sabato 4 febbraio 2017

Matteo, Capitolo 5, Versetto 7



Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Glossa: La giustizia e la misericordia sono così congiunte che l’una deve essere moderata dall’altra: infatti la giustizia senza misericordia è crudeltà, la misericordia senza giustizia dissoluzione.

Remigio: Si dice misericordioso nel senso che ha il cuore misero, poiché ritiene propria la miseria altrui, e si rattrista del male altrui come se fosse proprio.

Agostino: Dice che sono beati coloro che sovvengono ai miseri, e la loro ricompensa è di essere liberati dalla propria miseria.

giovedì 2 febbraio 2017

Matteo, Capitolo 5, Versetto 6



Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Girolamo: Non ci basta volere la giustizia se non abbiamo fame, in modo che, sotto questa figura, non ci riteniamo mai sufficientemente giusti, ma abbiamo sempre fame delle opere della giustizia.

Crisostomo: Poiché ogni bene che gli uomini fanno non per amore del bene non è gradito a Dio. Ora, ha fame della giustizia chi desidera comportarsi secondo la giustizia di Dio; ha invece sete della giustizia chi desidera acquistarne la scienza.

Ilario: Attribuisce la beatitudine a chi ha sete e fame della giustizia, mostrandoci così che la grande brama dei santi per la dottrina divina raggiungerà in cielo la completa sazietà.

mercoledì 1 febbraio 2017

Matteo, Capitolo 5, Versetto 5



Beati i miti, perché possederanno la terra.

Ambrogio: Mitiga dunque la tua disposizione d’animo per no adirarti o per non peccare nella collera. È infatti nobile sottomettere il moto dell’animo alla ragione, e non è una virtù minore quella di frenare l’iracondia piuttosto che non adirarsi affatto, dato che il più delle volte ciò è considerato il segno di un carattere più forte, mentre l’altro atteggiamento indica un carattere più indolente.

Agostino: Litighino pure quelli che non sono miti e combattano fra loro per le cose terrene e temporali; ma beati i miti, perché erediteranno la terra dalla quale non potranno essere sradicati; quella terra, dico, di cui si legge (Sal 140,6) : <<La mia parte è nella terra dei viventi>>. Significa infatti una certa stabilità dell’eredità perpetua, dove l’anima, mediante l’affetto buono, riposa come nel luogo proprio, come il corpo nella terra, e da lì è nutrita col suo cibo, come il corpo della terra: essa è il riposo e la vita dei santi.

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