martedì 16 novembre 2021

Preghiera alla Vergine Maria contro le Invadenze Diaboliche

 

Una preghiera alla Madonna contro le invadenze del diavolo nella nostra vita. La riporta Don Marcello Stanzione in “Come liberarsi dagli spiriti maligni” (edizioni Segno). Si tratta di una potente invocazione, in cui si chiede il supporto degli angeli, oltre che della Vergine Maria, per allontanare Satana quando turba nella nostra quotidianità.


O Immacolata Vergine, Madre di Dio e madre nostra, Regina degli Angeli, accogli le mie accorate suppliche e presentale al trono dell’Altissimo.
Tu hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare, attraverso il tuo divin Figlio, il capo orgoglioso di satana. Perciò ti ha reso Immacolata fin dalla concezione e ti ha riempito di grazia. Così tu puoi facilitare in noi l’azione redentrice del Cristo e la discesa del suo Sangue prezioso nelle anime nostre.
Ti supplichiamo ora che Tu ci ottenga da Dio l’invio dei santi Angeli perché respingano i diavoli tentatori, ne svelino gli inganni, ne reprimano l’audacia e li ricaccino nell’inferno. Ottienici dalla misericordia divina che possiamo sentire nel nostro animo la risonanza del grido di adesione al nostro Dio, che segnò il vittorioso intervento di Michele: “Chi come Dio?”.

domenica 14 novembre 2021

San Serapio d'Inghilterra


Serapio nacque a Londra nel 1179 da una famiglia nobile legata ad Enrico II d'Inghilterra. Ben presto si arruolò come militare nella corte d'Austria dove partecipò alla crociata in Terra Santa nel 1217, in seguito fu destinato ad andare in Spagna a combattere contro i mori. In questo contesto conobbe S. Pitero Nolasco e attratto dalla eroica carità dei mercedari, nel 1222 chiese di ricevere l'abito come cavaliere laico dell'Ordine.

Nolasco decise così di nominarlo maestro dei novizi, incarico che cercò di rifiutare ritenendosi indegno, ma infine, non potendo fare altrimenti, accettò affidandosi al Signore e alla Vergine della Mercede.

Insegnò più con la vita, che con le parole, infatti dalla sua scuola uscirono religiosi illustri, il più importante è S. Raimondo Nonnato.

Realizzò varie redenzioni, qual'era suo vero desiderio, e sebbene non fosse sacerdote, ardente di zelo per la salvezza delle anime, riuscì a portarne moltissime a Cristo.

Si dedicò all'opera di liberazione degli schiavi cristiani catturati dai saraceni e per questo compì numerosi viaggi in Algeria. Un giorno durante una di queste missioni dovette restare in pegno per alcuni schiavi in pericolo, ma la somma pattuita per il riscatto non arrivò in tempo e i mori inchiodato ad una croce come quella di S. Andrea squartandolo crudelmente.

Santo Stefano Teodoro Cuénot

 

Stefano Teodoro nacque a Le Bélieu in Francia nel 1802 in una famiglia di contadini. Missionario francese, della società delle Missioni Estere di Parigi, dal 1829 svolse il suo ministero nella Cocincina ora Viet Nam. Abbandonata la missione per sfuggire alla persecuzione sferrata dal re Minh Mang (1820-1841), si rifugiò a Singapore dove ricevette l'ordinazione episcopale quale coadiutore del vicario apostolico della Cocincina, dove ritornò vivendo nascostamente. Nel 1855 fu scoperto e arrestato. Morì di languore a Cocincina nel 1861, dopo essere stato rinchiuso per due settimane in una gabbia angusta, esposta al sole e alle intemperie. Beatificato il 2 maggio 1909, con altri compagni di martirio, da Giovanni Paolo II è stato canonizzato il 19 giugno 1988, insieme con gli altri martiri del Vietnam.

MARTIROLOGIO ROMANO. Nella fortezza di Binh Dinh in Cocincina, ora Viet Nam, santo Stefano Teodoro Cuénot, vescovo della Società per le Missioni Estere di Parigi e martire, che, dopo venticinque anni di impegno nell’apostolato, durante la persecuzione contro i cristiani scatenata dall’imperatore T D c, fu gettato nella gabbia di un elefante e morì sfinito dalle sofferenze.

Santi Nicola Tavelic e Compagni

Nicola Tavelic nacque a Sibenik in Dalmazia durante la prima metà del xiv secolo e divenne francescano a Rivotorto, nei pressi di Assisi.

Fu inviato in missione in Bosnia, dove una setta denominata dei bogomili stava predicando una versione eretica del credo cristiano, che persino alcuni vescovi accettarono. Il compito di riportare la vera fede fu affidato ai frati domenicani e francescani.

Nicola ebbe un particolare successo in Bosnia e sulle coste dalmate per venti anni, prima di essere inviato missionario in Palestina.

Nel 1219 S. Francesco d'Assisi (4 ott.) aveva intrapreso personalmente una missione in Terra Santa; sgomentato dalla dissolutezza e dalla presunzione dei crociati, aveva attraversato le linee nemiche, correndo un grande pericolo, per cercare di incontrare il sultano, e aveva ottenuto per i francescani la custodia dei luoghi santi. Quando Nicola si unì a loro, l'ottava e ultima crociata era terminata da lungo tempo e Gerusalemme si trovava nelle mani dei saraceni.

Nicola studiava e pregava insieme con altri tre francescani: Pietro di Narbona, Deodato di Rodez in Aquitania e Stefano di Cuneo. Il piccolo gruppo, un croato, due francesi e un italiano, giunse alla conclusione che l'ingiunzione del Signore di andare e predicare a tutte le nazioni doveva essere presa letteralmente e che dovevano portare il Vangelo anche ai musulmani.

L'11 novembre 1391 andarono a trovare il Qadi, il giudice civile dei saraceni a Gerusalemme. «Siamo venuti» dissero «inviati non da un uomo, ma da Dio che si è degnato di ispirarci di venire a insegnarvi la verità e la via della salvezza.»

Figli alle Coppie Gay? Gravissima Offesa a Dio!

Il catechismo di S. Pio X ci ricorda che la pratica dell'omosessualità è un peccato impuro contro natura ed è uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, cioè reclamano particolarmente un castigo anche in questa vita, oltre che l'inferno nell'altra. La pressione internazionale che sta cercando di far considerare le unioni omosessuali come normali, permettendo quindi anche l'adozione, ha avuto come ultimo episodio in Italia, una sentenza della Corte di Cassazione secondo la quale un bambino può crescere in maniera equilibrata anche in tali circostanze. La legge naturale, il buon senso ma ora anche un studio scientifico (come se ce ne fosse bisogno!) del sociologo dell’Università del Texas, Mark Regnerus, provano esattamente il contrario.

Fonte: www.sanpiox.it

 


Secondo una Ricerca dell’Università del Texas: i Figli Adottati da Coppie Omosessuali sono meno Sani, più Inclini al Suicidio e al Tradimento


di MARCO TOSATTI

venerdì 12 novembre 2021

Preghiera per Conoscere i propri Peccati

Illuminami, Signore, con la tua luce
e dissipa le tenebre
che mi avvolgono.

Mostrami i peccati
che ho nel mio cuore
così non ti offenderò più.

Come alla Samaritana
dimmi che cosa ho fatto,
perché mi penta
e tu potrai perdonarmi.

Come a Davide
mandami profeti
che mi rimproverino
e concedimi l'umiltà
che viene dalla verità.

Fa che veda la trave
che c'è nel mio occhio,
affinché non giudichi la pagliuzza
nel mio prossimo.

Abbracciami con misericordia,
non sia che la vista dei miei peccati
mi porti alla disperazione.

Rompi le catene
delle mie cattive abitudini,
che mi tengono prigioniero
in Egitto, lontano da te.

Dammi il desiderio
di non offenderti mai,
neanche nel più piccolo
neanche per un istante.

Amen.

giovedì 11 novembre 2021

San Martino di Tours - Dalle "Lettere" di Sulpicio Severo

 

Martino previde molto tempo prima il giorno della sua morte. Avvertì quindi i fratelli che ben presto avrebbe cessato di vivere. Nel frattempo un caso di particolare gravità lo chiamò a visitare la diocesi di Candes. I chierici di quella chiesa non andavano d’accordo tra loro e Martino, ben sapendo che ben poco gli restava da vivere, desiderando di ristabilire la pace, non ricusò di mettersi in viaggio per una così nobile causa. Pensava infatti che se fosse riuscito a rimettere l’armonia in quella chiesa avrebbe degnamente coronato la sua vita tutta orientata sulla via del bene. Si trattenne quindi per qualche tempo in quel villaggio o chiesa dove si era recato finché la pace non fu ristabilita. Ma quando già pensava di fare ritorno al monastero, sentì improvvisamente che le forze del corpo lo abbandonavano. Chiamati perciò a sé i fratelli, li avvertì della morte ormai imminente. Tutti si rattristarono allora grandemente, e tra le lacrime, come se fosse uno solo a parlare, dicevano: "perché, o padre, ci abbandoni? A chi ci lasci, desolati come siamo? Lupi rapaci assaliranno il tuo gregge e chi ci difenderà dai loro morsi, una volta colpito il pastore? Sappiamo bene che tu desideri di essere con Cristo; ma il tuo premio è al sicuro. Se sarà rimandato non diminuirà. Muoviti piuttosto a compassione di coloro che lasci quaggiù. commosso da queste lacrime, egli che, ricco dello spirito di Dio, si muoveva sempre facilmente a compassione, si associò al loro pianto e, rivolgendosi al Signore, così parlò dinanzi a quelli che piangevano: Signore, se sono ancora necessario al tuo popolo, non ricuso la fatica: sia fatta la tua volontà. O uomo grande oltre ogni dire, invitto nella fatica, invincibile di fronte alla morte. Egli non fece alcuna scelta per sé. Non ebbe paura di morire e di non rifiutò di vivere. Intanto sempre rivolto con gli occhi e con le mani al cielo, non rallentava l’intensità della sua preghiera. I sacerdoti che erano accorsi intorno a lui, lo pregavano di sollevare un poco il suo povero corpo mettendosi di fianco. Egli però rispose: "Lasciate, fratelli, lasciate che io guardi il cielo, piuttosto che la terra, perché il mio spirito che sta per salire al Signore, si trovi già sul retto cammino". Detto questo si accorse che il diavolo gli stava vicino. Gli disse allora: "che fai qui, bestia sanguinaria? Non troverai nulla in me, sciagurato! Il seno di Abramo mi accoglie". Nel dire queste parole rese la sua anima a Dio. Martino sale felicemente verso Abramo. Martino povero e umile entra ricco in paradiso.

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