lunedì 26 gennaio 2026

L'Altare e il Santo Sacrificio di Nostro Signore Gesù Cristo


Non c'era nessuna tavola di legno "primitiva" nella Chiesa della prima cristianità

Quando San Pietro entrò nella casa del senatore Pudens, non venne semplicemente per condividere un pasto, ma per istituire una liturgia sacrificale per i fedeli che rappresentava il compimento del vecchio tempio ebraico. In questa prima casa chiesa di Roma, il passaggio dalla vecchia legge al nuovo si manifestava fisicamente sugli altari domestici dei pagani.
 
Il lararium, un oratorio permanente costruito nella muratura della ricca casa romana, fungeva da cornice ideale per questa trasformazione. Questi santuari, che avevano ricevuto per generazioni le offerte immani di incenso e vino agli dei domestici, furono reclamati per il Santo Sacrificio della Messa. Usando questi altari fissi a muro, la Chiesa antica respinse esplicitamente l'idea di sedersi intorno a una tavola di legno temporanea a favore di un altare sacro e sacrificale che rispecchiava la solennità del Tempio di Gerusalemme.
 
Poiché questi altari erano integrati nell'architettura del muro, la postura liturgica della Chiesa antica venne naturalmente stabilita con il sacerdote rivolto all'altare e all'Oriente, con le spalle alla congregazione. Questo orientamento sottolineava che il sacerdote stava guidando il popolo in un atto di culto collettivo diretto a Dio, piuttosto che presiedere un incontro sociale.
 
Nella nobile residenza di Pudens, dove la tradizione vuole che Pietro abbia vissuto e celebrato i misteri, i sacrifici "non sanguinosi" del passato romano, il grano e il vino, hanno trovato il loro significato ultimo nel pane e nel vino eucaristico. Questa continuità di spazio e forma permise ai primi cristiani di affermare che Cristo era il vero Maestro della Casa, sostituendo gli spiriti ancestrali dei Romani e le ombre del Tempio con la realtà vivente del Sacrificio dell'Altare.
 

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