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mercoledì 28 gennaio 2026

Preghiera a San Tommaso d'Aquino

O Signore, che rendeste sommamente distinto il vostro servo San Tommaso, per l’amore delicato alla santa purezza, per la scienza sublime delle cose divine, così da risplendere nella vostra Chiesa come Angelo e Maestro; noi vi preghiamo, che sull’esempio di lui, che non volle altro premio che la vostra gloria, noi pure, rimuovendo ogni vano ed orgoglioso desiderio, alla vostra gloria abbiamo ad indirizzare i nostri studi e nel solo e purissimo vostro amore trovare compenso e consolazione. Così sia.

martedì 9 dicembre 2025

Conferenza - Le Virtù Cardinali nell'Insegnamento di San Tommaso d'Aquino

Le virtù cardinali nell'insegnamento di san Tommaso d'Aquino; presupposti antropologici, natura e gerarchia.

Conferenza del prof. Lorenzo Gasperini – 29° Convegno di Studi cattolici, Rimini ottobre 2023.

 

sabato 15 novembre 2025

giovedì 6 novembre 2025

I Punti più Importanti della Filosofia di San Tommaso d'Aquino

11 punti del suo pensiero.

1.Ragione e fede devono collaborare. San Tommaso utilizza questo argomento molto chiaro: Dio ha voluto l’uomo volontà, ma anche ragione; dunque, l’uomo deve arrivare a Dio con la fede, ma anche con la ragione. Pertanto, la Rivelazione presuppone la ragione.

2.La conoscenza deve iniziare dai sensi. Secondo san Tommaso, Aristotele aveva ragione: la conoscenza inizia dai sensi. La conoscenza è adeguamento del soggetto all’oggetto (realismo).

3.Tutti gli enti sono contingenti, solo Dio è necessario. San Tommaso afferma che la realtà è fatta di essere esistenti ma che non dovevano necessariamente esistere e quindi sarebbero potuti non esistere (contingenti). Gli esseri contingenti presuppongono un essere necessario: Dio, che è l’atto puro (esse ut actus). In Dio essere ed esistenza coincidono, nelle creature essere ed esistenza non coincidono.

4.L’esistenza di Dio è dimostrabile. Proprio perché gli esseri conteingenti presupponfgono l’essere necessario, allora attraverso gli effetti si può risalira alla causa prima, così come era riuscito anche Aristotele individuando il primo motore immobile. San Tommaso dice che ci sono ben cinque “vie” con cui poter arrivare all’esistenza del Creatore.

5.Tutto esiste perché partecipa dell’essere nella sua pienezza, che è Dio. Nella partecipazione Dio è causa efficiente, ma anche causa sussistente: Dio ha creato, ma continua ad operare nel mondo e a sostenerlo.

6.L’analogia entis, cioè il “metodo analogico”. La partecipazione conduce al metodo analogico: tra Dio e il creato non c’è univocità, né equivocità, ma analogia.  Con l’erroneità del metodo univoco si confuta l’ilozoismo presocratico, ovvero il panteismo. Con l’erroneità del metodo equivoco si confuta lo scetticismo atomista. Con il metodo analogico (analogia entis) si capisce non solo che Dio esiste, ma si possono anche conoscere alcune sue caratteristiche. Per esempio, che Dio ha creato per amore, cosa che Aristotele non era riuscito a capire. Insomma, con l’analogia si può conoscere (anche se non “comprendere”) la natura di Dio.

7.Con la ragione non solo si può conoscere l’esistenza di Dio, ma anche alcune sue caratteristiche. Grazie al metodo  analogico, san Tommaso individua tre “vie” per conoscere la natura di Dio. La via dell’affermazione: le perfezioni delle creature sono anche in Dio. La via dell’eminenza: le perfezioni delle creature sono in Dio in grado eminente, cioè infinito. La via della rimozione: le imperfezioni delle creature contingenti non possono trovarsi in Dio, essere necessario.

mercoledì 29 ottobre 2025

sabato 14 ottobre 2023

San Tommaso d'Aquino - Nessun esempio di Virtù è assente dalla Croce

Dalle «Conferenze» di san Tommaso d'Aquino, sacerdote
(Conf. sopra il «Credo in Deum»)


Fu necessario che il Figlio di Dio soffrisse per noi? Molto, e possiamo parlare di una duplice necessità: come rimedio contro il peccato e come esempio nell'agire.
Fu anzitutto un rimedio, perché è nella passione di Cristo che troviamo rimedio contro tutti i mali in cui possiamo incorrere per i nostri peccati.
Ma non minore è l'utilità che ci viene dal suo esempio. La passione di Cristo infatti è sufficiente per orientare tutta la nostra vita.
Chiunque vuol vivere in perfezione non faccia altro che disprezzare quello che Cristo disprezzò sulla croce, e desiderare quello che egli desiderò. Nessun esempio di virtù infatti è assente dalla croce.

Se cerchi un esempio di carità, ricorda: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13).
Questo ha fatto Cristo sulla croce. E quindi, se egli ha dato la sua vita per noi, non ci deve essere pesante sostenere qualsiasi male per lui.

Se cerchi un esempio di pazienza, ne trovi uno quanto mai eccellente sulla croce. La pazienza infatti si giudica grande in due circostanze: o quando uno sopporta pazientemente grandi avversità, o quando si sostengono avversità che si potrebbero evitare, ma non si evitano.
Ora Cristo ci ha dato sulla croce l'esempio dell'una e dell'altra cosa. Infatti «quando soffriva non minacciava» (1 Pt 2,23) e come un agnello fu condotto alla morte e non aprì la sua bocca (cfr. At 8,32). Grande è dunque la pazienza di Cristo sulla croce: «Corriamo con perseveranza nella corsa, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia» (Eb 12,2).

martedì 16 maggio 2023

Pdf - Il Libero Arbitrio in San Tommaso d’Aquino

di Andrea Potestio

Questo scritto vuole ripercorrere gli snodi più significativi dell’intervento tenuto dal professor Malo sul tema della libertà in San Tommaso all’interno del ciclo seminariale su ‘La libertà e l’origine del discorso organizzato da Prologos. Il percorso che Malo propone si articola attraverso diverse citazioni che appartengono alla produzione del filosofo cristiano a partire dalla Summa theologiae fino alla Summa contra Gentiles e alle Questiones disputatae. 

 

Link Pdf Clicca Qui

mercoledì 29 marzo 2023

La Nozione Trascendentale di Bello in San Tommaso d’Aquino

di Miriam Savarese
Dottoranda in filosofia presso Pontificia Università Santa Croce


Molti hanno almeno sentito nominare i trascendentali moderni, intesi se non nel senso husserliano del termine quantomeno in quello kantiano: per Immanuel Kant, «trascendentale» è «ogni conoscenza che si occupa non di oggetti, ma del nostro modo di conoscenza degli oggetti, in quanto questa deve essere possibile a priori» (Critica della ragion pura, Intr., sez. VII). Meno nota è l’esistenza di un significato previo di trascendentale, non solo più antico e frutto di una lunga elaborazione concettuale, ma carico di un più forte spessore metafisico, ancor meglio ontologico: i trascendentali elaborati in filosofia dal XII secolo in poi (ma non in modo monolitico), che trovano una magistrale espressione nel pensiero di Tommaso d’Aquino.

Perché scriverne qui – e perché del bello? A prima vista potrebbe sembrare tutt’altro che un tema interdisciplinare, meritevole tutt’al più di una curiosità erudita. In realtà, in questo momento i trascendentali godono di una rinnovata attenzione in filosofia a livello internazionale, ad esempio nell’attualissimo tomismo analitico ma non solo, (e fin qui la cosa potrebbe interessare solo i filosofi di professione). Per di più, come tutto ciò che si dice di ciò che è – e quindi in parole più povere, ma imprecise, di tutto ciò che esiste, quindi di ogni cosa, ogni vivente e ogni persona – riguardano in profondità il fine e lo svolgersi della ricerca scientifica nonché la ricerca stessa e il ricercatore che la compie... e con lui ogni essere umano. Se, quindi, anche il bello possa annoverarsi tra di essi è una questione che tocca in profondità anche chi si occupa di scienza. Anticipo, infatti, che la questione nel pensiero di Tommaso è ed è stata oggetto di discussione, con autorevoli interpreti schierati a favore dell’una o dell’altra interpretazione.

domenica 30 gennaio 2022

San Tommaso d’Aquino: Immigrazione con Relativa Invasione o Tolleranza a Doppio Zero?


Il problema dell’immigrazione non è nuovo. Se n’è già occupato nel secolo XIII S. Tommaso d’Aquino nella sua celebre Summa Theologica (I-II, Q. 105, Art. 3). Ispirandosi agli insegnamenti delle Sacre Scritture, relativi al popolo ebreo, il Dottor Angelico stabilisce con chiarezza quali siano i limiti dell’accoglienza agli stranieri. Forse possiamo trarne qualche lezione.

di John Horvat

S. Tommaso: “Con gli stranieri ci possono essere due tipi di rapporti: l’uno di pace, l’altro di guerra. E rispetto all’uno e all’altro la legge contiene giusti precetti”.

S. Tommaso afferma, dunque, che non tutti gli immigranti sono uguali, perché i rapporti con gli stranieri non sono tutti uguagli: alcuni sono pacifici, altri conflittuali. Ogni nazione ha il diritto di decidere quale tipo di immigrazione può essere ritenuta pacifica, quindi benefica per il bene comune; e quale invece ostile, e quindi nociva. Come misura di legittima difesa, uno Stato può rigettare elementi che ritenga nocivi al bene comune della nazione.

Un secondo punto è il riferimento alla legge, sia divina sia umana. Uno Stato ha il diritto di applicare le proprie leggi giuste.

L’Angelico passa poi all’analisi dell’immigrazione “pacifica”.

S. Tommaso: “Infatti gli ebrei avevano tre occasioni per comunicare in modo pacifico con gli stranieri. Primo, quando gli stranieri passavano per il loro territorio come viandanti. Secondo, quando venivano ad abitare nella loro terra come forestieri. E sia nell’un caso come nell’altro la legge imponeva precetti di misericordia; infatti nell’Esodo si dice: ‘Non affliggere lo straniero’; e ancora: ‘Non darai molestia al forestiero’”.

lunedì 10 gennaio 2022

Preghiere di San Tommaso d'Aquino prima e dopo la Comunione

Prima della Comunione

Dio onnipotente ed eterno, mi accosto al Sacramento del tuo Unigenito Figlio il Signore nostro Gesù Cristo.
Mi accosto come infermo al medico della vita; come immondo alla fonte della misericordia; come cieco alla luce dell’eterna chiarezza; come povero e miserabile al Signore del cielo e della terra.
Imploro pertanto l’abbondanza della tua immensa larghezza perché tu voglia guarire la mia infermità, lavare le mie sozzure, illuminare la mia cecità, arricchire la mia povertà, coprire la mia nudità, per cui riceva il Pane degli Angeli, il Re dei re, il Signore dei signori, con tale riverenza e umiltà, con tale purezza e fede quale si richiede per la salvezza della mia anima.
Concedimi, ti prego, di ricevere non solo il Sacramento del Corpo e del Sangue del Signore, ma anche la realtà e la virtù di questo Sacramento.
Dolcissimo Dio, fa’ che io riceva il Corpo del tuo Unigenito Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo che egli prese nel seno della Vergine Maria, in modo da essere unito al suo corpo mistico e annoverato fra i suoi membri.
Concedimi, Padre amorosissimo, di contemplare infine apertamente e per sempre il Figlio tuo diletto, che ora mi propongo di ricevere adombrato sotto i veli eucaristici. Tu che vivi e regni, o Dio, insieme con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

mercoledì 24 novembre 2021

domenica 3 ottobre 2021

Monsignor Marcel Lefebvre - Itinerario Spirituale seguendo San Tommaso d’Aquino: Prologo

Carissimi lettori,

giunto alla sera di un lunga esistenza – poiché nato nel 1905, vedo l’anno 2000 – posso dire che la mia vita è stata segnata da avvenimenti mondiali eccezionali: tre guerre mondiali, quella del 1914-1918, quella del 1939-1945 e quella del Concilio Vaticano II del 1962-1965.

I disastri accumulati da queste tre guerre, e specialmente dell’ultima, sono incalcolabili nel campo delle rovine materiali, ma molto di più in quello delle rovine spirituali. Le prime due hanno preparato la guerra all’interno della Chiesa facilitando la rovina delle istituzioni cristiane e il dominio della Framassoneria, divenuta così potente da permeare profondamente con la sua dottrina liberale e modernista gli organismi direttivi della Chiesa.

Istruito, grazie a Dio, fin dal mio seminario di Roma, sul pericolo mortale che queste influenze costituiscono per la Chiesa, dal Rettore del Seminario francese, il venerato Padre Le Floch, e dai professori, i Reverendi Padri Voetgli, Frey, La Rohellec, ho potuto constatare nel corso della mia vita sacerdotale quanto fossero giustificati i loro appelli alla vigilanza, basati sugli insegnamenti dei Papi e soprattutto di San Pio X. Ho potuto constatare a mie spese quanto questa vigilanza fosse giustificata, non solo dottrinalmente, ma anche per l’odio che essa suscitava negli ambienti liberali laici ed ecclesiastici, un odio diabolico.

venerdì 5 marzo 2021

Preghiera di San Tommaso d'Aquino a Gesù Crocifisso

Liberami, Signore Gesù Cristo, con la forza ardente del tuo soave amore, dai vincoli che mi legano alle cose di quaggiù. Possa così io morire per amore del tuo amore, come tu, per amore del mio amore, ti sei degnato di morire sulla croce.

 

giovedì 28 gennaio 2021

San Tommaso d’Aquino - Commento all’Ave Maria

Ave Maria, piena di grazia

Nella preghiera dell'Ave si distinguono tre parti: la prima venne pronunziata dall'angelo, cioè: «Ave, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta tra le donne» (Lc 1, 28). L'altra da Elisabetta, madre di Giovanni Battista, quando disse: «Benedetto il frutto del seno tuo» (Lc 1, 42). La terza fu aggiunta dalla Chiesa: il vocativo «Maria» (1). Difatti l'angelo non disse: «Ave, Maria», bensì: «Ave, piena di grazia»; ma vedremo come il nome «Maria», nei suoi vari significati, si addica al saluto dell'angelo.

In antico era considerato un grande onore il fatto che gli angeli si mostrassero agli occhi umani, e sommo titolo di lode l'essersi potuti prostrare dinanzi a quei messaggeri di Dio. Tant'è vero che a lode di Abramo vien detto che egli ospitò gli angeli nella propria tenda, rendendo loro la debita venerazione (2).

Ma del tutto insolito risulta che sia stato un angelo a inchinarsi davanti a creatura umana, fino al momento in cui Gabriele salutò la beata Vergine, devotamente: «Ave» (3).

La ragione per cui mai prima d'allora un angelo si era abbassato di fronte a persona umana è questa: che egli la sopravanza per tre motivi: quanto a dignità, a familiarità con Dio e al pieno splendore della grazia divina [che rifulge nelle sostanze angeliche].

L'angelo è infatti di natura spirituale, come attesta il salmo 103: «Tu hai creato i tuoi messaggeri come spirito» (Sal 103, 4), mentre l'uomo è corruttibile per natura. Disse in tal senso Abramo: «Io, che sono polvere e cenere, parlerò al mio Signore?» (Gn 18, 27). Non era quindi opportuno che una creatura spirituale e incorruttibile si umiliasse dinanzi ad altra creatura, caduca, qual'è l'uomo.

lunedì 7 dicembre 2020

Santo Tommaso d’Aquino - La Grazia di Dio

Conoscere la verità consiste nell'usare, o nell'esercitare la luce dell'intelletto: poiché secondo l'Apostolo, "tutto quello che viene manifestato è luce". Ora, qualsiasi uso implica un moto: prendendo il termine moto in senso lato, cioè nel senso che si applica, secondo le spiegazioni del Filosofo, anche all'intendere e al volere. Ma negli esseri materiali noi vediamo che per il moto non si richiede soltanto la forma che è il principio del moto, o dell'operazione, ma anche la mozione del primo motore. E il primo motore per gli esseri materiali è un corpo celeste. Cosicché, per quanto possa essere perfetto, il calore del fuoco non potrebbe alterare senza la mozione del corpo celeste. Ebbene, come è evidente che tutti i moti d'ordine fisico hanno nel moto di un corpo celeste il primo motore di ordine materiale; così tutti i moti, sia corporali che spirituali, hanno un primo motore assoluto, che è Dio. Perciò, una qualsiasi natura, sia materiale che spirituale, per quanto perfetta possa essere, non può compiere il proprio atto, senza la mozione di Dio. Mozione che però segue l'ordine della sua provvidenza, e non una necessità di natura come la mozione dei corpi celesti. E ogni mozione, non solo deriva da Dio come dal suo primo motore; ché da lui deriva anche ogni sua perfezione formale, trattandosi dell'atto primo. Perciò l'atto dell'intelletto e di qualsiasi ente creato dipende da Dio sotto due aspetti: primo, in quanto da lui riceve la forma in forza della quale agisce; secondo, in quanto da lui è mosso ad agire.

domenica 27 settembre 2020

Preghiera di San Tommaso d'Aquino per Ottenere il Dono della Purezza

Buon Gesù, so che ogni dono perfetto, e in particolare quello della castità, non può dipendere che dall’aiuto della tua onnipotente provvidenza e che nessuna creatura può ottenere qualcosa da se stessa senza il tuo soccorso. Per questo ti chiedo umilmente di conservare la purezza e l’innocenza della mia anima e del mio corpo con l’assistenza della tua grazia. E se una passione impura dovesse tentare la purezza della mia innocenza, tu solo, Signore, che guidi tutti i miei passi, allontanala, perché io possa, con cuore immacolato, progredire nel tuo amore e nel tuo servizio, offrendomi per tutti i giorni della mia vita come vittima sull’altare purissimo della tua divinità. Amen.

giovedì 10 settembre 2020

Lettera di San Tommaso d'Aquino a uno Studente


Giovanni, in Cristo a me carissimo, poiché mi hai chiesto in che modo tu debba applicarti allo studio per acquistare il tesoro della scienza, ecco in proposito il mio consiglio:

non voler entrare subito in mare, ma arrivaci attraverso i ruscelli, perché è dalle cose più facili che bisogna pervenire alle più difficili.

Questo è dunque il mio parere, che ti servirà di regola.

Voglio che tu sia tardo a parlare e restio a scendere in parlatorio:

abbi una coscienza pura;
non tralasciare di attendere alla preghiera;
sii amante della tua cella;
mostrati amabile con tutti;
non essere per nulla curioso dei fatti altrui;
non essere troppo familiare con nessuno, perché la familiarità eccessiva genera disprezzo, e dà occasione di trascurare lo studio;
non t’intromettere in nessun modo nei discorsi e nei fatti dei secolari;
non divagare su tutto;
non lasciar d’imitare gli esempi dei santi e dei buoni;
non guardare chi è colui che parla, ma tieni a mente tutto ciò che di buono egli dice;
procura di comprendere ciò che leggi e ascolti.

Certificati delle cose dubbie, e studiati di riporre nello scrigno della memoria tutto ciò che ti sarà possibile;

non cercare cose superiori alla tua capacità.

Seguendo queste norme, produrrai fiori e frutti nella vigna del Signore, in tutti i giorni della tua vita.

Mettendo in pratica questi insegnamenti, potrai raggiungere la meta alla quale aspiri. Addio.

lunedì 6 luglio 2020

Preghiera di San Tommaso d'Aquino per Rendere Grazie


Lodo, glorifico, benedico te, Dio mio, per gli immensi benefici elargiti a me, indegno. Lodo la tua clemenza che mi aspetta a lungo, la tua dolcezza che finge soltanto di castigare, la tua pietà che chiama, la benignità che accoglie, la misericordia che rimette i peccati, la bontà che ricompensa al di là dei meriti, la pazienza che non ricorda l’offesa, la condiscendenza che consola, la longanimità che protegge, l’eternità che conserva, la verità che rimunera.

Che dire, Dio mio, della tua ineffabile generosità?

Tu infatti mi chiami quando fuggo, mi accogli al ritorno, mi aiuti nel dubbio, mi allevii nella disperazione, mi stimoli quando sono negligente, mi armi quando combatto, mi coroni quando trionfo. Non mi disprezzi, peccatore qual sono, dopo la penitenza e non ricordi l’offesa.

Liberi da molti pericoli, addolcisci il cuore e lo volgi alla penitenza. Atterrisci con i supplizi, attiri con le promesse, castighi con i flagelli.

Custodisci con il ministero degli angeli, procuri i beni temporali, riservi per noi i beni eterni. Esorti con la bellezza della creazione, inviti con la clemenza della redenzione, prometti i premi della ricompensa celeste. Per tutti questi beni non sono capace di lodarti degnamente. Rendo grazie alla tua maestà per la sovrabbondanza della tua immensa bontà, affinché tu moltiplichi sempre in me la grazia e, moltiplicatala, la conservi, e, conservatala, la ricompensi. Amen.

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