E uscendo essi da Gerico, li seguì una grande folla. Ed ecco due ciechi
che sedevano lungo la via udirono che Gesù passava e gridarono dicendo:
Signore, pietà di noi, figlio di Davide. La folla li rimproverava perché
tacessero, ma essi gridavano ancora di più dicendo: Signore, abbi pietà di noi,
figlio di Davide. E Gesù si fermò e li chiamò e disse: Che volete che vi
faccia? Gli dicono: Signore, che si aprano i nostri occhi. Gesù avendo
compassione di loro toccò i loro occhi e subito videro e lo seguirono.
Crisostomo: Come la messe abbondante è una testimonianza
dell’accurato lavoro del contadino, così anche una chiesa piena è segno dello
zelo di colui che insegna. Per questa ragione si dice in questo passo: E uscendo essi da Gerico, li seguì una
grande folla. Nessuno fu trattenuto dal travaglio del cammino, poiché
l’amore spirituale non conosce la fatica; nessuno fu tirato indietro dal
ricordo dei suoi beni, poiché è entrato in possesso del regno celeste. Colui
che ha preso una volta il gusto dei beni del cielo, veramente perde l’affezione
a tutto ciò che è della terra. Con molta opportunità si presentarono i due
ciechi davanti a Cristo, poiché, dopo che il Signore avesse loro aperto gli
occhi, potessero andare con lui a Gerusalemme a testimoniare il suo potere […].
Agostino: Da parte sua Marco riferisce questo fatto, però lo
attribuisce a un solo cieco. Difficoltà che si risolve dicendo che dei due
ciechi di cui parla Matteo uno era molto conosciuto nella città, cosa che è
provata facilmente dal fatto stesso che Marco menziona il nome suo e quello di
suo padre. Effettivamente Bartimeo, figlio di Timeo, fu molto conosciuto per
avere sofferto un gran calo di fortuna: non solo era cieco, ma si sedeva per
mendicare. Da ciò risulta che Marco, per far vedere la grandezza del miracolo,
comparò l’illuminazione di questo cieco con la tanto conosciuta miseria in cui
era ridotto. Per questa ragione menziona solo questo cieco. Quanto a Luca è
probabile che, invece di narrare questo fatto, si riferisca a un altro miracolo
simile, verificatosi in un altro cieco, poiché egli dice: «Quando Gesù si
avvicinava a Gerico», e gli altri Evangelisti dicono: «Nel momento in cui Gesù
usciva da Gerico».
La folla li rimproverava perché tacessero. Crisostomo: Essi vedevano i vestiti sporchi e non
consideravano la bellezza dell’anima. Vedi qui la stolta sapienza degli uomini:
stimano infatti che sia un’ingiuria per i grandi lasciarsi onorare dai poveri.
Infatti qual è il povero che si azzarda a salutare in pubblico il ricco? Ilario: Oppure impongono il
silenzio non per onorare il Signore, ma per il sentimento che causava in essi l’udire
dalla bocca dei ciechi ciò che essi tanto negavano, cioè che il Signore era
figlio di Davide. Origene: O
anche erano i credenti coloro che li rimproveravano perché non lo chiamassero
con il nome umile di figlio di Davide, ma piuttosto dicessero: Figlio di Dio,
abbi pietà di noi.
Girolamo: Il Signore li manda a chiamare cosicché non
trovino ostacoli nelle persone, e domanda loro che cosa vogliono affinché con
la loro risposta si veda più chiaramente la loro infermità e attraverso il
rimedio e la cura si conosca meglio il potere.





