giovedì 3 ottobre 2019

Matteo, Capitolo 23, Versetti 32-36


E voi completate la misura dei vostri padri. Serpenti, razza di vipere, come sfuggirete al giudizio della Geenna? Per questo ecco, io mando a voi profeti e sapienti e scribi; di questi alcuni li ucciderete e crocifiggerete, altri li flagellerete nelle vostre sinagoghe, e li perseguiterete di città in città, affinché venga su di voi tutto il sangue giusto che fu effuso sopra la terra, dal sangue di Abele il giusto fino al sangue di Zaccaria figlio di Barachia, che uccideste fra il tempio e l'altare. In verità vi dico, tutte queste cose ricadranno su questa generazione.

Crisostomo: Il Signore profetizza loro ciò che succederà, poiché come i loro padri uccisero i Profeti, così essi avrebbero ucciso Cristo e gli Apostoli e gli altri santi; per esempio se, litigando contro un avversario, gli dici: fammi ciò che stai per fare, non gli comandi di farlo, ma mostri di capire che cosa pensa di fare. E certamente quanto alla verità superarono la misura dei loro padri: essi infatti uccisero degli uomini, ma questi crocifissero Dio. Ma poiché discese nella morte per sua volontà, non imputa loro il peccato della sua morte, ma quello della morte degli Apostoli e degli altri santi; per questo dice: completate, e non sovracompletate; infatti compete al giudice giusto e benigno disprezzare le ingiurie fatte a lui, e vendicare le ingiurie fatte agli altri. 

Girolamo: Osserva che l’Apostolo scrive (1Cor 12, 28) che vi sono vari doni dei discepoli di Cristo: alcuni sono profeti, o quali predicano le cose future; altri sapienti, i quali sanno quando devono parlare; altri scribi, dottissimi nella legge; fra di essi Stefano fu lapidato, Paolo ucciso, Pietro crocifisso, i discepoli flagellati negli Atti degli Apostoli; e li perseguitarono da città in città, espellendoli dalla Giudea affinché trasmigrassero ai popoli delle Genti.

Origene: La tradizione ci riferisce che si trovava un luogo nel tempio dove le vergini potevano adorare il Signore, e che le sposate che già avevano il marito non potevano entrare lì. Però Maria, dopo che generò il Salvatore, quando entrava a pregare si collocava tra le vergini. E dato che quelli che sapevano che aveva generato glielo impedivano, Zaccaria disse che era degna di abitare tra le vergini perché ancora lo era. Dunque si comprende che quelli che vivevano allora lo uccisero fra il tempio e l'altare, poiché credevano che infrangesse la legge in modo evidente. E così è vera la parola detta da Cristo di fronte ai presenti: che uccideste.

mercoledì 2 ottobre 2019

Film - Thérèse (Santa Teresa di Lisieux) (1986)


È la storia di Thérèse Martin, nata nel 1873 ad Alençon, che, entrata sedicenne nel convento di Lisieux seguendo l'esempio delle due sorelle, vi morì di tubercolosi nel 1897. Fu elevata agli altari nel 1925 col nome di Santa Teresa di Lisieux.

Grande film ascetico e austero, fatto di bui, di silenzi e di estasi. Destinato solo ai veri amanti del cinema e della spiritualità. Premio della giuria a Cannes e sei César (gli Oscar francesi).


ANNO
1986

PAESE 



REGIA
Alain Cavalier

ATTORI
Catherine Mouchet, Hélène Alexandridis, Aurore Prieto, Clémence Massart-Weit, Sylvie Habault, Nathalie Bernart

Catechesi del Papa Benedetto XVI su San Girolamo


UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 14 novembre 2007 


Cari fratelli e sorelle,
 
continuiamo oggi la presentazione della figura di san Girolamo. Come abbiamo detto mercoledì scorso, egli dedicò la sua vita allo studio della Bibbia, tanto che fu riconosciuto da un mio Predecessore, il Papa Benedetto XV, come «dottore eminente nell’interpretazione delle Sacre Scritture». Girolamo sottolineava la gioia e l’importanza di familiarizzarsi con i testi biblici: «Non ti sembra di abitare – già qui, sulla terra – nel regno dei cieli, quando si vive fra questi testi, quando li si medita, quando non si conosce e non si cerca nient’altro?» (Ep. 53,10). In realtà, dialogare con Dio, con la sua Parola, è in un certo senso presenza del cielo, cioè presenza di Dio. Accostare i testi biblici, soprattutto il Nuovo Testamento, è essenziale per il credente, perché «ignorare la Scrittura è ignorare Cristo» (Commento ad Isaia, prol.). E’ sua questa celebre frase, citata anche dal Concilio Vaticano II nella Costituzione Dei Verbum (n. 25).

Veramente «innamorato» della Parola di Dio, egli si domandava: «Come si potrebbe vivere senza la scienza delle Scritture, attraverso le quali si impara a conoscere Cristo stesso, che è la vita dei credenti?» (Ep. 30,7). La Bibbia, strumento «con cui ogni giorno Dio parla ai fedeli» (Ep. 133,13), diventa così stimolo e sorgente della vita cristiana per tutte le situazioni e per ogni persona. Leggere la Scrittura è conversare con Dio: «Se preghi – egli scrive a una nobile giovinetta di Roma –, tu parli con lo Sposo; se leggi, è Lui che ti parla» (Ep. 22,25). Lo studio e la meditazione della Scrittura rendono l’uomo saggio e sereno (cfr Commento alla Lettera agli Efesini, prol.). Certo, per penetrare sempre più profondamente la Parola di Dio è necessaria un’applicazione costante e progressiva. Così Girolamo raccomandava al sacerdote Nepoziano: «Leggi con molta frequenza le divine Scritture; anzi, che il Libro Santo non sia mai deposto dalle tue mani. Impara qui quello che tu devi insegnare» (Ep. 52,7). Alla matrona romana Leta dava questi consigli per l’educazione cristiana della figlia: «Assicurati che essa studi ogni giorno qualche passo della Scrittura ... Alla preghiera faccia seguire la lettura, e alla lettura la preghiera ... Che invece dei gioielli e dei vestiti di seta, essa ami i Libri divini» (Ep. 107,9.12). Con la meditazione e la scienza delle Scritture si «mantiene l’equilibrio dell’anima» (Commento alla Lettera agli Efesini, prol.). Solo un profondo spirito di preghiera e l’aiuto dello Spirito Santo possono introdurci alla comprensione della Bibbia: «Nell’interpretazione della Sacra Scrittura noi abbiamo sempre bisogno del soccorso dello Spirito Santo» (Commento a Michea 1,1,10,15).

Un appassionato amore per le Scritture pervase dunque tutta la vita di Girolamo, un amore che egli cercò sempre di destare anche nei fedeli. Raccomandava ad una sua figlia spirituale: «Ama la Sacra Scrittura e la saggezza ti amerà; amala teneramente, ed essa ti custodirà; onorala e riceverai le sue carezze. Che essa sia per te come le tue collane e i tuoi orecchini» (Ep. 130,20). E ancora: «Ama la scienza della Scrittura, e non amerai i vizi della carne» (Ep. 125,11).

Per Girolamo un fondamentale criterio di metodo nell’interpretazione delle Scritture era la sintonia con il Magistero della Chiesa. Non possiamo mai da soli leggere la Scrittura. Troviamo troppe porte chiuse e scivoliamo facilmente nell’errore. La Bibbia è stata scritta dal Popolo di Dio e per il Popolo di Dio, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo. Solo in questa comunione col Popolo di Dio possiamo realmente entrare con il «noi» nel nucleo della verità che Dio stesso ci vuol dire. Per il grande esegeta un’autentica interpretazione della Bibbia doveva essere sempre in armonica concordanza con la fede della Chiesa cattolica. Non si tratta di un’esigenza imposta a questo Libro dall’esterno; il Libro è proprio la voce del Popolo di Dio pellegrinante, e solo nella fede di questo Popolo siamo, per così dire, nella tonalità giusta per capire la Sacra Scrittura. Perciò Girolamo ammoniva un sacerdote: «Rimani fermamente attaccato alla dottrina tradizionale che ti è stata insegnata, affinché tu possa esortare secondo la sana dottrina e confutare coloro che la contraddicono» (Ep. 52,7). In particolare, dato che Gesù Cristo ha fondato la sua Chiesa su Pietro, ogni cristiano – egli concludeva – deve essere in comunione «con la Cattedra di san Pietro. Io so che su questa pietra è edificata la Chiesa» (Ep. 15,2). Conseguentemente, senza mezzi termini, dichiarava: «Io sono con chiunque sia unito alla Cattedra di san Pietro» (Ep. 16).

domenica 29 settembre 2019

Pdf. Gabriele, Raffaele, Michele Arcangeli Potenti per Noi


In questo libro desidero presentare i tre famosi arcangeli (Michele, Gabriele e Raffaele) perché possiamo conoscerli di più e così amarli più profondamente. Conoscere alcune delle loro apparizioni e certi loro miracoli, tra i più importanti, può aiutarci a prendere coscienza dell’azione che essi hanno realizzato tra noi. In questo modo possiamo invocarli con più amore e devozione per ottenere molte benedizioni da Dio per mezzo di loro.

Padre Ángel Peña 


Introduzione 5
I cori degli angeli 7
Gli arcangeli 9
San Gabriele 15
Litanie a san Gabriele 31
San Raffaele 35
Litanie a san Raffaele 54
San Michele 57
Apparizioni di san Michele 65
Santuari di san Michele 80
Santuario del Monte Gargano 80
Santuario di Mont Saint Michel 83
Saint Michael’s Mount 84
San Michele della Chiusa 84
Santuario di Navalagamella 85
Santuario di san Michele del miracolo 85
Novena san Michele 87
Litanie a san Michele 91
Consacrazione a san Michele 92
Considerazioni 93
Conclusione 94
Bibliografia

sabato 28 settembre 2019

Film - La Vita e la Passione di Gesù Cristo (1903)


La “Vita e la passione di Gesù Cristo” del 1903 è il primo film in forma di lungometraggio conosciuto nella storia del cinema. Inoltre, i suoi effetti speciali, che oggi sembrano grezzi, erano considerati come i migliori dell’epoca.
È una delle produzioni più celebri dei primi anni del cinema. Quando uscì, il film aveva una serie di 18 stampe, negli anni successivi ne sono state aggiunte fino a 31 nel 1905. È stato utilizzato come complemento all'evangelizzazione dai missionari in Asia e in Africa per molti anni.
Il suo ricupero si deve ad un paziente restauro condotto dagli studenti dell'Istituto d'arte di Giussano (Milano), sotto l'impulso e la direzione didattica del professor Attilio Mina e la supervisione di Renzo Salvi, direttore di RAI Educational.
L'estetica riprende quella dei presepi di gesso della chiesa parigina di S. Sulpice. Alcuni episodi copiano quadri famosi, il più riconoscibile è "L'ultima cena" di Leonardo da Vinci.
Gli episodi con grande scenografia e numerose comparse sono attribuite al suo collaboratore Nonguet Lorant-Heilbron disegnò i bozzetti delle scene, ma non le tele dei fondati.
Il film fu colorato con il processo Pathécolor (che consiste nella colorazione di ogni singolo fotogramma fino a un massimo di quattro colori utilizzando dei mascherini).


ANNO 
1903

PAESE 



REGISTA Lucien Nonguet, Ferdinand Zecca

ATTORI Madame Moreau, Monsieur Moreau


venerdì 27 settembre 2019

Documentario - Quaerere Deum. I Monaci del Monastero di San Benedetto


Documentario di qualche anno fa dove nel marasma di una modernità così rumorosa e articolata, può davvero far specie apprendere dell'esistenza di un gruppo di monaci come quelli di Norcia. A due passi da casa nostra, quindi, e non in chissà quale sperduto pendio asiatico, gli aspiranti benedettini vivono la Regola del fondatore del loro Ordine con un certo rigore, dettato però da un altrettanto fermo e misterioso piacere.

Da qui la volontà di mostrare a noi, travolti dalla frenesia di una vita tutt'altro che contemplativa, come trascorrono le loro giornate attraverso un ispirato documentario. Quaerere Deum (Cercare Dio) non è quindi solo un'esortazione di San Benedetto, bensì il titolo di questo documentario di 40 minuti che trovate in apertura. Il regista, Peter Hayden, filma una giornata tipo dei monaci al recuperato Monastero di Norcia, con uno stile decisamente sobrio, così come le esistenze dei protagonisti di questo interessante lavoro.



mercoledì 25 settembre 2019

Matteo, Capitolo 23, Versetti 29-31


Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti, che edificate i sepolcri dei profeti e ornate i monumenti dei giusti e dite: Se fossimo esistiti nei giorni dei nostri padri, non saremmo loro complici nel sangue dei profeti. E così testimoniate contro voi stessi che siete figli di coloro che uccisero i profeti.

Girolamo: Con questo opportunissimo sillogismo li riprende come figli di omicidi, mentre essi vivendo in opinione di bontà e di gloria nel popolo, edificano i sepolcri dei profeti che i loro antenati uccisero.

Crisostomo: Non li riprende perché edificano sepolcri, ma vitupera l'intenzione con cui li edificavano: infatti non li innalzavano per onorare la memoria di quelli che morirono, ma arrogandosi la vanagloria della loro morte, e temendo che accadesse che, scorrendo il tempo, una volta distrutti quei sepolcri, sparisse la memoria di una così grande audacia.

Crisostomo: [...] Se si innalzano edifici santi con buoni fini, si potrà dire che si aumenta il numero delle opere buone; se invece si agisce con altri fini, ci sarà spirito di vanagloria. Infatti i martiri non si rallentano quando sono onorati per del danaro della cui privazione i poveri piangono. Infatti i Giudei furono sempre dei cultori dei santi passati, e spregiatori di quelli presenti, anzi, più ancora, persecutori. E così, non potendo resistere ai rimproveri dei loro profeti, li perseguitavano e li uccidevano, e dopo, quando nascevano loro dei figli, che comprendevano i peccati dei loro genitori, come pentendosi della morte dei profeti innocenti, innalzavano mausolei alla loro memoria; però al tempo stesso perseguitavano e uccidevano i profeti dei loro tempi, che riprendevano i loro peccati.

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