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venerdì 9 giugno 2023

Catechesi del Papa Benedetto XVI su Sant'Efrem il Siro

UDIENZA GENERALE

Aula Paolo VI
Mercoledì, 28 novembre 2007
 

Cari fratelli e sorelle,

secondo l’opinione comune di oggi, il cristianesimo sarebbe una religione europea, che avrebbe poi esportato la cultura di questo Continente in altri Paesi. Ma la realtà è molto più complessa, poiché la radice della religione cristiana si trova nell’Antico Testamento e quindi a Gerusalemme e nel mondo semitico. Il cristianesimo si nutre sempre a questa radice dell’Antico Testamento. Anche la sua espansione nei primi secoli si è avuta sia verso occidente – verso il mondo greco-latino, dove ha poi ispirato la cultura europea – sia verso oriente, fino alla Persia, all’India, contribuendo così a suscitare una specifica cultura, in lingue semitiche, con una propria identità. Per mostrare questa pluriformità culturale dell’unica fede cristiana degli inizi, nella catechesi di mercoledì scorso ho parlato di un rappresentante di questo altro cristianesimo, Afraate il saggio persiano, da noi quasi sconosciuto. Nella stessa linea vorrei parlare oggi di sant’Efrem Siro, nato a Nisibi attorno al 306 in una famiglia cristiana. Egli fu il più insigne rappresentante del cristianesimo di lingua siriaca e riuscì a conciliare in modo unico la vocazione del teologo e quella del poeta. Si formò e crebbe accanto a Giacomo, Vescovo di Nisibi (303-338), e insieme a lui fondò la scuola teologica della sua città. Ordinato diacono, visse intensamente la vita della locale comunità cristiana fino al 363, anno in cui Nisibi cadde nelle mani dei Persiani. Efrem allora emigrò a Edessa, dove proseguì la sua attività di predicatore. Morì in questa città l’anno 373, vittima del contagio contratto nella cura degli ammalati di peste. Non si sa con certezza se era monaco, ma in ogni caso è sicuro che è rimasto diacono per tutta la sua vita e che ha abbracciato la verginità e la povertà. Così appare nella specificità della sua espressione culturale la comune e fondamentale identità cristiana: la fede, la speranza – questa speranza che permette di vivere povero e casto nel mondo, ponendo ogni aspettativa nel Signore – e infine la carità, fino al dono di se stesso nella cura degli ammalati di peste.

mercoledì 6 luglio 2022

Sant'Efrem - Preghiera alla Madonna

Oh Santissima e purissima vergine, madre di Dio, regina della luce, potentissima e piena di ardente carità, voi siete la più nobile di tutti gli spiriti celestiali, più pura di tutti i raggi del sole, più degna di onore di tutti gli angeli cherubini, più santa di tutti i serafini, più gloriosa di tutte le gerarchie degli angeli.

Oh santissima Signora, che sei stata la speranza di tutti i patriarchi antichi, la gloria dei profeti, la lode degli apostoli, l’onore dei martiri, l’allegria dei confessori e la corona delle vergini, ricevetemi e conservatemi sotto le ali della vostra carità e all’ombra della vostra protezione. Abbiate pietà di me, miserabile peccatore, macchiato con innumerevoli colpe, con le quali offesi a Gesù Cristo, vostro figlio, mio Dio e Giudice.

Oh Vergine piena di grazia, illustratemi la compressione, mettete le parole nella mia bocca, date movimento alla mia lingua, affinché con tutto l’affetto del mio cuore, canti le vostre lodi e vi saluti con lo stesso rispetto e con la stessa devozione debita alla madre di Dio come quando l’angelo Gabriele vi salutò dicendo: “Dio ti salvi, Maria, piena di grazia, il Signore è con te”, e allo stesso vi dica con lo stesso spirito e con la stessa tenerezza di Isabella: “Benedetta sei tu, Maria, fra tutte le donne.”

martedì 9 giugno 2020

Pdf - Mariologia di Sant'Efrem Siro. Studio degli Inni alla Beata Maria Vergine


Il ruolo che ha avuto Maria sin dai primi anni della vita della chiesa ha spinto le prime comunità cristiane ad essere molto legate alla persona della madre di Gesù Uomo e Dio, perciò hanno cominciato ad elaborare inni di richieste e di ringraziamento, e canti di lode per il suo ruolo cooperativo nell'opera salvifica del Figlio redentore.  E divenne presto il modello di condotta di ogni cristiano che voleva eseguire la sequela di Cristo come l'ha seguito Maria, e ad ascoltare la sua chiamata come ha fatto, e ha portarlo e darlo per il mondo come ella ha fatto.

I padri della Chiesa furono i primi a capire l'importanza del ruolo di Maria, e quindi la loro venerazione verso questa persona unica oltrepassava i limiti della devozione o della pietà religiosa concentrata nella sola persona di Maria.  I padri non hanno staccato il mistero di Maria dal Mistero del Figlio, perché in Lui Maria fu tutto, e fuori di Lui ella non era niente:  «IL plasmatore dei fanciulli ella porta, il fattore del genere umano ella partorisce» , «La Vergine Maria dà il latte a colui che nutrisce il genere umano» .  Mai il mistero di Maria fu visto in una entità dipendente o parallela al mistero di Cristo, ma ella era «La porta regale del Tempio»  da cui dio entrò la nostra miserabile storia, Maria era il mezzo con il quale la divinità incontrò la nostra umanità affinché la salvezza si adempisse per l'uomo e per tutto l'universo.

I Padri della Chiesa Universale hanno sempre conservato intatto questo legame fondamentale ed essenziale tra il mistero della Madre e quello del Figlio, testimoniando l'importanza del ruolo di Maria nell'opera salvifica del Figlio.
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