni da Capestrano, sacerdote.
(Parte 1, Venezia 1580, 2)

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Coloro che sono chiamati alla mensa del Signore devono brillare di purezza con l'esemplare condotta di una vita moralmente lodevole, e rimuovere ogni sozzura o immondezza di vizi.
Vivano per sé e per gli altri in modo dignitoso, come sale della terra. Splendano per un grande spirito di sapienza e con questo illumini il mondo. 
Comprendano dall'altissimo maestro Gesù Cristo quello che egli solennemente proclamò non solo agli apostoli e ai discepoli, ma anche a tutti i sacerdoti e chierici loro successori: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini» (Mt 5, 13).
Coloro che fanno parte del clero e danno cattivo esempio per i loro pessimi costumi, per i vizi e i peccati, sono degni di disprezzo e di esser considerati come fango spregevole. Non sono più utili né a sé, né agli altri. Dice infatti san Gregorio: «Se di qualcuno si disprezza la vita, ne segue che non se ne accetta neppure la predicazione».
«I presbiteri che esercitano bene la presidenza siano trattati con doppio onore, soprattutto quelli che si affaticano nella predicazione e nell'insegnamento» (1 Tm 5, 17). I sacerdoti degni, infatti, godono di un duplice onore: uno reale l'altro personale, uno temporale l'altro spirituale, uno transitorio l'altro eterno.
Abitano sulla terra e sono sottoposti con le creature mortali alla inevitabile limitazione umana, ma in realtà sono concittadini degli angeli, perché sono accetti al Re, quali saggi suoi ministri.
Perciò, come il sole sorge sul mondo nei cieli altissimi di Dio, così risplenda la luce del clero davanti agli uomini, perché vedano le sue opere buone e rendano gloria al Padre che è nei cieli (cfr. Mt 5, 16).
«Voi siete la luce del mondo» (Mt 5, 14). Come la luce non è fatta per illuminare se stessa, ma diffonde i suoi raggi tutt'intorno e fa risplendere le cose visibili, così la vita santa degli ecclesiastici giusti e onesti illumina e rasserena coloro che li vedono fedeli al loro ideale di santità. Per questo, chi è innalzato al governo degli altri, deve mostrare in se stesso in che modo gli altri si debbano comportare nella casa del Signore. 

mercoledì 22 ottobre 2025

Film - I Dieci Comandamenti (1923)

I Dieci Comandamenti (The Ten Commandments) è un film diretto e prodotto da Cecil B. DeMille nel 1923. Il soggetto e scenegiattura sono firmate Jeanie Macpherson.
Si tratta della trasposizione cinematografica della vicenda biblica dei Dieci Comandamenti: Mosé (Theodore Roberts) libera gli Ebrei dalla schivitù presso gli Egizi e sfindando il faraone Ramses (Charles de Rochefort) ed il suo esercito, li conduce, attraverso il Mar Rosso, fino alle pendici del monte Sinai sulla cui cima riceverà, secondo il mito bibblico, le tavole della legge.
Segue una seconda storia ambientata nei tempi moderni: il dramma di due fratelli che si ritovano innamorati della stessa donna.
Nella prima parte del film DeMille fa grande sfoggio di scenografie mascodontiche, innumerevoli comparse e costumi ricchi e raffinati. Nel 1953 DeMille realizzerà il remake di questo film. Nella pellicola a colori del '53 rinuncia ad inserire la storia moderna. 


martedì 21 ottobre 2025

Rosario della Misericordia (o della sante Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo)


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Sui grani grossi: Eterno Padre, vi offro le Piaghe di nostro Signore Gesù Cristo, per guarire quelle delle anime nostre.

Sui grani piccoli: Gesù mio, perdono e misericordia, per i meriti delle vostre sante Piaghe.

Si termina ripetendo tre volte la giaculatoria recitata sui grani grossi.

lunedì 20 ottobre 2025

Video - Santa Maria Bertilla Boscardin

Vicenza - Storia, profilo e carisma di Santa Maria Bertilla Boscardin nel cinquantesimo della canonizzazione. (Giulia Salmaso) 


 

domenica 19 ottobre 2025

Scoperti in Turchia Cinque Pani Eucaristici di 1.300 Anni Fa: uno Raffigura Gesù Cristo

Un ritrovamento eccezionale nel cuore dell’Anatolia


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Un sito bizantino nel sud della Turchia

Un’équipe di archeologi ha scoperto cinque pani che potrebbero essere eucaristici e risalire a oltre 1.300 anni fa, uno dei quali conserva un’immagine di Gesù Cristo, in un sito archeologico situato nel sud della Turchia.
Il ritrovamento è avvenuto a Topraktepe, antico centro romano e bizantino noto come Irenópolis — la “Città della Pace” —, nell’attuale provincia di Karaman, nella regione storica dell’Anatolia.

Un patrimonio liturgico di inestimabile valore

Giovanni Collamati, professore di Storia presso l’Università CEU San Pablo, ha sottolineato ad ACI Prensa – partner in lingua spagnola di EWTN News – l’importanza di questa scoperta, “soprattutto perché la storia medievale è un periodo povero di dati, di cui sappiamo ancora molto poco”.
Gli studiosi ritengono che possa trattarsi di pani di comunione utilizzati nelle celebrazioni del cristianesimo primitivo.

Un segno del cristianesimo delle origini

“Il cristianesimo è una religione di comunità”, spiega Collamati, “e per i primi mille anni non esisteva un leader unico: i vescovi erano quasi autonomi, perciò non sappiamo con certezza come si celebrava l’Eucaristia in quel luogo”.
La liturgia attuale, ricorda il professore, “si consolida intorno all’XI secolo, quella fissata a Roma. Questa scoperta è interessante proprio perché non si trova a Roma, ma in ambito bizantino: quindi non dipendeva dal Papa”.

Il “Gesù seminatore” inciso sul pane

I pani, realizzati con orzo e datati tra il VI e l’VIII secolo, si sono conservati grazie alla carbonizzazione e all’ambiente privo di ossigeno in cui sono stati trovati.
Uno di essi mostra la figura di Gesù Cristo accompagnata dall’iscrizione greca: “Con la nostra gratitudine al Beato Gesù”.
Secondo il Governo di Karaman, la figura rappresenterebbe un “Gesù seminatore” o “Gesù agricoltore”, un’immagine diversa dal tradizionale Cristo Pantocratore, e legata al simbolismo della fertilità e del lavoro.

Un culto locale e popolare

Per Collamati, “l’iconografia di Cristo cambia a seconda dei periodi storici” e questo ritrovamento, avvenuto in una città periferica dell’Impero, potrebbe indicare l’esistenza di un culto locale, “più popolare e genuino”, espresso da comunità lontane dai centri di potere ecclesiastico.

Analisi in corso

Gli scavi sono stati condotti sotto la direzione del Museo di Karaman e del Ministero della Cultura e del Turismo della Turchia. Gli esperti continueranno ad analizzare i pani per ottenere maggiori informazioni sulla loro origine e funzione liturgica.

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