Quanto poi a quel
giorno o a quell'ora, nessuno lo sa, né gli Angeli in cielo, e
nemmeno il Figlio, ma soltanto il Padre. Guardate, vegliate e
pregate: non sapete infatti quando sarà il tempo: come l'uomo che è
partito per un viaggio lascia la sua casa e dà il potere ai suoi
servi, a ciascuno il suo compito, e ordina al portiere di vigilare.
Vegliate dunque: non sapete infatti quando il padrone di casa verrà:
se di sera, o a mezzanotte, o al canto del gallo o al mattino;
affinché, venendo improvvisamente, non vi trovi addormentati. Ciò
che poi dico a voi lo dico a tutti: Vegliate.
Teofilatto: Il
Signore, volendo impedire la domanda su quel giorno e quell'ora,
disse: Quanto poi a quel
giorno o a quell'ora, nessuno lo sa, né gli Angeli in cielo, e
nemmeno il Figlio, ma soltanto il Padre. Se
infatti avesse detto che lo sapeva, e tuttavia non lo avesse voluto
rivelare a loro, li avrebbe non poco rattristati. Ora invece agisce
più sapientemente, e li escluse da tale interrogazione affinché non
gli diventassero molesti, dicendo; né gli Angeli lo sanno e neppure
io.
Ilario:
L'ignoranza del giorno e dell'ora si oppone all'unigenito Dio, così
che Dio nato da Dio non sia in quella perfezione di natura in cui si
trova Dio. Ma secondo il giudizio comune, bisogna sentire se possa
essere credibile che ignori qualcosa colui che è l'autore di tutte
le cose che sono e che saranno. In che modo, infatti, è fuori dalla
scienza della sua natura mediante la quale e nella quale è ciò che
deve essere fatto? Egli dunque ignora il giorno della sua venuta? È
nella natura umana, in quanto dipende da essa, sapere prima ciò che
determina di fare, e la conoscenza di ciò segue sempre alla volontà
di farlo. Ebbene, come si può ammettere che il Signore ignorasse il
giorno della sua venuta gloriosa per un'imperfezione della sua
natura, avendo la necessità di venire e non avendo la conoscenza
della sua venuta? E quanta occasione di empietà risulterebbe
nell'attribuire a Dio Padre la malignità di tenere nascosta la sua
beatitudine a colui al quale aveva dato di conoscere la sua morte? Se
dunque in lui si trovano tutti i tesori della scienza, non ignora
questo giorno. Ci conviene però ricordare che in lui i tesori della
scienza sono occulti. La sua ignoranza rispetto a questo giorno
proviene dal fatto che i tesori della sapienza sono occulti in lui. E
sempre, quando manifesta di ignorare qualche cosa, ciò non va
attribuito all'ignoranza, ma al fatto che non è ancora giunto il
momento di parlare o di agire. Così, per mostrare che Dio voleva far
conoscere ad Abramo che non ignorava il suo amore, si dice nel cap.
22 della Genesi che Dio non lo celava ad Abramo. Così si deve dire
anche che il Padre conosceva quel giorno poiché non lo celava al
Figlio. Se dunque il Figlio non conosce il giorno, è un mistero che
taccia; e al contrario si dice che solo il Padre lo sa poiché non
tace. Non sia mai poi che noi attribuiamo al Padre e al Figlio la
novità delle mutazioni corporali. Finalmente, perché non si
giudichi che ignorava per difetto di natura si aggiunge: Guardate,
vegliate e pregate: non sapete infatti quando sarà il tempo.
Girolamo:
Infatti
è necessaria la vigilanza della mente prima della morte del corpo.