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martedì 21 luglio 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 30-35


E detto l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: Tutti voi patirete scandalo per me in questa notte; sta scritto infatti: «Percuoterò il pastore e disperderò le pecore del gregge». Ma dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea. Pietro rispondendo gli disse: Anche se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai. Gli dice Gesù: In verità ti dico che in questa notte, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte. Gli dice Pietro: Anche se dovessi morire per te, non ti rinnegherò. E similmente parlarono anche tutti i discepoli.

Crisostomo: Odano tutti quelli che, simili ai porci, si preoccupano solo di sollazzarsi nel mangiare e terminare con l’ubriacatura, invece che alzarsi da tavola con l’azione di grazie e l’inno. Odano anche coloro che non ascoltano l’ultima orazione nei sacri misteri: infatti l’ultima preghiera della Messa è segno di quell’inno. Rese grazie dunque prima di amministrare i sacri misteri ai suoi discepoli, perché anche noi rendiamo grazie; disse l’inno dopo averli amministrati perché anche noi facciamo lo stesso.

Girolamo: Predice loro ciò che hanno da patire, affinché quando ciò accadrà non disperino della salvezza, ma si salvino facendo penitenza.

Crisostomo: Il Salvatore cita questa profezia consigliando loro allo stesso tempo di considerare sempre ciò che è scritto, manifestando nel contempo che stava per essere crocifisso per determinazione di Dio, e mostrando da ogni parte che egli non era estraneo all’Antico Testamento, poiché in esso veniva preannunziato. Non permise però che essi rimanessero nelle tristezze, ma annuncia anche cose liete, dicendo: Ma dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea; infatti non apparve immediatamente ad essi dal cielo dopo la sua risurrezione, né andò in qualche luogo lontano, me presso le stesse persone e negli stessi luoghi: affinché da ciò credessero che colui che era stato crocifisso era lo stesso che era risorto. Per questo dice anche che andrà in Galilea, affinché liberati dal timore dei giudei credessero a ciò che veniva detto.

Origene: Predice anche loro che per un poco saranno dispersi, dopo aver patito lo scandalo, e poi saranno radunati da Cristo risorto che li precederà nella Galilea delle Genti.

Ilario: Però san Pietro intanto era trascinato dall’affetto e dall’amore di Gesù Cristo, senza badare alla debolezza della sua carne e non dando fede alle parole del Salvatore, come se non avesse da realizzarsi ciò che aveva detto.

Crisostomo: Che cosa dici Pietro? Il Profeta (Zc 13, 7) dice: «Le pecore saranno disperse», e Cristo ha confermato ciò che è stato detto, e tu dici: mai. Quando disse (21): «Uno di voi mi tradirà», temevi di essere tu il traditore, sebbene non fossi conscio di nulla di simile; ora invece, quando dice manifestamente che tutti si scandalizzeranno, lo contradici. Ma poiché era stato liberato dall’ansietà che aveva riguardo al tradimento, confidando nel resto diceva: io non mi scandalizzerò mai. Girolamo: Tuttavia non è temerarietà né menzogna, ma è la fede dell’Apostolo Pietro, e l’ardente affetto verso il Signore Salvatore.

Rabano: Pietro capiva che il Signore aveva detto che lo avrebbe rinnegato per il timore della morte, e per ciò stesso replicava che se anche lo avesse minacciato un pericolo di morte, in nessun modo avrebbe potuto separarsi dalla sua fede. Nello stesso modo gli altri Apostoli, per l’affetto del loro cuore, non temevano il pericolo della morte, però la loro umana presunzione fu vana senza la protezione divina. Crisostomo: Da qui dunque impariamo una grande verità: che il desiderio dell’uomo non basta se non ci si basa sull’aiuto divino.

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