domenica 1 febbraio 2026

Marco, Capitolo 14, Versetti 1-2

Era la Pasqua e gli azzimi dopo due giorni, e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano in che modo prenderlo con l'inganno e ucciderlo. Dicevano però: non nel giorno della festa, perché non ne venga forse un tumulto nel popolo.

Girolamo: Ora aspergiamo il nostro libro col sangue, come anche le porte della casa, e circondiamo con una corda scarlatta la casa dove preghiamo, e prendiamo nella nostra mano del filo scarlatto per legare Zara affinché possiamo narrare la vacca rossa uccisa nella valle. Sul punto di narrare l'uccisione di Cristo l'Evangelista premette: Era la Pasqua e gli azzimi dopo due giorni.

Beda: La Pasqua, che in ebraico si dice «Phase», non deriva dalla passione, come molti pensano, ma dal passaggio, in quanto lo sterminatore, vedendo il sangue sulla porta degli Israeliti, passava oltre e non li percuoteva. Oppure lo stesso Signore, prestando aiuto al suo popolo, passava sopra. Girolamo: Oppure «Phase» significava passaggio, e Pasqua immolazione. Nell'immolazione dell'agnello e nel passaggio del popolo attraverso il mare o l'Egitto viene prefigurata la passione di Cristo e la redenzione del popolo dall'inferno, quando ci visita dopo due giorni, cioè con la luna piena dell'età matura di Cristo, affinché, senza conservare nulla in noi di tenebroso, mangiamo in una casa sola, la Chiesa cattolica, la cena dell'Agnello immacolato che ha portato i peccati del mondo, dopo aver preso la calzatura della carità e le armi della virtù.

Beda: C'era questa differenza tra la festa di Pasqua e quella degli Azzimi, che la festa di Pasqua non durava che un giorno, il quattordicesimo della luna del primo mese: è in questo giorno che si immolava l'agnello pasquale. La festa degli Azzimi, commemorazione dell'uscita dall'Egitto, al quindicesimo giorno della luna, succedeva immediatamente a quella di Pasqua, e, siccome durava sette giorni, andava fino al ventunesimo giorno del primo mese fino alla sera. Gli Evangelisti hanno l'abitudine di porre viceversa la Pasqua per la festa degli azzimi, e reciprocamente. È così che Marco dice: Era la Pasqua e gli azzimi dopo due giorni. E la ragione è che era comandato di non servire che dei pani azzimi, il giorno di Pasqua. E noi dobbiamo celebrare una Pasqua perpetua sforzandoci di passare da questo mondo all'altro.

Girolamo: Dai principi uscì l'iniquità in Babilonia. Essi si sarebbero dovuti preoccupare di preparare il tempio e di purificare, secondo il costume, i vasi per la manducazione dell'agnello; per cui segue: e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano in che modo prenderlo con l'inganno e ucciderlo. Morto il capo, tutte le membra languiscono: ecco perché quei miserabili volevano far morire il capo. Essi fuggono il giorno festivo che viene loro. Quale festa potrà esserci per coloro che hanno condannato e perduto la misericordia e la vita? Per cui segue: Dicevano però: non nel giorno della festa, perché non ne venga forse un tumulto nel popolo. Beda: Come indicano le parole, ciò che essi temono non è una sedizione, ma che, soccorso dal popolo, Gesù sfugga loro.

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