Quando scende la sera su 𝗠𝘂̈𝗻𝘀𝘁𝗲𝗿 e la città si addormenta, nella torre della chiesa di 𝗦𝗮𝗻 𝗟𝗮𝗺𝗯𝗲𝗿𝘁𝗶 risuonano ancora dei passi. Da più di seicento anni, ogni sera, qualcuno sale quei trecento gradini per vegliare sulla città. È un rituale che collega il presente al passato più remoto, una tradizione che racconta molto di più di quanto si possa immaginare.
"𝗟𝗮 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗧𝗼𝗿𝗿𝗶" ci invita in un viaggio inaspettato attraverso il tempo, sfatando il mito del "𝗯𝘂𝗶𝗼 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗼𝗲𝘃𝗼" per mostrarci invece come quel periodo storico abbia forgiato la prosperità e l'identità di Münster. Non è la solita rievocazione storica: è piuttosto uno sguardo intimo su come le radici medievali continuino a nutrire la vita moderna di questa affascinante città della 𝗪𝗲𝘀𝘁𝗳𝗮𝗹𝗶𝗮.
Al centro di questa narrazione c'è 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗵𝗷𝗲 𝗦𝗮𝗹𝗷𝗲́, la prima donna nella storia a ricoprire l'antico incarico di 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗼𝗿𝗿𝗲. Con la sua passione contagiosa per la storia cittadina, ci accompagna in una riflessione sul significato profondo di questo ruolo che, ieri come oggi, rappresenta la vigilanza e la protezione della comunità. Le sue fotografie impressionanti catturano Münster dall'alto, rivelando la struttura urbanistica che si è sviluppata attorno al 𝗗𝘂𝗼𝗺𝗼 e che ancora oggi definisce il carattere della città.
Ma Münster nel Medioevo non era solo una città di preghiere e tradizioni religiose. Era un 𝗰𝗿𝗼𝗰𝗲𝘃𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 di importanza europea, dove imprenditori lungimiranti tessevano rotte che si estendevano fino alla lontana 𝗡𝗼𝘃𝗴𝗼𝗿𝗼𝗱, in Russia. Il documentario ci presenta 𝗝𝗼𝗵𝗮𝗻𝗻, un giovane mercante di tessuti che rappresenta quella generazione di münsterani del 𝗫𝗜𝗩 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 che seppe trasformare la propria città in un nodo cruciale del commercio internazionale. Attraverso le sue vicende, scopriamo come nascesse la ricchezza che ancora oggi caratterizza il famoso 𝗣𝗿𝗶𝗻𝘇𝗶𝗽𝗮𝗹𝗺𝗮𝗿𝗸𝘁, il "salotto buono" della città.
Accanto a questo mondo di commerci e prosperità, il film svela un aspetto meno conosciuto ma altrettanto significativo della Münster medievale: l'esistenza delle 𝗯𝗲𝗴𝗵𝗶𝗻𝗲, comunità di donne che scelsero di vivere secondo i valori cristiani senza però prendere i voti monastici. 𝗠𝗮𝗿𝗴𝗮𝗿𝗲𝘁𝗮, la giovane beghina protagonista di questa parte della narrazione, ci mostra un modello di vita alternativo per l'epoca, dove le donne gestivano autonomamente le proprie esistenze dedicandosi alla cura dei 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮 e dei più bisognosi.
Quello che emerge è un ritratto sfaccettato di una società medievale tutt'altro che primitiva o arretrata. I münsterani del Medioevo erano persone concrete, pragmatiche, capaci di 𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀. Erano commercianti che sapevano guardare oltre i confini regionali, donne che rivendicavano spazi di autonomia, artigiani specializzati come i 𝘁𝗶𝗻𝘁𝗼𝗿𝗶 che custodivano gelosamente i segreti della 𝘁𝗶𝗻𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗯𝗹𝘂.
Le immagini, riccamente elaborate, restituiscono tanto la dimensione intima della vita quotidiana medievale quanto l'imponenza architettonica che caratterizza ancora oggi il 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼. Il Duomo, simbolo della tradizione cattolica della città, emerge non solo come edificio religioso ma come fulcro attorno al quale si è sviluppata un'intera civiltà urbana.
"𝗟𝗮 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗧𝗼𝗿𝗿𝗶" è molto più di un documentario storico: è una riflessione su come il passato continui a plasmare il presente, su come tradizioni antiche possano rimanere vitali e significative. È la storia di una città che ha saputo 𝗿𝗲𝗶𝗻𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮, di persone che hanno costruito qualcosa di duraturo attraverso i secoli.
Un viaggio nel tempo che ci ricorda come il "buio" Medioevo fosse in realtà illuminato dalla stessa 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀, 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗮𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ che continuano a caratterizzare Münster oggi.


Documentario tedesco, in tedesco, con sottotitoli in italiano....
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