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Quando
verrà il momento esatto del Giudizio, ci toglieremo questi occhiali
affumicati e ci vedremo così come noi siamo in realtà. Ora che cosa sei
in realtà? Tu sei ciò che sei, non per le tue emozioni, i tuoi
sentimenti, i tuoi gusti, e i tuoi disgusti, ma per le tue scelte. Le
decisioni della tua libera volontà saranno il contenuto del Giudizio.
Il
Giudizio particolare, subito dopo la morte, è un qualcosa come essere
fermati dalla polizia stradale, se si eccettua il fatto che, grazie al
Cielo, il Buon Dio non è così severo come un poliziotto. Quando siamo
fermati, Dio non ci dice: “Che genere di macchina avete guidato?”.
Presso di Lui non vi è accezione di persone: Egli ci domanda soltanto:
“Hai guidato bene? Hai osservato le norme?”. Alla morte lasciamo dietro a
noi i nostri veicoli, cioè le nostre emozioni, pregiudizi, sentimenti,
la nostra condizione di vita, i nostri vantaggi, le accidentalita’ del
talento, della bellezza, dell’intelligenza e della posizione. Perciò non
avrà importanza presso Dio se siamo stati disgraziati, ignoranti o
detestati dal mondo.
Il nostro
giudizio sarà basato non sulle nostre disposizioni psicologiche o sulla
posizione sociale; ma sul modo in cui avremo vissuto, sulle scelte che
avremo fatto e se avremo obbedito alla Legge di Dio.
Non
pensare perciò che al momento del Giudizio potrai discutere il caso.
Non ti sarà permesso allegare alcuna circostanza attenuante, non potrai
esigere un ricorso, né una nuova giuria e neppure appellarti al fatto di
un processo ingiusto. Tu stesso sarai tuo giudice. Tu stesso la tua
giuria; tu pronuncerai la tua sentenza. Dio sancirà semplicemente il tuo
giudizio. (...)
Tre destini possibili ti attendono alla morte:
Inferno: Dolore senza Amore.
Purgatorio: Dolore con Amore.
Paradiso: Amore senza Dolore.
(Fulton J. Sheen, da “Fatti per l'eternità: introduzione al Cristianesimo” edizioni Mimep)
Fonte: https://www.facebook.com/photo?fbid=920266690332408&set=a.203086528717098


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