mercoledì 15 novembre 2023

Beato Giulio Bonati

Monsignor Jul Bonati, già membro della Compagnia di Gesù, fu poi vicario generale della diocesi di Durazzo. Al momento dell’arresto da parte della polizia comunista, era parroco di Vlora. Vittima di pesanti torture, assistette monsignor Vinçenc Prennushi, arcivescovo di Durazzo, nella sua agonia. Di lì a poco venne destinato all’ospedale psichiatrico di Durazzo, dove morì il 5 novembre 1951. Compreso nell’elenco dei 38 martiri albanesi capeggiati da monsignor Prennushi, è stato beatificato a Scutari il 5 novembre 2016.

martedì 14 novembre 2023

Beato Isacco della Stella - Gesù, Primogenito tra Molti Fratelli

Dai «Discorsi» del beato Isacco, abate del monastero della Stella.
(Disc. 42; PL 194, 1831-1832)

☩ 

Come il capo e il corpo formano un unico uomo, così il Figlio della Vergine e le sue membra elette costituiscono un solo uomo e l’unico Figlio dell’uomo. Secondo la Scrittura il Cristo totale e integrale è capo e corpo, vale a dire tutte le membra assieme sono un unico corpo, il quale con il suo capo è l’unico Figlio dell’uomo, con il Figlio di Dio è l’unico Figlio di Dio, con Dio è lui stesso un solo Dio. Quindi tutto il corpo con il capo è Figlio dell’uomo, Figlio di Dio, Dio.
    Perciò si legge nel vangelo: Voglio, o Padre, che come io e tu siamo una cosa sola, così anch’essi siano una cosa sola con noi (cfr. Gv 17, 21). Secondo questo famoso testo della Scrittura né il corpo è senza capo né il capo senza corpo, né il Cristo totale, capo e corpo, è senza Dio. Tutto con Dio è un solo Dio. Ma il Figlio di Dio è con Dio per natura, il Figlio dell’uomo è con lui in persona, mentre il suo corpo forma con lui una realtà sacramentale.
    Pertanto le membra autentiche e fedeli di Cristo possono dire di sé, in tutta verità, ciò che egli è, anche Figlio di Dio, anche Dio. Ma ciò che egli è per natura, le membra lo sono per partecipazione; ciò che egli è, lo è in pienezza, esse lo sono solo parzialmente. Infine ciò che il Figlio di Dio è per generazione, le sue membra lo sono per adozione, come sta scritto: «Avete ricevuto uno spirito di figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre!» (Rm 8, 15).
    Secondo questo Spirito «diede loro il potere di diventare figli di Dio» (Gv 1, 12), perché ad uno ad uno siamo ammaestrati, da colui che è il primogenito tra molti fratelli, a dire: «Padre nostro, che sei nei cieli». E altrove: «Salgo al Padre mio e Padre vostro» (Gv 20, 17).
    Infatti per quel medesimo Spirito per cui il Figlio dell’uomo, nostro capo, è nato dal grembo della Vergine, noi rinasciamo dal fonte battesimale figli di Dio, suo corpo. E come egli fu senza alcun peccato, così anche noi otteniamo la remissione di tutti i peccati.
    Come egli portò sulla croce nel suo corpo di carne i peccati di tutto il corpo di carne, così dona a tutto il corpo mistico la liberazione dei peccati per la grazia della rigenerazione. Sta scritto infatti: «Beato l’uomo a cui Dio non imputa alcun male» (Sal 31, 2). Questo uomo beato è senza dubbio Cristo. Egli per il fatto che il capo del Cristo mistico è Dio, rimette i peccati e per il fatto che il capo del corpo è un unico uomo, non ha nulla da farsi perdonare. E poi, anche se il corpo del capo è costituito da molti, niente gli è imputato.
    Egli è giusto in se stesso e giustifica se stesso. Unico salvatore, unico salvato. Egli portò nel suo corpo sulla croce ciò che rimosse dal suo corpo attraverso il battesimo e salva ancora per mezzo della croce e dell’acqua. È Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, che aveva preso su di sé. È sacerdote e sacrificio e Dio. Per questo offrendo sé a se stesso, riconcilia se stesso per mezzo di se stesso con se stesso e inoltre con il Padre e con lo Spirito Santo.

lunedì 13 novembre 2023

Film - Le Monachine (1963)

Due suore del convento di Quercianello, un piccolo paese del Lazio, decidono di andare a Roma per convincere il direttore di una linea aerea a modificare la rotta degli veivoli che, sfiorando quasi il tetto del convento, portano lo scompiglio fra gli alunni e minacciano di mandare in pezzi un prezioso affresco. Suor Celeste e Madre Rachele, accompagnate dal piccolo orfano Damiano e animate da una candida caparbietà, riescono a entrare nella vita privata di Livio Bertana, il direttore generale della compagnia aerea, arrivando fino a casa sua, dove vengono ricevute da Elena, attrice e compagna del direttore. Dopo una serie di peripezie, suor Celeste e Madre Rachele vincono la loro battaglia: gli aerei saranno dirottati, mentre Damiano, l'orfanello, viene adottato da Livio e da Elena che nel frattempo hanno deciso di sposarsi. 

ANNO 1963

PAESE



REGIA Luciano Salce

ATTORI Catherine Spaak, Sylva Koscina, Amedeo Nazzari, Didi Perego, Alberto Bonucci, Giulio Calì

 


Beati Dzidzov, Vicev e Siskov

Martirologio Romano: A Sofia in Bulgaria, beati Pietro Vicev, Paolo (Giuseppe) Džidžov e Giosafat (Roberto Matteo) Šiškov, sacerdoti della Congregazione degli Agostiniani dell’Assunzione, che, ingiustamente accusati di tradimento sotto un regime ateo e gettati in carcere in quanto cristiani, nel loro combattimento mortale meritarono di ricevere la ricompensa di eternità dei fedeli discepoli di Cristo.

domenica 12 novembre 2023

San Margarito Flores Garcia

Nacque a Taxco, Guerrero (Diocesi di Chilapa) il 22 febbraio 1899. Parroco di Atenango del Río, Guerrero (Diocesi di Chilapa). I tre anni trascorsi nel ministero furono sufficienti per conoscere la sua indole sacerdotale. Il Vicario generale della Diocesi lo nominò vicario con funzioni di parroco di Atenango del Rio, Guerrero. Il Padre Margarito si mise all'opera. Fu scoperto, identificato come sacerdote, quando stava per giungere alla meta; fu imprigionato e condotto a Tulimán, Guerrero, luogo in cui venne dato l'ordine di fucilarlo. Il Padre Margarito chiese il permesso di pregare, si inginocchiò per qualche secondo, baciò il suolo e quindi, in piedi, attese gli spari che gli distrussero la testa e lo unirono per sempre a Cristo Sacerdote, il giorno 12 novembre 1927.

Martirologio Romano: Nella città di Tulimán in Messico, san Margherito Flores, sacerdote e martire, che, durante la grande persecuzione contro la Chiesa, fu arrestato per il suo sacerdozio e coronato da glorioso martirio con la fucilazione.

giovedì 9 novembre 2023

Cartone Animato - 04 La Pecorella Smarrita

Le Parabole a Cartoni Animati - 04 La Pecorella Smarrita

☩ 

La parabola della pecora smarrita è una parabola di Gesù raccontata nel Vangelo secondo Matteo (18,12-14) e nel Vangelo secondo Luca (15,3-7). Nel Vangelo secondo Luca è la prima di tre parabole raccontate da Gesù in risposta ai farisei che lo accusavano: "Costui riceve i peccatori e mangia con loro" (Lc 15,2). Ciascuna delle tre parabole si riferisce alla perdita ed al ritrovamento di qualcosa di prezioso (pecora, moneta e figlio). Nel Vangelo secondo Matteo la parabola è collocata all'interno di una serie di insegnamenti rivolti ai suoi discepoli.


mercoledì 8 novembre 2023

Marco, Capitolo 5, Versetti 1-20

E vennero al di là del mare nella regione dei Gerasèni. E uscendo egli dalla barca, subito gli corse incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo, che aveva il domicilio fra i sepolcri, e fino allora nessuno aveva potuto legarlo nemmeno con le catene, poiché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno poteva domarlo. E sempre, giorno e notte, gridava fra i sepolcri e fra i monti e si percuoteva con pietre. Vedendo Gesù da lontano, corse e gli si gettò ai piedi, e gridando a gran voce disse: Che c'è fra me e te, Gesù, Figlio dell'Altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi. Gli diceva infatti: Esci, spirito immondo, da quest'uomo! E lo interrogava: qual è il tuo nome? E gli dice: Il mio nome è legione, poiché siamo molti. E lo scongiurava molto di non cacciarlo fuori dalle regione. Ora, vi era lì, presso il monte, un grande branco di porci che pascolava. E gli spiriti lo scongiurarono: Mandaci nei porci, perché entriamo in essi. E Gesù subito lo concesse loro. E uscendo gli spiriti immondi entrarono nei porci, e con grande impeto il branco precipitò nel mare e annegarono nel mare; erano circa duemila. Coloro che li pascolavano fuggirono e dettero l'annunzio nella città e nei campi: e uscirono per vedere che cosa era accaduto; giungono a Gesù e vedono colui che era stato vessato dal demonio seduto, vestito e sano di mente, ed ebbero timore. E coloro che avevano visto narrarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e il fatto dei porci. E cominciarono a pregarlo di allontanarsi dai loro confini. Mentre risaliva sulla nave, colui che era stato vessato dal demonio cominciò a scongiurarlo di restare con lui. E non glielo permise, ma gli disse: Va a casa tua, dai tuoi e annunzia loro quali grande cose ti ha fatto il Signore e come ha avuto misericordia di te. E se ne andò e cominciò a predicare nella Decapoli quante cose grandi gli aveva fatto Gesù, e tutti ne erano ammirati.

Agostino: Poiché Matteo dice che erano due, mentre Marco e Luca ne ricordano solo uno, devi concludere che uno di loro era una persona più conosciuta, e di cui maggiormente si doleva tutta la contrada. Crisostomo: Oppure sembra che Marco e Luca narrano ciò che era più degno di stupore, e per questo parlano più diffusamente di ciò che accade a lui; segue infatti: e fino allora nessuno aveva potuto legarlo nemmeno con le catene. Parlano dunque semplicemente di un indemoniato, non cercando il numero; oppure affinché venisse maggiormente mostrata la virtù dell'operante. Infatti chi curò solo un tale così venuto, poteva certamente curarne molti altri. E tuttavia qui non si mostra una dissonanza: infatti non dissero che era solo uno, nel quale casa avrebbero contraddetto Matteo. I demoni, poi, abitavano nei sepolcri volendo inculcare in molti la falsa credenza che le anime dei defunti si convertivano in demoni.

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