E detto l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. E disse loro Gesù: Tutti vi scandalizzerete di me in questa notte, poiché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse. Ma dopo che sarò risorto vi precederò in Galilea. Pietro gli disse: Anche se tutti si saranno scandalizzati di te, io non lo sarò. E Gesù gli disse: In verità ti dico che oggi, in questa notte, prima che il gallo abbia cantato due volte, tre volte mi rinnegherai. Ma egli diceva ancora di più: Anche se dovrò morire con te, non ti rinnegherò. E similmente dicevano anche tutti gli altri.
Teofilatto: Cantando l'inno di azione di grazie, nel momento in cui sta per essere tradito, egli ci mostra che gli era dolce morire per noi, e ci insegna a non rattristarci, ma a rendere grazie a Dio quando quando crediamo nella sofferenza per la salvezza degli altri, poiché egli nella nostra tribolazione opera la salvezza degli altri. Beda: Noi possiamo anche vedere, in questo cantico di azione di grazie, che egli, come riferisce Giovanni, rendeva grazie a suo Padre e pregava levando gli occhi per se stesso e per i suoi discepoli, e per tutti quelli che dovevano credere nel suo nome.
Beda: In senso mistico è assai notevole che il Salvatore conduca i suoi discepoli sul monte degli Ulivi, dopo averli fatti partecipare ai suoi misteri; ed è per insegnarci a servirci della sua partecipazione ai sacramenti per elevarci alle virtù e ai doni dello Spirito Santo più sublimi; è per questa virtù e per questo doni che i nostri cuori sono consacrati dall'unzione divina. Girolamo: È sullo stesso monte degli Ulivi, dove è stato fatto prigioniero, che Gesù si eleva al cielo, e ciò per insegnarci che noi saliamo al cielo dal mezzo delle nostre preghiere, delle nostre veglie, delle nostre prove, quando non le respingiamo.
Beda: Il Signore predice ai suoi discepoli la debolezza di cui stanno per essere vittime affinché, giungendo tale debolezza, essi no disperino della salvezza, ma siano liberi per il pentimento, per cui segue: E disse loro Gesù: Tutti vi scandalizzerete di me in questa notte. Teofilatto: Il Signore permise che cadessero perché non confidassero in se stessi, e per non sembrare di far loro questa predizione su una semplice apparenza introdusse questa testimonianza del Profeta Zaccaria: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse. Teofilatto: Il Padre dice: «Percuoterò il pastore» probabilmente perché lo lascia percuotere. I discepoli sono chiamati pecore a causa della loro innocenza e dell'assenza in loro di malizia. Il Signore aggiunge la consolazione con queste parole: Ma dopo che sarò risorto vi precederò in Galilea.









