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lunedì 2 novembre 2020

Matteo, Capitolo 26, Versetti 69-75

Pietro sedeva fuori nell’atrio e gli si avvicinò una serva dicendo: Anche tu eri con Gesù galileo; Ma egli negò davanti a tutti dicendo: Non so che cosa dici. Uscendo poi dalla porta lo vide un'altra serva e disse a quelli che erano là: Anche questo era con Gesù Nazareno; e di nuovo negò con giuramento: Non conosco quell'uomo. Poco dopo i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: Veramente tu sei di quelli; infatti la tua parlata ti rende manifesto. Allora cominciò a imprecare e a giurare che non conosceva quell'uomo, e subito il gallo cantò. Pietro si ricordò della parola di Gesù che aveva detto: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte». E uscito fuori pianse amaramente.

Crisostomo: Quello che, quando vide solo prendere il Maestro, si infiammò in modo da sguainare la spada e tagliare l'orecchio, all'udire gli oltraggi contro Cristo diventa negatore, e non resiste alle minacce di una vile serva.

Leone: Come appare, fu permesso che egli esitasse affinché fosse fondato nel principe della Chiesa il rimedio della penitenza, e nessuno osasse confidare nella propria virtù, quando nemmeno il beato Pietro sfuggì al pericolo della mutevolezza.

E di nuovo negò con giuramento: Non conosco quell'uomo. Girolamo: So che alcuni per pio affetto verso l'Apostolo Pietro interpretano questo passo dicendo che Pietro ha rinnegato l'uomo, poiché conosco Dio. Quanto ciò sia frivolo il lettore prudente lo intende: se infatti egli non negò, allora ha mentito il Signore che aveva detto (v. 34); «Tu mi rinnegherai tre volte».

Remigio [Rabano]: Spiritualmente poi il fatto che Pietro rinnegò prima del canto del gallo designa coloro che prima della risurrezione non credevano che egli era Dio, essendo stati turbati dalla sua morte. Il fatto invece che rinnegò dopo il canto del gallo designa quelli che sbagliano in entrambe le nature del Signore, sia secondo Dio che secondo l'uomo. [...]

Girolamo: Nel Vangelo leggiamo che dopo la negazione di Pietro e il canto del gallo il Salvatore guardò Pietro, e con il suo sguardo lo spinse a lacrime amare: infatti non poteva accedere che rimanesse nelle tenebre della negazione colui che aveva visto la luce del mondo; per cui anche qui segue: E uscito fuori pianse amaramente Sedendo infatti nell'atrio di Caifa non poteva fare penitenza, per cui esce fuori dall'assemblea degli empi e lava con amaro pianto la sporcizia della pavida negazione.

Leone: Felici, o Apostolo santo, le tue lacrime, che ebbero la virtù del santo battesimo per sciogliere la colpa della negazione. Intervenne infatti la destra del Signore Gesù Cristo, che ti prese mentre scivolavi prima che cadessi; e così hai ricevuto la fermezza di stare in piedi nello stesso pericolo di cadere. Pietro infatti tornò ben presto alla solidità, come ricevendo la fortezza: così che colui che prima era atterrito dalla passione di Cristo, nel suo proprio supplizio poi non temette, ma rimase costante.

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