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Conferenza stampa alla Camera con gli autori, Annalisa Terranova di Libero, gli on. Fabio Raimondo, Grazia di Maggio e Alessandro Amorese. Con contributi di Bone Castellane e dell'on. Carlo Fidanza.
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Conferenza stampa alla Camera con gli autori, Annalisa Terranova di Libero, gli on. Fabio Raimondo, Grazia di Maggio e Alessandro Amorese. Con contributi di Bone Castellane e dell'on. Carlo Fidanza.
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“Le donne al sepolcro”, mosaico, VI secolo. Ravenna, |
Si può fare iniziare la storia dell’architettura cristiana con una pietra rotolata via, che fa intuire ciò che è successo a Cristo, e che spinge alla sua ricerca.
Mini serie di teleprediche domenicali per il programma "La banda Dello Zecchino" Rai Uno 2002.
Prodotto da Azimuth Film Franco
Pannacci
Regia e animazioni di Alvise Renzini
Montaggio
Benedetto Lanfranco
Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo pistico di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest'olio a più di trecento denari e darli ai poveri! Ed erano infuriati contro di lei. Allora Gesù disse: Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un'opera buona; i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, ma non sempre avrete me. Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere, anticipando l'unzione del mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto.
Beda: Dice di Simone il lebbroso non perché fosse lebbroso in quel tempo, ma perché lebbroso prime, fu poi mondato dal Salvatore, rimanendo il nome di prima affinché apparisse la virtù del curatore.
Beda: L'alabastro è una specie di marmo bianco, venato di differenti sfumature, che si suole usare ordinatamente per farne dei vasi per contenere profumi, a motivo della proprietà che si riconosce ad essi di mantenerli incorruttibili. In nardo è un arbusto aromatico di una radice, si dice, molto grassa e sviluppata, ma di una ramo piccolo e fragile. Pur essendo grasso, questo arbusto ha un profumo come il cipresso; di un gusto aspro, con una foglia piccola e spessa, e il suo ramo termina in una spina. Coloro che compongono i profumi trovano dunque nel nardo due cose da celebrare, le foglie e le spighe; ed è di questo nardo che parla Marco dicendo: olio di nardo pistico di gran valore; in quanto cioè quell'unguento che Maria portò al Signore non era solo fatto della radice del nardo, ma anche dalle sue foglie e dalle sue spighe, e presentava di conseguenza più proprietà e più profumi riuniti insieme, cosa che lo rendeva molto più prezioso.
Girolamo: In senso mistico, Simone è la figura innanzitutto dell'anima infedele e poi dell'anima fedele; e questa donna col suo vaso, della fede della Chiesa che dice (Ct 1,11): «Il mio nardo ha dato il suo profumo». Il nardo è detto un nardo fedele, vale a dire pistico e prezioso; la casa che è stata riempita di quell'odore di questo profumo è il cielo e la terra. Il vaso che è stato rotto è il desiderio carnale che si rompe contro questa testa che rende tutto il corpo perfettamente unito, al momento in cui il capo dei cristiani si siede, ossia si umilia perché questa peccatrice credente possa toccarlo. Ella si eleva dai piedi alla testa, e discende mediante la fede dalla testa ai piedi, cioè va da Cristo alle sue membra.
Complice l’abbassamento delle acque del lago di Tiberiade, sono emerse
le strutture portuali sulle quali probabilmente transitavano Gesù e gli
apostoli.
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Solco (titolo originale: Surco) è una delle opere più celebri di San Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore dell'Opus Dei. Pubblicato postumo nel 1986, il libro raccoglie 1.000 punti di meditazione pensati per accompagnare il cristiano nella sua vita interiore e nel suo impegno nel mondo.
Insieme a Cammino e Forgia, forma una trilogia spirituale che guida il lettore verso una preghiera contemplativa immersa nelle attività quotidiane.
"I giorni dell'Impero" è un vero e proprio romanzo di formazione: i protagonisti si trovano a viaggiare dalla Roma Imperiale fino alla Palestina, ognuno perseguendo un proprio, nobile obiettivo. Una sacra reliquia della Cristianità li unirà in questo incredibile viaggio...
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Oggi 17 Marzo si celebra la festa di
San Patrizio. Una delle feste più goliardiche del calendario
cristiano. Ma chi era in realtà l'uomo e quali le leggende legate al
suo nome?
+ 1. Cor Jesu sacratissimum, miserere nobis. 2. Cuor di Gesù, tutto infiammato d’amore per noi, infiammate il nostro cuore d’amore per Voi. 3. Gesù mite ed umile di cuore, rendete il mio cuore simile al vostro. 4. Cuor di Gesù, confido in Voi. 5. Amato sia dappertutto il Sacro Cuore di Gesù. 6. Sacro Cuore di Gesù, venga il tuo regno. 7. Cuore divino di Gesù, convertite i peccatori, salvate i moribondi, liberate le anime sante del purgatorio. 8. Sacro Cuore di Gesù, credo al tuo amore per me. 9. Gloria, amore e riconoscenza, al Sacro Cuore di Gesù. 10. Dolce Cuore di Gesù, abbiate pietà di noi e dei nostri fratelli erranti. 11. Tutto per Voi, Cuor Sacratissimo di Gesù. 12. Sacro Cuore di Gesù, siate conosciuto, siate amato, siate imitato. 13. Sacro Cuore di Gesù, proteggete le nostre famiglie. 14. Dolce Cuore di Gesù, siate il mio amore. 15. Sacro Cuore di Gesù, io mi dono a Voi per mezzo di Maria. 16. Sacro Cuore di Gesù, ch’io vi ami e vi faccia amare. 17. Sacro Cuore del mio Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più. 18. Sacro Cuore di Gesù, confortato dalla Vostra Agonia da un Angelo, confortateci nelle nostre agonie. 19. Sacro Cuore di Gesù ti amo! Convertite i poveri bestemmiatori. 20. Dolcissimo Cuore di Gesù, fate che la pace, frutto della giustizia e della carità, regni nel mondo. 21. Provvidenza divina del Cuore di Gesù, provvedeteci. 22. Dolce Cuor del mio Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più; dolce Cuore di Maria, siate la salvezza dell’anima mia. 23. Cuore Eucaristico di Gesù, abbiate pietà di noi. 24. Cuore Eucaristico di Gesù, accrescete in noi la fede, la speranza, la carità! Così sia. +
28 ottobre del 312 d.C.: Costantino batte Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio. Le sue truppe portano la croce sulle loro insegne, si dice dopo una visione da parte di quello che sarebbe diventato uno dei più importanti regnanti dell'Impero Romano.
Le lettere di San Giovanni di Dio (1495-1550), fondatore dei Fatebenefratelli, sono scritti spirituali intensi focalizzati sulla carità, la cura dei malati e l'amore per Cristo. In particolare, sei lettere chiave approfondiscono i temi della misericordia, dell'elemosina e dell'assistenza ai più bisognosi.
Potete trovare le lettere Qui
Link Pdf Qui
La Temple Church di Londra si erge come uno dei più straordinari palimpsesti della storia europea, dove nove secoli di vicende umane si sono stratificati in pietra, legno e memoria. Situata nel cuore del distretto legale londinese, questa chiesa rappresenta molto più di un semplice edificio religioso: è testimone vivente del passaggio dalle Crociate medievali alla modernità, dalla spiritualità templare alla pragmatica giustizia britannica. La storia inizia nel 1118, quando un gruppo di cavalieri cristiani fondò quello che sarebbe diventato l'ordine dei Poveri Compagni d'Armi di Cristo e del Tempio di Salomone. Questi uomini, noti semplicemente come Templari, si dedicarono alla protezione dei pellegrini lungo le pericolose rotte verso la Terra Santa, assumendo i tradizionali voti monastici di povertà, castità e obbedienza, cui aggiunsero un quarto voto di protezione dei fedeli. Nel 1162, quando l'ordine aveva già acquisito notevole potere e ricchezza attraverso la gestione delle rotte commerciali mediorientali, decisero di costruire la loro base londinese seguendo un modello architettonico tanto ambizioso quanto simbolico: una pianta circolare ispirata dalla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, che conferì all'edificio proprietà acustiche eccezionali e trasformò l'architettura in manifesto politico-religioso.
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Mini serie di teleprediche domenicali per il programma "La banda Dello Zecchino" Rai Uno 2002
Prodotto da Azimuth Film Franco Pannacci
Regia e animazioni di Alvise Renzini
Montaggio Benedetto Lanfranco
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Prendete, Signore, e ricevete tutta la mia libertà, la mia memoria, il mio intelletto e tutta la mia volontà, ogni mio avere e ogni mio possesso, voi me le deste, a voi, Signore, lo rendo; tutto è vostro, disponete secondo la vostra volontà, datemi il vostro amore e la vostra grazia, chè questa mi basta.
E se Gesù stesso vi raccontasse come è morto ognuno dei suoi 12 discepoli?
In questo cupo cortometraggio anime, Gesù racconta i brutali momenti finali dei suoi seguaci più intimi: dal tradimento e dalla persecuzione alla tortura, alle esecuzioni e al martirio. Si tratta di una rivisitazione cinematografica ispirata alla storia biblica e alle antiche tradizioni cristiane, reinterpretata in stile anime per adulti con un tono intenso ed emotivo.
Questo non è un documentario. È un'esperienza narrativa: un mix di fede, dramma e immaginazione, che esplora ciò che i discepoli potrebbero aver dovuto affrontare per rimanere fedeli a Lui fino alla fine. L'obiettivo è farvi riflettere sul vero costo di seguire Gesù in un mondo ostile.
La storia della vita di santa Chiara da Assisi, che lasciò la sua ricca famiglia di origine per farsi suora dopo essere stata folgorata dall'insegnamento di San Francesco.
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La storia di Chiara e Francesco è
entusiasmante. Riscoprire la dimensione politica, oltre che spirituale,
della “radicalità” delle loro vite – la povertà; la scelta di condurre
un’esistenza sempre dalla parte degli ultimi, ai margini di una società
ingiusta; il sogno di una vita di comunità senza gerarchie e meccanismi
di potere – significa riflettere sull’impatto che il francescanesimo ha
avuto sul pensiero laico, interrogandosi con rispetto sul mistero della
trascendenza. La vita di Chiara, meno conosciuta di quella di Francesco,
ci restituisce l’energia del rinnovamento, l’entusiasmo contagioso
della gioventù, ma anche la drammaticità che qualunque rivoluzione degna
di questo nome porta con sé (Susanna Nicchiarelli).
https://www.raiplay.it/programmi/chiara
Una pietra con iscrizione in greco della fine del periodo bizantino è stata scoperta nel Parco Nazionale di Nitzana, nel Negev. Si tratta di una pietra circolare, piatta, di circa 25 centimetri di diametro, utilizzata come lapide in uno dei cimiteri ai margini dell'antico insediamento.
L'iscrizione è stata decifrata dalla Dott.ssa Leah Di Segni dell'Università Ebraica di Gerusalemme e fa riferimento alla "Beata Maria, che ha vissuto una vita immacolata". La pietra risale alla fine del VI - inizi del VII secolo d.C.
Nitzana
è rinomata come sito chiave per la ricerca sulla transizione tra il
periodo bizantino e il primo periodo islamico. Durante il V ed il VI
secolo d.C., Nitzana costituiva il punto di riferimento per villaggi ed
insediamenti delle vicinanze.
Aveva anche una fortezza militare, chiese, un monastero ed una stazione di sosta che veniva utilizzata dai pellegrini cristiani che si recavano a Santa Caterina, nel deserto del Sinai. Nitzana venne fondata intorno al III secolo a.C.,
come stazione stradale nabatea su un'importante rotta commerciale.
Venne abitata, in modo intermittente, per circa 1300 anni, fino a quando
venne abbandonata nel X secolo d.C. ed il suo nome venne dimenticato.
Gli scavi archeologici degli anni '30 del secolo scorso hanno portato alla luce un archivio contenente dei papiri ed il nome "Nessana",
inciso su una pietra funeraria. Si sa molto poco dei cimiteri che
dovevano sorgere intorno a Nitzana. Il ritrovamento della pietra
funeraria potrebbe apportare nuove e significative conoscenze in merito,
facendo luce anche sui confini dell'insediamento stesso che, ad oggi,
non sono stati ancora ben definiti.
Scopri la straordinaria storia di San Gabriele dell'Addolorata, il santo che a 18 anni lasciò tutto per seguire Cristo e morì a soli 24 anni, diventando in pochi decenni il patrono della Gioventù Cattolica Italiana e uno dei santi più amati dai giovani.
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22 agosto 1856. Una processione a Spoleto. La Madonna passa tra la folla e i loro occhi si incontrano. Francesco Possenti, ragazzo bello, ricco, amato, sente una voce: "Francesco, che stai a fare nel mondo? Tu non sei fatto per il mondo. Segui la tua vocazione". Da quel momento, nulla sarà più come prima.
Tratto dal Corriere dei Ragazzi nº 20 del 18 maggio 1975.
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Questo Fumetto, con i disegni di Milo Manara, ci parla della storia di Marcantonio Bragadin, il Serenissimo della Repubblica di Venezia, che lottò contro gli invasori islamici ottomani.
Link clicca Qui
Bel documentario che ci parla dell'Irlanda cattolica e San Patrizio.
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Regia e Testi Luigi Boneschi- Riprese Willy Tonna, Massimo Lenzi- Montaggio Ivan Zuccon- Organizzazione e Traduzione Kieran Troy.
Dalla «Lettera della
chiesa di Smirne sul martirio di san Policarpo»
(13, 2-15, 3;
Funk, Patres apost. 1, 297-299)
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Quando il rogo fu pronto,
Policarpo si spogliò di tutte le vesti e, sciolta la cintura,
tentava anche di togliersi i calzari, cosa che prima non faceva,
perché sempre tutti i fedeli andavano a gara a chi più celermente
riuscisse a toccare il suo corpo. Anche prima del martirio era stato
trattato con ogni rispetto, per i suoi santi costumi. Subito fu
circondato di tutti gli strumenti che erano stati preparati per il
suo rogo. Ma quando stavano per configgerlo con i chiodi disse:
«Lasciatemi così: perché colui che mi dà la grazia di sopportare
il fuoco mi concederà anche di rimanere immobile sul rogo senza la
vostra precauzione dei chiodi». Quelli allora non lo confissero con
i chiodi ma lo legarono.
Egli dunque, con le mani dietro la
schiena e legato, come un bell'ariete scelto da un gregge numeroso,
quale vittima accetta a Dio preparava per il sacrificio, levando gli
occhi al cielo disse: «Signore, Dio onnipotente, Padre del tuo
diletto e benedetto Figlio Gesù Cristo, per mezzo del quale ti
abbiamo conosciuto; Dio degli Angeli e delle Virtù, di ogni creatura
e di tutta la stirpe dei giusti che vivono al tuo cospetto: io ti
benedico perché mi hai stimato degno in questo giorno e in quest'ora
di partecipare, con tutti i martiri, al calice del tuo Cristo, per la
risurrezione dell'anima e del corpo nella vita eterna,
nell'incorruttibilità per mezzo dello Spirito Santo. Possa io oggi
essere accolto con essi al tuo cospetto quale sacrificio ricco e
gradito, così come tu, Dio senza inganno e verace, lo hai preparato
e me l'hai fatto vedere in anticipo e ora l'hai adempiuto.
Per
questo e per tutte le cose io ti lodo, ti benedico, ti glorifico
insieme con l'eterno e celeste sacerdote Gesù Cristo, tuo diletto
Figlio, per mezzo del quale a te e allo Spirito Santo sia gloria ora
e nei secoli futuri. Amen». Dopo che ebbe pronunciato l'Amen e
finito di pregare, gli addetti al rogo accesero il fuoco. Levatasi
una grande fiammata, noi, a cui fu dato di scorgerlo perfettamente,
vedemmo allora un miracolo e siamo stati conservati in vita per
annunziare agli altri le cose che accaddero.
Il fuoco si dispose a
forma di arco a volta come la vela di una nave gonfiata dal vento e
avvolse il corpo del martire come una parete. Il corpo stava al
centro di essa, ma non sembrava carne che bruciasse, bensì pane
cotto oppure oro e argento reso incandescente. E noi sentimmo tanta
soavità di profumo, come di incenso o di qualche altro aroma
prezioso.
Un'epica ricostruzione storica che ripercorre la straordinaria ascesa e caduta dell'Ordine dei Cavalieri Teutonici, dalla loro nascita durante le Crociate del XII secolo fino alla dissoluzione nel 1525. Diretto dal regista polacco Christophe Talczewski, questo documentario è frutto di una coproduzione europea tra il canale franco-tedesco Arte e la casa di produzione polacca Gastonik Film.
Il racconto inizia nel 1189 con l'assedio di San Giovanni d'Acri, dove mercanti tedeschi di Brema creano un ospedale improvvisato che darà vita all'Ordine Teutonico. Sotto la guida del visionario Hermann von Salza, l'ordine si trasforma da semplice confraternita caritativa in una delle più influenti potenze militari d'Europa. La narrazione segue l'espansione dell'ordine dall'Ungheria alla Prussia, dove i cavalieri costruiscono uno stato modello con un'amministrazione efficiente, un sistema postale avanzato e fortezze innovative. Il documentario culmina con la battaglia di Grunwald nel 1410, punto di svolta che segna l'inizio del declino teutonico, fino alla definitiva secolarizzazione sotto Alberto di Brandeburgo nel 1525.
Cari fratelli e sorelle,
durante le catechesi di questi mercoledì sto trattando di alcune grandi figure della vita della Chiesa fin dalle sue origini. Oggi vorrei soffermarmi su una delle più significative personalità del secolo XI, san Pier Damiani, monaco, amante della solitudine e, insieme, intrepido uomo di Chiesa, impegnato in prima persona nell’opera di riforma avviata dai Papi del tempo. Nacque a Ravenna nel 1007 da famiglia nobile, ma disagiata. Rimasto orfano di ambedue i genitori, visse un’infanzia non priva di stenti e di sofferenze, anche se la sorella Roselinda si impegnò a fargli da mamma e il fratello maggiore Damiano lo adottò come figlio. Proprio per questo sarà poi chiamato Piero di Damiano, Pier Damiani. La formazione gli venne impartita prima a Faenza e poi a Parma, dove, già all’età di 25 anni, lo troviamo impegnato nell’insegnamento. Accanto ad una buona competenza nel campo del diritto, acquisì una raffinata perizia nell’arte del comporre – l’ars scribendi – e, grazie alla sua conoscenza dei grandi classici latini, diventò “uno dei migliori latinisti del suo tempo, uno dei più grandi scrittori del medioevo latino” (J. Leclercq, Pierre Damien, ermite et homme d’Église, Roma 1960, p. 172).
Si distinse nei generi letterari più diversi: dalle lettere ai sermoni, dalle agiografie alle preghiere, dai poemi agli epigrammi. La sua sensibilità per la bellezza lo portava alla contemplazione poetica del mondo. Pier Damiani concepiva l'universo come una inesauribile “parabola” e una distesa di simboli, da cui partire per interpretare la vita interiore e la realtà divina e soprannaturale. In questa prospettiva, intorno all’anno 1034, la contemplazione dell’assoluto di Dio lo spinse a staccarsi progressivamente dal mondo e dalle sue realtà effimere, per ritirarsi nel monastero di Fonte Avellana, fondato solo qualche decennio prima, ma già famoso per la sua austerità. Ad edificazione dei monaci egli scrisse la Vita del fondatore, san Romualdo di Ravenna, e s’impegnò al tempo stesso ad approfondirne la spiritualità, esponendo il suo ideale del monachesimo eremitico.
Sulla Via Appia nel complesso cimiteriale dove sono sepolti decine di martiri, moltissimi cristiani e ben 16 pontefici, è stata restaurata la celebre transenna marmorea che conserva la più antica menzione del vescovo di Roma.
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Nonostante le centinaia di visitatori che ogni giorno affollano le gallerie ipogee della Catacomba di San Callisto, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra ha avviato negli ultimi mesi un ambizioso programma di valorizzazione, destinato all’apertura al pubblico del settore delle tombe dei papi Gaio (283-296) ed Eusebio (309), ora solo parzialmente visitabile, e di quello attiguo, assai notevole per le originali soluzioni architettoniche dei suoi cubicoli, conosciuto con la denominazione storica di santa Sotere, celebre martire antenata di S. Ambrogio. Nell’ambito di questo vasto progetto di recupero, si è intrapreso il restauro della transenna marmorea con l’iscrizione del diacono Severo, sotto la direzione scientifica di chi scrive e ricorrendo alla competenza di Carlo Usai.
Tale manufatto fu rinvenuto alla metà circa dell’Ottocento da Giovanni Battista de Rossi, negli anni degli scavi e delle scoperte nel comprensorio callistiano della via Appia antica, anni che segnarono la nascita della moderna archeologia cristiana. Al celebre studioso romano fu da subito chiaro che la transenna chiudeva l’arcosolio della parete di fondo dell’ambiente nel quale venne ritrovata, proprio quel «cubiculum duplex cum arcisoliis et luminare» («cubicolo doppio con arcosoli e lucernario») descritto nell’iscrizione.
Il restauro ha accentuato i segni inequivocabili del primitivo utilizzo del marmo, vale a dire l’epigrafe incisa sul retro, dimostrando l’appartenenza del manufatto all’economia del reimpiego, il quale nella sua precedente vita era destinato a un monumento funerario pagano. Proprio per questo, dopo la scoperta la lastra fu montata su una base di travertino dotata di un perno metallico girevole, così da consentirne la visione a 360°. Ma c’è di più: alcune sofisticate fotografie al microscopio eseguite durante il restauro hanno consentito di appurare l’autenticità della rubricatura delle lettere, rimasta intatta nei secoli, quale espediente decorativo particolarmente utile nella penombra degli spazi catacombali.
Forgia è un libro di spiritualità di san Josemaría Escrivá, pubblicato postumo nel 1987. Composto da 1055 brevi punti, funge da guida per la meditazione e la vita cristiana, concentrandosi sulla lotta interiore e la santificazione quotidiana nel lavoro e nelle circostanze ordinarie.
Aspetti chiave di Forgia:
Struttura: Il libro è organizzato in capitoli che tracciano un percorso spirituale: dalle folgorazioni iniziali alla lotta, passando per la sconfitta, il pessimismo, la ripresa, il lavoro, fino alla fecondità e all'eternità.
Obiettivo: Desidera infiammare le anime nell'Amore divino, lavorandole "col fuoco e col martello" per trasformarle in gioielli per Dio.
Tematiche: Enfasi sulla santità nel quotidiano, l'audacia nella fede, la necessità della preghiera, l'ottimismo cristiano e la gioia anche nelle difficoltà.
Dell'aurora tu sorgi più
bella,
coi tuoi raggi a far lieta la terra,
e tra gli astri che
il cielo rinserra
non v'è stella più bella di te.
Bella
tu sei qual sole,
bianca più della luna,
e le stelle più
belle
non son belle al par di Te.
Gli
occhi tuoi son più belli del mare,
la tua fronte ha il colore del
giglio,
le tue gote baciate dal Figlio
son due rose, le labbra
son fior.
T'incoronano
dodici stelle,
al tuo piè piegan l'ali del vento,
della luna
s'incurva l'argento,
il tuo manto ha il colore del ciel.
De
le perle Tu passi l'incanto,
la bellezza Tu vinci dei fiori,
Tu
dell'iride eclissi i bagliori,
il tuo viso rapisce il Signor.
Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, detta di Lisieux, al secolo Thérèse Françoise Marie Martin (Alençon, 2 gennaio 1873 – Lisieux, 30 settembre 1897), è stata una religiosa scalza del Carmelo di Lisieux. Beatificata nel 1923, fu proclamata santa da papa Pio XI il 17 maggio 1925.
L'impatto delle sue pubblicazioni postume, tra cui Storia di un'anima pubblicata poco tempo dopo la sua morte, è stato notevole. La novità della sua spiritualità, chiamata anche teologia della "piccola via", dell'infanzia spirituale, ha ispirato numerosi credenti. Teresa propone di ricercare la santità, non nelle grandi azioni, ma negli atti quotidiani anche i più insignificanti, a condizione di compierli per amore di Dio.
A dialogo con Daniele Borderi, segretario nazionale dell’associazione cattolica Templari Oggi APS, ramificata in molte parti del mondo per garantire la sicurezza ai fedeli nei luoghi di culto cattolico. Il proficuo dialogo si è tenuto nella Cappella della stazione Termini di Roma, dove il servizio dei volontari Templari assicura l’ordine e il decoro dei luoghi sacri. In questo momento tale servizio, di fatto, si pone in sinergia con le sensibilità securitarie del governo italiano che, proprio a Roma Termini, ha aumentato il personale delle Forze dell’ordine e le dotazioni strumentali di pubblica difesa e deterrenza.
Nel videograffio le domande rivolte ai Templari affrontano i temi della odierna “templarità” (un neoluigismo), della difesa della tradizione, della battaglia per il riconoscimento delle radici cristiane nei più alti testi normativi dell’Unione europea. Ma anche il tema della battaglia culturale internazionale che occorre organizzare contro l’allarmante alleanza tra il wokismo e il radicalismo islamista, per promuovere una autentica civiltà del benessere materiale e spirituale.
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La
persona impudica afferma: quindi, i peccati contro la purezza non sono
che un male minore. Proprio come... "La scrofa torna a voltolarsi nel
fango" (2 Pietro 2:22), si ritrova immersa nella propria sporcizia
(impurità), così non vede la malvagità delle sue azioni e, pertanto, non
sente né aborrisce il cattivo odore delle sue impurità, che produce
disgusto e orrore in tutti gli altri.
San
Tommaso d'Aquino afferma: che a causa di tutte le dipendenze, in
particolare della dipendenza dall'impurità, le persone sono separate da
Dio. Inoltre, i peccati di impurità, in virtù del loro gran numero, sono
un grande male.
San Tommaso
insegna che questo è un peccato mortale perché è un insulto al Dio
infinito, contenente una certa infinità di malizia. Un bestemmiatore non
bestemmia sempre, ma solo quando è ubriaco o provocato dall'ira. Un
assassino, il cui compito è uccidere gli altri, generalmente non
commette più di otto o dieci omicidi, ma gli impuri sono colpevoli di un
flusso incessante di peccati – attraverso pensieri, parole, sguardi,
indulgenza e contatto – tanto che, quando vanno a confessarsi, trovano
impossibile dichiarare il numero di peccati commessi contro la purezza.
Secondo
San Gregorio, dall'impurità derivano cecità di comprensione,
distruzione, odio di Dio e disperazione per la vita eterna.
Sant'Agostino afferma che, sebbene gli impuri invecchino, la loro
dipendenza dall'impurità non lo fa. Ecco perché San Tommaso d'Aquino
afferma che non c'è peccato in cui il diavolo si diletti tanto quanto in
questo peccato, perché non c'è altro peccato a cui la natura si
aggrappi con tanta tenacia. Si aggrappa così saldamente alla dipendenza
dall'impurità che l'appetito per i piaceri carnali è insaziabile.
Va'
ora e di' che il peccato di impurità non è che un male minore. Al
momento della morte, non lo dirai; Tutti i peccati di questo tipo ti
appariranno come un mostro infernale. San Remigio scrive che, fatta
eccezione per i bambini, il numero degli adulti salvati è piccolo a
causa dei peccati della carne. Secondo questa dottrina, fu rivelato a
un'anima santa che, proprio come l'orgoglio riempiva l'inferno di
demoni, l'impurità riempiva l'umanità.
Cari
fratelli e sorelle, continuiamo a pregare Dio di liberarci da questa
dipendenza, altrimenti perderemo la nostra anima. Il peccato di impurità
porta con sé cecità e ostinazione. Tutte le dipendenze offuscano la
comprensione, ma l'impurità ne produce una quantità maggiore di tutti
gli altri peccati.
Sant'Alfonso Maria de' Liguori, nel Sermone sull'impurità.
Racconto tratto dall'antico libro rinascimentale di Girolamo Catena sulla vita di San Pio V, il papa che segnò la storia con la celebre Battaglia di Lepanto, salvando la cristianità d'Occidente dall'invasione ottomana grazie alla costituzione della Lega Santa. Con il Concilio di Trento, affrontò le eresie del tempo, dando impulso a una profonda riforma della Chiesa. Di carattere riservato, timoroso e umile, ma al tempo stesso deciso, riflessivo, saggio e determinato, questo racconto offre un affascinante viaggio nel passato, riscoprendo una fede autentica. La narrazione esplora l'austerità e la forza di un uomo che osò sfidare i potenti del suo tempo, pronto, secondo le sue parole, a versare il proprio sangue per la causa della Santa Romana Chiesa Cattolica Apostolica e per la salvezza delle anime.
☩
Signor mio Gesù Cristo, voi in questo viaggio andaste con tanto amore a morire per me, ed io tante volte vi ho voltate le spalle; ma ora vi amo con tutta l'anima mia, e perché vi amo, mi pento di vero cuore d'avervi offeso.
Perdonatemi e permettetemi ch'io venga ad accompagnarvi in questo viaggio. Voi andate a morire per amor mio, voglio venire anch'io con voi a morire per amor vostro, amato mio Redentore. Gesù mio, sempre unito con voi voglio vivere e morire.
Scopri la meravigliosa storia delle apparizioni della Madonna di Lourdes in Francia, raccontata in un cartoon educativo per bambini. Un video dolce e colorato che spiega ai più piccoli chi era Santa Bernadette Soubirous, come la Vergine Maria le apparve a Lourdes molte volte dall’11 febbraio, oggi una giornata importante per tutti i cattolici e i malati.
È uscito, per la D’Ettoris Editori di Crotone, una nuova biografia di san José Sánchez del Río, il giovane alfiere dei cristeros di Sahuayo, nello Stato messicano di Michoacán, ucciso in odium fidei da miliziani filo-governativi nel 1928.
Ne è autore padre Luis Laureán Cervantes, della Congregazione dei Legionari di Cristo, concittadino del santo, che narra, sulla base di documenti originali degli archivi messicani e di interviste con protagonisti della guerra cristera e, addirittura, con uno dei carnefici di san José, la vicenda del giovanetto dalla scelta di entrare nelle fila dell’Esercito Liberatore, formato da cattolici, soprattutto contadini, fino al martirio. L’Esercito Liberatore, chiamato con disprezzo dal nemico “cristeros”, termine ormai entrato nell’uso comune, era intenzionato a difendere nel Messico del 1926-1929 la libertà di religione che il governo massonico restringeva ogni giorno di più con mezzi violenti fino alla confisca delle chiese, alla persecuzione dei sacerdoti e alla proibizione di ogni attività religiosa. José sarà alfiere della formazione cristera della sua zona e parteciperà a diversi combattimenti: caduto in un agguato delle truppe governative, per aver ceduto il suo cavallo al comandante del reparto per consentirgli di sottrarsi alla cattura, finirà imprigionato e, dopo una lunga e tormentosa attesa e numerosi tentativi di fargli abiurare alla sua scelta di militare con l’esercito cristero, sarà torturato e infine ucciso, andando ad aggiungersi alla folta schiera dei martiri messicani di Cristo Re, che a partire da san Giovanni Paolo II, hanno iniziato a salire agli altari. Beatificato nel 2005 è stato canonizzato il 16 ottobre 2016.
Il volume — già uscito in edizione messicana, spagnola e polacca —,
ricco di fatti finora poco conosciuti, è corredato da documenti di
magistero e da immagini a colori, e si rivela particolarmente adatto per
la formazione cristiana dei giovani.
Luis Laureán Cervantes, Un piccolo testimone di Cristo Re. San José Sánchez del Río, martire
cristero, prefazioni di Oscar Sanguinetti e di Emilio Martínez Albesa,
traduzione ed edizione italiana di Oscar Sanguinetti, D’Ettoris Editori,
Crotone 2017, 164 pp., € 15,90.
Quando scende la sera su 𝗠𝘂̈𝗻𝘀𝘁𝗲𝗿 e la città si addormenta, nella torre della chiesa di 𝗦𝗮𝗻 𝗟𝗮𝗺𝗯𝗲𝗿𝘁𝗶 risuonano ancora dei passi. Da più di seicento anni, ogni sera, qualcuno sale quei trecento gradini per vegliare sulla città. È un rituale che collega il presente al passato più remoto, una tradizione che racconta molto di più di quanto si possa immaginare.
"𝗟𝗮 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗧𝗼𝗿𝗿𝗶" ci invita in un viaggio inaspettato attraverso il tempo, sfatando il mito del "𝗯𝘂𝗶𝗼 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗼𝗲𝘃𝗼" per mostrarci invece come quel periodo storico abbia forgiato la prosperità e l'identità di Münster. Non è la solita rievocazione storica: è piuttosto uno sguardo intimo su come le radici medievali continuino a nutrire la vita moderna di questa affascinante città della 𝗪𝗲𝘀𝘁𝗳𝗮𝗹𝗶𝗮.
Al centro di questa narrazione c'è 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗵𝗷𝗲 𝗦𝗮𝗹𝗷𝗲́, la prima donna nella storia a ricoprire l'antico incarico di 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗼𝗿𝗿𝗲. Con la sua passione contagiosa per la storia cittadina, ci accompagna in una riflessione sul significato profondo di questo ruolo che, ieri come oggi, rappresenta la vigilanza e la protezione della comunità. Le sue fotografie impressionanti catturano Münster dall'alto, rivelando la struttura urbanistica che si è sviluppata attorno al 𝗗𝘂𝗼𝗺𝗼 e che ancora oggi definisce il carattere della città.
Ma Münster nel Medioevo non era solo una città di preghiere e tradizioni religiose. Era un 𝗰𝗿𝗼𝗰𝗲𝘃𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 di importanza europea, dove imprenditori lungimiranti tessevano rotte che si estendevano fino alla lontana 𝗡𝗼𝘃𝗴𝗼𝗿𝗼𝗱, in Russia. Il documentario ci presenta 𝗝𝗼𝗵𝗮𝗻𝗻, un giovane mercante di tessuti che rappresenta quella generazione di münsterani del 𝗫𝗜𝗩 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 che seppe trasformare la propria città in un nodo cruciale del commercio internazionale. Attraverso le sue vicende, scopriamo come nascesse la ricchezza che ancora oggi caratterizza il famoso 𝗣𝗿𝗶𝗻𝘇𝗶𝗽𝗮𝗹𝗺𝗮𝗿𝗸𝘁, il "salotto buono" della città.
Accanto a questo mondo di commerci e prosperità, il film svela un aspetto meno conosciuto ma altrettanto significativo della Münster medievale: l'esistenza delle 𝗯𝗲𝗴𝗵𝗶𝗻𝗲, comunità di donne che scelsero di vivere secondo i valori cristiani senza però prendere i voti monastici. 𝗠𝗮𝗿𝗴𝗮𝗿𝗲𝘁𝗮, la giovane beghina protagonista di questa parte della narrazione, ci mostra un modello di vita alternativo per l'epoca, dove le donne gestivano autonomamente le proprie esistenze dedicandosi alla cura dei 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮 e dei più bisognosi.
Quello che emerge è un ritratto sfaccettato di una società medievale tutt'altro che primitiva o arretrata. I münsterani del Medioevo erano persone concrete, pragmatiche, capaci di 𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀. Erano commercianti che sapevano guardare oltre i confini regionali, donne che rivendicavano spazi di autonomia, artigiani specializzati come i 𝘁𝗶𝗻𝘁𝗼𝗿𝗶 che custodivano gelosamente i segreti della 𝘁𝗶𝗻𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗯𝗹𝘂.
O gloriosa Vergine e Martire sant'Agata, voi che sin dalla prima età consacraste a Dio la mente e il cuore, voi che imitaste l'Agnello immacolato nella esimia purezza della vita, nell'esercizio delle più eroiche virtù e nella lotta gloriosa del martirio; deh! pregate per noi, otteneteci di rassomigliarvi. Che la fede divina illumini la nostra mente e muova le nostre azioni! Che siamo dappertutto cristiani, senza rispetto umano! Che otteniamo per i vostri meriti, il trionfo sulle nostre ree passioni e sugli assalti di satana! Che raggiungiamo il fine per cui Dio ci creò e ci redense, la beata corona del Paradiso. Così sia.
Dal Martirologio Romano:
A Fiesole in Toscana, sant'Andrea Corsini, vescovo, dell'Ordine dei Carmelitani: insigne per la sua vita austera e per l'assidua meditazione delle sacre Scritture, restaurò i conventi devastati dalla peste e governò con saggezza la sua Chiesa, portando conforto ai poveri e riconciliando i nemici .
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Di nobile nascita, dopo una giovinezza dissoluta maturò la decisione di diventare un frate carmelitano e nel 1318 venne ammesso al noviziato nel convento di Firenze: nel 1328 fu ordinato sacerdote e venne inviato a Parigi per approfondire gli studi teologici e filosofici; fu poi ammesso alla corte pontificia di Avignone.
Tornò dal soggiorno parigino irrobustito non solo culturalmente, ma anche nello spirito: durante il viaggio, narrano i suoi biografi, operò alcune prodigiose guarigioni. Tornò a Firenze quando imperversava l'epidemia della peste. Venne eletto superiore provinciale dell'Ordine nel 1348 e, due anni dopo, essendo morto di peste il vescovo di Fiesole, Andrea fu chiamato a succedergli. Cercò di sottrarsi all'alto incarico, di cui si reputava indegno, andando a nascondersi in un lontano eremo, ma il suo nascondiglio venne scoperto da un fanciullo. Andrea interpretò quell'episodio come un invito all'obbedienza e accettò la nomina.
Per ventiquattro anni resse la diocesi di Fiesole, non sempre con la mansuetudine dell'agnello, poiché il suo rigore ascetico e la sua assoluta dedizione al ministero pastorale non erano sempre graditi a coloro che non ponevano eccessivo zelo nel servizio del Signore. Della sua carità beneficiarono soprattutto i poveri. Della sua opera di pacificatone trassero vantaggio non solo i battaglieri comuni toscani, ma anche la città di Bologna, dove Papa Urbano V lo mandò a mettere pace tra i cittadini, sobillati dai Visconti. Durante quella missione subì anche il carcere.
Si ammalò mentre celebrava la messa di Natale del 1373: morì nel giorno della festa dell'Epifania del 1374.
Huntress (Volume 1,
1989-1990) - Sinossi Generale
La serie Huntress (Volume 1),
pubblicata da DC Comics tra il 1989 e il 1990, segue le vicende di
Helena Rosa Bertinelli, la terza incarnazione del personaggio noto
come Huntress. Scritta principalmente da Joey Cavalieri, con disegni
di Joe Staton e inchiostri di Bob Smith e Bruce Patterson, questa
serie di 19 numeri introduce una nuova versione della vigilante,
diversa dalla precedente Helena Wayne, figlia di Batman e Catwoman di
Terra-2, eliminata dalla continuità post-Crisi sulle Terre Infinite.
La storia si concentra sulle origini, la vendetta e la trasformazione
di Helena Bertinelli in una cacciatrice di criminali, con un forte
legame con la sua eredità italo-americana e la sua fede
cattolica.
Huntress (Volume 2, 1994) - Sinossi Generale
Huntress (Volume 2) è una miniserie a fumetti di quattro
numeri pubblicata da DC Comics nel 1994, scritta da Chuck Dixon con
disegni di Michael Netzer e inchiostri di vari artisti. Protagonista
è Helena Bertinelli, la vigilante nota come Huntress, che in questa
serie sfoggia un nuovo costume meno rivelatore rispetto a quello
della serie del 1989. La storia si concentra sulla sua crociata
contro la criminalità organizzata a Gotham City, approfondendo il
suo passato traumatico e la sua determinazione a combattere la mafia,
con un tono cupo e realistico tipico del personaggi.
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REGIA E TESTI DI LUIGI BONESCHI -
RIPRESE WILLY TONNA E MASSIMO LENZI