lunedì 13 giugno 2022

Sant'Antonio di Padova e la Mula in Ginocchio


Gli eretici insegnavano che nella Santa Eucarestia non è presente Gesù vivo e vero. Uno di questi, di nome Bonillo, fece a frate Antonio questa proposta: “Io terrò digiuna la mia mula per tre giorni, poi la condurrò sulla piazza di Rimini e tu le presenterai dinanzi la Santa Eucarestia. Nello stesso tempo, io le metterò vicino del fieno. Se la mula rifiuterà di mangiare per adorare quel pane che tu dici essere il Corpo di Cristo, io crederò nell’Eucarestia“.

Il santo frate accettò la proposta. Arrivato il giorno stabilito, una grande moltitudine di gente si era radunata nella piazza. giunto Bonillo con la mula affamata, frate Antonio andò a prendere, in una vicina chiesa, la Santa Eucarestia e si portò dinanzi alla mula. Nello stesso istante Bonillo mise davanti alla bestia del fieno.
La mula non badò al fieno, piegò le ginocchia anteriori e chinò il muso fino a terra, in atto di adorazione. Dalla folla si alzò un grido trionfale alla Santissima Eucarestia, mentre l’eretico Bonillo cadeva in ginocchio convertito.

Film - Sant'Antonio, Guerriero di Dio (2006)

1263. Padova. Basilica di S. Antonio. Molti uomini e donne di tutte le classi sociali, davanti a infinite torce accese, passano davanti a ciò che resta del corpo di S. Antonio in una bara. Un frate, senza vederne il volto, si avvicina e si inginocchia. Piange davanti a quelle spoglie. La sua voce inizia a narrare la storia… Sicilia 1221. Una barca, di ritorno dall'Africa, naufraga sulle coste della Sicilia; tra i sopravvissuti c'è Fibonacci, mercante di Pisa e famoso matematico per aver portato i numeri arabi in Italia. Fibonacci, nel naufragio, salva Antonio dall'annegamento. Tebaldo, usuraio padovano, durante la requisizione di una casa di Padova, per insolenza affida al suo più crudele seguace, Baldrico, un'oscura missione: trovare un tesoro in una nave naufragata in Sicilia…..


ANNO 2006

PAESE 



REGIA Antonello Belluco, Sandro Cecca

ATTORI Andrea Ascolese, Arnoldo Foà, Jordi Mollà, Marta Jacopini, Mattia Sbragia, Paolo De Vita

 

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domenica 12 giugno 2022

Consigli Utili per Ottenere una Santa Morte

Considera che il vero segreto per ottenere una santa morte, sia tenere una vita santa. Vanamente l’uomo si lusinga, confidando nei soccorsi spirituali che otterrà durante una lunga malattia. Fuori dall’incertezza del tempo, dell’incompetenza dello stato e dell’incompatibilità delle circostanze, è certo che queste conversioni precipitate, superficiali, e per la maggior parte forzate, rarissime volte sono vere. È necessario avere qualche intervallo tra la conversione, la penitenza e la morte. Anche se si è vissuto con un’esatta disposizione dei costumi, con vita innocente e aggiustata, tuttavia si temono, con ragione, gli alti giudizi di Dio. Come si potrebbe assicurare a un moribondo una conversione di due giorni, dopo una vita perturbata e persa?

Per una fondata confidenza è necessario un motivo più solido e più plausibile. Dio è misericordioso, è vero; però anche i più grandi santi, tremavano pensando al giudizio di Dio. Possiamo convergere che solo una vita pura, una vita penitente, una vita impiegata nelle mortificazioni e nelle pratiche delle virtù cristiane, una vita conforme alla legge e alle massime del Vangelo, può fondare una vera fiducia.

Confessiamo che una santa vita è il vero segreto per ottenere una santa morte. Com’è verosimile che, dopo aver passato i giorni della vita in una continua disobbedienza, dopo aver disprezzato i più sacri precetti, la più chiara volontà di Dio tanto espressa nel Vangelo; dopo aver preferito le massime empie del mondo alle sante massime di Gesù Cristo; dopo essere stato un cristiano di solo nome senza sapere nulla della fede; dopo aver disprezzato a sangue fredda e con riflessione le grazie più forti, le inspirazioni più vive, le esortazioni più strette, gli esempi più convincenti e tutti i mezzi di conversione più efficaci; un’ultima malattia, che debilita la ragione, che ci fa incapaci di attendere al minimo negozio, che ci obbliga a rompere i lacci più forti e più stretti sia senza tempo, né stato, né mezzo proporzionato per riparare tutti i disordini e le derive di una vita che avrebbe bisogno di trenta anni di ritiro, di lacrime e di penitenza? Non vuol dire discreditare la nostra religione, e in certa maniera insultare a Gesù Cristo?

Quella donna persa, quell’uomo dissoluto, quell’ecclesiastico mondano, quel religioso tanto irregolare, poco devoto e mortificato saranno riusciti a eludere tutti gli oracoli di Gesù Cristo, le sue leggi, i suoi consigli e le sue minacce? Ti puoi creare il sistema che vuoi, la morale che più ti piace, la dottrina che ti viene più a genio, però ricordati, che il vero secreto per ottenere una morte cristiana, è vivere cristianamente.

sabato 11 giugno 2022

Documentario. La Vera Storia di Santa Rita da Cascia

Santa Rita da Cascia, al secolo Margherita Lotti, nata a Roccaporena (Cascia) attorno al 1380, è forse la donna più amata della Cristianità, seconda soltanto a Maria SS., la Madre di Dio. Santa Rita è così amata e venerata dal popolo forse perchè la gente la sente molto vicina a sè, per la "normalità" dell'esistenza quotidiana da lei vissuta (pur costellata da molti eventi straordinari), prima come sposa e madre, poi come vedova e infine come monaca agostiniana. Gli ultimi 40 anni della sua vita Rita li visse proprio come monaca, in assidua contemplazione, penitenza e preghiera, completamente dedita al Signore. Quindici anni prima di morire Rita fu trafitta da una delle spine della corona di Gesù, che la colpi alla fronte, dopo che ella aveva chiesto al Signore di poter condividere, almeno in parte, le sue sofferenze. Fu uno spasimo senza fine per Rita, che durò fino alla sua morte avvenuta il 22 maggio 1447 (per altri nel 1457). Dopo la sua morte, la venerazione di Rita da Cascia da parte dei fedeli crebbe vertiginosamente, sopratutto grazie al grandissimo numero e alla "qualità" degli eventi prodigiosi riferiti alla sua intercessione, tanto da acquisirsi l'allocuzione di "Santa degli impossibili". La sua Beatificazione è avvenuta nel 1628 e la sua Canonizzazione nel 1900 per mano di Papa Leone XIII.

Pdf. Padre Ángel Peña - Il Santo Curato d'Ars: Vita e Aneddoti

La vita del santo curato d'Ars è un esempio luminoso per tutti e in modo speciale per i sacerdoti. Per questo la Chiesa lo ha nominato patrono di tutto il clero. Egli visse il suo sacerdozio in modo eccellente, ringraziando ogni giorno Dio per quel dono immeritato e “immerita­bile”. Diceva che il sacerdozio è l'Amore del Cuore di Gesù . Nella sua parrocchia si attivò con ogni sforzo per far di­ventare tutti i fedeli degli adoratori eucaristici. L'Eucaristia era il centro della sua esistenza. Davanti a Gesù sacramentato trascorreva le ore libere, quando non glielo impedivano gli obblighi pastorali, specialmente le confessioni. Si pensi che negli ultimi anni confessava circa 15 ore al giorno e a volte di più. Fu un martire del confessionale, un adoratore perpetuo dell’Eucaristia e un amante della Vergine Maria a tutta prova. Viveva in grande amicizia con i santi e li trattava con la familiarità di chi li conosce e li ama, specialmente la santa del suo cuore: santa Filomena. Per la sua chiesa voleva gli ornamenti e gli oggetti di culto più belli e preziosi. Tutto gli pareva poco per dare risalto alla celebrazione eucaristica, alle processioni o alle cerimonie liturgiche. E Dio gli concesse molti doni. Secondo alcuni testimoni pare che vedesse Gesù nell’Eucaristia quasi tutti i giorni. La Vergine, santa Filomena e altri santi gli apparivano spesso. Aveva il dono del discernimento degli spiriti per conoscere il cuore dei penitenti che si avvicinavano a lui. Pregava molto per la conversione dei peccatori e per le anime del Purgatorio.

Video. San Domenico Savio: Il Segreto

 
Questo breve video con disegni che ci mostra la vita di San Domenico, il suo rapporto con San Giovanni Bosco e il suo particolare segreto…. Per i più piccini ma allo stesso tempo molto utile anche per i più grandi.

 

LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online