“Di gran lunga il migliore ed il più addentrato libro mai scritto circa l’insegnamento infallibile della Chiesa Cattolica sulla necessità della Fede Cattolica e del Sacramento del Battesimo per la salvezza”
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Padre Lucien Galan, della Società delle Missioni Estere di Parigi, iniziò il suo ministero a Xichang, nella regione cinese del Sichuan, ma nel novembre 1950 venne catturato e imprigionato, poi posto sotto sorveglianza. Infine venne espulso dalla Cina e arrivò a Hong Kong, dopo un lungo viaggio, nel gennaio 1952. La sua nuova destinazione fu la missione di Pakse in Laos, ma nel 1956 si trasferì tra le popolazioni di etnia kha, minoranza che abitava i villaggi di montagna. Nel febbraio 1960 prese il posto del confratello padre René Dubroux, ucciso l’anno prima, in una zona dove si scontravano fazioni laotiane rivali. Domenica 12 maggio 1968, mentre era accompagnato dagli allievi catechisti Thomas Khampheuane Inthirath e Khamdi alla volta di un villaggio, cadde in un’imboscata: fu trascinato fuori dal suo veicolo e ucciso a colpi d’arma da fuoco, mentre Thomas morì sul colpo, al suo fianco; Khamdi riportò solo qualche ferita. Padre Lucien Galan, Thomas Khampheuane Inthirath e padre René Dubroux sono stati beatificati l’11 dicembre 2016 a Vientiane, nel Laos, insieme ad altri quattordici tra sacerdoti e laici.
Thomas Khampheuane Inthirath ereditò l’incarico di catechista da suo padre, che sua volta aveva succeduto a suo suocero come catechista del villaggio. Già quindicenne fu scelto da padre Lucien Galan, delle Missioni Estere di Parigi, per entrare nella scuola per catechisti a Paksong. Domenica 12 maggio 1968, i due apprendisti catechisti erano incamminati con lui verso un villaggio a quindici chilometri da Pakse, quando furono vittime di un agguato: padre Galan fu trascinato fuori dal suo veicolo e ucciso a colpi d’arma da fuoco, mentre Thomas morì subito, al suo fianco; Khamdi riportò solo qualche ferita. Padre Lucien Galan e Thomas Khampheuane Inthirath sono stati beatificati l’11 dicembre 2016 a Vientiane, nel Laos, insieme ad altri quindici tra sacerdoti e laici.
Ejëll Deda, nativo di Scutari, dopo la formazione nella sua città e a Roma divenne parroco a Bushat, nei pressi di Scutari. Assistette al martirio di padre Giovanni Fausti e dei suoi compagni il 4 marzo 1946. L’anno successivo venne arrestato e condannato a dieci anni di prigione. Segnato dalle torture subite, morì il 12 maggio 1948. Compreso nell’elenco dei 38 martiri albanesi capeggiati da monsignor Vinçenc Prennushi, insieme a padre Fausti e a coloro che furono uccisi con lui, è stato beatificato a Scutari il 5 novembre 2016.
L'Ordine dei poveri cavalieri di Cristo, fondato in Terrasanta agli inizi del XII secolo, è il più noto degli ordini religioso-cavallereschi, insieme all'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni e l'Ordine dei Cavalieri Teutonici. Paolo Mieli e il professor Franco Cardini ripercorrono la storia dei templari fino alla loro improvvisa fine nel XIV secolo. Il servizio originario di tutela dei luoghi santi e dei pellegrini passa in secondo piano col rafforzarsi dell'Ordine, divenuto un vero proprio stato sovrano dipendente esclusivamente dal potere del papa e caratterizzato da un'organizzazione gerarchica estremamente solida e da una produttiva rete logistica di collegamento tra i territori d'Occidente e d'Outremer.
Padre Serafin Koda, al secolo Gjon, fu missionario nelle zone montagnose dell’Albania del Nord e, in seguito, parroco a Lezhë. Fu arrestato nel 1947 con il pretesto di un complotto che avrebbe fomentato, con i suoi fratelli francescani, contro il regime comunista. Rifiutatosi di firmare la testimonianza con cui sarebbe stato giustificato l’arresto degli altri frati, fu torturato per quindici giorni e, infine, gli venne strappata la laringe. Morì quindi l’11 maggio 1947. Compreso nell’elenco dei 38 martiri albanesi, di cui fanno parte altri sei frati e un vescovo francescani, è stato beatificato il 5 novembre 2016 a Scutari.
Dieci Suore di Santa Elisabetta, congregazione nata nel 1842 in Slesia per l’assistenza di malati e poveri, furono uccise da soldati russi nel corso dell’occupazione della Polonia, tra febbraio e marzo 1945. Non tutte riuscirono a preservare la loro verginità, ma lottarono ugualmente per la dignità propria e delle persone a loro affidate. Solo per dieci sorelle fu possibile reperire la documentazione necessaria, ma altre vennero uccise nello stesso periodo e in quella che ebbe i caratteri di un’autentica persecuzione. A capo del gruppo fu posta suor Maria Paschalis Jahn, la più giovane al momento della morte, nonché quella di cui si era conservata meglio la memoria. Le dieci suore furono beatificate l’11 giugno 2022 nella cattedrale di San Giovanni Battista a Breslavia, sotto il pontificato di papa Francesco. La loro memoria liturgica ricorre l’11 maggio, giorno della nascita al Cielo di suor Maria Paschalis.