Bernardo è ammalato. Non ha più di 34 o 35 anni, ma la sua salute è già scossa: troppi digiuni e «troppo lavoro» i l'hanno presto logorata.
Ma la malattia serve a Bernardo. Egli si sente libero da impegni e doveri, il mondo del monastero e della storia è lontano, e può raccogliersi in se stesso. E nel raccoglimento, nella solitudine e nel silenzio della «notte» 2, emerge quello che più gli sta a cuore, e ne scrive. Perché il suo spirito, la sua stessa vita, così impegnata nella storia, così pronta a ogni battaglia contro i nemici del suo monachesimo e della sua Chiesa, ha un segreto. Il suo spirito ha cercato un modello, e l'ha trovato, e sa di conoscerlo. Ma chi conosce desidera manifestare, e quasi fissare in parole una condizione che potrebbe restare nell'indefinitezza del sentimento.
Il segreto di Bernardo è la Vergine-Madre. Nel suo ritiro, indebolito dalla malattia, stanco per troppe _fatiche, egli ritrova se stesso nelle lodi alla Vergine-Madre. E Maria di Nazareth la sua luce, la sua guida, la sua stella verso il porto di Cristo, il modello della sua vita spirituale come del suo comportamento storico.Questa è l'opera di Bernardo giovane più significativa della sua personalità. È un'opera ancora acerba, nel senso che le sue varie parti non si fondono perfettamente in un disegno unitario e in un dettato rigoroso, ma è tanto più indicativa. Le novità teologiche, l'altezza spirituale, la bellezza delle immagini convivono in questo testo con sezioni dove la scrittura è più incerta, il pensiero più tradizionale e la tensione mistica sfocata.
Ma il grande Bernardo già si intravede, anzi qui per la prima volta si scopre: il Bernardo che sta diventando una pietra di contraddizione, e insieme un punto di riferimento obbligato per tutto l'Occidente, il personaggio che sa mostrarsi come campione della fede e come seguace dell'umile e dolce Gesù, il figlio di Maria.
Queste Lodi sono un capolavoro proprio per questo: mostrano una totalità di tensione spirituale e letteraria, che rompe gli schemi dell'esegesi e gli schemi dell'omiletica — entro cui l'opera potrebbe configurarsi — per renderla una testimonianza personale, una confessione in poesia.
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