venerdì 27 gennaio 2017

Matteo, Capitolo 4, Versetti 18-22



Camminando Gesù lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone che è chiamato Pietro e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, erano infatti pescatori. E disse loro: Venite dietro a me, e vi farò diventare pescatori di uomini. Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, nella barca con Zebedeo loro padre, che riparavano le reti e li chiamò. Ed essi subito, lasciate le reti e il padre, lo seguirono.

Agostino: Cristo non scelse dei re o dei senatori o dei filosofi o degli oratori, ma scelse plebei, poveri e incolti pescatori. Se infatti avesse scelto un dotto, forse direbbe che per questo è stato scelto, perché lo ha meriato a motivo della sua scienza. Il Signore nostro Gesù Cristo invece, volendo umiliare le menti dei superbi, non cercò un pescatore per mezzo di un oratore, ma guadagnò l’imperatore per mezzo di un pescatore. Cipriano fu un grande oratore, ma prima viene Pietro il pescatore.

Crisostomo: e vi farò diventare pescatori di uomini cioè maestri; affinché con la rete della parola di Dio prendiate gli uomini dal mondo tempestoso e pericoloso – dove gli uomini non camminano, ma sono trascinati, poiché il diavolo con piacere li spinge al male, dove gli uomini si mangiano a vicenda, come i pesci più forti divorano quelli più piccoli -, affinché, portati a terra, vivano, essendo divenuti membri del corpo di Cristo.

Crisostomo: Ed essi subito, lasciate le reti e il padre, lo seguirono. Tre infatti sono le cose che deve lasciare chi viene a Cristo: gli atti carnali, che sono indicati dalle reti per la pesca; i beni terreni, indicati dalla barca; i genitori, indicati dal padre. Lasciarono dunque la barca per divenire timonieri della nave della Chiesa; lasciarono le reti per non afferrare i pesci per la città terrena, ma gli uomini per quella celeste; lasciarono l’unico padre per diventare padri spirituali di tutti.

martedì 24 gennaio 2017

Dionigi l'Areopagita (V - VI sec. d. C.)


Pseudonimo di un autore orientale di ispirazione neoplatonica vissuto fra il V e il VI secolo. Le sue opere ebbero grandissima autorità nel medioevo ed esercitarono un forte fascino, non solo per il loro intrinseco valore, ma anche perché si pensava che risalissero all'ateniese convertito da san Paolo di cui parlano gli Atti degli Apostoli (17,34).

lunedì 23 gennaio 2017

Matteo, Capitolo 4, Versetto 17



Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: Fate penitenza; si è avvicinato infatti il regno dei cieli.

Crisostomo: Deve predicare la giustizia di Dio colui che sa contraddire al suo ventre, disprezza i beni di questo mondo, non desidera la vanagloria. Per questo si dice: Da allora Gesù cominciò a predicare, cioè dopo che, essendo tentato, vinse la fame nel deserto, disprezzò l’avidità sul monte, respinse la vanagloria nel tempio. Oppure Da allora Gesù cominciò a predicare, cioè dopo che Giovanni fu consegnato: Infatti, se avesse iniziato a predicare mentre predicava Giovanni, avrebbe reso senza valore Giovanni, e si sarebbe pensato che la predicazione di Giovanni fosse superflua quanto al suo insegnamento; così, se il sole sorgesse contemporaneamente alla stella del mattino, ne nasconderebbe lo splendore.

Crisostomo: Cristo non ha predicato subito la giustizia che tutti conoscevano, ma la penitenza di cui tutti avevano bisogno. Chi dunque oserà dire: voglio essere buono e non posso? Infatti la penitenza è la correzione della volontà; e se i mali non vi atterriscono, cosicché facciate appunto penitenza, almeno i beni vi dilettino; per cui segue si è avvicinato infatti il regno dei cieli, cioè la beatitudine del regno celeste; come se dicesse: preparatevi con la penitenza, poiché si è avvicinato il tempo della ricompensa eterna.
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online